Edizione
telematica
di
Ambiente
Risorse Salute
Maggio 2000
USA
Organismi competenti e
documentazione
* Organismi
competenti
* Documenti:
"
CRS Report to Congress", giugno
1999
"Myths and Facts About Food Biotechnology", settembre –
ottobre 1999
"Biotechnology In The Year 2000 And Beyond",
ottobre 1999"
"
Americans Remain Positive" on Food Biotechnology", ottobre
1999
"Elaboration of Standard, Guidelines or Other
Principles for Foods Derived from Biotechnology dicembre 1999
"The Benefit and
Politics of Biotechnology", gennaio 2000
"
Are Bioingeneered Foods
Safe?", gennaio – febbraio 2000
Gli organismi:
competenti
a garantire la sicurezza sono:
FDA (Food and Drug Administration) per
tutti gli alimenti anche d’importazione, ad eccezione delle carni e del
pollame alla cui regolamentazione presiede l’USDA (Department of
Agriculture): L’FDA, agenzia dell’USDHHS (US Department of
Health and Human Services), inoltre partecipa a due programmi che
coinvolgono anche il mondo dell’industria e quello accademico, e
precisamente:
- JIFSAN (Joint Institute for Food Safety and
Applaied Nutrition) consorzio tra l’FDA e
l’Università del Maryland, nato nel ’96 che gestisce un
programma che si occupa di sicurezza alimentare e nutrizione, di analisi del
rischio, di composizione degli alimenti, di tossine e contaminazioni
microbiche, di residui di medicinali veterinari e di salute degli animali di
allevamento;
- NCFST (National
Center for Food Safety and Technology), nato nell’88, è un
consorzio tra l’FDA, l’Università dell’Illinois,
l’Illinois Institute of Technology e l’IIT Research
Institute, che gestisce un programma che si occupa della sicurezza dei
processi di trasformazione e delle tecnologie di confezionamento, di
microbiologia applicata e di programmi HACCP.
EPA (Environmental Protection Agency)
per quanto attiene l’ambiente e in particolare l’uso dei
pesticidi.
"CRS Report to
Congress" ,
rapporto per il Congresso degli Stati Uniti, (giugno 1999) redatto da
Donna
U. Vogt e Mickey Parish del Congressional Research Service dal
titolo "Food Biotechnology in the United States: Science, Regulation,
and Issues".
Il documento fornisce le
informazioni di base sulle conoscenze scientifiche relative agli alimenti
biotecnologici. Esamina gli aspetti normativi e gli obiettivi circa
l’impiego delle biotecnologie per modificare gli alimenti tramite le
tecniche dell’ingegneria genetica descrivendo i processi scientifici in
uso ed i prodotti correnti che ne derivano.
Il
rapporto illustra l’attività di regolamentazione delle tre maggiori
agenzie federali (FDA, USDA ed EPA) che sono responsabili in solido in materia
di alimentazione sicura e prende in considerazione le preoccupazioni dei
consumatori sulla salute pubblica e sull’ambiente, sottolineando anche gli
aspetti di tipo etico-religiosi nonché quelli economici decisamente
rilevanti per gli USA. In proposito il documento si sofferma sul tema della
etichettatura dei prodotti alimentari.
Per
quanto attiene lo stato dei rapporti intercorrenti con gli altri Paesi ed in
particolare con l’Unione Europea, ove notoriamente si manifestano le
maggiori perplessità sull’impiego di prodotti alimentari
geneticamente modificati, gli estensori forniscono una panoramica della
situazione attuale. Il rapporto è destinato ad essere aggiornato
periodicamente.
