Prossimamente
pane, pasta e altri cibi composti di farina potrebbe essere arricchiti
appositamente con selenio, un nutriente essenziale della dieta umana. Ma
occorrono maggiori ricerche sull’attività del selenio nel nostro organismo prima
che gli Usa s’imbarchino sul potenziamento dei cibi con questo elemento in
traccia.
E’ per tale ragione che il
chimico Chris Hawkes ricercatore dell’ARS sta guidando un’indagine innovativa su
dosi abbastanza alte di selenio. Egli osserva gli effetti sulla normale funzione
cardiovascolare, immunitaria e riproduttiva umana. Hawkes lavora al Centro di
Ricerca sulla nutrizione umana a Davis,
California.
La sperimentazione con il selenio, attualmente nella
sua seconda fase, fornirà ora dettagliate informazioni su questo minerale.
Partecipano come volontari a questo studio più di 30 persone sane, dai 18 ai 45
anni.
Per un anno, metà dei
volontari prenderà giornalmente una capsula che fornisce cinque volte e mezzo la
dose di selenio indicata dalla Reccommended Dietary Allowance, sotto
forma di lievito ad alto contenuto di selenio. L’altra metà dei volontari
riceverà un placebo giornaliero, una capsula identica ma che contiene solo
lievito senza selenio.
A intervalli
regolari, le persone visiteranno il centro per fornire campioni di sangue,
urina, seme, e altri campioni per i test di laboratorio. Essi saranno anche
sottoposti a verifiche della funzione cardiovascolare e di altri indicatori
sulla loro salute. Inoltre, essi dovranno tradurre in dettagliate memorie
l’attività fisica, lo stato di benessere generale e gli alimenti che hanno
mangiato durante periodi specifici di 3 giorni.
In
questa fase multiforme, molteplici esperimenti diversi forniranno un quadro più
dettagliato sull’azione del selenio su un più lungo periodo rispetto a quello
della prima fase del nostro studio”, ha precisato Hawkes. La prima fase ha
compreso 11 volontari che sono vissuti al centro per 120 giorni ed hanno
mangiato pasti appositamente preparati per loro. Nell’attuale fase dello studio,
i volontari vivono a casa loro con libera scelta di ciò che vogliono mangiare.
Essi vanno al centro solo per i test di
laboratorio.
Frutti
di mare, carne e cereali provenienti da regioni con suoli ricchi di selenio
costituiscono una buona fonte di questo minerale. Altre fonti comprendono
prodotti lattiero-caseari e ortaggi.
Scienziati hanno osservato da anni che il
selenio è richiesto per una adeguata crescita e riproduzione negli animali.
Queste ricerche sugli animali hanno anche indicato che il selenio è essenziale
per il mantenimento appropriato della funzionalità e attività tiroidea. Inoltre
è un potente antiossidante che protegge le cellule dai sottoprodotti di
ossidazione, noti come perossidi. Ma il selenio cela ancora dei
segreti.
Ad esempio, dice Hawkes, studi recenti,
eseguiti altrove su animali da laboratorio fatti crescere con mangimi carenti di
selenio, hanno indicato che il selenio aiuta a combattere le malattie
cardiovascolari. Le arterie in questi animali non si espandono e contraggono
adeguatamente. Le arterie sono vasi elastici che trasportano il sangue
ossigenato lontano dal cuore in tutti i tessuti dell’organismo.
Questa
espansione e contrazione, o sensibilità vascolare, è vitale per il mantenimento
di un normale flusso del sangue. “Nel nostro studio, stiamo misurano i
cambiamenti nella sensibilità vascolare di questi volontari mediante il
monitoraggio regolare del diametro e della velocità del flusso nell’arteria
brachiale della parte superiore del braccio”, riferisce Hawkes. “ Questo è un
test standard della sensibilità vascolare.
