Federchimica - Assobiotec – Associazione Nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie
Quaderni di
biotecnologia
A cura di
Gian Alfredo Scassellati e di Vincenzo Lungagnani
Sommario
C. RACCOMANDAZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA
__________________________________
Gian Alfredo Scassellati, Presidente
del Comitato Tecnico 233 "Biotechnology" del CEN (Comité
Européen de Normalisation) e Vincenzo Lungagnani, Presidente della
Sottocommissione "Biotecnologie" dell’UNI (Ente Nazionale di
Normazione) hanno curato la realizzazione di una serie di fascicoli che
forniscono una sintesi divulgativa di un lavoro, iniziato nel 1991 su mandato
della Commissione europea volto all’attuazione armonizzata delle Direttive
dell’Unione europea in materia di sicurezza d’impiego di agenti
biologici, geneticamente modificati e non (90/219/EE, 90/220/CEE e
90/679/CEE).
Assobiotec ha sostenuto con forza l’iniziativa CEN –
UNI ed esperti delle sue Imprese Associate hanno partecipato
all’elaborazione delle norme tecniche
__________________
A. NORME TECNICHE IN BIOTECNOLOGIA
In termini estremamente sommari, le norme tecniche - termine italiano
corrispondente all'inglese standards - in biotecnologia sono state
elaborate:
- sotto la responsabilità del CEN (Comité
Européen de Normalisation);
- a cura del suo Comitato Tecnico
233 (TC-233);
- su mandato del 1991 della Commissione Europea;
-
con la partecipazione diretta di esperti dell'industria, dell'accademia e delle
amministrazioni nazionali di molti dei Paesi aderenti al CEN (1).
Scopo
generale della elaborazione di norme tecniche è quello di facilitare lo
scambio internazionale di beni e servizi, mediante la eliminazione di barriere
tecnologiche al commercio. L'uso di norme tecniche da parte delle industrie e
delle amministrazioni non ha mai carattere regolamentare ed è sempre
volontario ma, in certi casi, esse sono collegate a legislazioni dell'Unione
Europea (i.e. Direttive, Regolamenti) e la loro applicazione può
costituire una valutazione di conformità a quanto prescritto dalle Leggi
dei Paesi membri.
E’ questo, in particolare, il caso delle norme
tecniche in biotecnologia, che sono strettamente collegate all'attuazione di
quanto prescritto dalle Direttive:
- 90/219/CEE sull'impiego confinato di
microrganismi geneticamente modificati e la sua revisione del 1998
(98/81/CE);
- 90/220/CEE sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi
geneticamente modificati;
- 90/679/CEE sulla protezione dei lavoratori
esposti ad agenti biologici.
È importante notare che, in termini di
volumi di produzione e/o di numero di operazioni, la maggior parte delle
attività industriali e/o di R&S considerate dalle norme tecniche non
impiegano agenti patogeni e/o organismi geneticamente modificati potenzialmente
pericolosi. Le norme tecniche del CEN-TC-233 costituiscono, nel loro assieme, un
compendio aggiornato di "buone pratiche di laboratorio, industriali ed
ambientali" per le attività comportanti l'uso di agenti
biologici.
La procedura di elaborazione (in inglese), revisione, approvazione
e traduzione delle circa cinquanta norme tecniche del CEN è piuttosto
laboriosa: col tempo, esse saranno disponibili in italiano presso
l'UNI.
Queste sintesi, elaborate e diffuse da Assobiotec, hanno lo scopo di
informare gli interessati su quanto sarà formalmente a loro disposizione
in termini di istruzioni e suggerimenti per l'impiego di agenti biologici. Il
testo completo di ogni norma tecnica sintetizzata in questo "quaderno"
è a disposizione per consultazione (talvolta unicamente in lingua
inglese) presso la Sede dell'Associazione - via Accademia 33, 20131
MILANO.
(1) L'Italia ha partecipato all'azione attraverso l'UNI (Ente
Nazionale di Normazione) e la sua Sottocommissione "Biotecnologie",
che ha visto la partecipazione attiva di numerosi esperti dell' Industria e
dell'Amministrazione.
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B1. NORME TECNICHE PER PROCESSI SU LARGA SCALA E DI PRODUZIONE: CARATTERISTICHE ED OBIETTIVI.
