La climatizzazione delle
autovetture e l’impatto dei gas serra
Attualmente in Francia il
60% dei veicoli messi in circolazione sono dotati di climatizzazione.
Saranno l’80% entro il 2005. Questa evoluzione ha il suo rovescio: la
climatizzazione è una fonte diretta e indiretta d’inquinamento. Il fluido
refrigerante contenuto nei sistemi di climatizzazione migra verso l’atmosfera
(cattiva tenuta dei circuiti, fughe in caso d’incidenti...). Queste emissioni
sono stimate dall’ADEME in 2,8 milioni di tonnellate di equivalente
CO2 all’anno e supereranno i 4 milioni nel 2010. La climatizzazione
comporta anche un sovraconsumo dei motori che è valutato dal 10 al 30% secondo
gli usi (città o autostrada) e che provoca delle emissioni supplementari di gas
serra.
Su iniziativa dell’Agenzia Ademe, si stanno conducendo delle ricerche
al fine di ridurre questi impatti, nel quadro dei programmi poliennali di
ricerca sui trasporti terrestri e sulla qualità dell’aria: Predit e
Primequal.
“Per limitare il
sovraconsuomo, spiega Stephane Barbusse, del dipartimento tecnologie dei
trasporti dell’Ademe, occorre ridurre l’aumento della temperatura
dell’abitacolo quando il veicolo è fermo”. Ciò si ottiene fra
l’altro con l’installazione di materiali specifici (vetri atermici) o con la
messa in opera di nuove tecniche di ventilazione al momento dell’arresto del
veicolo. Nel campo dei fluidi refrigeranti, l’”Ecole des mines” di Parigi lavora
attualmente a nuove miscele a minore potere di riscaldamento, che associano
alcuni HFC (idrofluorocarburi) a dell’anidride carbonica (CO2). Le prove sono in corso..
Per
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Stephane
barbuse: Stephane.Barbusse@ademefr
Fonte: “La lettre Ademe” 77,
0ttobre 2001
08/02/02