UMANESIMO DEL 2° MILLENNIO
INDICE
1. Premessa
2. James Watson
3. Jacques Monod
4. Edwin Schrödinger
5. Axel Kahn
6. Joel de Rosnais
7. Heiddeger
8. Sartre
9. Pierrat
10. Frate Francesco d’Assisi
11. Città e Campagna
12. Agnostici e credenti
13. Alla ricerca dell’Umanesimo cristiano
L’Umanesimo è l’esaltazione di quelle attività intellettuali che
opponendosi alla subordinazione dell’umano al divino, indicano nell’Uomo il fine
irrinunciabile di ogni sapere. Concezione del tutto nuova in quanto mette in
discussione i valori della tradizione cristiana. Petrarca fu il primo ad avere
chiara coscienza che i testi classici riproponevano una concezione diversa non solo della letteratura ma anche
della storia e della civiltà. Pico della Mirandola può essere assunto come
emblema della polemica contro la svalutazione medioevale della condizione umana.
La concezione di base dell’Umanesimo è che l’Uomo è libero artefice e
costruttore di sé stesso.
Il vecchio Umanesimo era circoscritto in
Italia e in seguito in alcuni paesi europei. Interessava un piccolo numero di
grandi intellettuali che hanno rinnovato la cultura italiana. Il Rinascimento è
stato la conseguenza dell’Umanesimo.
Il nuovo Umanesimo di cui si parla e si scrive può essere uguale al
vecchio Umanesimo?
La Terra è diventata piccola in
conseguenza della televisione e degli altri strumenti di comunicazione. Si parla
tanto di globalizzazione dell’economia e si fanno tante polemiche. Ma la
globalizzazione già esiste; basta seguire sui telegiornali l’andamento delle
borse più importanti della Terra. La globalizzazione ha messo in luce le enormi
diseguaglianze economiche tra i popoli nonché le feroci diseguaglianze
soprattutto a scapito delle donne. Si legge infatti che oltre un miliardo vivono
in preda alla miseria e ai maltrattamenti. E' raccapricciante vedere in
televisione come sono coperte le donne nel paese dei Talebani. Il Nuovo Umanesimo non può non prendere
posizione sugli aspetti morali del vivere nel nostro pianeta, sia religiosi sia
laici; non può non trattare delle conseguenze della scienza biotecnologica sia
sul piano morale sia sul piano sociale; non può non trattare delle conseguenze
politiche ed economiche di tutti questi fattori; non può non tenere conto dei
comportamenti dell’Uomo nei riguardi dell’ambiente; non può non tenere conto delle
differenze esistenti nel campo della Conoscenza.
L’Umanesimo del 3° millennio deve poter rispondere alle domande
seguenti:
a) La scienza biologica (genetica e biotecnologica) che ruolo avrà nella vita
degli uomini?
b) I precetti delle religioni
rimarranno gli stessi?
c) La cultura umanistica
continuerà ad ignorare la cultura scientifica e viceversa?
d) Il modello di Uomo sul quale ragionano
oggi i filosofi rimarrà lo stesso?
e) La Conoscenza rimarrà appannaggio delle
caste intellettuali?
f) La globalizzazione eliminerà il
razzismo?
g) Sarà possibile costruire un Umanesimo
integrale per tutti gli abitanti della Terra?
h) L’Evoluzione biologica (darwiniana)
dell’Uomo riprenderà?
i) L’Evoluzione dei caratteri
culturali acquisiti (lamarkiana) in che direzione andrà?
l) Su quali valori si baserà l’Umanesimo
integrale?
m) Avverrà la parificazione completa tra
uomo e donna in tutte le popolazioni della Terra?
n) L’Occidente rinuncerà al suo
potere sulla Terra o farà come Sansone coi Filistei?
L’Umanesimo di
Watson
James Watson, premio Nobel
insieme a Crik per la scoperta della doppia elica dell’ADN è stato invitato in
Francia nel 1995 a partecipare al Colloquio sulla proprietà intellettuale nel
dominio del vivente. La relazione scelta da Watson s’intitolava "Biotecnologia e
Umanesimo". Watson ha aperto la sua relazione citando la definizione della
parola Umanesimo contenuta nel vocabolario inglese che riporto: "Un sistema di
pensieri e azioni in cui gli interessi, i valori e la dignità dell’Uomo sono di primaria importanza".
