Piccole imprese agroalimentari del settore dei prodotti tipici
Raoul Ciappelloni
Attualmente le Biotecnologie applicate all’agricoltura rappresentano un settore di punta della ricerca ed in grande crescita, ma per l’opinione pubblica mondiale, esse vengono ormai confuse o addirittura identificate con una sola applicazione, quella degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM). Eppure questa tecnologia, pure se certamente una delle più importanti per gli interessi commerciali che muove, i possibili rischi per la salute dei consumatori e dell’ambiente in generale, in realtà è forse anche quella più "grossolana" rispetto all’universo di tecniche già messe a punto che potrebbero rappresentare un’occasione di reale progresso nel campo delle produzioni alimentari di qualità.
Sostenibilità
È quindi auspicabile, anche
nell’ambito delle Biotecnologie, riferirsi al requisito di
sosteniblità come punto fondamentale intorno al quale costruire
l’insieme delle applicazioni e progettare sistemi in grado di valorizzare
i lunghi studi e le capacità operative dei tecnologi e ricercatori
impegnati nel settore dello studio e manipolazione del DNA genomico.
Al pari di ogni altra tecnica, anche le Biotecnologie
raggiungono il requisito di sostenibilità quando vengono
contemporaneamente soddisfatte le seguenti condizioni di base:
- le applicazioni Biotecnologiche a livello locale non debbono determinare la perdita della biodiversità animale e vegetale, la degradazione della qualità dei suoli e delle acque;
- le loro applicazioni debbono essere:
1) tecnicamente appropriate,
2) economicamente valide e
3) socialmente accettabili.
Soprattutto su questo ultimo punto dovrebbe avviarsi un confronto utilizzando
sistemi che prevedono la partecipazione diretta degli interessati,
particolarmente agricoltori, allevatori e trasformatori. Nel nostro Paese, il
settore di applicazione più interessante è certamente quello degli
alimenti tradizionali, molti dei quali sono attualmente in via di rapido declino
economico e produttivo.
Nel manifesto sulle Biotecnologie sottoscritto da
Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti, Legambiente, Slow Food, oltre
ad esprimere un condivisibile principio di cautela necessario per le loro
implicazioni etiche, ambientali, sociali, economiche, viene ribadito che
"la competitività del settore agroalimentare italiano è
legata molto di più che ad una crescita quantitativa delle produzioni,
alla tutela e valorizzazione dei caratteri di tipicità, di tradizione e
qualità della nostra agricoltura"; un punto meritevole di
approfondimento.
A tale riguardo possiamo dire che sul piano
dell’interazione fra Biotecnologie e sistemi produttivi ascrivibili al
settore degli alimenti
d
i tipici, di qualità, tradizionali e di
costume, diffusamente presenti nei territori a più alta tradizione
agricola, sarebbe necessario studiare a fondo in primo luogo le
necessità degli imprenditori per quanto concerne la
razionalizzazione dei loro criteri o codici produttivi ed i
sistemi per soddisfare tali esigenze attraverso le biotecniche in senso
lato.
Check list di applicazioni biotecnologiche
In pratica, applicando
i sistemi avanzati di analisi dei sistemi produttivi bersaglio, sarà
possibile delineare, a breve, l’impiego di opportune tecniche
biomolecolari finalizzate alla risoluzione di specifiche problematiche.
Questa check list di auspicabili applicazioni biotecnologiche
potrà essere definita soltanto grazie ad incontri sistematici fra i
produttori ed i ricercatori all’interno di programmi ad
hoc. Siamo quindi nell’ambito delle ricerche condotte con sistemi
partecipativi. Ad esempio, nell’ambito dei formaggi tipici è
ormai noto che l’applicazione del DPR 54/97 determinerà il rischio
concreto di perdita di prodotti tradizionali per le difficoltà di
adeguamento dei caseifici alle nuove imposizioni di legge in materia di
materiali utilizzabili nel processo di lavorazione, caratteristiche strutturali
dei locali ed igienico-qualitative del prodotto finito. Ciò crea un
ideale campo di applicazione per Biotecnologie finalizzate al controllo
ambientale, screening diagnostici, monitoraggio dell’ecologia microbica
dei locali di stagionatura, biocontrollo tramite parassiti di insetti nocivi, e
questo solo per citare alcuni settori applicativi fra quelli più
banali.
Ben di più potrà venire da un contatto con gli stessi
produttori nell’ambito di programmi partecipativi per l’applicazione
delle biotecnologie a casi concreti allo scopo di individuare tecniche
appropriate, economicamente valide e socialmente accettabili per la risoluzione
di problemi specifici che ostacolano l’incremento del mercato di
particolari prodotti alimentari.
