Marzo 2001
Per il settore delle fonti
rinnovabili, l'inizio del nuovo millennio si presenta con interessanti e promettenti prospettive
di sviluppo. In quasi tutti i paesi europei e in diversi extraeuropei, sono
stati presi molti provvedimenti ed iniziative a sostegno di un consistente
sviluppo, soprattutto sotto la spinta del Protocollo di Kyoto per i cambiamenti
climatici e delle forze che premono verso la liberalizzazione dei mercati
energetici.
Recentemente, anche nel nostro Paese, diversi provvedimenti
specifici sono stati adottati dai vari livelli istituzionali preposti. Nel loro
insieme, costituiscono il nuovo quadro legislativo di riferimento diretto a
creare le condizioni e i presupposti indispensabili per una costante e continua
diffusione delle applicazioni, non solo per i prossimi anni ma anche per il
resto del decennio. La nuova situazione, in relazione anche al miglioramento
delle tecnologie, induce a guardare con ottimismo alla possibilità concreta di
raggiungere gli obiettivi indicati per il 2010 dall'Unione Europea, dal
Protocollo di Kyoto e confermati dal Governo per un raddoppio del contributo di
queste fonti (dal 6% al 12 %) e per un mantenimento delle emissioni inquinanti
(CO2) ai livelli del 1990.
Inoltre il ripetersi di una nuova instabilità nel mercato petrolifero,
innescatasi nella primavera del 2001, con tendenza dei prezzi del
greggio verso valori mai raggiunti prima, dovrebbe ancor di più spingere per una
decisa politica verso le opportunità che le rinnovabili offrono alle necessità
energetiche del paese.
Il periodo trascorso
Anni Novanta
Alcuni strumenti legislativi e normativi (legge 9 e 10 del
1991, CIP6/92, atti collegati ed altre leggi), emanati nei primi anni, hanno
dato modo di far conoscere le fonti rinnovabili a livello territoriale e di
avviare un processo di diffusione delle applicazioni sul territorio tuttora in
corso. Inoltre gli incentivi economici messi a disposizione e norme tecniche
specifiche hanno sollecitato sempre più il coinvolgimento e la disponibilità
degli operatori privati verso gli investimenti nel settore. Dal punto di vista
delle applicazioni, le misure adottate hanno permesso la realizzazione di un
buon numero di progetti ed impianti. In particolare, esse hanno contribuito a
rafforzare l'idea e ad allargare il consenso sulla validità e opportunità di
ricorrere con fiducia allo sfruttamento delle rinnovabili.
I risultati più consistenti sono stati ottenuti nel settore della produzione di elettricità, come testimoniano i dati di seguito esposti riferiti ad impianti nuovi o ripotenziati che hanno usufruito della legislazione a supporto.
Tabella I - Dati di potenza e
di produzione per il 1999
Tecnologie Idroelettrica
< 10 MW 2.200 8.602 Eolica 232 403 Fotovoltaica 7 (+11°)
7 Biomasse e
rifiuti di cui 489 1.822 a)
solo produzione
elettricità 210 995 Solidi (rifiuti
+ legna) 84 (69 +
14) 454
(235 + 219) Biogas
(discarica + altro) 126 (122 + 4) 541
(539 + 1) b) in
cogenerazione 279 827
Solidi (rifiuti + legna) 263 (99 +164) 785 (418 +
367) Biogas
(discarica + altro) 16 (5 + 11) 41 (27 +
14) Totale 2928 10834
Potenza MW
Produzione GWh
Tabella II – Elettricità da nuove rinnovabili nel periodo 1992-1999
|
Tecnologie |
1992 |
1993 |
1994 |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
1999 |
|
Idroelettrica < 10 MW |
8087,5 |
7602,3 |
8816,2 |
7440,3 |
8854,5 |
8124,4 |
8320,7 |
8601,7 |
|
Eolica |
3,0 |
5,0 |
6,3 |
9,9 |
32,7 |
117,8 |
231,7 |
402,5 |
|
Fotovoltaica |
0,0 |
0,4 |
2,0 |
4,2 |
4,7 |
5,8 |
5,6 |
6,3 |
|
Biomasse&Rifiuti |
183,8 |
208,4 |
284,7 |
387,1 |
604,2 |
820,3 |
1228,8 |
1822,3 |
|
Totale |
8274,3 |
7816,1 |
9109,2 |
7841,5 |
9496,1 |
9068,3 |
9786,8 |
10832,8 |
Nel
settore per la fornitura di calore i dati riguardano principalmente il
residenziale, in cui l'utilizzo della legna e dei pannelli solari installati a
fine 1999 è stimato in modo molto approssimativo rispettivamente intorno ai 7-8
Ml di tonnellate e a circa 50.000 metri quadri. Il calore da geotermia è una
tecnologia in via di sviluppo negli anni recenti per usi diversi: nel
residenziale (riscaldamento e condizionamento abitati, piscine, ecc.),
nell'agricoltura (riscaldamento serre, acquacoltura, essiccazione prodotti), in
alcuni processi industriali ed in altri settori. Nell'ultimo anno il calore
fornito ammonta, secondo dati ERGA[1], a circa 3767 TJ, di cui 1529 TJ per
riscaldamento abitativo (incluso il teleriscaldamento), 822 TJ per riscaldamento
serre, 1042 TJ per riscaldamento piscine, 352 e 22 TJ rispettivamente per
processi industriali e in acquacoltura.
