Edizione telematica
di

 Ambiente Risorse Salute

  2000 - 2001

Marzo 2001





Le fonti rinnovabili nel prossimo decennio 

di Antonio Ricci * 

Per il settore delle fonti rinnovabili, l'inizio del nuovo millennio si presenta con interessanti e promettenti prospettive di sviluppo. In quasi tutti i paesi europei e in diversi extraeuropei, sono stati presi molti provvedimenti ed iniziative a sostegno di un consistente sviluppo, soprattutto sotto la spinta del Protocollo di Kyoto per i cambiamenti climatici e delle forze che premono verso la liberalizzazione dei mercati energetici.
Recentemente, anche nel nostro Paese, diversi provvedimenti specifici sono stati adottati dai vari livelli istituzionali preposti. Nel loro insieme, costituiscono il nuovo quadro legislativo di riferimento diretto a creare le condizioni e i presupposti indispensabili per una costante e continua diffusione delle applicazioni, non solo per i prossimi anni ma anche per il resto del decennio. La nuova situazione, in relazione anche al miglioramento delle tecnologie, induce a guardare con ottimismo alla possibilità concreta di raggiungere gli obiettivi indicati per il 2010 dall'Unione Europea, dal Protocollo di Kyoto e confermati dal Governo per un raddoppio del contributo di queste fonti (dal 6% al 12 %) e per un mantenimento delle emissioni inquinanti (CO2) ai livelli del 1990.
Inoltre il ripetersi di una nuova instabilità nel mercato petrolifero, innescatasi nella  primavera del 2001, con tendenza dei prezzi del greggio verso valori mai raggiunti prima, dovrebbe ancor di più spingere per una decisa politica verso le opportunità che le rinnovabili offrono alle necessità energetiche del paese.

Il periodo trascorso

Anni Ottanta
A seguito delle crisi energetiche verificatesi negli anni settanta, le tecnologie di conversione da fonti rinnovabili furono oggetto d'attenzione e d'esame da parte dei pianificatori e decisori politici, in un'ottica di un loro sviluppo tecnologico più moderno. Esse quindi entrarono a far parte di specifici provvedimenti legislativi (legge 308/82, PFE/2, ecc.), in base ai quali fu avviata e sviluppata tutta una serie di attività di studi, ricerche, sviluppo tecnologico e dimostrativo degli impianti. Tali attività sono state  promosse per la maggior parte dalle istituzioni (Governo e Regioni) e dagli enti pubblici competenti (ENEA e CNR singolarmente e in cogestione nel PFE2) ed attuate con il coinvolgimento di istituti scientifici e tecnologici, delle università e delle industrie. Le rinnovabili hanno potuto in questo modo acquisire un buon livello di maturità tecnologica, sia pur con qualche differenziazione tra le diverse tecnologie. Inoltre, i risultati conseguiti hanno evidenziato la percorribilità e le opportunità offerte da un significativo ricorso a queste tecnologie, non solo per il loro contributo energetico (diversificazione delle risorse, maggiore autonomia, economie nella bilancia energetica, nuova occupazione, ecc.) ma anche per i relativi benefici di natura ambientale (impatto nullo o molto limitato, zero o quasi emissioni inquinanti), almeno per quanto riguarda la fase di esercizio degli impianti.

Anni Novanta
Alcuni strumenti legislativi e normativi (legge 9 e 10 del 1991, CIP6/92, atti collegati ed altre leggi), emanati nei primi anni, hanno dato modo di far conoscere le fonti rinnovabili a livello territoriale e di avviare un processo di diffusione delle applicazioni sul territorio tuttora in corso. Inoltre gli incentivi economici messi a disposizione e norme tecniche specifiche hanno sollecitato sempre più il coinvolgimento e la disponibilità degli operatori privati verso gli investimenti nel settore. Dal punto di vista delle applicazioni, le misure adottate hanno permesso la realizzazione di un buon numero di progetti ed impianti. In particolare, esse hanno contribuito a rafforzare l'idea e ad allargare il consenso sulla validità e opportunità di ricorrere con fiducia allo sfruttamento delle rinnovabili.

I risultati più consistenti sono stati ottenuti nel settore della produzione di elettricità, come testimoniano i dati di seguito esposti riferiti ad impianti nuovi o ripotenziati che hanno usufruito della legislazione a supporto.

