Nuovi processi low-tech per la depurazione delle acque domestiche
dei piccoli centri urbani
La Francia conta circa
32.000 Comuni di circa 2.000 abitanti che non possiedono il budget necessario
per dotarsi di costosi impianti di depurazione delle acque.
Cresce per loro
l'interesse per le soluzioni low-tech, che sono efficaci, meno costose e con
minori esigenze di manutenzione.A differenza delle
costose stazioni di depurazione a fanghi attivi, molto efficaci ma estremamente
onerose anche dal punto di vista della manutenzione, le nuove soluzioni
low-tech, derivate da metodi tradizionali che sono stati modernizzati, offrono
soluzioni interessanti ed efficienti che non pesano troppo sul budget dei
piccoli comuni e quindi sul prezzo dell'acqua fatturato agli utenti.
Queste
tecnologie, pur essendo definite "rustiche", funzionano come dei veri e propri
impianti di depurazione. Offrono risultati di ottima qualità, soprattutto per
quanto riguarda la riduzione della presenza di ammoniaca.Filtri a sabbia, dischi
biologici, lagunaggio naturale, substrati batterici, filtri detti "rhizosfere":
ogni processo ha le sue particolarità e le sue varianti, come ad esempio il
lagunaggio aerato, che permette di stimolare l'attività naturale e la riduzione
della superficie del trattamento..
Diverse ricerche di
mercato sottolineano il crescente interesse per questi micro impianti di
depurazione da parte dei piccoli comuni.
Substrato
batterico + filtro a cannucce =
Rhizopur
La società Ondeo (Gruppo
Suez già Lyonnaise des eaux) ha sviluppato un processo del trattamento
delle acque residuali domestiche chiamato Rhizopur che associa due processi già
noti ma mai associati.
Il
sistema Rhizopur utilizza un substrato batterico seguito da filtri a cannucce
(Rhizofiltri). La prima fase del trattamento assicura la depurazione della
materia carbonosa disciolta e colloidale. La seconda fase completa il
trattamento con il filtraggio delle materie in sospensione e della biomassa
proveniente dal substrato batterico.
I vantaggi del sistema Rhizopur sono
l'affidabilità per quanto riguarda l'eliminazione della BOD (richiesta di
ossigeno biochimico), della COD (richiesta chimica di ossigeno) e dei materiali
in sospensione.
Anche sul piano idraulico il trattamento ha il vantaggio di
funzionare a portata costante qualunque sia la variazione del carico idraulico.
Non presenta nemmeno rischi di fuoriuscita di fanghi nell'ambiente poiché essi
rimangono imprigionati nei rhizofiltri.
Il processo è compatto, con un
impatto al suolo 10 - 15 volte inferiore rispetto ad un lagunaggio naturale.
Nell'ambito degli impianti di piccola dimensione, il sistema Rhizopur ha un
costo estremamente competitivo.
Sei di questi impianti sono già attivi,
cinque in costruzione. Si registra una grande attesa da parte dei comuni rurali.
Il
giardino filtrante : un uso scientifico della natura
Il giardino filtrante è un bel nome per designare un sistema
che sfrutta le doti proprie della natura amplificandone gli effetti grazie alla
tecnologia: si utilizzano le proprietà dei vegetali per eliminare gli
inquinanti.
Il processo messo a
punto dalla società Site et Concept, seppur ben collaudato, non è ancora
molto conosciuto. E' in grado di garantire un trattamento di qualità che non
lascia residui, si rivela adatto a molte situazioni, soprattutto nei luoghi in
cui ci sia la necessità politica ed ambientale di scegliere una soluzione
totalmente ecologica. Il processo comprende una fossa di ricezione dotata di uno
sgrigliatore, di due substrati batterici dotati di reti, di tre bacini con giunchi, tifa ed iris, di cedui di salice, di
ontani e di frassini che disperdono gli effluenti tramite evaporazione e
sudorazione.
Il giardino filtrante è
senz'altro una tecnica di depurazione estensiva, associa le tecniche di
depurazione tramite colture libere (lagune) e quelle che usano colture fisse al
suolo di cui si utilizzano i microrganismi posti sulle radici (letto a
microfiti).
Il
disco biologico: la biomassa "mangia" l'inquinamento
Il disco biologico è un
altro sistema ancora insufficientemente noto che si fonda su fenomeni naturali
associati all'energia elettrica.
I dischi in plastica,
girando, alternano fasi di immersione ed emersione dall'acqua, provocando lo
sviluppo di una pellicola batterica che viene utilizzata per il trattamento
delle acque. La biomassa fissata sulle pale del disco si ossigena in fase aerea
e si nutre del materiale inquinante nella fase di immersione.Le acque da trattare
attraversano l'impianto inserito nel contesto paesaggistico. Dopo un passaggio
attraverso dei decantatori/digestori, le acque passano in un chiusino di
distribuzione che assicura uno scorrimento regolare, assolutamente necessario
per il buon funzionamento del processo stesso.
Gli odori che provengono dal
decantatore sono trattati con un filtro a carbone.Infine, un chiarificatore
riceve le acque depurate dai biodischi. Il sistema può essere monitorato tramite
una rete informatica.
Lagunaggio
naturale : un asse di sviluppo locale
In seguito ad un grave problema di inquinamento che minacciava l'attività di coltivazione di crostacei, la città di Mèze nel Sud della Francia e 6 comuni limitrofi hanno adottato un impianto di depurazione originale, il lagunaggio naturale.
Questo procedimento
risponde a necessità specifiche: eliminazione dell'inquinamento microbiologico,
basso costo d'investimento e di funzionamento, integrazione paesaggistica,
valorizzazione acquicola ed agricola della biomassa planctonica e degli
effluenti.
L'impianto è
costituito da tre lagune impermeabili di 8 ettari che ricevono le acque
grossolanamente trattate durante tre mesi.
La depurazione viene effettuata tramite
l'azione della luce, della temperatura, del vento, delle microalghe e dei
batteri che trasformano, tramite fotosintesi, la materia organica inquinante in
materia organica vivente (fitoplancton, zooplancton).
Sul sito, dopo
l'installazione dell'impianto di lagunaggio, sono sorte diverse attività
acquicole.
Mèze si è trasformata, così, in un vero e proprio laboratorio
scientifico e sociale per lo sviluppo durevole che è in grado di offrire diverse
decine di posti di lavoro. Partendo da un problema ambientale si è riusciti a
creare uno sviluppo locale fondato
sull'ecologia.
Fonte: Agenzia Stampa CITEF
10/07/02