Per quanto riguarda
i biocombustibili, in particolare i dati di biodiesel si attestano tra le 70.000
e 80.000 tonnellate nell'ultimo periodo.
Alcune
considerazioni
Alla luce delle esperienze fatte e ad un'analisi approfondita dei risultati, anche in relazione all'evoluzione più generale di tutto il settore energetico, si può affermare che, pur in presenza di strumenti legislativo-normativi validi nel loro insieme rispetto alle situazioni esistenti, le rinnovabili hanno sofferto di alcuni fattori negativi.Il primo può essere riferito al fatto che i finanziamenti stanziati per gli incentivi sono stati concessi anche ad altre fonti e tipologie di impianti energetici. In particolare, per quanto riguarda il settore elettrico, le misure incentivanti promosse dal provvedimento del CIP6/92 hanno riguardato, sia pure con qualche specificità, anche gli impianti del tipo convenzionale (impianti inclusi nelle categorie B, C, D e accordo quadro del provvedimento). Questi impianti, richiedendo investimenti più cospicui per le loro maggiori dimensioni, hanno in qualche modo usufruito in misura superiore dei finanziamenti disponibili. Inoltre hanno anche ridotto la disponibilità di potenza elettrica da immettere in rete nazionale secondo le previsioni ENEL, restringendo, con la sospensione del CIP6/92 nel gennaio 1997, lo spazio alla produzione di elettricità “verde”.
Il secondo è quello relativo alla mancanza quasi totale di
un'azione coordinata di monitoraggio che potesse dare, in maniera continuata e
oggettiva, il quadro generale delle iniziative che venivano via via avanzate,
delle loro realizzazioni, delle difficoltà spesso riscontrate in sede di
ottenimento delle necessarie autorizzazioni per la costruzione degli impianti, e
del loro funzionamento ai fini della verifica delle prestazioni, affidabilità,
ecc.. Un'azione di questo tipo avrebbe potuto fornire elementi conoscitivi per
l'emanazione di provvedimenti correttivi, non solo sul lato produzione di
elettricità da rinnovabili ma anche per eventuali interventi di miglioramento
tecnologico e, in generale, per uno sviluppo più armonioso del settore.
Il terzo, forse il più importante, è che il settore ha
subito l'inconveniente di una gestione degli incentivi troppo burocratizzata e
di finanziamenti a singhiozzo, tipicamente quelli delle leggi 308/82 prima e poi
della 10/91. Al contrario, in una situazione di certezza di stanziamenti
annuali, gli operatori probabilmente avrebbero avuto più fiducia, sicurezza,
disponibilità ed intraprendenza verso gli investimenti, con maggiori risultati
nelle applicazioni.
