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La produzione agricola
si appella sempre più al sapere e alla scienza. La ricerca sulla lotta
biologica che si sviluppa rapidamente, la gestione delle risorse
genetiche, l’applicazione di concimi naturali e l’ecologia agricola,
avranno una forte incidenza sulla capacità di produzione di
alimenti.
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La
produzione agricola è sempre più fondata sulle conoscenze e su un elevato
contenuto scientifico. Sono emerse e si sono sviluppate nuove aree strategiche
di ricerca, con effetti profondi sulla capacità di produrre alimenti e di
governare le risorse naturali e l’ambiente. Man mano che si procede verso
un’agricoltura sostenibile, si vanno espandendo in modo rapido quattro aree
chiave di ricerca.
Quelle strettamente legate
allo sviluppo sostenibile sono:
* il controllo biologico o
gestione integrata della lotta ai parassiti;
* l a ricerca nel governo
delle risorse genetiche;
* la fertilizzazione
naturale;
*
l’agro-ecologia.
Nell’area delle
biotecnologie si verifica un rapido sviluppo dell’applicazione della biologia
molecolare ad una gamma di problemi di produzione agricola e ai temi della
sostenibilità (vedi
Box 1
qui sotto)
Box 1
Genetica e
riproduzione Ricerca
gnomica Sviluppo della
produzione vegetale Struttura (altezza,
ramificazione, foglie, radici) Prodotti e
applicazioni Zucchero, amido
(diversa composizione o contenuti più elevati) Oli (diversa
composizione o contenuti più elevati) Ambiente Tolleranza alla
siccità, alla salinità e al calore (fonte:
European Food Information Council)
Settore
Aree di ricerca
Marcatori genetici nella riproduzione
Fiori (struttura, colore, tempo di
fioritura)
Produzione di
ibridi (autoincompatibilità, sterilità maschile)
Gusti e aromi (nei cibi o negli
estratti)
Particolarità di composti biologici (colori)
Proteine da
immagazzinamento
Frutti (maturazione e qualità)
Tolleranza all’eccesso
idrico
Adattamento al freddo (estensione degli attuali limiti di
coltivazione)
Resistenza al freddo intenso (in particolare contro le
gelate)
Le biotecnologie hanno reso
possibile la riproduzione selettiva e l’ibridazione delle colture. Questo
processo consente il trasferimento di uno o più geni prescelti, permettendo così
agli scienziati di sviluppare delle colture con specifiche caratteristiche
benefiche senza altri caratteri indesiderati.
La tecnologia attuale
permette agli scienziati di modificare le caratteristiche di una pianta in una
sola volta, anziché perdere anni alla ricerca di sviluppare, in maniera
tradizionale, piante più resistenti e prodotti con un gusto
migliore.
Possono esserci anche benefici per l’ambiente, laddove le colture protette dai parassiti mediante manipolazione genetica riducono la necessità dell’uso di pesticidi. Colture protette contro i parassiti riducono l’esposizione degli agricoltori e del terreno ai residui chimici, mentre forniscono agli agricoltori una capacità di controllo degli insetti durante tutta la stagione. Inoltre, riducendo la necessità della lotta ai parassiti, si riducono anche i tempi, il lavoro e le risorse spese sulla terra, preservando in tal modo i terreni agricoli.
Pur riconoscendo le positive
realizzazioni dell’“agricoltura biologica” bisogna anche riconoscerne i limiti.
I metodi di coltivazione raccomandati dai movimenti per il biologico tendono
fondamentalmente alla sostenibilità in termini ecologici. L’agricoltura
biologica può portare a raccolti ridotti, che pertanto non soddisferanno le
necessità di una popolazione mondiale in crescita. Dato che le spese per il
fabbisogno nei paesi in via di sviluppo sono ancora elevate, l’agricoltura
biologica potrebbe dimostrarsi socialmente insostenibile. Nei paesi sviluppati è
più competitiva ma richiede ancora sostanziali sussidi finanziari. Benché la
“produzione biologica” di per se stessa non possa essere considerata come un
sistema di produzione sostenibile in grado di soddisfare futuri fabbisogni
alimentari, alcune realizzazioni e tutte le conoscenze acquisite seguendo tali
metodi di coltivazione possono essere utilizzate in una produzione sostenibile
integrata.