   Tabella I - Dati di potenza e di produzione per il 1999

Tecnologie

Potenza MW
Produzione GWh

Idroelettrica < 10 MW

2.200

8.602

Eolica

232

403

Fotovoltaica

7

(+11°)

7

Biomasse e rifiuti di cui

489

1.822

a)       solo produzione elettricità

210

995

      Solidi (rifiuti + legna)

84   (69 + 14)

454     (235 + 219)

      Biogas (discarica + altro)

126 (122 + 4)

541    (539 + 1)

b) in cogenerazione

279

827

      Solidi (rifiuti + legna)

263 (99 +164)

785   (418 + 367)

      Biogas (discarica + altro)

 16   (5 + 11)

41   (27 + 14)

Totale

2928

10834

 

Tabella II – Elettricità da nuove rinnovabili nel periodo 1992-1999  

Tecnologie

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

Idroelettrica < 10 MW

8087,5

7602,3

8816,2

7440,3

8854,5

8124,4

8320,7

8601,7

Eolica

3,0

5,0

6,3

9,9

32,7

117,8

231,7

402,5

Fotovoltaica

0,0

0,4

2,0

4,2

4,7

5,8

5,6

6,3

Biomasse&Rifiuti

183,8

208,4

284,7

387,1

604,2

820,3

1228,8

1822,3

Totale

8274,3

7816,1

9109,2

7841,5

9496,1

9068,3

9786,8

10832,8

Fonte dati tabelle: da GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale SpA) – (°) Potenza impianti stand-alone, dato ENEA - I dati sulla grande idroelettrica e la geotermia, in quanto tecnologie considerate convenzionali, non sono stati riportati.

Nel settore per la fornitura di calore i dati riguardano principalmente il residenziale, in cui l'utilizzo della legna e dei pannelli solari installati a fine 1999 è stimato in modo molto approssimativo rispettivamente intorno ai 7-8 Ml di tonnellate e a circa 50.000 metri quadri. Il calore da geotermia è una tecnologia in via di sviluppo negli anni recenti per usi diversi: nel residenziale (riscaldamento e condizionamento abitati, piscine, ecc.), nell'agricoltura (riscaldamento serre, acquacoltura, essiccazione prodotti), in alcuni processi industriali ed in altri settori. Nell'ultimo anno il calore fornito ammonta, secondo dati ERGA[1], a circa 3767 TJ, di cui 1529 TJ per riscaldamento abitativo (incluso il teleriscaldamento), 822 TJ per riscaldamento serre, 1042 TJ per riscaldamento piscine, 352 e 22 TJ rispettivamente per processi industriali e in acquacoltura. 
Per quanto riguarda i biocombustibili, in particolare i dati di biodiesel si attestano tra le 70.000 e 80.000 tonnellate nell'ultimo periodo.

Alcune considerazioni

Alla luce delle esperienze fatte e ad un'analisi approfondita dei risultati, anche in relazione all'evoluzione più generale di tutto il settore energetico, si può affermare che, pur in presenza di strumenti legislativo-normativi validi nel loro insieme rispetto alle situazioni esistenti, le rinnovabili hanno sofferto di alcuni fattori negativi.Il primo può essere riferito al fatto che i finanziamenti stanziati per gli incentivi sono stati concessi anche ad altre fonti e tipologie di impianti energetici. In particolare, per quanto riguarda il settore elettrico, le misure incentivanti promosse dal provvedimento del CIP6/92 hanno riguardato, sia pure con qualche specificità, anche gli impianti del tipo convenzionale (impianti inclusi nelle categorie B, C, D e accordo quadro del provvedimento). Questi impianti, richiedendo investimenti più cospicui per le loro maggiori dimensioni, hanno in qualche modo usufruito in misura superiore dei finanziamenti disponibili. Inoltre hanno anche ridotto la disponibilità di potenza elettrica da immettere in rete nazionale secondo le previsioni ENEL, restringendo, con la sospensione del CIP6/92 nel gennaio 1997, lo spazio alla produzione di elettricità “verde”.

