Le industrie automobilistiche e i centri
R&S dedicati ai motori hanno presentato durante il Convegno Internazionale
dell'IFP (Institut Français du Pétrole),
tenutosi nel novembre 2001, i loro lavori sui motori a benzina e motori
diesel di domani. Gli automobilisti ne ignorano
ancora l'esistenza, ma la "Combustione mediante autoaccensione controllata"
(CAI) per i motori a benzina e la combustione omogenea (HCCI o anche:
"autoaccensione per carica omogenea") per il diesel modificheranno profondamente
il rapporto tra l'auto e l'ambiente. Per quanto riguarda i motori
diesel, la Toyota ha introdotto in Giappone, su uno dei propri modelli, il
processo Unibus che permette, in
determinati campi di applicazione, di ridurre in modo significativo l'emissione
di ossido di azoto (Nox) rispetto al diesel tradizionale. Un altro promettente filone di
ricerca è oggetto di studi da parte della Fiat: si tratta dell'aggiunta al
proprio sistema d'iniezione common
rail Multijet di una distribuzione variabile (Uniair) a comando
elettro-idraulico. Si ottiene così un motore molto
più flessibile ed efficiente, che farà prossimamente la sua comparsa sul mercato
e verrà adattato per l'introduzione delle strategie di combustione HCCI. Frattanto l'IFP propone un nuovo
approccio, alla combustione diesel omogenea, che non modifica l’architettura dei
motori e si basa sulle strategie di multi-iniezione. Questa tecnologia permette
di ridurre di 100 volte le emissioni degli ossidi d’azoto e di 10 - 50 volte le
emissioni di particelle. Per quanto riguarda la benzina, la
Honda ha già aperto una nuova strada con l'utilizzo della combustione mediante
autoaccensione sui motori a 2 tempi delle moto. Per le applicazioni auto a 4
tempi, l'IFP ha mostrato che l'introduzione della tecnologia CAI è correlata
all'introduzione di nuove tecnologie relative all'apertura variabile delle
valvole. Su questo punto la Lotus si distingue per la sua visione futuristica:
lavora ad un motore senza albero a camme, elettrificato al 100%. Infine, la Johnson Controls ha
presentato un altro dispositivo, basato sul comando elettromagnetico delle
valvole per facilitare il controllo dell'autoaccensione. Esistono oggi buone possibilità
affinché queste soluzioni possano contribuire a cambiare l'immagine del motore a
benzina presso il pubblico. Dotata di distribuzione variabile
e della tecnologia CAI sviluppata dall'IFP, una Ford 1,7 L Zetec 16v può in tal
modo arrivare ad una riduzione del 99% degli NOx emessi ed un
risparmio di consumo fino al 30%! Forte di tali risultati, l'EUCAR,
il ramo R&S dell'ACEA, l'Associazione Europea dei Costruttori di Automobili,
ha potuto annunciare che il motore a combustione interna rimarrà attuale ben
oltre il 2020. Con ottime prospettive di penetrazione commerciale, i processi di
combustione CAI e HCCI potrebbero rilanciare, verso il 2010, il dibattito
relativo alla competitività tecnologica della benzina e del diesel nei confronti
delle energie alternative, gas e idrogeno. Le prime applicazioni di questi
motori in modelli di serie dovrebbero essere disponibili in Europa fra circa 5
anni. Come ha ricordato Pierre Duret,
direttore aggiunto di Moteurs-Energie, l'IFP propone il suo aiuto tecnico alle
industrie automobilistiche, alle aziende della componentistica e alle società
petrolifere interessate ad accelerare l'implementazione di queste nuove
tecnologie, nel quadro di progetti bilaterali o di consorzi internazionali. Resta tuttavia da definire il problema dei
carburanti, la cui qualità non risponde necessariamente alle esigenze della
combustione omogenea. Gli esperti raccomandano la formulazione di nuovi
carburanti più idonei a questi nuovi processi di combustione. In tal modo, la
distinzione tra motori a benzina e motori diesel diventa sempre meno netta. I
motori a benzina CAI e quelli diesel HCCI si avvicinano tra loro sia in termini
di caratteristiche geometriche (sotto il profilo, ad esempio, del rapporto di
compressione) che a livello di rendimento e di emissioni. E con l'evoluzione
della formulazione dei carburanti, sembra proprio che ci si incammini verso una
convergenza tra benzina e diesel. Su questo punto è significativo
l'intervento di Wolfgang Steiger, direttore Powertrain Research, all'atto della
sessione di chiusura, che ha esposto la visione a lungo termine della
Volkswagen. La casa automobilistica tedesca prevede
l’avvento di una coppia unica motore-carburante sulla base di un processo di
combustione combinato CAI-HCCI. Un bell'esempio di omogeneità. L'IFP Moteurs è il primo progettista
indipendente di tecnologie dei motori e dei carburanti in Francia. Le sue aree
di competenza sono la modellazione matematica, i processi di combustione di
ultima generazione (benzina CAI e diesel HCCI), le tecnologie avanzate relative
ai motori e carburanti e il post-trattamento. Per rispondere in maniera innovativa alle
esigenze di rendimento e di riduzione delle emissioni inquinanti, l'IFP Moteurs
si appoggia ad équipe multidisciplinari che comprendono oltre 200 ingegneri e
tecnici altamente specializzati e su una ricchissima dotazione di strumenti ed
attrezzature di collaudo (40 banchi di prova motori, 3 banchi a rulli, Ufficio
Studi e laboratori specializzati). L'IFP
Moteurs propone ai propri clienti - case automobilistiche, costruttori di
componentistica, società petrolifere - dei contratti di consulenza o di
trasferimento di tecnologia o, ancora, la partecipazione a consorzi (con la
garanzia della più assoluta riservatezza). L'IFP Moteurs è parte integrante
dell'Institut Français du Pétrole (IFP), centro di ricerca, indipendente e unico
in Europa, per la progettazione industriale, la formazione e l'informazione nei
comparti del petrolio e del gas naturale, nonché nel settore
automobilistico. Articolo redatto dall’Agenzia Stampa
CITEF 05/04/02
A loro avviso, grazie alle tecnologie già disponibili,
l'inquinamento zero è un obiettivo raggiungibile entro i prossimi 5
anni.
Rappresentano un decisivo passo verso
la produzione di autoveicoli più puliti e anche più economici, giacché la
combustione omogenea permette di ridurre la complessità dei sistemi di
post-trattamento dei gas di scarico, che sono quindi meno costosi.
Tali
tecnologie, oggetto di ricerca e sviluppo in tutto il mondo, vedono l'IFP in
prima linea. Il centro di ricerca francese lavora da 15 anni sull'argomento e
oggi le prime applicazioni, finora alquanto limitate, cominciano ad essere
introdotte sul mercato.
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