Novembre 2001
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Lo sviluppo di tecnologie che utilizzano idrogeno e la produzione di energia elettrica distribuita trovano nelle pile o combustibile (fuell cell) uno delle tecnologie di elezione, consentendo la generazione contemporanea di calore e elettricità con bassissime emissioni di inquinanti e elevata efficienza. Il modello di generazione decentrata risulta inoltre favorito in un territorio, come l'area milanese in cui la logistica delle reti di trasmissione gas è particolarmente capillare. Già nel 1991 a San Donato Milanese presso l'ex Eniricerche, oggi EniTecnologie, venne avviata uno piccola unità da 50 kW a metano che costituiva la prima dimostrazione italiana di un impianto sviluppato industrialmente, pochi anni dopo, nel 1993, entrava in funzione a Milano uno fuel cell da 1, 3 MW frutto dello collaborazione tra AEM, Ansaldo ed ENEA. Presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” a Milano, il 25 giugno 2001 si è tenuta l'inaugurazione di una cellula a combustibile, che produce energia per illuminare e riscaldare una parte degli edifici del Museo. L’importanza dell’evento non è tanto nella tecnologia – si tratta della PC25, una cella ad acido fosforico che, prodotta dalla IFC, conta oltre 200 installazioni – quanto che si tratta del primo impianto al mondo installato nel pieno centro di una grande città caratterizzata da tutte le problematiche tipiche dei centri urbani in termini di inquinamento atmosferico e acustico. A regime, la fuel cell consuma circa 55 Nm3 di gas naturale prelevato dalla rete urbana, la massima potenza elettrica netta è pari a 200 KW/235 KVA e il massimo calore recuperabile dall’impianto è di oltre 190.000 kCal/h; tutto ciò con una rumorosità che, senza isolamento acustico, a 10 metri è inferiore a 60 dB. Il progetto ha visto coinvolti tra i principali partners il Ministero per l’Ambiente (con un finanziamento di 2,5 miliardi di lire per l’acquisto, l’installazione della cella e la gestione delle prime fasi dell’attività), la Ansaldo Ricerche (fornitura della PC25), l’ABB (impianto elettrico), AEM (fornitura gas), ENEA e Politecnico di Milano. La giornata dell’inaugurazione è stata inoltre occasione di un incontro in cui sono stati discussi gli orientamenti del mondo industriale per conseguire il duplice obiettivo di ridurre l'impatto ambientale e produrre energia elettrica con tecnologie che, a oggi, trovano nell'elevato investimento e nell'iter delle autorizzazioni i principali ostacoli alla commercializzazione. Tuttavia lo scenario potrebbe mutare per l'azione del driver ambientale, che trova espressione in sempre più severe normative, e della competizione nel settore gas ed elettrico, sotto la spinta dei processi di liberalizzazione.
Nota a cura di Massimo Chindemi/EniTecnologie
15/11/01