Il secondo è quello relativo alla mancanza quasi totale di un'azione coordinata di monitoraggio che potesse dare, in maniera continuata e oggettiva, il quadro generale delle iniziative che venivano via via avanzate, delle loro realizzazioni, delle difficoltà spesso riscontrate in sede di ottenimento delle necessarie autorizzazioni per la costruzione degli impianti, e del loro funzionamento ai fini della verifica delle prestazioni, affidabilità, ecc.. Un'azione di questo tipo avrebbe potuto fornire elementi conoscitivi per l'emanazione di provvedimenti correttivi, non solo sul lato produzione di elettricità da rinnovabili ma anche per eventuali interventi di miglioramento tecnologico e, in generale, per uno sviluppo più armonioso del settore.

Il terzo, forse il più importante, è che il settore ha subito l'inconveniente di una gestione degli incentivi troppo burocratizzata e di finanziamenti a singhiozzo, tipicamente quelli delle leggi 308/82 prima e poi della 10/91. Al contrario, in una situazione di certezza di stanziamenti annuali, gli operatori probabilmente avrebbero avuto più fiducia, sicurezza, disponibilità ed intraprendenza verso gli investimenti, con maggiori risultati nelle applicazioni.

Nuovi strumenti legislativi

Gli ultimi recenti anni sono stati anni di intenso lavoro per gli operatori del settore, non solo per nuovi strumenti legislativi e disponibilità finanziarie, ma anche a seguito di eventi e sollecitazioni a livello nazionale, europeo e internazionale riguardanti i settori dell'energia e dell'ambiente. Tra i lavori svolti in sede legislativa e normativa sono da ricordare, in particolare, quelli della Commissione Carpi nel 1997, quelli connessi con la Conferenza Nazionale Energia e Ambiente (CNEA) di Roma e con la ratifica del Protocollo di Kyoto nel novembre 1998, e quelli per il recepimento della direttiva europea 96/92 CE sulla liberalizzazione del mercato elettrico nel febbraio 1999. In relazione alle indicazioni emerse, il Governo ha adottato una politica nel settore energetico-ambientale potenzialmente in grado di consentire, nel prossimo futuro, un maggiore impiego delle fonti rinnovabili. A riguardo, infatti, sono stati fissati obiettivi a breve-medio termine, ed inseriti una serie di provvedimenti e norme in leggi o altri atti legislativi specifici e, inoltre, sono stati definiti alcuni programmi di promozione e dimostrazione per specifiche risorse (fotovoltaico, solare termico, biomasse) di rilevanza nazionale.

Tra i più importanti documenti di riferimento di recente emanazione si possono citare quelli di seguito brevemente riportati.

La delibera n° 137 del 19 novembre 1998, adottata dal CIPE per l'attuazione degli impegni derivanti dal Protocollo di Kyoto, indica le azioni da svolgere e gli obiettivi da raggiungere al 2010; per le rinnovabili viene indicato un contributo per una riduzione di 18-20 Mt di CO2.

Il decreto legislativo n° 36 del 30 gennaio 1999 per il "Riordino dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente - ENEA, a norma degli articoli 11, comma 1, e 18, comma 1, della legge 15 marzo 1997, n. 59" che, confermando tra l'altro la missione dell'Ente in materia di energia, fissa i criteri per la riforma, riorganizzazione ed il funzionamento dell'Ente.

Il decreto legislativo n° 79 del 16 febbraio 1999, emanato per l'attuazione della liberalizzazione del settore elettrico in conformità alla direttiva europea citata, introduce importanti provvedimenti a sostegno dell'elettricità da rinnovabili, tra cui la definizione di fonte rinnovabile, la priorità di dispacciamento, l'obbligo (2%) della produzione di elettricità da rinnovabile da parte dei produttori o importatori di energia elettrica da fonti fossili, l'istituzione dei certificati verdi per l'elettricità da rinnovabili, nuovi criteri per le concessioni idroelettriche e per la transizione dal sistema di incentivazione CIP6/92 al nuovo sistema basato sulla commercializzazione dei certificati verdi.
Il "Libro Bianco sulla valorizzazione energetica delle fonti rinnovabili", elaborato sulla base del Libro Verde e del confronto avuto con gli operatori del settore nel corso dei lavori della CNEA, riporta lo stato dell'arte delle tecnologie, indica gli obiettivi da raggiungere in conformità alla delibera CIPE su citata, avanza strategie di attuazione a breve-medio termine e delinea prospettive di intervento per lo sviluppo ed il miglioramento delle tecnologie a più lungo termine.  Approvato dal CIPE il 6 agosto del 1999, costituisce il riferimento istituzionale per le azioni da sviluppare nel presente decennio.

