Lo
smistamento dei rifiuti urbani necessita di tecniche d’avanguardia che
consentono il recupero di materiali puri, facilmente riciclabili a costi
vantaggiosi.
In questo settore la
Francia è fra i leader della produzione di macchine automatiche e
semi-automatiche.
I rifiuti in materiale
plastico
Già venduta in
Francia, in Spagna (Madrid- società Tecmed) e in Giappone (Osaka-
società Sumitomo), la macchina automatica Dibop della società
SYDEL è in grado di riconoscere e smistare i vari tipi di plastica: PET,
PVC (policloruro di vinile), PEHD (polietilene ad alta densità), PP
(polipropilene), PS (polistirene).
La macchina centrifuga le bottiglie che
poi vengono illuminate da quattro lampade alogene ed auscultate per mezzo di uno
spettrometro a filtri fattoriali. Questo sensore, in grado di sostituire
l’occhio umano, lavora ad una velocità di smistamento di 12.000
bottiglie/ora con un tasso di errore inferiore al 2% anche in presenza di
contenitori compressi. Inoltre, la macchina Dibop è in grado di
riconoscere le tonalità azzurre e cristallo. Ciò è
importante quando la plastica riciclata è utilizzata per dei prodotti di
consumo.
L’obiettivo di questa macchina è di ovviare ai limiti
dello smistamento dei rifiuti urbani da parte dei cittadini che, anche con la
massima volontà, non separano correttamente i diversi imballaggi di
plastica difficilmente ricuperabili.
Sempre per il trattamento delle materie
plastiche, la società PELLENC (finora specializzata nella costruzione di
macchine per la vendemmia) ha concepito un braccio prensile integrato ad una
linea di cernita degli imballaggi. L’impianto chiamato Planeco elimina prima di tutto gli elementi
ferrosi mediante magnetizzazione.
Gli
imballaggi in plastica e in materiali complessi vengono poi identificati da una
telecamera ed afferrati dal braccio. Dei sensori posti nella ventosa del braccio
riconoscono i vari materiali e permettono la loro esatta
collocazione.
I
metalli
ANDRIN ha messo a punto una macchina
automatica per smistare gli imballaggi in alluminio e in materiale non ferroso.
Si tratta di una ruota polarizzata che gira alla velocità di 2.600
giri/min. Questa viene posta a fianco del nastro su cui scorrono i rifiuti ed
emettendo correnti di Foucault magnetizza i metalli non ferrosi che vengono
espulsi dal nastro. Questo sistema è in grado di separare le lattine dai
contenitori per il latte i quali vengono ulteriormente classificati secondo il
tipo. Molti centri di smistamento, tra i quali quelli di Lille e Montpellier, si
sono già equipaggiati con questo sistema.
Lo smistamento
automatico
ONYX una società
di trattamento dei rifiuti del gruppo VIVENDI ha acquisito Neuroplast, una
macchina dalle caratteristiche rivoluzionarie, costruita dalla società
francese VAUCHE.
Mediante tre sensori ottici
Neuroplast smista gli imballaggi che sfilano su di un nastro e li dirige verso i
contenitori appropriati. I sensori elettronici senza contatto sono fondamentali
per uno smistamento automatico e veloce.
La principale innovazione del
sistema risiede nella rete neuronale che tratta i segnali analogici dei sensori.
La rete neuronale identifica ogni imballaggio tramite un confronto con i dati
registrati nella prima fase di apprendimento eseguita da un tecnico.
A Bruges (Belgio), VAUCHE ha installato un impianto completo di
smistamento dei rifiuti che conta due macchine Neuroplast che lavorano in
parallelo. L’impianto è completato da macchine che aprono
automaticamente i sacchetti, da un tamburo rotante per la separazione dei corpi
cavi da quelli piatti, da una macchina overband per l’estrazione dei
materiali ferrosi, e da tre macchine a corrente di Foucault per
l’estrazione dei materiali non ferrosi. Con una capacità di 4,5
tonnellate/ora, la macchina funziona con l’ausilio di otto persone addette
al monitoraggio e all’espulsione di materiale
indesiderato.
Lo smistamento
automatico, purtroppo è sovente troppo castoso per essere adottato dai
piccoli centri. La macchina Neuroplast costa circa 1,3 milioni di FF cioè
400 milioni di Lire. Per questo VAUCHE ha cercato di migliorare il lavoro
manuale degli operatori organizzando un sistema di smistamento sequenziale
individuale che permette ad ogni persona di lavorare al proprio ritmo. Ogni
operatore è posto davanti ad un piano circolare diviso in tre segmenti di
circa 1,2 m. Il piano ruota e l’utilizzatore lo ferma il tempo necessario
per smistare il materiale di un segmento. In questo modo viene migliorata la
qualità del lavoro.
Con la stessa ottica, la
società AKROS ha brevettato un sistema di smistamento circolare con un
tavolo girevole equipaggiato con un sistema di svuotamento. Il sistema gira
continuamente in modo da permettere agli addetti di ritornare più volte
sullo stesso punto. Il costo di un impianto è di compreso tra i 250.000 e
i 400.000 FF ( Lit 75.000.000 - 120.000.000).
Fonte: Agenzia Stampa
Citef