Lo scopo di questo progetto appena conclusosi è stato quello di
studiare possibili trattamenti per i reflui derivanti dall’estrazione dell’olio
d’oliva e di disseminare i risultati della ricerca attraverso lo sviluppo di
materiale informativo e di un database sui possibili processi alternativi ed il
loro impatto economico.
Il 95% della produzione mondiale di olio d’oliva,
ossia circa 2,4 milioni di tonnellate per anno, ha origine nei paesi
mediterranei. Tra i maggiori produttori si annoverano la Spagna (950.000
tonnellate), l’Italia (450.000 tonnellate) e la Grecia (430.000 tonnellate).
L’elevato consumo di acqua (12 milioni di tonnellate) e l'impiego di 8 milioni
di tonnellate di fanghi, rendono questa produzione decisamente gravosa dal punto
di vista dell’impatto ambientale.
In molti impianti moderni, la pressatura
delle olive è stata sostituita da decanter centrifughi che effettuano la
separazione dell’olio dalla frazione solida (alperujo) e la rimozione dei solidi
di minori dimensioni e dell’acqua.
La ricerca condotta nell’ambito del
progetto è stata focalizzata sull’ottimizzazione delle rese, la minimizzazione
del consumo idrico e l’individuazione di trattamenti idonei alla gestione
dell’alperujo, prendendo in considerazione l’alimentazione animale, il
compostaggio, l’essiccamento su letto fluido, la combustione e la digestione
anaerobica.
Progetto No: FAIR3-CT96-1420 (IMPROLIVE) http://www.umc.es/info/improliv
Coordinatore
del progetto: Prof. José Manuel Aragón Romero, Universidad Complutense de
Madrid/Departamento de Ingeniería Química, 28040-Madrid, Spain, Tel & Fax:
00 34 91 3944173, e-mail: jomar@quim.ucm.es
Divulgazione
a cura della Direzione Nazionale FFE, Dipartimento di Scienze degli Alimenti,
Università degli Studi di Udine, e-mail: ffe@dsa.uniud.it, sito Internet:
www.uniud.it/ffe/welcomeflair.htm
05/11/01