Tra i quattro Gruppi di Lavoro - i.e. laboratori di R&S, impianti
industriali, agricoltura, apparecchiature - in cui è stato ripartito il
carico di attività identificato dal mandato della Commissione Europea al
CEN, il secondo è quello che più rapidamente ha terminato il
proprio lavoro: sette norme tecniche sono state pubblicate in inglese, francese
e tedesco (lingue ufficiali del CEN), concernenti i processi biotecnologici su
larga scala e di produzione. La circostanza ha costituito occasione per
impostare i criteri metodologici anche degli altri Gruppi di Lavoro,
evidenziando l'utilità di adottare norme tecniche nell'esecuzione di
attività produttive e la necessità di associare l'efficienza delle
prestazioni alla sicurezza del personale e dell'ambiente.
Centrale, in questo
contesto, è la corretta misura da dare - in una situazione di ipotetico
"pericolo" - alla quantificazione del "danno" ed alla
valutazione del "rischio" potenziale (i.e. probabilità che il
danno si materializzi nelle reali condizioni operative). Nel caso specifico di
impiego di agenti biologici - geneticamente modificati o meno - la
quantificazione del danno biologico è prevalentemente basata
sull'esperienza e, in caso di insufficienti dati sperimentali, essa è
dominata dal principio di precauzione: il momento della prevenzione del danno a
livello di progettazione deve essere privilegiato rispetto al momento della
gestione dei rischi a livello operativo.
Da questo approccio derivano la
natura e la sequenza delle sette norme tecniche elaborate per i processi
biotecnologici su larga scala e di produzione, a partire dalla progettazione
dell'impianto sino al controllo e gestione delle materie prime, dei processi e
dei rifiuti, per finire ai criteri di controllo della qualità.
Nella
tabella che segue sono elencati i titoli delle norme tecniche e la loro sigla EN
di classificazione formale.
|
EN 1619 |
Requisiti generali per la gestione e l'organizzazione delle procedure di conservazione delle linee cellulari |
|
EN 1620 |
Installazione dell'impianto secondo il livello di pericolo |
|
EN 1826 |
Procedure di controllo per le materie prime |
|
EN 12075 |
Procedure per i processi di fermentazione e i trattamenti a valle |
|
EN 12307 |
Linee guida per buona prassi, procedure operative, formazione e controllo del personale |
|
EN 12460 |
Guida alla selezione ed all'installazione dell'attrezzatura in funzione del rischio biologico |
|
EN 12461 |
Guida al trattamento, inattivazione e controllo dei rifiuti |
Ogni norma tecnica è strutturata secondo un "formato"
standard, che prevede sezioni iniziali come Introduzione, Scopo e
Campo di Applicazione, Riferimeuti Normativi e Definizioni,
e sezioni finali sotto forma di una o più Appendici di natura
informativa, delle quali una è sempre riservata ai riferimenti
bibliografici.
Il cuore delle norma tecniche è costituito da
più sezioni descrittive, che illustrano i requisiti da rispettare per il
disegno degli impianti, per la selezione dei componenti, per le procedure
operative e per il comportamento del personale.
Il rispetto delle norme
tecniche nella loro globalità garantisce all'utente la "presunzione
di conformità" con i dettami di Direttive e Regolamenti dell'Unione
Europea a cui esse si riferiscono: nello specifico caso degli impianti
biotecnologici di tipo industriale, le norme tecniche sono principalmente
orientate alla sicurezza dell'ambiente e del personale addetto.
B.2. SCHEDE SINOTTICHE
Requisiti generali per la gestione e l'organizzazione delle procedure di
conservazione delle linee cellulari.
Questa norma tecnica specifica i
requisiti necessari per gestire ed organizzare le procedure di conservazione di
linee cellulari dei microrganismi usati nei processi biotecnologici su larga
scala a fini produttivi. Essa ha l'obiettivo di garantire sia la sicurezza della
manipolazione sia la riproducibilità dei prodotti risultanti dai processi
biotecnologici.