Il decreto dell'11 novembre 1999 del Ministero dell'Industria, Commercio e Artigianato, emanato per l'attuazione delle norme in materia di energia elettrica da rinnovabili, di cui all'articolo 11 del già citato decreto legislativo, stabilisce i criteri per la certificazione degli impianti aventi diritto, il rilascio e la negoziazione dei certificati verdi fissando le condizioni per la loro cessione sul mercato.
A questi strumenti sono da aggiungerne altri, che si ritrovano in leggi più generali dello Stato, tra questi l'articolo 30 della legge n° 112/98 che, conferendo tra l'altro le funzioni amministrative alle Regioni in tema di energia e sfruttamento delle risorse rinnovabili, potrà svolgere un ruolo fortemente incisivo per lo sviluppo di queste risorse sul territorio a livello regionale.

La delibera CIPE in data 21 dicembre 1999 tramite la quale viene approvato "Il Programma nazionale per la valorizzazione delle biomasse agricole e forestali". L'obiettivo principale del documento è quello di promuovere l'uso delle biomasse agro-zootecniche-forestali quali risorse di energia rinnovabile per la produzione di elettricità, calore e biocombustibili da usare in sostituzione dei combustibili fossili.
La delibera CIPE in data 15 febbraio 2000 approva il Programma nazionale "Biocombustibili" (PROBIO)  per l'attuazione di attività dimostrative e divulgative sul territorio per un maggior sviluppo nel campo dei combustibili da biomasse.

Previsioni di sviluppo

Settore elettricità
In questo settore, le previsioni di sviluppo indicate del Libro Bianco per la valorizzazione delle rinnovabili, riferiti alla situazione del 1997, indicano i seguenti valori da raggiungere al 2010:

Tabella III – Previsioni del contributo delle rinnovabili al settore elettrico 

Tecnologia

1997

2002

2006

2008-2012

MWe

Mtep

MWe

Mtep

Δ Mtep

MWe

Mtep

Δ Mtep

MWe

Mtep

Δ Mtep

Idro > 10 MW

13942

7,365

 14300

7,550

0,186

 14500

7,656

0,292

15000

7,920

0,556

Idro < 10 MW

 2187

  1,787

   2400

1,954

0,166

2600

2,116

0,329

3000

2,442

0,655

Geotermia

   559

  0,859

     650

1,051

0,192

700

1,132

0,273

800

1,294

0,435

Eolico

   119

  0,026

     700

0,308

0,282

1400

0,616

0,590

2500

1,100

1,074

Fotovoltaico

    16

  0,003

      25

0,006

0,003

100

0,024

0,021

300

0,073

0,069

Biomasse & Biogas

  192

  0,125

    380

0,502

0,377

800

1,056

0,931

2300

3,036

2,911

Rifiuti

    89

  0,055

    350

0,385

0,330

  500

0,550

0,495

800

0,880

0,825

Totale

17104

10,221

18805

11,756

1,535

  20600

13,151

2,930

24700

16,744

6,524

Prevedibilmente, la nuova produzione di elettricità da rinnovabili nel prossimo decennio deriverà da quelle fonti che già oggi sono più promettenti e competitive quali l'idroelettrico (principalmente < 10 MW, inclusi ripotenziamenti e riattivazioni), l'eolico, le biomasse (solidi e biogas), e da nuovi progetti geotermici (inclusi i ripotenziamenti); una relativa maggiore presenza del fotovoltaico dovrebbe registrarsi nel secondo quinquennio, a valle delle iniziative che verranno prese nell'ambito del programma "10.000 Tetti Fotovoltaici".
A prescindere dall'influenza che i prezzi dei combustibili fossili registreranno sul mercato nei prossimi anni, il raggiungimento degli obiettivi indicati è legato ad alcuni importanti fattori che attualmente risultano non completamente prevedibili, essendo il nuovo quadro legislativo in via di applicazione e, per certi aspetti, ancora non in via di definizione.
Il primo fattore riguarda l'andamento che gli scambi negoziali tra gli operatori-produttori di elettricità avranno sul mercato dei certificati verdi, da cui dipendono gli incentivi per le rinnovabili secondo le regole concorrenziali di mercato, in forza del decreto ministeriale dell'11 novembre 1999 (a questo riguardo, occorrerà aspettare almeno la fine del prossimo anno, visto che l'obbligo del 2% di elettricità da rinnovabili andrà in vigore a partire dal 2001). Un secondo fattore è legato alle iniziative e relative ricadute sul mercato che le Regioni intenderanno prendere in tema di incentivi regionali, previsti dal decreto legislativo 79/99 (comma 6 dell'articolo 11). Un terzo fattore è da mettere in relazione con la futura direttiva dell'Unione Europea in tema di produzione di energia elettrica da rinnovabili nei paesi membri. Infine, un ulteriore fattore, molto importante, è costituito dalle modalità con le quali verrà regolata e limitata la partecipazione al mercato dei soggetti inadempienti l'obbligo del 2%.

