Pile a combustibile
Microcentrali del futuro?
Produrre elettricità e calore in maniera decentrata: questa è
la funzione delle pile a combustibile. Poco inquinanti, quasi silenziose,
presentano molteplici potenzialità, anche se il loro principale difetto
è il costo.
In Francia la pila a combustibile ha fatto la sua
comparsa a Chelle (Seine-et-Marne) nel dicembre 1999. Una realizzazione attuata
da EDF/GDF, che permetterà la possibilità di acquisire una
importante esperienza. L’Ademe ha contribuito con un finanziamento di 800
KF su un investimento totale di 10 MF ( di cui 5 MF per il solo acquisto).
Questa microcentrale una pila ad acido fosforico fabbricata dalla società
americana ONSI) di una potenza di 200 kW elettrici e 200 kW termici utilizza una
tecnologia sviluppata nei programmi spaziali basata su reazioni elettrochimiche.
Si inietta un combustibile (idrogeno stoccato o fornito su domanda)
all’anodo. Ossidandosi, questo gas produce a sua volta degli elettroni
(creando così una corrente continua), e dei protoni, che migrano verso il
catodo dove si trova l’ossigeno. Il risultato è la produzione di
calore ed elettricità, con formazione di acqua, per la combinazione
dell’idrogeno e dell’ossigeno, che viene scaricata dal
sistema.
Sul piano ambientale, questa tecnologia emergente ha il merito di
essere poco inquinante. Da un punto di vista teorico l’utilizzazione di
idrogeno puro come combustibile sarebbe del tutto priva di scarichi inquinanti.
Questo gas pone tuttavia dei problemi di sicurezza. per cui la soluzione
più opportuna è quella d’impiegare un combustibile carbonico
che fornisce idrogeno grazie ad un opportuno sistema di conversione. Questo
procedimento presenta però l’inconveniente di produrre anche
anidride carbonica. Tuttavia i livelli di temperatura di questo procedimento
evitano la formazione di ossidi d’azoto termici. Oltre ad essere poco
inquinante, la pila a combustibile offre il vantaggio di rendimenti elettrici
elevati (da 35 a 60%) in rapporto ai sistemi convenzionali comparabili di
produzione energetica. Infine, le pile a combustibile danno luogo a bassi
livelli di sonorità. I soli pezzi in movimento di questi sistemi sono il
compressore e la pompa. L’insieme è dunque poco rumoroso.
La
tecnica che deve ancora arrivare a maturità e i costi che restano elevati
costituicono dei freni allo sviluppo delle pile. Un kilowattora prodotto da una
pila a combustibile costa attualmente cinque o sei volte più caro del suo
equivalente fornito con tecniche convenzionali (turbina a gas, centrali a
carbone...).
Nondimeno, i prezzi si abbasseranno naturalmente al crescere
della richiesta da parte del mercato e l’avvenire potrebbe annunciarsi
molto florido per questi sistemi che presentano un doppio vantaggio: la
capacità di produrre energia in forma decentrata vicino agli utilizzatori
(anche se il raccordo alla rete elettrica resta necessario in caso di
disfunzioni), e la loro idoneità ad essere dimensionati secondo i vari
bisogni. Abitazioni singole, edifici, stabilimenti potrannnodisporre della loro
propria pila a combustibile in rapporto ai loro consumi di energia.
Per
ulteriori informazioni: Arnaud Mercier
e-mail: arnaud.mercier@ademe.fr.
Fonte:
Ademe