Costruire in un prossimo futuro autoveicoli in gran parte riciclabili potrà diventare possibile grazie a un nuovo materiale plastico, che potrebbe essere utilizzato per componenti non strutturali quali allestimenti interni e accessori. La notizia incoraggiante è che l'industria motoristica internazionale ne ha già riconosciuto le enormi potenzialità e, fatto più importante, che le sue possibilità applicative si estendono a numerosi altri settori quali imballaggi, articoli sportivi, prodotti di largo consumo e materiali edili. Formulato da alcuni ricercatori britannici, il materiale si distingue inoltre per l'elevata trasparenza ai radar, che lo rende ideale per l'industria aerospaziale e la difesa, nonché per i componenti delle apparecchiature di imaging per il settore medico - ospedaliero.
Il gruppo BP ha acquisito i diritti esclusivi per la produzione di questa nuova plastica 'super ecologica' che, oltre a essere eccezionalmente robusta, duratura e leggera, può essere riciclata. Tale materiale rivoluzionario è noto come HCP (hot-compacted polypropylene), ossia polipropilene compattato a caldo, ed è frutto del lavoro di ricerca condotto presso l'Università di Leeds, in Inghilterra, dal Prof. lan Ward, dal Dr. Peter Hine e da Keith Norris dell'Interdisciplinary Research Centre (IRC) in Polymer Science and Technology. BP ha acquisito in esclusiva i diritti mondiali sul materiale da BTG, società internazionale per la commercializzazione di nuove tecnologie. Presente nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Giappone e titolare di oltre 8500 brevetti, BTG aveva immediatamente riconosciuto le potenzialità commerciali dell'HCP, acquisendo i diritti relativi all'applicazione della tecnologia. Con tale materiale, BP sarà in grado di produrre una nuova generazione di compositi termoplastici leggeri, facilmente lavorabili e autorinforzati, destinati specificatamente al comparto automobilistico, un mercato enorme per la plastica.
Il processo produttivo consiste nel compattare le fibre termoplastiche per formare un solido omogeneo senza ricorrere a un secondo materiale. Durante il processo, una piccola frazione della superficie di ciascuna fibra viene fusa selettivamente, per poi ricristallizzarsi durante la fase di raffreddamento e fungere da legante della struttura. In generale, durante il processo va perso solo il 20% delle fibra, con il risultato che gran parte delle proprietà delle fibre originali viene mantenuta nel composito termoplastico risultante, leggero e autorinforzato, che si distingue per straordinaria resistenza agli urti, termoformabilità e riciclabilità Quest'ultima caratteristica, in particolare, risponde perfettamente alla volontà di BP di affermare la propria leadership anche in materia di salvaguardia ambientale.
Il prodotto rappresenta un'alternativa ideale a molti materiali tradizionali perché è costituito solo da polipropilene, ed è interamente termoplastico. E’ inoltre molto più leggero della plastica rinforzata con fibra di vetro o con filtro di carbonio e coniuga in modo unico elevata rigidità e resistenza anche a temperature inferiori allo zero.
Prof. Ian Ward, Interdisciplinary
Research Centre (IRC) in Polymer Science and Technology, Dept of Physics &
Astronomy, Leeds University, Leeds LS2 9JT
Tel. 0044 113 233 3808 Fax: 0044
113 234 3846
e-mail: I.m.ward@leeds.ac.uk
Fonte “made in Britain” Aprile
2002
24/06/02