“Usiamo a livello dell’avambraccio un bracciale rigonfiato per esercitare
pressione sul sangue e bloccare così il suo flusso. Poi rilasciamo il bracciale
e usiamo uno strumento ad ultrasuoni per vedere e misurare la risposta delle
arterie. In una persona con tono vascolare buono, l’arteria si espande
velocemente una volta che il polsino viene rimosso. Pensiamo che un enzima
contenente-selenio entri in gioco nel segnalare all’arteria di
espandersi”.
Per questi test cardiovascolari Hawkes
collabora con Lawrence Laslett, MD., un cardiologo dell’Università di California
alla Davis School of Medicine.
Riferisce Hawkes, “Il selenio è già
analizzato dai medici per combattere l’AIDS. Ma l’interazione esatta tra il
selenio e il sistema immunitario nelle persone sane - come quelle del nostro
studio - non è ancora conosciuta.”
Nella
fase uno, Hawkes ha trovato che il selenio ha aumentato la risposta anticorpale
alle vaccinazioni ed ha migliorato la crescita dei linfociti, un tipo di cellula
del sangue. Hawkes ha eseguito questo lavoro con il ricercatore chimico
Darshan S. Kelley del Westwrn Human Nutrition Research
Center.
In
questa ultima fase dello studio, Hawkes sta monitorando un ampio panel di
indicatori della funzione immunitaria nel sangue per seguire gli effetti del
selenio. Egli sta anche raccogliendo i dati provenienti da test di sensibilità
della pelle per una varietà di allergeni e sta chiedendo volontari per tenere un “diario del muco” personale al
fine di documentare i raffreddori ed altre infezioni delle vie
respiratorie.
Egli sta analizzando ancora la normalità
riproduttiva del volontari in quanto la prima fase dello studio ha indicato che
un regime di alte dosi di selenio potrebbe abbassare la motilità dello
sperma.
“Vogliamo vedere se lo stesso effetto si
verifica in volontari che vivono a casa invece che nei nostri luoghi di ricerca”
dice Hawkes. Studi in altre istituzioni hanno mostrato che livelli molto elevati
di selenio si traducono in più bassa motilità dello sperma in animali di
laboratorio. Ma i risultati degli studi sull’uomo sono stati contraddittori,
afferma Hawkes. Il suo collaboratore per lo studio sulla motilità dello sperma è
l’urologo Paul J. Turek, M.D., dell’Università di California di San
Francisco.
Un altro effetto messo in evidenza da
elevati dosi di selenio,verificatosi nella prima fase dello studio, era un
piccolo ma statisticamente significativo guadagno in peso di circa 2 pound. Il
guadagno in peso, dice Hawkes, era accompagnato da una diminuzione del 25%
dell’ormone attivo della tiroide. Ciò spiega, in questa fase dello studio, il
fatto che Hawkes e i suoi collaboratori nella ricerca stanno monitorando i
mutamenti nel peso, gli ormoni tiroidei, e la composizione del corpo, la
quantità relativa di grasso e tessuto magro (muscolo, osso e acqua). Egli sta
eseguendo questa ricerca con la fisiologa Marta D. Van Loan e con la chimica
ricercatrice Nancy L. Keim, ambedue del Centro della nutrizione.
Hawkes si propone di vedere le variazioni
nel modo in cui le persone sane nel suo studio rispondono al selenio. I geni
giocano probabilmente un ruolo significativo in queste variazioni. Così Hawkes e
il patologo Jeffrey P. Gregg, M.D. dell’Università di California del Davis
Medical Center, stanno analizzando materiale genetico nei campioni di sangue dei
volontari. Ogni campione viene analizzato per 12,625 geni.
“Stiamo osservando le differenze nell’espressione dei geni dovuti al
selenio. Questo lavoro potrebbe fornire validi indizi nel quadro della ricerca
sul selenio”
Questa ricerca fa parte
del Programma Nazionale dell?ARS, Nutrizione Umana.
* L'articolo, di
Marcia Wood è tratto da "Agricoltural Research" del
2002
Per ulteriori informazioni www.nps.ars.usda.gov
17/03/03