Nuovi
strumenti legislativi
Gli ultimi recenti anni sono stati anni di intenso lavoro
per gli operatori del settore, non solo per nuovi strumenti legislativi e
disponibilità finanziarie, ma anche a seguito di eventi e sollecitazioni a
livello nazionale, europeo e internazionale riguardanti i settori dell'energia e
dell'ambiente. Tra i lavori svolti in sede legislativa e normativa sono da
ricordare, in particolare, quelli della Commissione Carpi nel 1997, quelli
connessi con la Conferenza Nazionale Energia e Ambiente (CNEA) di Roma e con la
ratifica del Protocollo di Kyoto nel novembre 1998, e quelli per il recepimento
della direttiva europea 96/92 CE sulla liberalizzazione del mercato elettrico
nel febbraio 1999. In relazione alle indicazioni emerse, il Governo ha adottato
una politica nel settore energetico-ambientale potenzialmente in grado di
consentire, nel prossimo futuro, un maggiore impiego delle fonti rinnovabili. A
riguardo, infatti, sono stati fissati obiettivi a breve-medio termine, ed
inseriti una serie di provvedimenti e norme in leggi o altri atti legislativi
specifici e, inoltre, sono stati definiti alcuni programmi di promozione e
dimostrazione per specifiche risorse (fotovoltaico, solare termico, biomasse) di
rilevanza nazionale.
Tra i più importanti documenti di riferimento di recente
emanazione si possono citare quelli di seguito brevemente riportati.
La delibera n° 137 del 19 novembre 1998, adottata dal CIPE
per l'attuazione degli impegni derivanti dal Protocollo di Kyoto, indica le
azioni da svolgere e gli obiettivi da raggiungere al 2010; per le rinnovabili
viene indicato un contributo per una riduzione di 18-20 Mt di CO2.
Il decreto legislativo n° 36 del 30 gennaio 1999 per il
"Riordino dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente - ENEA, a
norma degli articoli 11, comma 1, e 18, comma 1, della legge 15 marzo 1997, n.
59" che, confermando tra l'altro la missione dell'Ente in materia di energia,
fissa i criteri per la riforma, riorganizzazione ed il funzionamento
dell'Ente.
Il decreto legislativo n° 79 del 16 febbraio 1999, emanato
per l'attuazione della liberalizzazione del settore elettrico in conformità alla
direttiva europea citata, introduce importanti provvedimenti a sostegno
dell'elettricità da rinnovabili, tra cui la definizione di fonte rinnovabile, la
priorità di dispacciamento, l'obbligo (2%) della produzione di elettricità da
rinnovabile da parte dei produttori o importatori di energia elettrica da fonti
fossili, l'istituzione dei certificati verdi per l'elettricità da rinnovabili,
nuovi criteri per le concessioni idroelettriche e per la transizione dal sistema
di incentivazione CIP6/92 al nuovo sistema basato sulla commercializzazione dei
certificati verdi.
Il "Libro Bianco sulla
valorizzazione energetica delle fonti rinnovabili", elaborato sulla base del
Libro Verde e del confronto avuto con gli operatori del settore nel corso dei
lavori della CNEA, riporta lo stato dell'arte delle tecnologie, indica gli
obiettivi da raggiungere in conformità alla delibera CIPE su citata, avanza
strategie di attuazione a breve-medio termine e delinea prospettive di
intervento per lo sviluppo ed il miglioramento delle tecnologie a più lungo
termine.
Approvato dal CIPE il 6 agosto del 1999, costituisce il riferimento
istituzionale per le azioni da sviluppare nel presente decennio.
Il
decreto dell'11 novembre 1999 del Ministero dell'Industria, Commercio e
Artigianato, emanato per l'attuazione delle norme in materia di energia
elettrica da rinnovabili, di cui all'articolo 11 del già citato decreto
legislativo, stabilisce i criteri per la certificazione degli impianti aventi
diritto, il rilascio e la negoziazione dei certificati verdi fissando le
condizioni per la loro cessione sul mercato.
A questi
strumenti sono da aggiungerne altri, che si ritrovano in leggi più generali
dello Stato, tra questi l'articolo 30 della legge n° 112/98 che, conferendo tra
l'altro le funzioni amministrative alle Regioni in tema di energia e
sfruttamento delle risorse rinnovabili, potrà svolgere un ruolo fortemente
incisivo per lo sviluppo di queste risorse sul territorio a livello
regionale.
