ASSOCIAZIONE ITALIANA
SEMENTI
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Bologna, 15 luglio 2003 Agli organi di informazione
Loro sedi
Lettera
aperta di AIS al Ministro Alemanno e alle Regioni:
“Sul problema sementi è necessario agire
e prendere una posizione realista e coerente”
“Non solo si
continua a non evidenziare che si
tratta di un problema legato alla presenza accidentale di ogm in sementi di
varietà tradizionali, e non della coltivazione di vere varietà ogm, ma
addirittura non si tiene conto dell’imminente completamento del quadro
normativo in materia, come annunciato dal Ministro Alemanno, e quindi
dell’opportunità di una più attenta verifica della situazione”. Questo è quanto
sostiene l’AIS, l’Associazione italiana sementi, in una lettera aperta al
Ministro ed ai Presidenti delle Regioni in relazione alla decisione di
distruggere alcuni campi di mais situati in Piemonte.
“E’ inoltre
contraddittorio – prosegue l’AIS – l’atteggiamento del nostro Ministero delle
politiche agricole che oggi non interviene con autorità sulla questione, anzi
plaude all’iniziativa del Governatore Ghigo, mentre di fatto lo scorso anno ha
tollerato presenze accidentali di ogm non superiori allo 0,1%. Peraltro lo
stesso limite è stato confermato anche per l’attuale campagna”.
“Se le norme
per le sementi non vengono completate entro poche settimane, come promesso dal
Ministro Alemanno” – aggiunge l’AIS – “è evidente che ci avviamo alla prossima
campagna di semine privi delle necessarie condizioni perché le aziende
sementiere possano pensare di preparare e distribuire le sementi di mais”.
Ais, Associazione
Italiana Sementi, è la principale organizzazione di categoria del comparto.
Costituita nel 1946, associa attualmente oltre 175 aziende, che operano in
tutti i settori: cereali, ortive, foraggere, bietole, riso, mais e oleaginose.
Nel 2001 il fatturato del comparto è stato di circa 600 milioni di €uro. Le
importazioni di sementi sono ammontate a 250
milioni di €uro, mentre le esportazioni sono state pari a 120 milioni di €uro.
Per ulteriori info: Ais,
tel 051-503881 - ais@sementi.it
Testo della
lettera aperta
al Ministro
Alemanno, ai Presidenti delle Regioni, alle Organizzazioni agricole
PRESENZA ACCIDENTALE
DI OGM E DISTRUZIONE CAMPI
DI MAIS
Ill.mo Signor
Ministro,
Desideriamo esprimerLe il
nostro sconcerto e la più ferma disapprovazione per quanto sta succedendo in
Piemonte, a proposito della distruzione di alcuni campi di mais disposta dal
Presidente della Giunta regionale, e più in generale sulla posizione assunta
dal Ministero verso la cosiddetta “tolleranza zero”.
Distruzione dei campi
di mais
La nostra Associazione
ritiene che essa sia ragionevolmente e scientificamente priva di ogni fondamento. Le motivazioni sono diverse:
- si continua a non
operare alcuna distinzione fra la coltivazione di varietà davvero ogm ed il problema
della presenza accidentale di ogm nelle sementi di varietà tradizionali;
- la decisione presa nega
il principio della presenza accidentale, riconosciuto inevitabile nel marzo
2001 dal Comitato scientifico delle piante della Commissione CE;
- la decisione non è
supportata da evidenti e contingenti pericoli e rischi per la salute umana;
- i livelli di presenza
accidentale riscontrati analiticamente (variabili per il Piemonte dallo 0,02%
allo 0,11%) sono nettamente al di sotto sia della soglia di tolleranza dello
0,9%, di recente approvata dal Parlamento europeo per alimenti e mangimi, che
delle analoghe soglie in via di adozione anche per le sementi e pari per il
mais allo 0,5%;
- è agronomicamente
inutile, in quanto troppo tardiva per evitare il paventato rischio di un eventuale
inquinamento del territorio;
- non è congrua con la
reale dimensione del fenomeno. I campi
individuati e destinati alla distruzione, secondo l’ordinanza della Regione
Piemonte, costituiscono soltanto una parte di quelli potenzialmente coinvolti.