Infine, le tecnologie
dell’informazione e della comunicazione stanno avendo un impatto molto
significativo sia nella ricerca che nella produzione, rafforzando la capacità
innovativa a livello aziendale.
Le varie classi di alimenti
e bevande, attualmente sul mercato, così come i procedimenti usati per la loro
produzione, sono stati riesaminati in modo approfonditi.. Lo scopo primario di
questo rapporto è quello di considerare nel loro insieme prodotti e processi.
Uno dei principali contributi del ventesimo secolo è stato l’aver dato
all’industria di trasformazione una solida base scientifica, per pervenire a
nuovi approcci tecnologici. Una migliore comprensione della complessità della
costituzione degli alimenti e delle bevande ha avuto profonde implicazioni sulla
qualità dei procedimenti e dei prodotti.
Ogni prodotto segue una
catena, che parte con la produzione e l’immagazzinamento delle materie prime e
continua, attraverso la fase di lavorazione,’imballaggio, distribuzione e
preparazione domestica, fino alla tavola del consumatore.
Qualità
La discussione sulla qualità
alimentare si limita spesso agli standard che fissano i limiti superiori di
contaminazione microbica o quelli inferiori relativi al contenuto in vitamine,
minerali ed elementi in tracce in un prodotto finito. Questo approccio è molto
restrittivo, in quanto esso non considera le caratteristiche negative. Invece,
l’industria della trasformazione si preoccupa della qualità lungo tutta la
catena alimentare.
La qualità per il
consumatore è un concetto soggettivo: può essere limitata agli aspetti
“visibili”, come le caratteristiche “piacevoli” del prodotto, o a quelli
“invisibili”, quali la sicurezza microbiologica e tossicologica e il valore
nutritivo. Il ruolo dell’industria di trasformazione è di andare incontro alle
attese del consumatore sulla qualità, sia quella “visibile” che “invisibile”,
attraverso appropriati controlli di qualità e metodi di gestione della
qualità.
Un problema importante della
valutazione della qualità coinvolge l’analisi dell’impatto dei processi di
produzione e i suoi residui sull’ambiente (la qualità del suolo, dell’acqua e
dell’aria). La ricerca nel quadro dell’impatto ambientale implica lo sviluppo di
una gamma di approcci ecologicamente bilanciati per evitare il riciclo dei
contaminanti all’interno della catena alimentare. Per assicurare la qualità dei
prodotti fino alla fine della catena alimentare, la qualità deve essere
controllata lungo tutto il percorso dalla fattoria al consumatore, considerando
i seguenti fattori:
* le minacce per la
sicurezza possono essere già presenti in natura sia di tipo chimico come le
aflotossine, o microbico, sotto forma di microrganismi patogeni, tipo Listeria
monocytogenes o Salmonella spp.
Quale che sia la natura del potenziale pericolo, la garanzia della sicurezza
alimentare comporta una serie di misure preventive lungo tutta la catena
alimentare secondo un codice di buona pratica di produzione
(GMP);
* la legislazione definisce
livelli massimi accettabili di tossine o di contaminanti nei prodotti
alimentari. Quando questi vengono superati insorgono problemi di sicurezza. In
ogni caso, il concetto di sicurezza alimentare è personale e legato a fattori
emotivi che trascendono gli standard legali e scientifici di
qualità;
* nel garantire la sicurezza
alimentare è imperativo separare i problemi reali da quelli emotivi, al fine di
concentrare gli sforzi sulla sicurezza dei prodotti e dei processi nelle aree
più rilevanti, e per essere pronti ad agire quando insorgano problemi reali.