Settore calore
Le applicazioni in questo segmento riguardano essenzialmente il settore residenziale e alcune tipologie di industrie con fabbisogni di calore termico di processo, quali per esempio quelle agro-alimentari. Quindi, il contributo potrà venire dal solare termico, dalla geotermia a bassa entalpia e dalle biomasse (inclusi i rifiuti) in impianti singoli, di cogenerazione e per il teleriscaldamento. Gli obiettivi indicati dal Libro Bianco sono quelli riportati nella tabella seguente.
 
Tabella IV - Previsioni di sviluppo delle rinnovabili per il settore calore 

Tecnologia

1997

2002

2006

2008-2012

Mtep

Mtep

D Mtep

Mtep

D Mtep

Mtep

D Mtep

Biocombustibili

0,060

0,280

0,220

0,544

0,484

0,940

0,880

Solare termico

0,008

0,056

0,048

0,111

0,103

0,222

0,214

Geotermia

0,213

0,250

0,037

0,300

0,087

0,400

0,187

Biomasse & Biogas

1,070

1,400

0,330

1,600

0,530

1,750

0,680

Rifiuti

0,096

0,120

0,024

0,160

0,064

0,200

0,104

Totale

1,447

2,106

0,659

2,715

1,268

3,512

2,065

 

Lo sviluppo delle applicazioni in questo settore è determinato, oltre che dal mantenimento delle agevolazioni fiscali esistenti (detrazioni IRPEF, Riduzione IVA), da ulteriori iniziative a sostegno che lo Stato e, soprattutto, le Regioni intenderanno prendere in tema di interventi diretti e indiretti. Tra questi ultimi di notevole utilità può essere il ricorso a strumenti e strutture innovativi, quali gli accordi volontari, che con il coinvolgimento volontario di operatori privati e amministrazioni pubbliche, a livello centrale e periferico, possono permettere di superare le difficoltà nella realizzazione di progetti da fonti rinnovabili soprattutto per quanto riguarda il territorio. Anche l'introduzione a livello diffuso dello strumento del Third Party Financing (pacchetto di fornitura di servizi per la realizzazione di progetti tecnologici con un risparmio economico sufficiente a coprire l'ammortamento degli investimenti e il costo dei servizi erogati), largamente utilizzato in molti paesi dell'Unione Europea per il solare termico in particolare, può essere di notevole aiuto per la diverse tipologie di applicazioni e per il raggiungimento degli obiettivi.
Altri strumenti utilizzabili possono essere l'elaborazione di norme tecniche, specie nel residenziale, per l'attuazione di un sistema di fornitura del calore molto simile a quelle del gas e dell'elettricità, in pratica mediante tariffazione ai consumatori o provvedimenti che inducano gli interessati verso l'installazione di sistemi di fornitura del calore da solare.