Dovrebbe essere tenuto presente che il numero di lotti di sementi di mais
risultati positivi, a seguito del campionamento e delle analisi effettuate dal
SRF su seme posto comunque da tempo in commercio dalle aziende sementiere,
assomma a circa 10-15 e che i controlli sono stati effettuati per sondaggio,
interessando circa il 10% del numero totale di lotti di sementi messi in
distribuzione.
I controlli della
scorsa campagna 2002
La decisione di
distruggere le colture è apertamente in contrasto con il comportamento e la posizione
assunta dal Ministero delle politiche agricole, in relazione a quanto emerso
nel corso della scorsa campagna.
Nel 2002, infatti, furono
trovati positivi 53 campioni di mais su 98 controllati dall’ENSE, circa il
54% dei prodotti presi in esame (vedere
resoconto audizione da parte della Commissione agricoltura del Senato dei
vertici dell’ENSE, del 13 maggio 2003).
Eppure, poiché a seguito
delle nuove analisi quantitative effettuate dall’ENSE era risultata una
presenza di sementi geneticamente modificate in misura inferiore allo
0,1%, il Ministero - con lettera del 29 ottobre 2002
indirizzata alle diverse Aziende sementiere interessate, così come alla Procura
della Repubblica di Torino - comunicava
che “dall’esame degli atti non sono emersi elementi tali da determinare
interventi e/o provvedimenti di competenza della scrivente Direzione generale”!
In pratica, per la scorsa
campagna 2002, è stata ammessa una soglia tecnica di tolleranza dello
0,1%.
Questa tolleranza è stata
implicitamente ribadita dal Ministero anche per la corrente campagna, nella
memoria presentata al TAR del Lazio lo scorso 28 marzo 2003 nel procedimento di
opposizione al ricorso presentato da alcune aziende sementiere avverso la
circolare del 13 dicembre 2002. In tale
nota, in relazione alla contestazione della mancata individuazione di un margine
di errore legato alle modalità di esecuzione delle analisi, si può leggere
quanto segue: “In sostanza, il limite analitico dello 0,1% (riportato nella
circolare relativa alla campagna di semina 2002) è confermato anche se non esplicitato”.
Il ruolo del Ministero
La nostra Associazione si
sarebbe pertanto aspettata un deciso e più preciso intervento di indirizzo e di
coordinamento da parte del Ministero, per riportare il problema nelle sue
giuste dimensioni, prima di vedere le Procure del Piemonte dichiararsi
incompetenti e poi il Presidente della Regione Piemonte ordinare la distruzione
delle colture di mais, in nome di una
astratta e inapplicabile “tolleranza zero” per le sementi.
Registriamo invece un
comportamento poco coerente. E’ stata subito approvata la decisione di distruggere
campi che sono stati chiaramente seminati con sementi di varietà tradizionali,
perfettamente rispondenti ai parametri della legge sementiera (perché, diversamente, ci si dovrebbe interrogare
sulla responsabilità di chi ha ufficialmente certificato tali sementi), poi è
stato annunciato che il problema sarà risolto a breve, entro il prossimo mese
di settembre, con l’approvazione di norme specifiche anche per l’agricoltura e
le sementi.
Nei mesi scorsi abbiamo
ripetutamente sottolineato, senza alcuna risposta da parte del Suo Ministero,
come il quadro normativo attuale,
incompleto e contraddittorio, impedisca all’industria sementiera di operare in
condizioni di piena certezza. Questa
situazione si sta ora ripercuotendo sugli agricoltori, decisamente incolpevoli.
L’attività sementiera richiede programmazione e pertanto urge
intervenire in quanto già prossimi al nuovo raccolto di seme, da distribuire la
prossima primavera.
Non è quindi fuori luogo
evidenziare che, in mancanza di un
rapido completamento della disciplina di riferimento per le sementi, non sussistono obiettive condizioni per avviare la raccolta ed il condizionamento
delle sementi per la primavera 2004.
Distinti saluti.
Luciano
Tabarroni,
Piero Sismondo,
Presidente
Gruppo Mais Presidente Gruppo Oleaginose