La delibera CIPE in data 21 dicembre 1999 tramite la quale
viene approvato "Il Programma nazionale per la valorizzazione delle biomasse
agricole e forestali". L'obiettivo principale del documento è quello di
promuovere l'uso delle biomasse agro-zootecniche-forestali quali risorse di
energia rinnovabile per la produzione di elettricità, calore e biocombustibili
da usare in sostituzione dei combustibili fossili.
La
delibera CIPE in data 15 febbraio 2000 approva il Programma nazionale
"Biocombustibili" (PROBIO) per l'attuazione di attività dimostrative e
divulgative sul territorio per un maggior sviluppo nel campo dei combustibili da
biomasse.
Previsioni di sviluppo
Settore elettricità
In questo settore, le previsioni di sviluppo indicate del
Libro Bianco per la valorizzazione delle rinnovabili, riferiti alla situazione
del 1997, indicano i seguenti valori da raggiungere al 2010:
Tabella III – Previsioni del contributo delle rinnovabili al settore elettrico
|
Tecnologia |
1997 |
2002 |
2006 |
2008-2012 | |||||||
|
|
MWe |
Mtep |
MWe |
Mtep |
Δ Mtep |
MWe |
Mtep |
Δ Mtep |
MWe |
Mtep |
Δ Mtep |
|
Idro > 10 MW |
13942 |
7,365 |
14300 |
7,550 |
0,186 |
14500 |
7,656 |
0,292 |
15000 |
7,920 |
0,556 |
|
Idro < 10 MW |
2187 |
1,787 |
2400 |
1,954 |
0,166 |
2600 |
2,116 |
0,329 |
3000 |
2,442 |
0,655 |
|
Geotermia |
559 |
0,859 |
650 |
1,051 |
0,192 |
700 |
1,132 |
0,273 |
800 |
1,294 |
0,435 |
|
Eolico |
119 |
0,026 |
700 |
0,308 |
0,282 |
1400 |
0,616 |
0,590 |
2500 |
1,100 |
1,074 |
|
Fotovoltaico |
16 |
0,003 |
25 |
0,006 |
0,003 |
100 |
0,024 |
0,021 |
300 |
0,073 |
0,069 |
|
Biomasse & Biogas |
192 |
0,125 |
380 |
0,502 |
0,377 |
800 |
1,056 |
0,931 |
2300 |
3,036 |
2,911 |
|
Rifiuti |
89 |
0,055 |
350 |
0,385 |
0,330 |
500 |
0,550 |
0,495 |
800 |
0,880 |
0,825 |
|
Totale |
17104 |
10,221 |
18805 |
11,756 |
1,535 |
20600 |
13,151 |
2,930 |
24700 |
16,744 |
6,524 |
Prevedibilmente, la nuova produzione di elettricità da
rinnovabili nel prossimo decennio deriverà da quelle fonti che già oggi sono più
promettenti e competitive quali l'idroelettrico (principalmente < 10 MW,
inclusi ripotenziamenti e riattivazioni), l'eolico, le biomasse (solidi e
biogas), e da nuovi progetti geotermici (inclusi i ripotenziamenti); una
relativa maggiore presenza del fotovoltaico dovrebbe registrarsi nel secondo
quinquennio, a valle delle iniziative che verranno prese nell'ambito del
programma "10.000 Tetti Fotovoltaici".
A prescindere
dall'influenza che i prezzi dei combustibili fossili registreranno sul mercato
nei prossimi anni, il raggiungimento degli obiettivi indicati è legato ad alcuni
importanti fattori che attualmente risultano non completamente prevedibili,
essendo il nuovo quadro legislativo in via di applicazione e, per certi aspetti,
ancora non in via di definizione.
