Quando dei metalli pesanti, come il mercurio, contaminano un fiume o un mare, passano in generale parecchi mesi prima che si possa rinvenire l'inquinante negli animali marini. Ricercatori dell'UFRJ (Università Federale di Rio del Janeiro) hanno messo a punto una nuova tecnica che utilizza le modificazioni genetiche degli animali per ridurre il tempo a meno di 24 ore. Questo nuovo metodo capace di rilevare l'inquinamento, permette anche di misurarne gli effetti, come spiega il prof. Mauro de Freitas Rebelo, ricercatore dell'Istituto di biofisica “Carlos Chagas Filho” dell'UFRJ.
In questa direzione sta lavorando il suo gruppo di ricerca che studia i disordini fisiologici delle ostriche, causati dalle deiezioni chimiche nella baia di Sepetiba presso Rio de Janeiro.
Il rilevamento non si fa per mezzo della modificazione diretta della catena alimentare, ma grazie all'analisi del livello di attività dei geni (si dice di un gene che è attivo quando comporta la produzione di proteine). Ciò è più semplice di quanto si possa credere, in quanto le cellule producono delle molecole che segnalano l'attività o non di un gene. Sono le molecole dell'RNA messaggero . Esse fanno da legame tra le istruzioni codificate dal DNA e le proteine secrete dalla cellula. Così, più si rileva la presenza di RNA messaggero, più il gene è attivo.
Nei casi delle ricerche condotte all'UFRJ, i geni studiati sono quelli che producono le proteine del gruppo dei metallothioneine. La loro funzione è primordiale: queste proteine tentano di salvare l'organismo quando è contaminato dalla presenza di metalli pesanti. S'attaccano ai metalli e impediscono loro di colpire le funzioni essenziali della cellula, precisa il prof. Mauro de Freitas Rebelo. Un'attività genetica importante dei geni che producono queste metallothionine, è un segnale certo che i geni lavorano troppo e che dunque l'ambiente è inquinato. I ricercatori hanno verificato la loro teoria con successo nelle ostriche della baia di Sepetiba.
Il gruppo di ricerca studia inoltre i serbatoi d'acqua potabile di Rio de Janeiro e la baia Madeira in Amazzonia. Tra i collaboratori a questo lavoro, un gruppo della Fondazione Oswaldo Cruz (Fiocruz) coordinata da Milton Moraes.
(Fonte: Bollettini elettronici (BE) di ADIT, Agenzia per la Diffusione dell'Informazione Tecnologica, Francia; dal BE del Brasile, febbraio 2005)
30 marzo 2005