L’industria degli alimenti e delle bevande ha come obiettivo sempre più
impegnativo lo sviluppo e l’applicazione di metodi di controllo più affidabili,
che assicurino che prodotti e processi soddisfino o superino tutti gli standard
di sicurezza e di qualità e rispondano alle attese dei
consumatori.
I consumatori richiedono
cibi convenienti, innovativi e freschi, compresi nuovi prodotti “minimally
processed” Per venire incontro alle attese dei consumatori del 21° secolo,
l’industria alimentare utilizzerà nuove tecnologie con duplice fine:
Oltre ai tradizionali metodi
di conservazione tramite i processi termici, di congelazione, di salatura e di
essiccazione, continuano ad emergere nuovi metodi di lavorazione e
confezionamento che possono aumentare la durata e la freschezza dei cibi
deperibili.
Nel box 2 ne sarà data una breve
descrizione oltre ad alcune applicazioni future. Negli ultimi dieci anni le
malattie di origine alimentare causate da batteri patogeni hanno fatto aumentare
la preoccupazione riguardo alla sicurezza alimentare. Di conseguenza, l’analisi
dei rischi biologici presenti negli alimenti cresce in maniera significativa
data la conoscenza di malattie di origine alimentare dovute a microbi e alle
loro tossine, mentre acquista maggiore visibilità pubblica e una
regolamentazione più severa.. Inoltre, con i sistemi dell’Hazard Analysis and Critical Control Point (HACCP) che stanno divenendo obbligatori lungo tutta
la catena alimentare, i metodi di analisi efficaci per la sorveglianza dei
microbi nocivi acquisteranno sempre più importanza. Lo sviluppo di metodi e
procedimenti per il rapido rilevamento di patogeni negli alimenti è una sfida
crescente e un’alta priorità per chi è coinvolto nella produzione e nella
trasformazione alimentare. Una volta provata la fattibilità tecnologica, i nuovi
metodi di analisi devono essere standardizzati e verificati attraverso studi di
collaborazione, prima dell’adozione da parte dell’industria e delle autorità. I
metodi di analisi in fase di sviluppo tendono ad una sensibilità crescente,
all’accuratezza delle prestazioni e alla riduzione di tempi e costi. Un
rilevamento veloce dei batteri nocivi negli alimenti può aiutare ad evitare o a
fronteggiare situazioni di sicurezza alimentare potenzialmente disastrose. Per il rilevamento dei
patogeni negli alimenti e negli ingredienti alimentari vengono utilizzati vari
dmetodi. Negli ultimi dieci anni, gli sviluppi nel rilevamento dei patogeni sono
progrediti dalle analisi standard eseguite in laboratorio alle analisi
on-line che danno risultati istantanei o quasi. Questo trend verso
analisi istantanee è stato determinato sia dalla necessità di fornire
informazioni utili durante le operazioni di produzione degli alimenti, sia dagli
sforzi per superare i difetti dei metodi convenzionali, quando i risultati non
possono essere utilizzati per cambiare il processo. La domanda di nuovi e rapidi
metodi automatizzati ha portato all’introduzione commerciale di parecchi nuovi
approcci all’analisi microbiologica degli alimenti. Ci si aspetta che questo
trend continui per giungere a risultati istantanei o quasi, accurati e a costi
ridotti. Con l’automazione, il genotyping si è trasformato da tedioso e
lento processo a metodo pratico applicabile all’analisi microbiologica
quotidiana. L’uso di tecniche biochimiche e sierologiche veloci giocherà un
ruolo chiave sia nell’analisi rapida dei patogeni alimentari sia nell’approccio
all’analisi istantanea. Durante gli anni ‘90 la
priorità veniva data allo stato di sicurezza delle forniture alimentari. Di
recente, si è avuto un continuo sforzo per valutare e adottare sistemi di
sicurezza alimentare basati sul rischio come l‘HACCP, nel quadro di un sistema
di regolamentazione. I sistemi di HACCP sono