Sono specificati i metodi di manipolazione e conservazione
dei ceppi di microrganismi o di linee cellulari derivate da animali, piante o
virus, in modo da ottenere colture cellulari riproducibili e sicure per la
produzione industriale. La gestione delle linee cellulari si concretizza nella
creazione di Banche Cellulari - Banca primaria e Banca Secondaria - secondo la
prassi normalmente seguita nell'industria farmaceutica.
La norma tecnica
copre una vasta gamma di applicazioni, dai microrganismi naturali -inclusi
quelli migliorati con tecniche tradizionali - sino ai microrganismi
geneticamente modificati (GMM, nell'acronimo inglese), siano essi patogeni o non
patogeni.
Significativa è la sezione delle Definizioni, mentre
accurata ed aggiornata è l’Appendice A, che riporta la
classificazione dei microrganismi patogeni per l'uomo, per le piante e per gli
animali.
Installazione dell'impianto secondo il
livello di pericolo.
Questa norma tecnica ha lo scopo di
assicurare la sicurezza delle operazioni industriali e specifica i requisiti di
progetto per gli impianti qualora la manipolazione dei microrganismi di processo
e/o i loro prodotti presentino un qualche grado di rischio biologico.
La
norma tecnica copre una vasta area di applicazioni industriali delle
biotecnologie, siano esse riferibili alle pratiche tradizionali di microbiologia
così come a quelle riferibili alle moderne tecnologie biologiche, oggetto
di specifiche Direttive dell'Unione Europea. Pertanto sono prese in
considerazione operazioni con microrganismi naturali, con microrganismi
"migliorati" mediante tecniche tradizionali e con microrganismi
geneticamente modificati, siano essi patogeni o non patogeni.
Le
caratteristiche dell'impianto previsto per un "processo"
biotecnologico dipendono strettamente dalle valutazioni preventive del rischio,
in base ai quali vengono stabiliti i livelli di contenimento fisico (1) da
utilizzare per le singole operazioni. Viene fornito - ed illustrato
separatamente - un esempio specifico di impianto biotecnologico, costituito da
fermentatori e da apparecchiature per trattamenti a valle.
La norma tecnica
dedica attenzione ai fabbricati, che devono essere progettati in modo da
prevenire rischi potenziali e devono tenere in considerazione:
- il grado di
pericolo biologico;
- la via di esposizione al danno biologico;
- le
modalità di manipolazione (e.g. sistema aperto o chiuso, fase aperta o
chiusa).
I requisiti progettuali dei fabbricati, che costituiscono la parte
centrale della norma tecnica, sono articolati a seconda del livello di
contenimento fisico previsto per l'impianto.
- Livello di contenimento 1: non
esistano particolari requisiti progettuali oltre ai requisiti generali.
-
Livello di contenimento 2: il fabbricato deve essere progettato in modo da
minimizzare la dispersione di microrganismi.
- Livello di contenimento 3: il
fabbricato deve essere progettato in modo da prevenire la dispersione di
microrganismi.
- Livello di contenimento 4: sono necessari requisiti
speciali, determinati caso per caso dalle autorità nazionali.
I
requisiti minimi per prevenire la dispersione di microrganismi sono indicati in
una apposita tabella, che illustra la situazione dei quattro diversi livelli di
contenimento.
Parte essenziale della norma tecnica è la
classificazione dei microrganismi in base a specifici criteri riportati nella
Appeudice A.
- Patogenicità per l'uomo: categorie da 1 a 4 in
funzione di rischio crescente per quanto riguarda l'induzione di malattie, la
loro propagazione e le possibilità o meno di profilassi e/o terapia (cf.
allegato alla Direttiva 90/679/CEE ed al Decreto Legislativo 926/93 di pari
argomento).
- Patogenicità per le piante: categorie di rischio
crescente da 1 a 3 (i.e. Ep1, Ep2, Ep3) in funzione di criteri di salvaguardia
delle piante da batteri, funghi, virus,…..
- Patogenicità per
gli animali: categorie di rischio crescente da 1 a 3 (i.e. Eal, Ea2, Ea3) in
funzione di analoghi criteri di salvaguardia della salute animale.
(1) Sistema atto a confinare un microrganismo/organismo o un'altra entità all'interno di uno spazio definito, onde limitare/impedire la fuga nell'ambiente di lavoro.
