Edizione telematica
di

 Ambiente Risorse Salute

Giugno  2000

 

Bus a idrogeno - emissioni zero

Avviato il progetto dell'ATM di Torino

Anno 2000: per il trasporto pubblico di Torino "inizia il futuro" con la realizzazione sperimentale di un autobus alimentato a idrogeno che, entro il 2001, trasporterà passeggeri in normale servizio di linea con "emissioni zero"

 

L’idrogeno a portata di mano
L’idrogeno è considerato la soluzione più evoluta per la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e dei consumi energetici derivanti dalle attività di trasporto. Molte industrie in tutto il mondo si stanno confrontando su questi terreni, come annunciato alla recente Conferenza di Bruxelles sulle fuel cell, e Torino, con questo progetto, fornisce il primo concreto e importante contributo per lo sviluppo, tecnologico, normativo e organizzativo del programma nazionale per l’idrogeno.
Il 12 febbraio 1999 la Città di Torino ha presentato al Governo una richiesta di finanziamento di un progetto per la realizzazione e l’esercizio sperimentale di un autobus a idrogeno.
Il progetto è stato predisposto originariamente da ATM, Iveco e Centro Ricerche Fiat. Il Ministero dell’Ambiente ha approvato il progetto con decreto nel novembre 1999.
Il 7 giugno 2000 la Città di Torino ha annunciato l’avvio della realizzazione del progetto per l'esercizio sperimentale di un bus a idrogeno a emissioni zero. In funzione dei risultati della sperimentazione e delle politiche di prezzo e di mercato che si svilupperanno nel prossimo futuro, Torino potrà deciderne l'acquisto sistematico a partire dal 2005-2010.

Il progetto è caratterizzato da :



La tempistica
Queste le fasi realizzative:

L’avanzare della sperimentazione sarà accompagnata dalla predisposizione di un apposito quadro legislativo che disciplini l’intera materia.

I soggetti
L’aspetto centrale di questa partnership tra aziende pubbliche e private è la necessità di esplorare la tecnologia della propulsione a idrogeno con investimenti che garantiscano un ritorno diretto in termini di know-how tecnico e gestionale, oltre che nei termini più evidenti di un progressivo miglioramento delle prestazioni ambientali del trasporto pubblico.
Come forma giuridica per regolare i rapporti tra le parti è stata scelta l’ATI (Associazione Temporanea di Imprese), in coerenza con la normativa italiana ed europea e con le esigenze di rapidità e di elasticità richieste da un progetto di sperimentazione.
Finanziariamente, l’impegno pubblico e privato è paritario. Il contributo diretto del Ministero dell’Ambiente è stato erogato alla Città di Torino ed è stato trasferito all’ATM quale gestore del progetto.

Il veicolo
I tempi di attuazione del progetto sono rapidi grazie al contributo tecnologico dei partners. La produzione del combustibile avviene per via elettrolitica dall’acqua, unico sistema che garantisce una ‘emissione zero’ per l’intero ciclo di produzione sia del veicolo che del carburante.
Un elemento caratterizza il progetto italiano fuel cell: l’autobus a idrogeno Irisbus che vedremo tra poco sulle strade di Torino è un veicolo ‘ibrido’, senza un utilizzo diretto dell’energia prodotta dalla cella di combustibile, ma dotato di un motore elettrico, alimentato attraverso gli accumulatori dalla fuel cell. Questo sistema garantisce inoltre la movimentazione in deposito o gli spostamenti di emergenza senza usare idrogeno.
La cella a combustibile è un apparecchio in grado di combinare elettrochimicamente l’idrogeno con l’ossigeno, in modo da sviluppare energia elettrica e vapore acqueo.
La cella a combustibile è il cuore dei generatori che equipaggiano gli Shuttle. IFC, il pi grande produttore mondiale di generatori fuel cells fornitore NASA e partner del programma spaziale americano, garantisce il massimo livello di esperienza tecnologica in questo settore.
L’impatto ambientale del veicolo è nullo: dagli scarichi esce nient’altro che acqua, perfettamente bevibile, completamente demineralizzata.
L’idrogeno, come il metano, nasce già con livelli di sicurezza più alti rispetto a gasolio e benzina.
Il progetto autobus alimentato a idrogeno si fonda sulla ricaduta immediata dei benefici derivanti dalla sperimentazione che non sarà solo tecnologica, ma che deve risolvere anche i problemi relativi alla messa in esercizio del veicolo, alle omologazioni e allo sviluppo di normative specifiche necessarie per l’impianto di produzione, stoccaggio e rifornimento dell’idrogeno, all’industrializzazione, agli aspetti gestionali.