finalizzati al controllo dei pericoli per garantire una produzione di alimenti
sicuri e salubri con l’impiego di un sistema preventivo di monitoraggio e di
controllo del processo. La sicurezza è progettata come parte integrante del
processo, piuttosto che essere di “tipo reattivo”, in risposta, cioè, ad un
evento negativo. L’approccio dell‘HACCP è stato adottato sia dall’industria di
lavorazione che dai governi come elemento chiave nella modernizzazione dei
processi tecnologici. Negli ultimi 30 anni
l’industria alimentare ha sperimentato le prestazioni dell’HACCP, ed è stato
previsto che le agenzie di regolamentazione debbano, alla fine, introdurre un
sistema che ha soddisfatto l’industria e che si debbano sostituire o integrare
le ispezioni tradizionali visive ed organolettiche. Man mano che l’industria e
le agenzie di regolamentazione guadagnano maggiore esperienza con questo nuovo
sistema di controllo della sicurezza alimentare, l’HACCP continua ad essere un
sistema di sicurezza alimentare in crescente successo per il 21°
secolo. Le applicazioni potenziali
dell’ HACCP sono spesso viste come una linea continua “dalla fattoria alla
tavola” benché molto lavoro si deve compiere per adattare e completare l’HACCP
in altre parti della catena alimentare per migliorare la stessa industria
alimentare.. Benché industriali,
legislatori e consumatori vedano con favore un rifornimento di derrate sicure,
il rischio-zero non è né realizzabile néraggiungibile. L’industria alimentarista
per compiere passi importanti in direzione della comprensione e gestione dei
rischi esistenti o prevedibili, ed è necessario sviluppare metodi e modelli per
identificare i pericoli per la salute e prevedere la sicurezza
alimentare. Un certo numero di
tecnologie sono state sviluppate nel XX secolo, fra le altre, nell’area della
biologia molecolare, della scienza della nutrizione e dell’alimentazione. Se
ulteriori cambiamenti devono intervenire nell’industria dell’alimentazione
tradizionalmente prudente,bisogna modificare e adattare il modo in cui i cibi
vengono lavorati, prodotti e testati. L’orientamento dell’industria e delle
agenzie di regolamentazione sarà quello di monitorare più strettamente gli
aspetti della sicurezza alimentare, come lo spostamento dell’asse del
rifornimento alimentare globale verso prodotti freschi o lavorati al minimo, che
possono essere importati con maggiore frequenza e maggiore quantità. L’industria
continuerà a cercare nuovi metodi rapidi di analisi dei cibi e nuove tecnologie
di identificazione e controllo dei possibili pericoli alimentari. Analogamente,
i consumatori spingeranno verso nuove tecnologie di lavorazione e di
confezionamento che usino approcci innovativi per la produzione di alimenti con
lavorazione minima. I regolamenti che reclamano
sistemi di sicurezza alimentari basati sulla previsione dei pericoli e sulla
gestione del rischio continueranno a ridisegnare il ruolo della sorveglianza
regolamentare e avranno un impatto significativo sui sistemi di sicurezza
alimentare del XXI secolo. Nuovi strumenti di valutazione dei rischi e progressi
nella formazione professionale sull’HACCP, nella gestione e nel perfezionamento
del sistema, aiuteranno l’industria a far fronte ai pericoli attuali o a quelli
emergenti di origine alimentare. L’uomo si dimostra prevenuto
nei confronti delle novità in campo alimentare. La storia ci dimostra che le
popolazioni nomadi conservavano abitudini alimentari di tipo tradizionale per
una o più generazioni, e i nuovi cibi o procedimenti erano spesso accolti con
riserve. Lo stesso genere di timore
si manifesta oggi verso le tecnologie emergenti in campo alimentare. Per il
futuro, la loro accettazione dipenderà da una più ampia informazione ed
