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  Ambiente Risorse Salute
  Anno 2002
Luglio
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Bonifica di zone inquinate da idrocarburi

Una collaborazione anglo-russa battezzata Green Curtain - che prevede l'impiego di microrganismi presenti in natura per eliminare l'inquinamento da idrocarburi, assai diffuso in Russia - ha consentito lo sviluppo di una tecnologia che potrà essere adottato anche in altri Paesi.
 Green Curtain vede impegnati microbiologi delle università scozzesi di Edimburgo e Napier (Scozia) insieme alla sede negli Urali dell'Accademia Russa delle Scienze. Gli scienziati britannici sono al lavoro negli Urali nell'ambito del Contaminated Land Assessment and Remediation Rescarch Centre (CLACC,) un progetto di ricerca per la valutazione e la bonifica dei terreni contaminati condotto congiuntamente dalle due Università insieme allo Scottish Universities Environmental Research Centre. L:équipe russa proviene invece dal Laboratorio di Microbiologia dell'Istituto di Ecologia di Perm.
 «Le tecnologie disponibili per affrontare il problema sono numerose ha spiegato il dr. Colin Cunningham di Edimburgo - ma alcune, come l'incenerimento, provocano effetti dannosi sull'ambiente e sono molto costose. Il conferimento in discarica di materiali contaminati non fa che trasferire il problema da un luogo all'altro, senza ris-olverlo. Le tecnologie più sostenibili ed economicamente interessanti si fondano invece sull'impiego di microrganismi presenti in natura per neutralizzare gli agenti inquinanti».
Nel frattempo, è stato messo a punto un nuovo strumento di osservazione spaziale che permette d'intervenire con tempestività in caso di perdite di petrolio in mare. Utilizzando il radar ad apertura sintetica (SAR) perfezionato dalla British Marine Technology in collaborazione con la AEA Technology plc, velivoli per telerilevamento e satelliti spaziali sono in grado di tenere sotto controllo le fuoriuscite di petrolio da navi cisterna o piattaforme petrolifere. I sensori del radar illuminano la superficie dell'acqua mediante radiazioni a microonde, fornendo un'immagine radar monocromatica nella quale le chiazze di petrolio appaiono di colore scuro. Utilizzando questi dati, un sistema denominato Oilwatch è in grado di segnalare con tempestività la presenza di chiazze di petrolio ai centri di controllo, fornendo tutti i dettagli via Internet. Una volta allertati, tali centri possono impartire istruzioni agli aerei adibiti al controllo e perseguire con maggiore prontezza i responsabili. Dopo una prima fase sperimentale conclusasi con risultati positivi, il servizio Oilwatch è ora in funzione per conto di un'importante società europea, nonché per la Guardia Costiera britannica.

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 fonte: made in Britain

 

 

 

05/07/02