Settore biocombustibili

L'obiettivo in questo settore rientra nell'ambito della delibera CIPE 137/98 (Protocollo di Kyoto), che stabilisce una riduzione di 18/21 Mt di CO2 al 2010, mediante il risparmio dei consumi energetici nel settore trasporto con un uso più significativo dei biocombustibili. Allo scopo, la delibera prevede l'adozione di misure quali l'obbligo d'impiego di biodiesel nel trasporto pubblico nei comuni con oltre 100.000 abitanti, in miscela con il gasolio di rete, l'impiego dell'ETBE da bioetanolo da miscelare nelle benzine di rete, l'impiego obbligatorio di miscele biodiesel/gasolio nella nautica da diporto.
Pur con questi presupposti il settore soffre della mancanza di una politica di sostegno da parte dell'Unione Europea per quanto riguarda le coltivazioni energetiche nell'ambito più generale delle produzioni agricole. Pertanto, ogni iniziativa, volta al superamento dei vincoli europei per un'incentivazione diretta alle produzioni energetiche agricole, costituisce elementi di riferimento per ulteriori indispensabili strumenti di sostegno, a livello nazionale, per la produzione, la distribuzione e l'impiego dei biocombustibili nei vari usi finali al fine di una riduzione significativa dei costi.  

 I programmi nazionali

"10.000 Tetti Fotovoltaici"
E' un programma dimostrativo, promosso dal Ministero dell'Ambiente e dell'Industria nell'ambito degli obiettivi per la riduzione delle emissioni inquinanti di cui l’ENEA ha curato l’elaborazione e ne seguirà la gestione.
E' previsto l'avvio nel presente anno  ed  ha una durata di 5 anni durante i quali è prevista l'installazione, da parte di soggetti interessati pubblici e privati, di 10.000 sistemi fotovoltaici da 1-50 kW (per 50 MW) integrati nell'edilizia e connessi a rete. Il programma si basa su un contributo in conto capitale sino al 75% sul totale degli investimenti.  Alcune azioni preliminari sono già in corso in varie regioni (Figura 1).

Programma Nazionale per il  Solare Termico
Il programma, in corso di elaborazione da parte dell'ENEA, è finalizzato all'installazione, al 2010, di 3 milioni di metri quadri di collettori e prevede il coinvolgimento di strutture locali pubbliche e private. Il successo dell’iniziativa, in relazione ai potenziali solari e alle disponibilità abitative esistenti nel paese, può offrire risvolti e ricadute innovative non trascurabili anche in campo occupazionale.
Programma Nazionale per la valorizzazione delle Biomasse Agricole e Forestali

Il programma, approvato dal CIPE il 21 dicembre 1999, su proposta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in ossequio alla citata delibera CIPE 137, si propone una serie articolata di obiettivi da raggiungere in diversi settori d'intervento. I più importanti in campo ambientale ed energetico sono: riduzione dei gas ad effetto serra (3-4% al 2010/12), difesa del territorio, recupero delle qualità nutritive dei terreni, recupero di energia rinnovabile da prodotti e sottoprodotti agro-forestali, sviluppo di metodi di agricoltura eco-compatibili, maggiore efficienza nell'uso dei combustibili fossili in agricoltura, riduzione dei costi dei prodotti agro-energetici, diffusione della cultura sull'ambiente e risorse naturali, ampliamento della domanda nella produzione di mezzi tecnici e servizi per la produzione e lo sfruttamento energetico delle biomasse, sviluppo di nuove tecniche e tecnologie agro-forestali, aumento delle superfici a coltivazioni energetiche (200.000/300.000 ettari all'anno a partire al 2002), incremento delle coltivazioni boschive per un maggior assorbimento della CO2 dall'atmosfera.

Programma Nazionale "Biocombustibili" (PROBIO)

Il programma, pur non prevedendo azioni di supporto "ordinario" al settore produttivo delle biomasse, ha come obiettivo prioritario l'attuazione di una serie di azioni rivolte principalmente alle Amministrazioni locali ma anche agli imprenditori agricoli ed industriali per un più significativo sviluppo delle biomasse, anche tramite incentivazioni provenienti da altre fonti. E' previsto il supporto finanziario per la realizzazione del programma fino a una spesa di 5 miliardi di lire a partire dal 1999.