educazione. Inoltre le organizzazioni internazionali, le autorità governative
sanitarie, i responsabili dei media e le organizzazioni dei consumatori,
l’industria alimentare devono giocare un ruolo principale nella creazione e
diffusione dei materiali di informazione. In ogni epoca ci sono stati
due problemi fondamentali nella relazione tra l’uomo e il cibo: la necessità
come singolo di mangiare e bere, e la sfida di produrre e conservare abbastanza
cibi e bevande per soddisfare le necessità dell’intera popolazione. Proprio come
le innovazioni tecniche del diciannovesimo e ventesimo secolo sono servite
all’industria alimentare, così avverrà per i progressi tecnologici del
ventunesimo secolo. Le innovazioni tecnologiche e la scienza porteranno alla
produzione di cibi più sicuri che avranno nuovi profumi, nuova consistenza e
nuovi gusti; saranno più nutrienti, più facili da preparare e avranno una
maggiore durata. Inoltre, nuovi processi di lavorazione, nuovi materiali
d’imballaggio e confezionamento, apparecchiature, procedure di analisi e sistemi
di sicurezza determineranno anche progressi nei sistemi di manipolazione e
distribuzione degli alimenti. Il ventunesimo secolo
promette miglioramenti tecnologici su base globale nella produzione , nella
diversificazione, manipolazione e distribuzione degli alimenti. Il percorso
dell’industria alimentare dalle sue radici aiuta a portare il dibattito sui
consumatori e gli alimenti più indietro nel quadro della biologia e della
natura. Lo stile di vita urbana del ventesimo secolo e le abitazioni cittadine
hanno lasciato nel consumatore una carenza di coscienza relativa alla natura, e
questo ha avuto conseguenze sull’approccio delle persone all’alimentazione.
L’idea che i cibi trattati industrialmente non siano naturali, o che essi siano
sintetici, è un buon esempio di questo meccanismo. In realtà, l’industria di
lavorazione non “produce” i cibi in quanto tali. Essa infatti sviluppa e
utilizza una sempre nuova gamma di tecnologie per trasformare e preservare le
materie prime in ingredienti alimentari o prodotti finiti, confezionati e pronti
per l’uso. Specialmente in vista dell’inevitabile incremento dell’attività
industriale del prossimo decennio, porre la natura al centro dell’attenzione è
importante per almeno due ragioni: il desiderio del consumatore di “prodotti più
naturali” e la necessità di vedere l’industria dei cibi e delle bevande come
parte integrale di un mondo sostenibile. In tutto il mondo ci sono
migliaia di ingredienti, e centinaia di migliaia di prodotti che possono essere
ottenuti da questi, Tuttavia, ci sono ancora soltanto circa 40 nutrienti
essenziali che devono essere forniti dai cibi e dalle bevande. Nel ventesimo
secolo, l’industria dei cibi e delle bevande si è dimostrata efficiente nel far
fronte alla sfida di fornire una sempre crescente scelta di prodotti nutrienti,
sicuri e a prezzi convenienti, che danno soddisfazione e sostentamento ad un
sempre crescente numero di consumatori. Investimenti nella ricerca e sviluppo,
sia privati sia pubblici, per sviluppare e utilizzare nuove tecnologie,
sostenuti da uno sforzo di comunicare al consumatore i benefici di queste
tecnologie, garantiscono che questo trend continuerà anche nel
ventunesimo secolo. E’indispensabile sviluppare
nuove tecnologie e pratiche ottimali. Le attività di ricerca dovrebbero perciò
essere sostenute ulteriormente per contribuire all’innovazione e al benessere
della società. Le organizzazioni internazionali, supportate da tutta la
consulenza esistente nel settore privato e pubblico, dovrebbero fornire
assistenza tecnica per colmare il gap di conoscenze e per contribuire alla
disponibilità di alimenti sicuri e nutrienti a livello
globale. I governi, le industrie, i
produttori agricoli e i consumatori dovrebbero essere coinvolti nello sviluppo