Procedure di controllo per le materie
prime
Questa norma tecnica illustra le procedure di controllo
delle materie prime da utilizzare in processi biotecnologici. Un'appropriata
selezione delle materie prime e' infatti essenziale ai fini della qualità
e della sicurezza dei processi e dei prodotti finali, in quanto permette di
prevenire potenziali pericoli - in particolare derivanti da agenti contaminanti
di natura microbica - che possono avere effetti dannosi nei vari momenti dei
processi di lavorazione ed in particolare:
- nell'immagazzinamento;
- nel
corso delle varie operazioni produttive;
- nel prodotto finale.
I
parametri che determinano una corretta selezione ed un corretto utilizzo delle
materie prime orientano le procedure di controllo. Tuttavia, date le differenti
proprietà intrinseche delle varie materie prime utilizzabili - la norma
tecnica non si occupa di apparecchiature - non è possibile una
generalizzazione delle procedure di controllo, bensì soltanto una
standardizzazione dei criteri da adottare.
Ogniqualvolta si introduce o si
modifica una materia prima, deve essere adottata una lista di specifiche e di
saggi di verifica atti a garantire la qualità del prodotto finale e a
limitare al minimo i rischi per la salute, la sicurezza e l'ambiente. La parte
descrittiva della norma tecnica include inizialmente una sezione
generalità, in cui sono enunciati i criteri essenziali per sviluppare
e certificare le procedure di controllo, inclusa la lista delle specifiche
"ritagliate" in funzione della natura delle materie prime e delle
caratteristiche del processo industriale. In questa sezione vengono elencate, a
titolo di esempio, un certo numero di materie prime che dovrebbero normalmente
essere prese in considerazione nei processi biotecnologici.
Successivamente,
la norma tecnica illustra la sequenza delle procedure di controllo e le
evidenzia per maggiore chiarezza in uno schema a blocchi.
La sequenza
può essere sintetizzata con segue:
- valutazione della
compatibilità delle materie prime con il processo produttivo, tenendo in
debito conto tutti i rilevanti fattori di sicurezza;
- verifica al
ricevimento, nel corso della quale la gamma dei controlli si estende dalla
verifica dell'integrità delle confezioni e della corrispondenza tra
ordine, bolle consegna, etichette,….., sino a tutti i saggi di verifica
atti a controllare la conformità dei prodotti alle specifiche d'ordine
concordate;
- verifica dopo il periodo di "quarantena", mediante la
quale il rispetto delle specifiche è verificato con metodi di prova
adeguati (per esempio utilizzando procedure convalidate);
- messa a punto e
controllo delle procedure di immagazzinamento etichettatura, mediante le quali
le materie prime in arrivo dal fornitore e/o dalla quarantena sono conservate
nelle condizioni appropriate stabilite dall'utilizzatore.
Procedure
per i processi di fermentazione e i trattamenti a valle
Questa norma
tecnica illustra i criteri generali di valutazione e di selezione dei processi
operativi per fermentazione e trattamenti successivi, tali da garantire la
sicurezza del personale e dell'ambiente, unitamente alla sicurezza e
qualità dei prodotti. Essa entra nei dettagli di singoli processi di
produzione, che possono anche richiedere specifiche apparecchiature e
unità operative. La parte normativa dello standard tratta inizialmente
della sequenza di operazioni necessarie per realizzare il processo di
fermentazione e successivamente i trattamenti a valle richiesti per la
separazione del prodotto purificato dai residui di processo e dai
rifiuti.
L'operazione di fermentazione è definita come il processo
biotecnologico ove uno specifico prodotto è preparato a partire da
materie prime mediante culture di appositi "microrganismi di processo"
realizzate e "cresciute" in appositi contenitori, sia aperti che
chiusi, mantenuti in condizioni rigidamente controllate. I trattamenti "a
valle" possono includere molteplici processi chimici, fisici e chimico -
fisici come filtrazione, cristallizzazione, scambio ionico, cromatografia,
elettrodialisi, estrazione, ecc.
Successivamente la norma tecnica rinvia alle
procedure ed ai regolamenti europei già esistenti per quanto riguarda
imballaggio, etichettature, stoccaggio, trasporto dei prodotti e dei
residui.
