«Durante il 2000 ed il 2001, Plant Physiology ha pubblicato una serie di articoli selezionati dedicati alle biotecnologie ed alle colture geneticamente modificate (GM). Come si spiega questa iniziativa dei redattori della rivista?
Negli ultimi anni, i mezzi
di comunicazione hanno alimentato le preoccupazioni del pubblico circa i rischi
per l’ambiente e la salute derivanti dalle colture GM, spesso riportando in modo
non appropriato i risultati di studi ancora controversi. Termini carichi
d’effetto, quali “frankenfoods” (cibo di Frankenstein), “superweeds”
(superinfestanti), e “genetic pollution” (inquinamento genetico) sono entrati
ormai nei discorsi quotidiani e nel vocabolario popolare.
Riteniamo che sia di critica
importanza che gli studiosi di biologia vegetale siano attivamente coinvolti
nell’attività di educazione del pubblico ed anche dei legislatori sui temi
scientifici relativi alle tecnologie di ingegneria genetica. Abbiamo l’obbligo
aiutare il pubblico a comprendere le ragioni che muovono la ricerca scientifica
e che sono alla base della tecnologia genetica. Come scienziati, abbiamo bisogno
di prendere in considerazione la complessità delle tematiche che nascono dal
punto di vista degli storici e dei politici, del mondo della cultura,
dell’ambiente e del business.
Alcuni nostri colleghi sono
attivamente coinvolti nelle attività educative ed abbiamo invitato dodici tra
questi a scrivere dei saggi in cui esprimere i propri punti di vista sui
principali temi che animano questo dibattito. Desideriamo rendere pubblico il
nostro quotidiano lavoro di laboratorio ed i nostri dibattiti di confronto con
gli oppositori delle modificazioni genetiche delle piante coltivate. In alcuni
casi, i critici di queste tecnologie hanno fatto ricorso ad azioni criminali che
non solo hanno avuto come esito la distruzione dei campi per la sperimentazione
(spesso di piante non – GM), ma hanno anche provocato incendi dolosi di
strutture di ricerca. Come conseguenza, laureati specializzandi hanno visto
distrutto il loro materiale di studio.
…Crediamo che sia
estremamente importante che le voci dei più importanti scienziati siano udite
non solo dal vasto pubblico e dai politici, ma anche dai biologi vegetali
stessi.
Questi articoli sono scritti
principalmente per scienziati, ed in modo particolare per i nostri giovani
biologi vegetali. Crediamo sia assolutamente essenziale che ogni biologo
vegetale sia educato anche su temi come la sicurezza alimentare, specialmente in
relazione alle biotecnologie, e che diventi parte attiva in iniziative
didattiche ed informative, ad ogni livello.
Molti sono gli equivoci ed i
timori privi di fondamento riguardo la sicurezza delle colture transgeniche.
Educare il pubblico sui successi già ottenuti con le biotecnologie e sulle
future promesse, richiederà l’impegno da parte dell’intera comunità dei biologi
vegetali.»
E’
possibile acquistare il volume collegandosi al sito web
dell’ASPB(http://www.aspb.org/), cliccando poi su “Publications”
fonte: sito web dell’ASPB,
settembre 2001
02/10/01