Il primo fattore
riguarda l'andamento che gli scambi negoziali tra gli operatori-produttori di
elettricità avranno sul mercato dei certificati verdi, da cui dipendono gli
incentivi per le rinnovabili secondo le regole concorrenziali di mercato, in
forza del decreto ministeriale dell'11 novembre 1999 (a questo riguardo,
occorrerà aspettare almeno la fine del prossimo anno, visto che l'obbligo del 2%
di elettricità da rinnovabili andrà in vigore a partire dal 2001). Un secondo
fattore è legato alle iniziative e relative ricadute sul mercato che le Regioni
intenderanno prendere in tema di incentivi regionali, previsti dal decreto
legislativo 79/99 (comma 6 dell'articolo 11). Un terzo fattore è da mettere in
relazione con la futura direttiva dell'Unione Europea in tema di produzione di
energia elettrica da rinnovabili nei paesi membri. Infine, un ulteriore fattore,
molto importante, è costituito dalle modalità con le quali verrà regolata e
limitata la partecipazione al mercato dei soggetti inadempienti l'obbligo del
2%.
|
Tecnologia |
1997 |
2002 |
2006 |
2008-2012 | |||
|
|
Mtep |
Mtep |
D Mtep |
Mtep |
D Mtep |
Mtep |
D Mtep |
|
Biocombustibili |
0,060 |
0,280 |
0,220 |
0,544 |
0,484 |
0,940 |
0,880 |
|
Solare termico |
0,008 |
0,056 |
0,048 |
0,111 |
0,103 |
0,222 |
0,214 |
|
Geotermia |
0,213 |
0,250 |
0,037 |
0,300 |
0,087 |
0,400 |
0,187 |
|
Biomasse & Biogas |
1,070 |
1,400 |
0,330 |
1,600 |
0,530 |
1,750 |
0,680 |
|
Rifiuti |
0,096 |
0,120 |
0,024 |
0,160 |
0,064 |
0,200 |
0,104 |
|
Totale |
1,447 |
2,106 |
0,659 |
2,715 |
1,268 |
3,512 |
2,065 |
Lo
sviluppo delle applicazioni in questo settore è determinato, oltre che dal
mantenimento delle agevolazioni fiscali esistenti (detrazioni IRPEF, Riduzione
IVA), da ulteriori iniziative a sostegno che lo Stato e, soprattutto, le Regioni
intenderanno prendere in tema di interventi diretti e indiretti. Tra questi
ultimi di notevole utilità può essere il ricorso a strumenti e strutture
innovativi, quali gli accordi volontari, che con il coinvolgimento volontario di
operatori privati e amministrazioni pubbliche, a livello centrale e periferico,
possono permettere di superare le difficoltà nella realizzazione di progetti da
fonti rinnovabili soprattutto per quanto riguarda il territorio. Anche
l'introduzione a livello diffuso dello strumento del Third Party Financing
(pacchetto di fornitura di servizi per la realizzazione di progetti tecnologici
con un risparmio economico sufficiente a coprire l'ammortamento degli
investimenti e il costo dei servizi erogati), largamente utilizzato in molti
paesi dell'Unione Europea per il solare termico in particolare, può essere di
notevole aiuto per la diverse tipologie di applicazioni e per il raggiungimento
degli obiettivi.
Altri strumenti utilizzabili possono
essere l'elaborazione di norme tecniche, specie nel residenziale, per
l'attuazione di un sistema di fornitura del calore molto simile a quelle del gas
e dell'elettricità, in pratica mediante tariffazione ai consumatori o
provvedimenti che inducano gli interessati verso l'installazione di sistemi di
fornitura del calore da solare.
Settore
biocombustibili
L'obiettivo in questo settore rientra nell'ambito della
delibera CIPE 137/98 (Protocollo di Kyoto), che stabilisce una riduzione di
18/21 Mt di CO2 al 2010, mediante il risparmio
dei consumi energetici nel settore trasporto con un uso più significativo dei
biocombustibili. Allo scopo, la delibera prevede l'adozione di misure quali
l'obbligo d'impiego di biodiesel nel trasporto pubblico nei comuni con oltre
100.000 abitanti, in miscela con il gasolio di rete, l'impiego dell'ETBE da
bioetanolo da miscelare nelle benzine di rete, l'impiego obbligatorio di miscele
biodiesel/gasolio nella nautica da diporto.
Pur con questi presupposti il settore soffre della
mancanza di una politica di sostegno da parte dell'Unione Europea per quanto
riguarda le coltivazioni energetiche nell'ambito più generale delle produzioni
agricole. Pertanto, ogni iniziativa, volta al superamento dei vincoli europei
per un'incentivazione diretta alle produzioni energetiche agricole, costituisce
elementi di riferimento per ulteriori indispensabili strumenti di sostegno, a
livello nazionale, per la produzione, la distribuzione e l'impiego dei
biocombustibili nei vari usi finali al fine di una riduzione significativa dei
costi.