Particolare attenzione viene dedicata al capitolo della gestione dei
rischi (risk management), i cui criteri hanno un diretto impatto sulle
procedure di controllo. Il capitolo si articola in:
- valutazione dei rischi
per personale, ambiente e prodotti, in funzione del tipo di microrganismi
impiegati e del loro grado di pericolo, in base alla classificazione delle
specifiche Direttive dell'Unione Europea;
- descrizione dei rischi potenziali
derivati dal tipo di processo e impianto utilizzato (e.g. rilascio di aerosol,
contaminazioni, difetti dei sistemi di contenimento, non omogeneità delle
materie prime);
- controllo dei rischi, da effettuare periodicamente durante
le fasi di progettazione e di produzione. implicante una revisione continua
dell'efficienza ed efficacia delle procedure di verifica e della relativa
documentazione (e.g. adeguata preparazione, pulizia e sterilizzazione
dell'apparecchiatura in fasi successive di lavorazione).
Linee guida per buona prassi, procedure operative, formazione e controllo
del personale
Questa norma tecnica illustra le linee guida per
adottare buone prassi operative, volte ad assicurare corrette procedure di
lavoro ed a garantire l'addestramento ed il controllo del personale addetto a
processi biotecnologici su larga scala, soprattutto a fini produttivi. La norma
prende in considerazione non solo operazioni con microrganismi geneticamente
modificati (GMM) ma anche operazioni con microrganismi naturali, patogeni e non
patogeni.
Questa norma tecnica è particolarmente focalizzata sulla
protezione dai rischi biologici dei lavoratori addetti ad impianti
biotecnologici e sulle precauzioni operative da adottare per evitare danni
all'ambiente, inclusi animali e piante. Per la protezione del personale, la
norma tecnica fa riferimento ai livelli di "contenimento fisico"
riportati nella norma tecnica "Installazione dell'impianto secondo il
livello di pericolo", descritta più sopra, e ad altre preesistenti
norme tecniche del CEN in materia di indumenti ed attrezzature protettive
(guanti, occhiali, maschere, ecc.).
La parte prescrittiva della norma tecnica
affronta gli aspetti generali di "manipolazione" di agenti biologici,
sulla base dell'esperienza acquisita e delle buone prassi dei laboratori di
microbiologia. Viene chiarito che le cosiddette "norme di buona prassi di
fabbricazione", valide per l'industria farmaceutica, vanno interpretate in
questa norma tecnica come "norme di buona prassi microbiologica".
Proprio in base a questo concetto, la norma tecnica fornisce una serie di
"raccomandazioni" per la manipolazione di microrganismi in
attività di produzione e su larga scala.
A queste raccomandazioni di
base si aggiungono nelle sezioni successive delle norme addizionali per la
manipolazione di microrganismi a rischio crescente, trattati quindi in locali di
livello di contenimento 2, 3 e 4: tali norme addizionali sono ovviamente basate
su criteri di severità crescente.
Una specifica sezione dedica
particolare attenzione alla formazione del personale, per il quale sono previsti
regolari corsi di addestramento, di natura e frequenza dipendente dal tipo di
operazioni da eseguire e dai pericoli ad esse connessi. La relativa
documentazione - protocolli e manuali di istruzione - e' soggetta ad ispezioni
interne e a revisioni periodiche di verifica ed aggiornamento e costituisce la
base per le procedure di controllo del personale, sia per quanto riguarda la
loro sicurezza sia per quanto concerne il loro grado di
addestramento.
Guida alla selezione ed
all'installazione dell'attrezzatura in funzione del rischio
biologico
Questa norma tecnica fornisce le linee guida per la
selezione dell'attrezzatura da impiegare in un processo biotecnologico in base a
precisi criteri di valutazione dei rischi derivanti da:
- natura del
microrganismo e suo pericolo biologico;
- probabilità di fuoriuscita
del microrganismo dall'attrezzatura;
- possibilità/probabilità
di esposizione al microrganismo dell'operatore e/o dell'ambiente.
L'obiettivo
della norma tecnica e' la realizzazione - attraverso un'oculata scelta
dell'attrezzatura - di adeguati livelli di contenimento, tali da garantire la
sicurezza degli operatori e dell'ambiente durante lo svolgimento dei processi
biotecnologici.