L'impegno dell'ENEA

L'interesse dell'ENEA per le fonti rinnovabili, com'è noto, risale agli inizi degli anni Ottanta. Mediante l'adozione di propri programmi, l’Ente ha sviluppato, spesso con il coinvolgimento delle industrie, una serie di iniziative volte alla ricerca tecnologica per lo sviluppo e la messa a punto delle tecnologie più appropriate per le risorse esistenti nel paese, sulle quali ha anche condotto studi e indagini per la valutazione dei potenziali disponibili e tecnici.
Successivamente, pur continuando in questa direzione, gli interventi sono stati finalizzati, in conformità alle direttive in materia di politica energetica nazionale, verso le attività di sperimentazione e dimostrazione nel campo delle tecnologie, della diffusione delle applicazioni sul territorio, e del supporto tecnologico alle amministrazioni pubbliche, centrali e periferiche.
Negli ultimi mesi, nell'ambito più generale del processo di riforma dell'Ente in ossequio al decreto legislativo 36/99, sono in via di definizione gli impegni futuri dell'ENEA, in particolare quelli per i prossimi tre anni. Il lavoro viene svolto mediante il coinvolgimento massiccio di diversi gruppi di lavoro e utilizzando commenti e suggerimenti provenienti dai diversi soggetti rappresentativi delle realtà interne ed esterne all'Ente. In tale contesto sono state individuate alcune linee guida d'intervento per la produzione di energia con metodi ad alta efficienza e a basso impatto ambientale.
Per le rinnovabili l'Ente intende, in linea con le attività sinora svolte ma con obiettivi aggiornati e più rispondenti alle esigenze nazionali e alle realtà esterne, ricoprire un ruolo che contempla come compito principale quello di fornire elementi utili per il miglioramento delle tecnologie, per la messa a punto di processi e vettori energetici innovativi a minimo impatto ambientale, per una maggiore competitività industriale, anche in relazione ai mercati esteri (paesi emergenti, in particolare del bacino mediterraneo), e, in generale, per un razionale sfruttamento delle rinnovabili.
Le linee prioritarie indicano azioni da definire con maggiore dettaglio e da sviluppare nell'ambito delle diverse tecnologie rinnovabili, quali quelle indicate di seguito
.

Solare fotovoltaico
Gli interventi sono mirati alla diffusione dei sistemi solari fotovoltaici quali azioni per la riduzione dei costi dei sistemi attualmente ancora elevati (11-16 Mld/MW) e di dimostrazione dell'option fotovoltaica per la produzione di energia elettrica, con impianti sia stand-alone che allacciati in rete mediante centrali singole e integrate in edilizia. Le azioni già definite riguardano il supporto agli investitori per la realizzazione degli impianti anche per quanto riguarda l'informazione tecnologica ed impiantistica e la formazione degli esperti. Parte delle azioni, soprattutto quelle di supporto, sono in connessione con gli interventi da attuare nell'ambito del programma “10.000 Tetti Fotovoltaici”. Inoltre, l'impegno è anche rivolto al superamento delle difficoltà ancora esistenti per l'integrazione dei sistemi nell'edilizia. Uno degli obiettivi in questo segmento tecnologico è quello del trasferimento delle varie tecnologie all'industria italiana fotovoltaica. Allo scopo il settore vede l'impegno dell'ENEA, in collaborazione con le industrie interessate, anche nell'ambito del Piano Nazionale della Ricerca per interventi:

-   nella ricerca, sviluppo e sperimentazione di materiali e dispositivi di futura generazione con obiettivi mirati all'individuazione della migliore tecnologia (passando da quella delle celle "spesse" a quella dei film sottili) in grado di abbattere i costi attuali;

-       lo sviluppo di prototipi industriali di celle e moduli fotovoltaici ad alta efficienza di conversione realizzate mediante tecniche innovative e con processi idonei per la produzione su larga scala ed  alta resa;

-       la sperimentazione di moduli componenti e sistemi avanzati per la connessione a  rete, per impianti stand-alone  e sistemi energetici ibridi per impieghi in località isolate (piccole isole), con particolare attenzione all'esportazione come prima accennato.