"10.000 Tetti Fotovoltaici"
E' un programma dimostrativo, promosso dal Ministero
dell'Ambiente e dell'Industria nell'ambito degli obiettivi per la riduzione
delle emissioni inquinanti di cui l’ENEA ha curato l’elaborazione e ne seguirà
la gestione.
E' previsto l'avvio nel presente anno ed ha una durata di 5
anni durante i quali è prevista l'installazione, da parte di soggetti
interessati pubblici e privati, di 10.000 sistemi fotovoltaici da 1-50 kW (per
50 MW) integrati nell'edilizia e connessi a rete. Il programma si basa su un
contributo in conto capitale sino al 75% sul totale degli investimenti. Alcune azioni
preliminari sono già in corso in varie regioni (Figura 1).
Programma Nazionale per il Solare Termico
Il programma, in corso di elaborazione da parte dell'ENEA,
è finalizzato all'installazione, al 2010, di 3 milioni di metri quadri di
collettori e prevede il coinvolgimento di strutture locali pubbliche e private.
Il successo dell’iniziativa, in relazione ai potenziali solari e alle
disponibilità abitative esistenti nel paese, può offrire risvolti e ricadute
innovative non trascurabili anche in campo occupazionale.
Programma Nazionale per la valorizzazione delle Biomasse
Agricole e Forestali
Il
programma, approvato dal CIPE il 21 dicembre 1999, su proposta dal Ministero
delle Politiche Agricole e Forestali in ossequio alla citata delibera CIPE 137,
si propone una serie articolata di obiettivi da raggiungere in diversi settori
d'intervento. I più importanti in campo ambientale ed energetico sono: riduzione
dei gas ad effetto serra (3-4% al 2010/12), difesa del territorio, recupero
delle qualità nutritive dei terreni, recupero di energia rinnovabile da prodotti
e sottoprodotti agro-forestali, sviluppo di metodi di agricoltura
eco-compatibili, maggiore efficienza nell'uso dei combustibili fossili in
agricoltura, riduzione dei costi dei prodotti agro-energetici, diffusione della
cultura sull'ambiente e risorse naturali, ampliamento della domanda nella
produzione di mezzi tecnici e servizi per la produzione e lo sfruttamento
energetico delle biomasse, sviluppo di nuove tecniche e tecnologie
agro-forestali, aumento delle superfici a coltivazioni energetiche
(200.000/300.000 ettari all'anno a partire al 2002), incremento delle
coltivazioni boschive per un maggior assorbimento della CO2 dall'atmosfera.
Programma Nazionale
"Biocombustibili" (PROBIO)
Il programma, pur non prevedendo azioni di supporto "ordinario" al settore produttivo delle biomasse, ha come obiettivo prioritario l'attuazione di una serie di azioni rivolte principalmente alle Amministrazioni locali ma anche agli imprenditori agricoli ed industriali per un più significativo sviluppo delle biomasse, anche tramite incentivazioni provenienti da altre fonti. E' previsto il supporto finanziario per la realizzazione del programma fino a una spesa di 5 miliardi di lire a partire dal 1999.
L'impegno dell'ENEA
L'interesse
dell'ENEA per le fonti rinnovabili, com'è noto, risale agli inizi degli anni
Ottanta. Mediante l'adozione di propri programmi, l’Ente ha sviluppato, spesso
con il coinvolgimento delle industrie, una serie di iniziative volte alla
ricerca tecnologica per lo sviluppo e la messa a punto delle tecnologie più
appropriate per le risorse esistenti nel paese, sulle quali ha anche condotto
studi e indagini per la valutazione dei potenziali disponibili e tecnici.
Successivamente, pur continuando in questa direzione, gli
interventi sono stati finalizzati, in conformità alle direttive in materia di
politica energetica nazionale, verso le attività di sperimentazione e
dimostrazione nel campo delle tecnologie, della diffusione delle applicazioni
sul territorio, e del supporto tecnologico alle amministrazioni pubbliche,
centrali e periferiche.