Essa illustra una sequenza di considerazioni/raccomandazioni
atte a favorire la selezione dell'attrezzatura.
- Esame di rischio biologico
dei microrganismi da utilizzare, in base alla loro classificazione di
riferimento, riportata nelle Direttive dell'Unione Europea.
- Esame delle
operazioni da realizzare, comprese le differenti fasi del processo (e.g.
separazione, filtrazione, concentrazione).
- Esame delle attrezzature da
impiegare nelle varie fasi del processo (e.g. centrifughe, filtri,
concentratori).
- Analisi iniziale dei rischi, combinando la
pericolosità intrinseca dei microrganismi con la probabilità di
loro fuoriuscita dall'attrezzatura (per natura stessa dell'operazione o per
difetto di tenuta dell'attrezzatura) e conseguente possibilità di
esposizione del personale. Il rischio globale risultante viene riportato in
apposita tabella come "trascurabile", "basso",
"medio" o "alto".
- Progettazione dettagliata
dell'impianto, tenendo contro dell'installazione delle attrezzature scelte per
le singole fasi del processo e dei livelli di contenimento richiesti.
-
Analisi dettagliata dei rischi dell'impianto risultante dall'installazione delle
varie attrezzature e dalla pianificazione sequenziale delle operazioni di
processo; sono esaminate le conseguenze di eventuali correzioni di piano.
-
Verifica delle prestazioni pratiche sia delle singole attrezzature sia del
sistema globale, tenendo conto anche delle esigenze di manutenzione e della
corrente pratica operativa.
- Messa a punto e adozione di procedure di
controllo periodiche e della relativa documentazione, richiesta delle norme di
buona prassi.
La norma tecnica è corredata da un'Appendice
informativa, che esemplifica in dettaglio la procedura completa di analisi e
gestione dei rischi collegabili alle attrezzature nelle varie fasi del processo
operativo.
Guida al trattamento, inattivazione e controllo dei
rifiuti
Questa norma tecnica fornisce linee guida per la
valutazione e selezione di procedimenti di trattamento dei rifiuti provenienti
da impianti biotecnologici, in particolare di quelli contenenti microrganismi
residui a fine processo.
La norma tecnica prende in considerazione tutti i
processi biotecnologici, dalle tradizionali fermentazioni per prodotti
alimentari, farmaceutici e chimici sino ai più recenti processi
biotecnologici di interesse agricolo e ambientale.
I processi di trattamento,
tali da garantire la sicurezza di operatori ed ambiente, devono essere in grado
di permettere il trasferimento di rifiuti biotecnologici, sia solidi che liquidi
o gassosi ai normali circuiti di trattamento di rifiuti urbani ed industriali.
La norma tecnica non prende in considerazione i rifiuti ospedalieri né il
trattamento di rifiuti pericolosi dal punto di vista chimico o fisico.
Da
queste considerazioni, che chiariscono gli scopi della norma, deriva la sequenza
dei vari capitoli della parte normativa, corredata da numerose tabelle ed
appendici illustrative. In particolare.
- Definizione della politica di
trattamento dei rifiuti che si intende adottare (ad esempio riduzione dei
volumi, recupero dei materiali, ecc.).
- Caratterizzazione dei flussi di
produzione dei rifiuti provenienti sia dal processo di fermentazione vero e
proprio sia dai processi successivi.
-Definizione delle procedure da seguire,
a partire dall'identificazione dei problemi (e.g. natura dei microrganismi, tipo
di residui) sino alla scelta sistema di trattamento ed alla sua convalida.
- Descrizione delle metodologie di trattamento in funzione della natura dei
rifiuti e dell'efficienza di inattivazione richiesta.
- Trattamento termico a
temperature variabili da 60°~70°C sino a l2l°~14°°C.
-
Trattamento chimico con disinfettanti diversi (e.g. acidi, basi, alcoli).
-
Radiazioni (solitamente radiazione ultraviolette).
- Incenerimento di rifiuti
solidi e liquidi.
- Filtrazione su affluenti gassosi e liquidi.
-
Trattamenti biologici (e.g. di tipo aerobico o anaerobico).
- Valutazione e
gestione del rischio.