"Myths and Facts About Food
Biotechnology" è il titolo di un l’articolo
pubblicato nel numero di settembre/ottobre ’99 di "Food
Insight" a proposito
dell’esigenza di dare risposte scientificamente valide alle argomentazioni
di carattere speculativo ed emotivo avanzate da quanti tendono a demonizzare gli
alimenti di nuova generazione.L’articolo fornisce risposte concrete ai
"miti" più ricorrenti a proposito della sicurezza alimentare
dei cibi biotecnologici, quali:
- "Non è stato accertato che gli alimenti
prodotti con le biotecnologie sono sicuri e sufficientemente
regolamentati";
- "Senza specifica etichettatura i consumatori
affrontano rischi sconosciuti derivanti dai cibi
biotecnologici";
- "Le biotecnologie non risolveranno il problema
della fame nel mondo";
- "Gli effetti a lungo termine dei cibi
biotech sono
sconosciuti"
"Biotechnology In The Year 2000 And
Beyond"
è un documento del 25 ottobre 1999 del Federal
Register che pone una serie di quesiti sul tema della sicurezza degli
alimenti prodotti ricorrendo alle moderne biotecnologie visto nella prospettiva
degli anni futuri. Detti quesiti, che riguardano sia l’aspetto scientifico
della sicurezza sia il problema dell’informazione necessaria nei confronti
dei consumatori, sono stati dibattuti in public meeting ed hanno
comportato, altresì, risposta scritta da parte d’importanti
interlocutori del mondo industriale e accademico.
In particolare, dal punto di vista scientifico è
stato chiesto:
- gli attuali regolamenti sono da considerare superati
o possono essere ritenuti tuttora validi?
- ci sono nuove significative conoscenze scientifiche
per quanto attiene la sicurezza degli alimenti derivati dalle piante
bioingegnerizzate e ci sono test specifici che possono fornire maggiori
garanzie per i consumatori di tali alimenti?
- quali tipi di prodotti alimentari derivati dalle
piante bioingegnerizzate sono previsti nel futuro prossimo e quali problemi
ne conseguiranno?
- quali test si renderanno necessari ai fini della
sicurezza?
La risposta di Monsanto Company, azienda leader
nel campo delle moderne biotecnologie, in data 12 gennaio 2000, si può
riassumere come segue:
- l’esperienza maturata non fa ritenere
necessaria una revisione sostanziale dell’attuale regolamento che si
dimostra essere valido per garantire la sicurezza ferma restando
l’esigenza di un corretto rapporto tra azienda produttrice e
l’Autorità di controllo competente (FDA, ecc.) a monte
dell’immissione del nuovo prodotto sul mercato;
- le conoscenze scientifiche sono in continua
evoluzione e di conseguenza anche le metodiche di controllo si evolvono di
pari passo ferma restando l’esigenza di rigorose verifiche della loro
validità prima della loro applicazione. In ogni caso Monsanto
sottolinea che i controlli attualmente attuati sui cibi transgenici sono
tali da farli ritenere da parte delle massime organizzazioni mondiali
coinvolte (FAO e WHO) più "garantiti" dal punto di vista
della sicurezza rispetto a quelli ottenuti con i metodi
tradizionali;
- sui prodotti alimentari di nuova generazione
Monsanto
evidenzia che essi saranno di norma non comparabili con
quelli tradizionali in quanto non sostanzialmente equivalenti. I prodotti di
prima generazione, sostanzialmente equivalenti alle controparti
tradizionali, presentano di norma l’inserzione di uno o di pochi geni
che ne migliorano la resistenza agl’insetti, che facilitano il
controllo delle infestanti, che migliorano la resa dei raccolti e riducono
l’impiego di pesticidi: tutto ciò con significativi vantaggi
per gli agricoltori e per l’ambiente. Alcuni dei prodotti di nuova
generazione, invece, potranno non essere equivalenti per quanto riguarda la
loro composizione alle loro controparti tradizionali: si tratta di alimenti
e mangimi con caratteristiche nutrizionali migliorate, di ingredienti
più efficaci e meno inquinanti, di colture con prestazioni
agronomiche migliorate e in grado di colonizzare aree non attualmente
sfruttabili nei Paesi in via di sviluppo.
Circa l’informativa al consumatore le domande
poste sono così riassumibili:
in tema di etichettatura le regole fino ad ora seguite
per i nuovi alimenti vanno mantenute o devono essere modificate?
quali informazioni supplementari sui nuovi alimenti
devono essere fornite ai consumatori e da parte di chi?
per quale via le informazioni supplementari dovranno
essere fornite (internet, etichette, phone line, ecc.)?