di pacchetti per la formazione sulla sicurezza nella produzione e manipolazione
dei cibi, mettendo al centro in modo particolare l’applicazione dell’HACCP o di
sistemi analoghi. Le organizzazioni internazionali e i governi, in stretto
contatto con le industrie e le organizzazioni dei consumatori, dovrebbero
sviluppare programmi di educazione e formazione per spiegare l’importanza delle
applicazioni sicure delle nuove tecnologie. Tali programmi di educazione e
formazione porteranno ad una migliore comprensione del trattamento degli
alimenti e faciliteranno l’accettazione da parte dei
consumatori. Regolamentazione della sicurezza alimentare La regolamentazione della
sicurezza alimentare dovrebbe essere basata sull’analisi del rischio. Il
Codex Alimentarius dovrebbe sviluppare nuove linee guida per la corretta
applicazione dei principi concordati internazionalmente dai Paesi
membri. La valutazione del rischio
dovrebbe avere basi scientifiche valide. A livello internazionale, dovrebbe
essere rafforzata la credibilità dei comitati scientifici internazionali. FAO,
WHO e i loro governi membri dovrebbero facilitare la creazione di appropriati
forum internazionali e intergovernativi per orientare le valutazioni
della sicurezza delle nuove tecnologie e dei prodotti ottenuti con esse. La
gestione del rischio dovrebbe essere basata su un’appropriata valutazione del
rischio stesso. Le misure di sicurezza alimentare dovrebbero essere adeguate a
limitare o eliminare i problemi di sicurezza. Le decisioni di gestione del
rischio dovrebbero essere adottate in modo trasparente coinvolgendo tutti gli
interessati, industria compresa. E’ essenziale che tutti i fattori messi in
conto nei processi di formazione delle decisioni siano identificati e dibattuti
in modo obiettivo e trasparente al fine di garantire un ambiente prevedibile a
supporto dell’innovazione. La sicurezza alimentare è
una responsabilità congiunta. Ciascun anello della catena alimentare ha il suo
specifico ruolo nella produzione, distribuzione e commercializzazione di cibi
sicuri; un approccio integrato, “dalla fattoria alla tavola” è perciò
fondamentale. L’applicazione di buone pratiche agricole (GAP), come gestione
integrata di colture/gestione delle malattie da parassiti, e una buona pratica
di produzione (GMP), dovrebbero essere raccomandate e promosse da organizzazioni
internazionali come modo per produrre alimenti sicuri. Il sistema di
regolamentazione nazionale e internazionale dovrebbe riconoscere la
responsabilità primaria di tutta la catena alimentare per la produzione di
alimenti sicuri, fissando obiettivi che spingano gli operatori a determinare i
mezzi più appropriati per realizzarli Il Codex
Alimentarius dovrebbe
continuare ad operare lungo tali linee e promuovere l’applicazione dei principi
dell’HACCP come enunciati nel Codex General Principles of Food Hygiene. I
principi dovrebbero essere applicati a tutti i generi alimentari, lungo tutta la
catena alimentare. dalla “fattoria alla tavola”, comprendendo anche i
mangimi. Comunicazione del rischio Etichettatura Analisi e prove per rilevare la
presenza di patogeni negli alimenti
Sistemi di sicurezza
alimentare
Impatto e sfide delle nuove
tecnologie
Innovazione e accettazione delle nuove
tecnologie
Conclusioni e
raccomandazioni
Per trarre beneficio dalle
nuove tecnologie dell’informazione, è necessario che l’importante responsabilità
della comunicazione del rischio sia condivisa da tutti gli interessati. E’
necessario sviluppare strategie chiare ed efficaci che coinvolgano tutti gli
interessati. La comunicazione del rischio è una costante necessità e dovrebbe
essere considerata a tutti gli stadi del processo di analisi del rischio, anche
prima che una decisione venga presa.