Il progetto di Torino rappresenta un impegno comune tra chi produce i veicoli e chi gestisce il servizio di trasporto pubblico con l’obiettivo di aprire la strada all’introduzione nel trasporto pubblico di questa nuova tecnologia.

* * *

Scenario
In uno scenario di riferimento che richiede l’utilizzo di nuove tecnologie per la riduzione progressiva dell’impatto ambientale, ATM (Azienda Torinese Mobilità) ha da tempo intrapreso molteplici soluzioni tecnologiche per una mobilità sostenibile.
Gli autobus dell’ATM sono 1000 e hanno un’età media inferiore ai sette anni di vita, un dato all’avanguardia in Italia dove la media è di 11 anni. Per raggiungere questo risultato l’Azienda Torinese Mobilità dal 1998 al 2000 ha acquistato 290 autobus a standard EURO 2.
ATM ha inoltre deciso di sostituire progressivamente il gasolio per autotrazione con emulsionato ad acqua (denominato "gasolio bianco"), allo scopo di ridurre le emissioni di particolato. La decisione è stata presa a seguito dei risultati della sperimentazione, condotta da ATM su 40 autobus, che hanno evidenziato una riduzione media di emissione del particolato e delle polveri pari al 50%. A partire dal mese di maggio 2000 l’emulsione è impiegata su 120 veicoli e dal 2001 sarà estesa a tutti gli autobus a gasolio.
Sempre nel corso del 2000 l’ATM ha deciso di inserire in servizio autobus alimentati a combustibile gassoso, con l’acquisto di 100 autobus a gas naturale (metano) e la realizzazione di un distributore di metano interno all’azienda che sarà anche aperto al pubblico.
D’ora in poi gli autobus urbani che usciranno di servizio per raggiunti limiti di età saranno sostituiti con altri alimentati a metano.

Scheda dei partecipanti al progetto

ATM, concessionaria dei servizi di trasporto locale urbano e suburbano è il soggetto mandatario che gestisce il controllo del progetto. Curerà con gli altri partner i necessari rapporti con l’autorità di controllo, col Ministero dei Trasporti e con gli uffici dell’UE per definire la specifica normativa cui attenersi per l’esercizio in linea del prototipo e della successiva serie di autobus alimentati a fuel cells.

IRISBUS ITALIA S.p.A., nata dalla fusione tra i settori autobus di Iveco e Renault V.I., è tra i maggiori produttori di autobus nel mondo. Realizza l’autobus, derivandolo dal CityClass CNG, su cui installa la cella a combustibile, il sistema di bombole di idrogeno e la catena cinematica elettrica. Irisbus dispone del sistema completo di fuel cell grazie ad un accordo di sviluppo con la società americana IFC, International Fuel Cells, una divisione della United Technologies Corporation. IFC è il maggior produttore mondiale di celle a combustibile. Irisbus si avvarrà dell’esperienza del Centro Ricerche Fiat per la realizzazione del sistema di controllo e gestione veicolo.

SAPIO, Produzione Idrogeno Ossigeno S.r.l., società del gruppo multinazionale Air Products and Chemicals Inc, maggior produttore italiano di idrogeno per uso industriale. Fornirà l’impianto di produzione dell’idrogeno per via elettrolitica. Inoltre, seguirà insieme ad ATM la predisposizione preliminare degli studi per l’analisi di rischio ed il piano della sicurezza.

CVA, Compagnia Valdostana delle Acque S.p.A., società della Regione Valle d’Aosta, proprietaria delle centrali idroelettriche e produttrice di energia elettrica da fonti rinnovabili, necessaria alla produzione dell’idrogeno. L’energia elettrica prodotta in Valle d’Aosta con impianti ad acqua fluente, e cioè con emissione zero, garantisce un impatto ambientale nullo per tutto il ciclo produttivo.

ENEA, Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente, ente pubblico che opera nei campi della ricerca e dell’innovazione per lo sviluppo sostenibile. Offre le strutture di ricerca e il proprio personale per l’analisi preliminare e la valutazione dell’efficienza energetica ed ambientale del progetto, in particolare dell’intero ciclo di vita dell’impianto di produzione dell’idrogeno.

ANSALDO Ricerche S.r.l., società del gruppo IRITEC, che progetta e realizza prodotti e tecnologie nei settori dei trasporti e dell’energia. Garantisce la disponibilità ad eseguire la progettazione e la realizzazione degli azionamenti e della catena energetica di potenza.

Fonte: Ufficio stampa ATM, Torino