- Valutazione delle misure di contenimento fisico; in
funzione dei livelli di contenimento - da livello 1 a livello 4 - dei locali da
cui provengono i rifiuti sono stabilite le misure di contenimento necessarie
alle operazioni di trattamento.
- Verifica e convalida dei procedimenti di
trattamento: l'efficienza dei vari processi richiede una convalida secondo
metodiche a loro volta convalidate.
Dati gli argomenti trattati, la norma
tecnica è ricca di definizioni, tabelle sinottiche, allegati
esemplificativi e riferimenti bibliografici.
C. RACCOMANDAZIONI IN MATERIA DI
SICUREZZA
Le norme tecniche del CEN - così come le legislazioni nazionali e
comunitarie a cui esse si riferiscono - fanno sistematicamente appello
all'esigenza di valutare e prevenire i possibili rischi derivanti dall'impiego
di agenti biologici, in particolare di quelli collegabili all'impiego delle
tecniche dell'ingegneria genetica. Tuttavia, l'utilizzatore di tali agenti
biologici troverà in queste norme tecniche delle generiche
"linee-guida" piuttosto che rigide "istruzioni" in materia
di sicurezza. Anche raccogliendo per molti anni il knowhow dei maggiori
esperti d'Europa - come ha fatto il CEN-TC 233 "Biotechnology" -
appare evidente come i dati sperimentali non siano ancora sufficienti per la
definizione di specifici parametri di sicurezza progettuale delle strutture e
degli impianti ed alla identificazione di precise procedure operative.
Anche
con queste limitazioni, gli operatori delle produzioni biotecnologiche
troveranno nelle norme tecniche del CEN numerosi e validi consigli, atti a
migliorare la loro cultura professionale ed a soddisfare in modo armonizzato
molte delle esigenze imposte dalle Leggi (i.e. Decreti Legislativi 91/93, 92/93
e 626/94). Appare opportuno ricordare, infatti, che l'impiego di agenti
biologici richiede una preventiva e permanente valutazione dei rischi da parte
dell'utente e/o del datore di lavoro e suoi collaboratori e che - in caso di
incidenti - un giudizio di "imperizia" in sede penale è
sufficiente a determinare una sentenza di condanna degli imputati, anche in
riconosciuta assenza di loro colpa o dolo (1).
L'impiego di
tecnologie biologiche penetra progressivamente nella innovazione delle
produzioni agricole ed industriali: di conseguenza, lo state-of-the-art
si aggiorna continuamente e certe procedure diventano rapidamente obsolete.
Le norme tecniche del CEN costituiscono quindi un punto di partenza, datato alla
fine del XX secolo: sarà compito dei biotecnologi del XXI secolo
sviluppare ulteriormente le basi conoscitive e le tecniche sperimentali atte ad
assicurare un progresso applicativo delle moderne tecnologie biologiche, in cui
rischi e benefici siano accuratamente vagliati e costituiscano elementi di
rispetto e non di sospetto sociale.
Le biotecnologie non sono un prodotto e,
come tali, non costituiscono uno specifico settore di mercato. Esse possono
essere utilizzate in un grande numero di produzioni industriali (e.g. dai
farmaci ai detergenti) ed agro-alimentari (e.g. dalle materie prime ai cibi):
ciascuno di questi settori merceologici ha sviluppato da tempo le proprie norme
tecniche, gli adeguati codici di buona pratica e le specificazioni di prodotto.
Di conseguenza, appare necessario evitare che queste nuove "norme tecniche
in biotecnologia del CEN" costituiscano occasione di discriminazione tra
produttori e di turbativa del mercato nei singoli settori merceologici. Le
raccomandazioni addizionali in materia di sicurezza delle tecnologie biologiche,
canalizzate da queste norme tecniche, devono essere correttamente interpretate
come contributo conoscitivo a favore di quanti intendano utilizzare agenti
biologici a fini produttivi: qualora pertinenti, esse dovranno essere
incorporate nelle specifiche norme tecniche di settore e/o di
prodotto.
(1) Questa è una norma giuridica di portata generale, pertinente a tutte le legislazioni collegate ad attività pericolose: tali sono oggi considerate le applicazioni di agenti biologici - in particolare di quelli geneticamente modificati - nella Ricerca & Sviluppo e nelle produzioni agricole ed industriali.