L’informazione sull’uso di nuove tecnologie alimentari è
essenziale per ottenere la fiducia e l’accettazione da parte del consumatore.
L’etichettatura è solo uno strumento d’informazione, e il suo ruolo non dovrebbe
essere sovrastimato. L’etichettatura non dovrebbe essere usata scorrettamente.
Troppa informazione su un’etichetta potrebbe essere disorientante.
L’etichettatura dovrebbe rimanere funzionale. Dovrebbero essere sviluppati altri
mezzi al fine di fornire ulteriori informazioni ai
consumatori.
Trattamento ad altissime pressioni
idrostatiche A pressioni da 50.000
a 120.000 PSI, le cellule vegetative di organismi che provocano
deterioramento e patogeni possono essere distrutte con un blando
riscaldamento del prodotto. Si ipotizza che il meccanismo
dell’inattivazione della cellula vegetativa stia nella rottura della
parete cellulare a causa della pressione. Abbinando un moderato
riscaldamento ad elevata pressione, è possibile inattivare qualche spora
batterica più fragile. I processi a-pressione ultra elevata sono stati
commercializzati per la prima volta in Giappone dove prodotti a base di
frutta (gelatine e marmellate) sono trattati per aumentarne la durata
commerciale. Questo processo può essere applicato anche a frutta e ortaggi
sensibili al calore. Le applicazioni future probabilmente riguarderanno
anche prodotti alimentari liquidi e semiliquidi, per i quali la
compattezza non è un attributo importante e per i quali il riscaldamento
può essere molto ridotto o addirittura non
necessario. Processo ohmico Si applica corrente
elettrica direttamente ad un alimento conduttore provocandone il rapido
riscaldamento. Il calore generato distrugge i microrganismi come si
verifica nell’analogo processo termico. Il processo ohmico ha trovato
applicazioni in Europa e negli Stati Uniti. Sono possibili future
applicazioni (prodotti alimentari asettici) che trarranno vantaggio dalla
peculiare caratteristica di questo processo che consente un riscaldamento
uniforme sia delle particelle che della sospensione fluida, in assenza
della tradizionale superficie di trasferimento di calore. Nel futuro,
“formulated foods” potrebbero essere trattati termicamente con la
componente liquida e quella solida in sospensione riscaldate in processi
diversi e combinati in un secondo momento. Varie tecnologie di processo
possono essere usate per ottimizzare le proprietà qualitative del
prodotto. Impulsi di luce ad alta intensità Una luce bianca molto
intensa (20.000 volte la potenza della luce solare sulla terra) può essere
emessa con impulsi di una durata tra 10-6 e 10-1
cicli al secondo, con conseguente decontaminazione della superficie degli
alimenti. Si è dimostrato che livelli più elevati di energia possono
inattivare spore batteriche oltre a cellule vegetali. La luce pulsata può
distruggere microbi sia attraverso un rapido riscaldamento della
superficie, senza una vera cottura del prodotto, sia attraverso un
meccanismo fotochimico. Per il futuro si prevedono applicazioni della
tecnologia della luce ad impulsi per il trattamento della superficie dei
cibi e per la decontaminazione dei materiali
d’imballaggio. Impulsi di campi elettrici ad elevata
intensità Si è dimostrato che
impulsi elettrici con potenze di campo di 10-20 kV per centimetro rompono
e disgregano le membrane cellulari. L’impulso crea un’irregolare
distribuzione della carica elettrica attraverso la membrana della cellula,
con conseguente inattivazione microbica. Benché il processo generi poco
calore, è probabile che possa trovare applicazione commerciale in
combinazione con moderati riscaldamenti. Applicazioni future possono
comprendere pastorizzazione di prodotti a base di frutta e bevande