Negli ultimi mesi, nell'ambito
più generale del processo di riforma dell'Ente in ossequio al decreto
legislativo 36/99, sono in via di definizione gli impegni futuri dell'ENEA, in
particolare quelli per i prossimi tre anni. Il lavoro viene svolto mediante il
coinvolgimento massiccio di diversi gruppi di lavoro e utilizzando commenti e
suggerimenti provenienti dai diversi soggetti rappresentativi delle realtà
interne ed esterne all'Ente. In tale contesto sono state individuate alcune
linee guida d'intervento per la produzione di energia con metodi ad alta
efficienza e a basso impatto ambientale.
Per le
rinnovabili l'Ente intende, in linea con le attività sinora svolte ma con
obiettivi aggiornati e più rispondenti alle esigenze nazionali e alle realtà
esterne, ricoprire un ruolo che contempla come compito principale quello di
fornire elementi utili per il miglioramento delle tecnologie, per la messa a
punto di processi e vettori energetici innovativi a minimo impatto ambientale,
per una maggiore competitività industriale, anche in relazione ai mercati esteri
(paesi emergenti, in particolare del bacino mediterraneo), e, in generale, per
un razionale sfruttamento delle rinnovabili.
Le linee
prioritarie indicano azioni da definire con maggiore dettaglio e da sviluppare
nell'ambito delle diverse tecnologie rinnovabili, quali quelle indicate di
seguito.
Solare fotovoltaico
Gli interventi sono mirati alla diffusione dei sistemi
solari fotovoltaici quali azioni per la riduzione dei costi dei sistemi
attualmente ancora elevati (11-16 Mld/MW) e di dimostrazione dell'option
fotovoltaica per la produzione di energia elettrica, con impianti sia
stand-alone che allacciati in rete mediante centrali singole e integrate in
edilizia. Le azioni già definite riguardano il supporto agli investitori per la
realizzazione degli impianti anche per quanto riguarda l'informazione
tecnologica ed impiantistica e la formazione degli esperti. Parte delle azioni,
soprattutto quelle di supporto, sono in connessione con gli interventi da
attuare nell'ambito del programma “10.000 Tetti Fotovoltaici”. Inoltre,
l'impegno è anche rivolto al superamento delle difficoltà ancora esistenti per
l'integrazione dei sistemi nell'edilizia. Uno degli obiettivi in questo segmento
tecnologico è quello del trasferimento delle varie tecnologie all'industria
italiana fotovoltaica. Allo scopo il settore vede l'impegno dell'ENEA, in
collaborazione con le industrie interessate, anche nell'ambito del Piano
Nazionale della Ricerca per interventi:
- nella ricerca,
sviluppo e sperimentazione di materiali e dispositivi di futura generazione con
obiettivi mirati all'individuazione della migliore tecnologia (passando da
quella delle celle "spesse" a quella dei film sottili) in grado di abbattere i
costi attuali;
- lo
sviluppo di prototipi industriali di celle e moduli fotovoltaici ad alta
efficienza di conversione realizzate mediante tecniche innovative e con processi
idonei per la produzione su larga scala ed alta resa;
- la sperimentazione di moduli componenti e sistemi avanzati per la connessione a rete, per impianti stand-alone e sistemi energetici ibridi per impieghi in località isolate (piccole isole), con particolare attenzione all'esportazione come prima accennato.