Le risposte di Monsanto sono state le seguenti:
- le regole in tema di etichettatura vanno mantenute
valutando di volta in volta l’esigenza di eventuali sue modifiche per
aggiungere e/o sostituire le indicazioni riportate, tenendo presente i
sostanziali riflessi commerciali che questo aspetto comporta.
- le informazioni supplementari sono non solo
opportune ma necessarie. Esse vanno fornite sia parte delle strutture di
controllo (FDA, EPA, USDA, ecc.) che devono illustrare il loro modo di
operare, sia da parte delle aziende produttrici che devono far chiarezza
sulle loro politiche di sviluppo, sui loro programmi, sulle caratteristiche
dei loro prodotti.
- tutti i mezzi di comunicazione, sia tradizionali
(stampa comunque distribuita), che moderni (siti web, via e-mail, hot
line) vanno sfruttati per rendere disponibile nel modo più
capillare l’informazione supplementare resa da parte delle aziende e
dalle strutture di controllo.
Alle domande
del Federal Register hanno dato risposte scritte altrettanto importanti e
significative anche:
l’Hoover Institute della Stanford University attraverso
Henry Miller M.D. che ha allegato due suoi articoli comparsi rispettivamente su
Science nel maggio ’99 dal titolo "Genetic Engeneering: A
Rational Approch to Labeling Biotech-Derived Foods" e su Nature
Biotechnology nel novembre ’99 dal titolo "Substancial
Equivalence: Its uses and abuses"
l’Institute of Food Technologists (IFT) tramite Charles H.Manley, Ph.D. presidente
dell’istituto;
il Council for Agriculture Science and Technology
(CAST)
l’American Council On Science And Health
(ACSH)
il Grocery Manufucturers of America (GMA.
Alle stesse
domande hanno dato risposta, tra gli altri, in sede di dibattito, tenutosi a
Chicago il 18 novembre 1999, i rappresentanti della "Biotechnology
Industry Organitation (BIO)"che
riunisce oltre 850 aziende, istituzioni accademiche e centri specializzati in
biotecnologie, collocati in 47 stati e in 26 nazioni, impegnati nella ricerca e
nello sviluppo di prodotti biotecnologici per la cura della salute,
l’agricoltura, l’industria e l’ambiente.
"Americans Remain Positive on Food
Biotechnology"
è il titolo del rapporto
dell’ "International Food Information Council (IFIC)"
dell’ottobre 1999, che commenta i risultati di una indagine telefonica a
livello nazionale sull’atteggiamento dei consumatori USA nei confronti
degli alimenti ottenuti con le biotecnologie condotta su un campione
significativo di 1.000 adulti distribuiti nei vari Stati. Sono state rivolte una
serie di domande in tre momenti successivi: marzo 1997, febbraio 1999 ed ottobre
1999 (i questionari del ’99 risultano arricchiti di alcune
domande).
Complessivamente l’indagine dell’ottobre ’99 ha
mostrato che il 73% dei consumatori ha sentito parlare "almeno un
po’" di biotecnologie e il 63% si aspetta dei reali benefici dalle
biotecnologie nei prossimi cinque anni.
Più dei due terzi
degl’intervistati hanno dichiarato di essere propensi ad acquistare
prodotti migliorati con le biotecnologie perché richiedono un minor
impiego di pesticidi, mentre una percentuale minore (51%) ha dichiarato la sua
propensione all’acquisto di prodotti biotech in quanto più
gustosi o più freschi.
Dal confronto dei dati complessivi acquisiti
nelle tre tornate si notano modeste variazioni tra il marzo ’97 ed il
febbraio ’99, mentre si constata tra il febbraio e l’ottobre
’99 un atteggiamento dei consumatori certamente meno favorevole verso
l’impiego delle biotecnologie. Tale flessione viene motivata con il deciso
aumento del numero dei nuovi prodotti immessi in commercio e la confusione che
si è venuta a creare sui mercati
internazionali.
