Una
collaborazione anglo-russa battezzata Green Curtain - che prevede l'impiego di
microrganismi presenti in natura per eliminare l'inquinamento da idrocarburi,
assai diffuso in Russia - ha consentito lo sviluppo di una tecnologia che potrà
essere adottato anche in altri Paesi.
Green Curtain vede impegnati microbiologi
delle università scozzesi di Edimburgo e Napier (Scozia) insieme alla sede negli
Urali dell'Accademia Russa delle Scienze. Gli scienziati britannici sono al
lavoro negli Urali nell'ambito del Contaminated Land Assessment and
Remediation Rescarch Centre (CLACC,) un progetto di ricerca per la
valutazione e la bonifica dei terreni contaminati condotto congiuntamente dalle
due Università insieme allo Scottish Universities Environmental Research
Centre. L:équipe russa proviene invece dal Laboratorio di Microbiologia
dell'Istituto di Ecologia di Perm.
«Le tecnologie disponibili per affrontare
il problema sono numerose ha spiegato il dr. Colin Cunningham di Edimburgo - ma
alcune, come l'incenerimento, provocano effetti dannosi sull'ambiente e sono
molto costose. Il conferimento in discarica di materiali contaminati non fa che
trasferire il problema da un luogo all'altro, senza ris-olverlo. Le tecnologie
più sostenibili ed economicamente interessanti si fondano invece sull'impiego di
microrganismi presenti in natura per neutralizzare gli agenti
inquinanti».
Nel frattempo, è stato messo a punto un nuovo strumento di
osservazione spaziale che permette d'intervenire con tempestività in caso di
perdite di petrolio in mare. Utilizzando il radar ad apertura sintetica (SAR)
perfezionato dalla British Marine Technology in collaborazione con la AEA
Technology plc, velivoli per telerilevamento e satelliti spaziali sono in
grado di tenere sotto controllo le fuoriuscite di petrolio da navi cisterna o
piattaforme petrolifere. I sensori del radar illuminano la superficie dell'acqua
mediante radiazioni a microonde, fornendo un'immagine radar monocromatica nella
quale le chiazze di petrolio appaiono di colore scuro. Utilizzando questi dati,
un sistema denominato Oilwatch è in grado di segnalare con tempestività la
presenza di chiazze di petrolio ai centri di controllo, fornendo tutti i
dettagli via Internet. Una volta allertati, tali centri possono impartire
istruzioni agli aerei adibiti al controllo e perseguire con maggiore prontezza i
responsabili. Dopo una prima fase sperimentale conclusasi con risultati
positivi, il servizio Oilwatch è ora in funzione per conto di un'importante
società europea, nonché per la Guardia Costiera britannica.
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fonte: made in Britain
05/07/02