alcoliche. Riscaldamento a radiofrequenza (RF) Prodotti alimentari
sono collocati in un campo elettrico generato da impulsi di onde radio,
che crea calore attraverso una rapida inversione della polarità delle
molecole. L’RF ha applicazioni già in atto e anche future per prodotti di
panetteria o a base di carne sminuzzata. Altre potenziali applicazioni
riguardano il controllo della Salmonella nelle uova e la distruzione di
batteri pericolosi in succhi freschi di frutta. Irradiazione La disgregazione di
cellule e spore batteriche mediante irradiazione è ormai conosciuta da
anni. L’interesse pubblico nei confronti di questo processo è in aumento
per molte ragioni: *
le continue e ingenti perdite di prodotti alimentari a causa di
infestazioni, contaminazioni e deterioramento; * l’aumento delle
preoccupazioni riguardo le malattie di origine
alimentare; * il crescente
commercio internazionale di prodotti alimentari che devono rispettare
rigorosi standard d’importazione legati alla qualità e alla
quarantena. Sono
tutte aree in cui l’irradiazione ha dimostrato benefici pratici quando è
integrata con sistemi di manipolazione e distribuzione fondati sulla
sicurezza. La FAO ha stimato che,
in tutto il mondo, circa il 25% della produzione viene perduta dopo i
raccolti a causa di insetti, batteri e roditori. L’uso dell’ irradiazione
solo come tecnica di conservazione non risolverà tutti i problemi delle
perdite post-raccolto, ma può giocare un ruolo importante nella riduzione
delle perdite e della dipendenza dai pesticidi chimici. Molti paesi
perdono grandi quantità di grano a causa dell’infestazione da parte di
insetti e muffe e della germinazione prematura. Per radici e tuberi, la
germinazione è la prima causa delle perdite. Il processo di irradiazione
offre un’alternativa alla fumigazione e ad altri
trattamenti. Processo a
microonde Calore e
ultrasuoni La combinazione di
ultrasuoni e calore a moderate temperature può migliorare l’inattivazione
dei microrganismi. Ciò può essere particolarmente utile per la
pastorizzazione di certe bevande che richiedono una temperatura ridotta.
Gli ultrasuoni hanno una potenziale applicazione per gli alimenti
emulsionati, specialmente quando, con tale trattamento, possono essere
migliorate le qualità reologiche del prodotto. Confezionamento
in atmosfera modificata (MAP) e imballaggio attivo La conservazione in
atmosfera controllata e il confezionamento dei prodotti alimentari è una
tecnologia diffusamente utilizzata per alimenti freschi pronti e da forno.
L’utilizzazione di gas inerti, gas reattivi o del sottovuoto consente
un’unica applicazione sia il controllo dei microrganismi sia il
mantenimento del colore e della freschezza dei prodotti. Si prevede per il
futuro un uso continuo ed esteso del MAP nella conservazione dei cibi. Il
materiale per il confezionamento può avere funzioni diverse oltre a quella
tradizionale di barriera; può servire al controllo dell’ossigeno e
dell’umidità, alla limitazione dell’esposizione alla luce e come
protezione dagli insetti. Ad esempio, il materiale d’imballaggio attivo
non solo agisce come barriera per l’ossigeno, ma può anche assorbire
l’ossigeno e fungere da contaminante. Questo ruolo attivo riduce le
reazioni chimiche di deterioramento in prodotti ossigeno-sensibili e può
anche aiutare a limitare la crescita di microbi ossigeno-dipendenti. La
durata di diversi tipi di prodotto può aumentare se viene ridotto
l’ossigeno.
Innovazioni nelle tecnologie
alimentari
* D. Taeymans: Director of Scientific and Regulatory Affairs for the European Union’s Confederation of the Food and Drink Industries (CIAA) in Belgio
Fonte: Pubblicazione FAO 26/2000
01/03/21