 Solare termico a bassa, media e alta temperatura
Anche lo sviluppo e l'impiego di altre tecnologie di captazione e conversione dell'energia solare per un suo sfruttamento più significativo e tecnologicamente più avanzato rientrano tra le future attività dell'ENEA. In particolare, le azioni in questo segmento riguardano le applicazioni a:

§         Bassa temperatura

Tramite collettori solare termici, soprattutto per la produzione di acqua calda a bassa temperatura nel residenziale. Oltre all'attuazione delle azioni previste nell'ambito del programma solare nazionale, saranno sviluppate, alfine di potenziare ulteriormente il parco dei collettori solari, azioni di diffusione dei sistemi mediante il coinvolgimento delle amministrazioni periferiche, delle industrie e delle aziende locali, soprattutto per quanto riguarda le attività di informazione e formazione dei tecnici;

§         Media temperatura

Gli impegni saranno profusi anche verso lo sviluppo di sistemi per applicazioni a media temperatura, in particolare per la produzione di acqua dolce (dissalazione), di freddo per la conservazione di derrate alimentari, di calore per processi industriali. Allo stato attuale, alcune azioni sono già state individuate, mentre indagini in diversi settori industriali sono in corso per individuare interventi più mirati;

§         Alta temperatura

 Per le applicazioni ad alta temperatura saranno promossi studi e ricerche per lo sviluppo di impianti per la produzione di energia elettrica da solare termodinamico e di calore per processi chimici. In particolare, saranno individuati ed applicati modelli di simulazione e la messa a punto di codici di calcolo a supporto della progettazione e simulazione del funzionamento e del comportamento di queste tipologie d'impianto particolarmente soggetti a forti sollecitazioni termiche, dinamiche e meccaniche.

Biomasse
Gli interventi per la valorizzazione energetica delle biomasse, sono in particolare previsti nel programma nazionale citato. Tuttavia, l'ENEA, nel proprio ambito, intende promuoverne e svilupparne altri per la produzione di elettricità, calore, idrogeno e bio-combustibili e anche per prodotti non energetici. Così le filiere di interventi previste:

-       produzione di energia elettrica e/o termica attraverso processi termochimici, mediante lo sviluppo, realizzazione e sperimentazione di sistemi di gassificazione a letto fluido di piccola taglia (100-400kW) per specifiche applicazioni e di media-grande taglia per connessione a rete elettrica e/o reti di teleriscaldamento;
produzione di bioetanolo da materiali ligneo-cellulosici, con studi sulla produzione di alcol etilico, da idrolisi enzimatica e fermentazione di materiale ligneo-cellulosico pretrattato con steam explosion, per l'uso nella sintesi dell'ETBE (EtilTerButilico Etere);

-       prodotti non energetici, questa linea d'intervento è essenzialmente legata al processo di "Steam  Explosion" e finalizzata all'esplorazione e ottenimento di nuovi prodotti o processi innovativi riguardanti: i settori per la produzione delle fibre tessili, della carta, della cellulosa, di nuove resine da lignina, di prodotti alimentari (xilitolo, vanillina, ecc..).

 Altre tecnologie rinnovabili
Infine è anche in esame un'ulteriore linea di attività per servizi tecnici a supporto della diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare per quelle (eolica, geotermia e piccola idroelettrica) le cui tecnologie hanno già raggiunto una buona maturità tecnologica e sono, in condizioni ambientali ottimali, anche  alla soglia della competitività economica. 

 Conclusione

In quest'ultimo periodo, in cui i prezzi del petrolio e, quindi, dei carburanti al consumo stanno subendo forti oscillazioni in rialzo, toccando valori record (anche al di sopra dei 35 dollari USA al barile), le fonti rinnovabili, come in periodi analoghi, sono tornate più che mai all'attenzione dei poteri decisionali, politici ed economici. Fenomeno ricorrente, questo, in occasione di eventi turbativi a livello nazionale e internazionale non solo nel settore strettamente energetico ma anche in altri connessi e tipicamente quello ambientale, ben noto agli esperti.
Il nuovo quadro legislativo-normativo, brevemente accennato, e i miglioramenti tecnologici raggiunti nel settore dovrebbero nel breve termine, porre termine al suddetto fenomeno e creare le condizioni ottimali per l'inserimento di progetti energetici da rinnovabili nei programmi realizzativi degli operatori energetici. In sostanza, esistono tutte le premesse per un rapido ed equilibrato sviluppo delle rinnovabili e per il loro inserimento, in competitività con altre fonti, nel mercato energetico concorrenziale che va sempre più consolidandosi a livello nazionale e internazionalizzandosi verso i paesi europei ed extraeuropei.


* ENEA - divisione Fonti Rinnovabili - C.R. Casaccia

[1] Italy Country Up-date Report 1995-1999 – Guido Capetti et al. – ERGA, ENEL GROUP

01/03/19