"Elaboration of Standard, Guidelines or Other Principles for
Foods Derived from Biotechnology" è
l’argomento della
lettera datata 27 dicembre 1999
dell’USDA Food Safety and Inspection Service al direttore del
Programma internazionale sulla sicurezza alimentare, ministro della
Sanità del Giappone. L’amministrazione USA precisa con tale documento il suo parere in
merito:
* all’identificazione delle possibili aree di
lavoro della task force preposta;
* alla
definizione di una scala di priorità da dare alle varie
attività;
* alla formulazione di concetti
chiave e di definizioni;
* alla valutazione ed
alla gestione dei rischi;
* alla raccolta e
distribuzione delle informazioni;
*
all’utilizzo delle specifiche esperienze nazionali.
Circa il punto due, la scala di priorità, in
ordine discendente, indicata dagli USA prevede:
- alimenti ed ingredienti ottenuti dalle
piante;
- documenti guida di supporto alla valutazione della
sicurezza alimentare e del valore nutrizionale degli alimenti di origine
vegetale;
- alimenti ed ingredienti ottenuti dai
microrganismi:
- alimenti ed ingredienti ottenuti dagli
animali.
In merito ai concetti chiave (punto 3) si
precisano:
- definizione di alimenti
e di ingredienti ottenuti con le moderne biotecnologie;
"The Benefit and Politics of
Biotechnology", è il titolo
dell’intervento del senatore Cristopher Bond del 26 gennaio 2000 che
testimonia l’atteggiamento dell’Associazione dei sementieri
statunitensi nei confronti delle applicazioni delle biotecnologie nei vari
campi. Vengono sottolineati i grandi benefici che possono essere ottenuti
portando avanti con il maggior impegno possibile i programmi relativi alle
ricerche in campo biotecnologico. In particolare il senatore ha riferito di aver
ricevuto da parte di un nutrito gruppo di scienziati di varia provenienza
(governativa, universitaria, privata, americani e non) una lettera che
testimonia il massiccio consenso del mondo scientifico verso le biotecnologie.
Vengono evidenziati i numerosi vantaggi acquisiti soprattutto per quanto
riguarda i paesi in via di sviluppo ove i progressi conseguenti
all’impiego delle moderne biotecnologie hanno consentito di aumentare le
aree coltivabili e le rese dei vari raccolti, di combattere le carenze
alimentari, di realizzare vaccini contro malattie killer come il colera e
la malaria. Nel suo intervento il senatore ha richiamato l’attenzione sul
fatto che milioni di persone hanno già mangiato i prodotti
dell’ingegneria genetica e a tutt’oggi non sono stati dimostrati
casi di effetti indesiderati imputabili a tali alimenti.
"
Are Bioingeneered Foods
Safe?" a firma di Larry Thompson dell’FDA
è una testimonianza della sempre crescente attenzione dei consumatori sul
tema della sicurezza alimentare. Nel suo lavoro, del gennaio – febbraio
2000, l’autore ha rivolto ad un esperto qualificato una serie di domande
frequentemente proposte dai consumatori sugli alimenti bioingegnerizzati. Tra
queste domande:
"quali tipi di geni i
plant breeder cercano d’introdurre nelle piante che
coltivano?";
"……i geni introdotti in queste
piante potrebbero codificare per nuove proteine non generalmente presenti nella
dieta. Possono questi cibi causare reazioni allergiche conseguenti alla
modificazione genetica?";
"come sono regolamentati negli USA gli alimenti
ingegnerizzati?";
"perché l’FDA non richiede
l’indicazione sull’etichetta che l’alimento è
ingegnerizzato?";
"la linea di condotta seguita attualmente
dall’FDA in tema di alimenti bioingegnerizzati si può ritenere
sufficiente a garantire la salute pubblica?".
Le risposte fornite da J.E.Henney M.D. risultano esaurienti e soprattutto
estremamente chiare e pertanto comprensibili da parte del normale consumatore.
Su questo aspetto di chiarezza l’esperto si sofferma sottolineando che ad
esso deve improntarsi la politica dell’FDA perché
quest’ultima possa mantenere la fiducia del consumatore nei confronti di
una istituzione che serve la nazione da oltre un secolo.