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  Anno 2002 - 2003
Marzo
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Ambiente

"Lingua"elettronica percepisce l’inquinamento dell’acqua

 

L’insieme di minuscoli chip illustrati nella foto è il punto di partenza di un innovativo sistema , che i ricercatori dell’Università di Cardiff, nel Regno Unito, hanno denominato «lingua elettronica». Si tratta di un dispositivo portatile da immergere nei fiumi o nei reflui industriali per accertare che non contengano sostanze tossiche. Gli specialisti della Scuola d’Ingegneria del suddetto ateneo del Galles hanno messo a punto una tecnica che permette di attaccare chimicamente ogni singolo chip di silicio in maniera controllata, così da creare milioni di minuscoli pori e canali di dimensioni nanometriche (da 2 a 20 nm). In questo modo ogni chip assume una superficie interna eccezionalmente ampia, in grado di «assaggiare» l’acqua e verificare l’eventuale presenza di contaminanti con un grado di accuratezza pari a quello dei sistemi di campionamento di laboratorio, ma con una rapidità persino maggiore.
«Il principio da noi seguito è in parte simile a quello della cromatografia tradizionale, anche se operiamo su una scala di grandezze decisamente inferiore», ha spiegato il Prof. David Barrow, direttore del Laboratorio Microsistemi Applicati dell’Università di Cardiff. «Ciò significa che la parte sensibile della lingua elettronica può essere costruita con componenti miniaturizzati ed è quindi facile ed economica da produrre».
Collegando la lingua a un «cervello» computerizzato che analizzi i segnali elettronici ricevuti, i ricercatori saranno presto in grado di sviluppare una nuova tecnologia destinata a rivoluzionare l’analisi delle acque. La prospettiva di poter presto realizzare un sistema efficace ed economico per questo scopo ha già destato vivo interesse a livello internazionale, interesse motivato dalle crescenti preoccupazioni delle aziende dell’acqua per il possibile inquinamento dovuto a cause ambientali o anche ad azioni terroristiche. Come ammette il Prof. Barrow, si è ancora nella fase di sviluppo, «ma quanto abbiamo scoperto sinora è importante perché dimostra che possiamo ottenere silicio poroso con le stesse caratteristiche delle papille gustative. Un efficace dispositivo ripartitore all’interno del chip, anch’esso progettato dalla nostra équipe, garantisce una distribuzione omogenea del flusso su tutta la superficie porosa. Abbiamo anche dimostrato di poter misurare le variazioni di «sapore» dell’acqua con un processore elettrochimico. Il passo successivo sarà lo sviluppo di software di riconoscimento forme per il cervello del nostro dispositivo».
Grazie al loro costo ridotto, le lingue elettroniche si prestano al monitoraggio su vasta scala dei singoli corsi d’acqua usati per l’approvvigionamento idrico e della rete acqua. Un segnale d’allarme in presenza di contaminazione permette d’intervenire prima che l’acqua inquinata raggiunga il punto di consumo.

Debra Lewis, Cardiff University, PO Box 921, Cardiff CF1 3XQ
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Fonte: Made in Britain, dicembre 2002

 

12/03/032