Solare termico a bassa, media
e alta temperatura
Anche lo sviluppo e l'impiego di altre tecnologie di
captazione e conversione dell'energia solare per un suo sfruttamento più
significativo e tecnologicamente più avanzato rientrano tra le future attività
dell'ENEA. In particolare, le azioni in questo segmento riguardano le
applicazioni a:
§
Bassa temperatura
Tramite
collettori solare termici, soprattutto per la produzione di acqua calda a bassa
temperatura nel residenziale. Oltre all'attuazione delle azioni previste
nell'ambito del programma solare nazionale, saranno sviluppate, alfine di
potenziare ulteriormente il parco dei collettori solari, azioni di diffusione
dei sistemi mediante il coinvolgimento delle amministrazioni periferiche, delle
industrie e delle aziende locali, soprattutto per quanto riguarda le attività di
informazione e formazione dei tecnici;
§
Media temperatura
Gli impegni saranno profusi anche verso lo sviluppo di sistemi per applicazioni a media temperatura, in particolare per la produzione di acqua dolce (dissalazione), di freddo per la conservazione di derrate alimentari, di calore per processi industriali. Allo stato attuale, alcune azioni sono già state individuate, mentre indagini in diversi settori industriali sono in corso per individuare interventi più mirati;
§
Alta temperatura
Per le applicazioni ad alta temperatura saranno promossi studi e ricerche per lo sviluppo di impianti per la produzione di energia elettrica da solare termodinamico e di calore per processi chimici. In particolare, saranno individuati ed applicati modelli di simulazione e la messa a punto di codici di calcolo a supporto della progettazione e simulazione del funzionamento e del comportamento di queste tipologie d'impianto particolarmente soggetti a forti sollecitazioni termiche, dinamiche e meccaniche.
Biomasse
Gli interventi per la valorizzazione energetica delle
biomasse, sono in particolare previsti nel programma nazionale citato. Tuttavia,
l'ENEA, nel proprio ambito, intende promuoverne e svilupparne altri per la
produzione di elettricità, calore, idrogeno e bio-combustibili e anche per
prodotti non energetici. Così le filiere di interventi previste:
- produzione di energia elettrica e/o termica attraverso
processi termochimici, mediante lo sviluppo, realizzazione e sperimentazione di
sistemi di gassificazione a letto fluido di piccola taglia (100-400kW) per
specifiche applicazioni e di media-grande taglia per connessione a rete
elettrica e/o reti di teleriscaldamento;
produzione di
bioetanolo da materiali ligneo-cellulosici, con studi sulla produzione di alcol
etilico, da idrolisi enzimatica e fermentazione di materiale ligneo-cellulosico
pretrattato con steam explosion, per l'uso nella sintesi dell'ETBE
(EtilTerButilico Etere);
- prodotti non energetici, questa linea d'intervento è essenzialmente legata al processo di "Steam Explosion" e finalizzata all'esplorazione e ottenimento di nuovi prodotti o processi innovativi riguardanti: i settori per la produzione delle fibre tessili, della carta, della cellulosa, di nuove resine da lignina, di prodotti alimentari (xilitolo, vanillina, ecc..).
Altre tecnologie
rinnovabili
Infine è anche in esame un'ulteriore linea di attività per
servizi tecnici a supporto della diffusione delle fonti rinnovabili, in
particolare per quelle (eolica, geotermia e piccola idroelettrica) le cui
tecnologie hanno già raggiunto una buona maturità tecnologica e sono, in
condizioni ambientali ottimali, anche alla soglia della competitività
economica.
Conclusione
In quest'ultimo periodo, in cui i prezzi del petrolio e,
quindi, dei carburanti al consumo stanno subendo forti oscillazioni in rialzo,
toccando valori record (anche al di sopra dei 35 dollari USA al barile), le
fonti rinnovabili, come in periodi analoghi, sono tornate più che mai
all'attenzione dei poteri decisionali, politici ed economici. Fenomeno
ricorrente, questo, in occasione di eventi turbativi a livello nazionale e
internazionale non solo nel settore strettamente energetico ma anche in altri
connessi e tipicamente quello ambientale, ben noto agli esperti.
Il nuovo quadro legislativo-normativo, brevemente
accennato, e i miglioramenti tecnologici raggiunti nel settore dovrebbero nel
breve termine, porre termine al suddetto fenomeno e creare le condizioni
ottimali per l'inserimento di progetti energetici da rinnovabili nei programmi
realizzativi degli operatori energetici. In sostanza, esistono tutte le premesse
per un rapido ed equilibrato sviluppo delle rinnovabili e per il loro
inserimento, in competitività con altre fonti, nel mercato energetico
concorrenziale che va sempre più consolidandosi a livello nazionale e
internazionalizzandosi verso i paesi europei ed extraeuropei.
* ENEA - divisione Fonti Rinnovabili - C.R. Casaccia
[1] Italy Country Up-date Report 1995-1999 – Guido Capetti et
al. – ERGA, ENEL GROUP
01/03/19