Conclusioni
Le Biotecnologie possono essere un settore di notevole
valore applicativo. Si deve però operare per sdrammatizzare
l’attuale contesa fra proibizionisti da una parte e biotecnologisti ad
oltranza dall’altra, uno scontro di cui potranno avvantaggiarsi solo
coloro che intendono fare affari sulla deregolamentazione del mercato. Nel
nostro paese puntare decisamente su queste tecniche significa essenzialmente
dare una maggiore dignità e fondi alla ricerca indipendente di organismi
pubblici (Università, CNR, ecc.), che rappresentano la via più
autonoma e anche la più sicura per arrivare ad un nucleo di
applicazioni biotecnologiche ambientalmente, economicamente e socialmente
sostenibili.
Non c’è altro modo per
incentivare la ricerca finalizzata, l’unica in grado di farci progredire
nella comprensione delle conseguenze delle manipolazioni genetiche sugli
individui trasformati ed alla verifica degli effetti sulla salute
dell’uomo e sull’integrità degli ecosistemi naturali. Ma
occorre agire in modo sinergico e, oltre che incentivare ovvie azioni di tutela,
come avviare una rete di monitoraggio e controllo sulle immissioni di organismi
geneticamente modificati, operare sul piano politico, ad esempio proponendo una
revisione restrittiva nel recepimento della Direttiva CEE n. 44/98 relativa alla
brevettabilità di organismi viventi e loro parti.
Riferimenti
Campagna per la Sicurezza Alimentare: http://www.rfb.it/csa/links/ogm.htm
Manifesto sulle biotecnologie sottoscritto da C.I.A., Coldiretti, Legambiente, Slow Food: http://www.arcigola.com/biotech.html
Smith A. J., Dumaski J., 1993
FSLM: an International Framework for evaluating Sustainable Land Management. World Soil Resources Report. Food and Agriculture Organization of the United Nations
Spalla C., Quarta C., 1998
La situazione delle Biotecnologie in Italia
RICHMAC Magazine, settembre, pag. 853-855
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Servizi informativi avanzati per lo sviluppo di piccole e medie imprese biotecnologiche Il cambiamento delle consuetudini di lavoro, l'uso dei sistemi informatici sempre più semplici e potenti, la crescente popolarità che anche nel nostro Paese stanno riscuotendo Internet ed i suoi sottoinsiemi, primo fra tutti il World Wide Web, consente ormai di ipotizzare un uso avanzato di queste risorse per mediare la comunicazione all'interno ed all'esterno dell'impresa. Le ditte che si caratterizzano per operare nel settore biotecnologico a livello mondiale si stanno organizzando in "rete" per affrontare i diversi settori di attività, una nuova strutturazione che implica la presenza di una funzione di "intelligence office" interna all'impresa, cioè un Sistema Informativo (SI) in grado di rendere disponibili ed elaborabili dati ed informazioni rapidamente. Questo SI grazie alla diffusione dei Personal Computer è ormai uno strumento di agevole implementazione, in grado di collegare fra di loro soggetti diversi che necessitano di trovare spazi "amichevoli" di interazione per la realizzazione di un progetto comune. In dettaglio lo scopo ultimo del SI è di: a) favorire lo scambio e la condivisione dell'esperienza maturata sul lavoro; b) facilitare l'introduzione di protocolli comuni per raggiungere particolari obiettivi di ricerca e di Marketing; c) semplificare l'accesso alle risorse finalizzate all'autoformazione; d) favorire l'acquisizione di informazioni relative alle risorse finanziarie attivabili; e) rendere più breve il tempo di reazione della struttura nel suo insieme ai cambiamenti di contesto operativo; f) consolidare, all'interno dell'Impresa, una base comune di nozioni ed abilità per affrontare il rapido evolvere delle conoscenze relative all'uso dei sistemi informatici. Una struttura aperta ed in stretto contatto con il pubblico, come una iniziativa Web o una Rivista Scientifica, ha in sé una esperienza maturata nel settore della realizzazione di S.I. (che si valgono contemporaneamente di comunicazione attraverso stampa, di sistemi Web Based e Database), rappresentando un interlocutore privilegiato in due distinti settori: a) per fornire servizi avanzati alle imprese che intendono organizzarsi in reti per perseguire l'obiettivo rappresentato dalla migliore utilizzazione delle notizie disponibili nell'ambito di intersezione fra Biologia Molecolare, Computer Science e sistemi normativi / finanziari di indirizzo e sostegno (ciò che attualmente si definisce Biotecnologia); b) per progettare e realizzare interventi formativi incentrati sull'impiego delle reti di computer e l'implementazione di Sistemi Informativi per l'acquisizione di notizie e dati specifici, per la gestione dei gruppi di lavoro interdisciplinari che operano in remoto e per la virtualizzazione della struttura organizzativa e gestionale tramite telelavoro.
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