Edizione telematica
di
  Ambiente Risorse Salute
  Anno 2002
Luglio
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Nuovi processi low-tech per la depurazione delle acque domestiche dei piccoli centri urbani

 

La Francia conta circa 32.000 Comuni di circa 2.000 abitanti che non possiedono il budget necessario per dotarsi di costosi impianti di depurazione delle acque.
Cresce per loro l'interesse per le soluzioni low-tech, che sono efficaci, meno costose e con minori esigenze di manutenzione.
A differenza delle costose stazioni di depurazione a fanghi attivi, molto efficaci ma estremamente onerose anche dal punto di vista della manutenzione, le nuove soluzioni low-tech, derivate da metodi tradizionali che sono stati modernizzati, offrono soluzioni interessanti ed efficienti che non pesano troppo sul budget dei piccoli comuni e quindi sul prezzo dell'acqua fatturato agli utenti. Queste tecnologie, pur essendo definite "rustiche", funzionano come dei veri e propri impianti di depurazione. Offrono risultati di ottima qualità, soprattutto per quanto riguarda la riduzione della presenza di ammoniaca.
Filtri a sabbia, dischi biologici, lagunaggio naturale, substrati batterici, filtri detti "rhizosfere": ogni processo ha le sue particolarità e le sue varianti, come ad esempio il lagunaggio aerato, che permette di stimolare l'attività naturale e la riduzione della superficie del trattamento..
Diverse ricerche di mercato sottolineano il crescente interesse per questi micro impianti di depurazione da parte dei piccoli comuni.

 Substrato batterico + filtro a cannucce  = Rhizopur

La società Ondeo (Gruppo Suez già Lyonnaise des eaux) ha sviluppato un processo del trattamento delle acque residuali domestiche chiamato Rhizopur che associa due processi già noti ma mai associati.
 Il sistema Rhizopur utilizza un substrato batterico seguito da filtri a cannucce (Rhizofiltri). La prima fase del trattamento assicura la depurazione della materia carbonosa disciolta e colloidale. La seconda fase completa il trattamento con il filtraggio delle materie in sospensione e della biomassa proveniente dal substrato batterico.
 I vantaggi del sistema Rhizopur sono l'affidabilità per quanto riguarda l'eliminazione della BOD (richiesta di ossigeno biochimico), della COD (richiesta chimica di ossigeno) e dei materiali in sospensione.
Anche sul piano idraulico il trattamento ha il vantaggio di funzionare a portata costante qualunque sia la variazione del carico idraulico. Non presenta nemmeno rischi di fuoriuscita di fanghi nell'ambiente poiché essi rimangono imprigionati nei rhizofiltri.
Il processo è compatto, con un impatto al suolo 10 - 15 volte inferiore rispetto ad un lagunaggio naturale. Nell'ambito degli impianti di piccola dimensione, il sistema Rhizopur ha un costo estremamente competitivo.
Sei di questi impianti sono già attivi, cinque in costruzione. Si registra una grande attesa da parte dei comuni rurali.

 Il giardino filtrante : un uso scientifico della natura

Il giardino filtrante è un bel nome per designare un sistema che sfrutta le doti proprie della natura amplificandone gli effetti grazie alla tecnologia: si utilizzano le proprietà dei vegetali per eliminare gli inquinanti.
 Il processo messo a punto dalla società Site et Concept, seppur ben collaudato, non è ancora molto conosciuto. E' in grado di garantire un trattamento di qualità che non lascia residui, si rivela adatto a molte situazioni, soprattutto nei luoghi in cui ci sia la necessità politica ed ambientale di scegliere una soluzione totalmente ecologica. Il processo comprende una fossa di ricezione dotata di uno sgrigliatore, di due substrati batterici dotati di reti,  di tre bacini con giunchi,  tifa ed iris, di cedui di salice, di ontani e di frassini che disperdono gli effluenti tramite evaporazione e sudorazione.
Il giardino filtrante è senz'altro una tecnica di depurazione estensiva, associa le tecniche di depurazione tramite colture libere (lagune) e quelle che usano colture fisse al suolo di cui si utilizzano i microrganismi posti sulle radici (letto a microfiti).

Il disco biologico: la biomassa "mangia" l'inquinamento

Il disco biologico è un altro sistema ancora insufficientemente noto che si fonda su fenomeni naturali associati all'energia elettrica.
I dischi in plastica, girando, alternano fasi di immersione ed emersione dall'acqua, provocando lo sviluppo di una pellicola batterica che viene utilizzata per il trattamento delle acque. La biomassa fissata sulle pale del disco si ossigena in fase aerea e si nutre del materiale inquinante nella fase di immersione.
Le acque da trattare attraversano l'impianto inserito nel contesto paesaggistico. Dopo un passaggio attraverso dei decantatori/digestori, le acque passano in un chiusino di distribuzione che assicura uno scorrimento regolare, assolutamente necessario per il buon funzionamento del processo stesso.
Gli odori che provengono dal decantatore sono trattati con un filtro a carbone.
Infine, un chiarificatore riceve le acque depurate dai biodischi. Il sistema può essere monitorato tramite una rete informatica.

 Lagunaggio naturale : un asse di sviluppo locale

In seguito ad un grave problema di inquinamento che minacciava l'attività di coltivazione di crostacei, la città di Mèze nel Sud della Francia e 6 comuni limitrofi hanno adottato un impianto di depurazione originale, il lagunaggio naturale.

Questo procedimento risponde a necessità specifiche: eliminazione dell'inquinamento microbiologico, basso costo d'investimento e di funzionamento, integrazione paesaggistica, valorizzazione acquicola ed agricola della biomassa planctonica e degli effluenti.
 L'impianto è costituito da tre lagune impermeabili di 8 ettari che ricevono le acque grossolanamente trattate durante tre mesi.
 La depurazione viene effettuata tramite l'azione della luce, della temperatura, del vento, delle microalghe e dei batteri che trasformano, tramite fotosintesi, la materia organica inquinante in materia organica vivente (fitoplancton, zooplancton).

Sul sito, dopo l'installazione dell'impianto di lagunaggio, sono sorte diverse attività acquicole.
Mèze si è trasformata, così, in un vero e proprio laboratorio scientifico e sociale per lo sviluppo durevole che è in grado di offrire diverse decine di posti di lavoro. Partendo da un problema ambientale si è riusciti a creare  uno sviluppo locale fondato sull'ecologia.

Fonte: Agenzia  Stampa CITEF

 

 

 

10/07/02