Così la
biotecnologia, sostiene Watson, "interagisce con l’Umanesimo promuovendo gli
interessi degli esseri umani facendoci più sani e liberi dalle afflizioni che
hanno colpito gli esseri umani attraverso i secoli". Sempre secondo Watson, la
figura dominante da oggi e per migliaia di anni, sarà Darwin e non sarà Cristo o Maometto
perché è stato Darwin ad attirare l’attenzione su che cosa siamo e a mostrare
che gli esseri umani sono un prodotto dell’Evoluzione e non il prodotto
di un programma disegnato da una potenza
soprannaturale.
Secondo Watson il nuovo Umanesimo è basato sulla scienza
biologica. Bisogna insegnare la biologia e soprattutto la genetica di modo che
la società possa intervenire in aiuto agli scienziati quando insorgono problemi
scabrosi non dal punto di vista morale ma dal punto di vista della utilità per
la specie umana.
Per Watson la
morale nei confronti della biotecnologia sta nell’utilità per gli esseri umani.
Nel passaggio che riguarda Gesù, Maometto e Darwin, Watson ragiona come se tutti
gli esseri umani fossero uguali a sé stesso
e ai colleghi scienziati che basano la loro vita soltanto sulla Ragione.
Dopo gli istinti la triade dell’Uomo è: Sentimento, Ragione e Volontà. Se si
mette "in sonno" il Sentimento, l’essere umano diventa un robot. Il Sentimento
d’amore, di odio, di fratellanza, di amicizia, il Sentimento religioso, il
Sentimento del sacro, sono costituenti fondamentali della personalità umana.
Dove sta allora l’Umanesimo?
Watson
evidentemente pensava all’Occidente e alla casta intellettuale.
Non è più tempo di parlare di Umanesimo
guardando solo all’Occidente. La Terra si sta avviando ad essere una grande
famiglia. Quando "scoppiò" l’Umanesimo italiano ancora non era stata scoperta
l’America.
Le religioni del terzo millennio: Mosè e
Maometto hanno lasciato codici morali seguiti da Israele e dall’Islam. Questi
codici resisteranno all’avanzata del progresso tecnologico? Il millennio è lungo
e può accadere l’impensabile. Basta voltarsi indietro e riflettere su che cosa è
accaduto sulla Terra e soprattutto nell’Occidente. Oggi e domani, i popoli
dell’Occidente viaggeranno ad una velocità esponenziale.
Altro discorso riguarda la religione
cristiana. Nei Vangeli non ci sono né precetti morali né dogmi. Tutto questo è
venuto dopo da parte degli amministratori della Reggia Vaticana. Che tipo di
cambiamenti si possono prevedere per la religione cristiana? Un ritorno al
Vangelo.
L’Umanesimo di
Monod
Monod, premio Nobel per la
genetica insieme a Lwov e a Jacob, a conclusione del libro "Il caso e la
necessità" parla di "Etica della Conoscenza". Questa ricetta dovrebbe liberare
gli esseri umani dalle angosce: "…Noi siamo i discendenti di questi uomini. E’
da loro che abbiamo ereditato probabilmente l’esigenza di una spiegazione,
l’angoscia che ci costringe a cercare il significato dell’esistenza. Angoscia
creatrice di tutti i miti, di tutte le religioni, di tutte le filosofie e della
scienza stessa". Quali esseri umani? Mezzo mondo lotta contro fame, miseria e
malattia. Monod parla alle élites intellettuali. Ma questi esseri privilegiati
non sono angosciati per difetto di Conoscenza, perché sanno che l’Uomo non potrà
mai arrivare a conoscere tutto.
Anche Monod privilegia, nell’essere umano la Ragione. Ma un Umanesimo
Nuovo dovrebbe contemplare tutti i valori che fanno ricco l’essere umano:
Sentimento, Ragione e Volontà. Alla dottrina cristiana si rimprovera di
privilegiare il Sentimento di amore verso il prossimo. Per questo motivo la
religione cristiana è la più difficile da praticare. Nella società umana sono
molto molto scarsi i tipi determinati geneticamente per l’amore verso il
prossimo.
La proposta di Monod
concernente l’etica della Conoscenza deve essere considerata uno dei pilastri
dell’Umanesimo integrale. Qualche decina di anni fa le classi sociali
coincidevano con le classi culturali. Oggi questo legame si è spezzato e abbiamo
famiglie ricchissime ma ignoranti come microbi.
L’Umanesimo di Edwin
Schrödinger
Nel libro di Edwin Schrödinger
"Scienza e Umanesimo" si legge, sulla copertina, "La scienza come umano sforzo
di capire la condizione umana". Nella frase del fisico premio Nobel è racchiuso
tutto il suo pensiero sul tema dei rapporti tra Scienza e Umanesimo. Constata
che l’educazione scientifica è assente in modo incredibile in tutti i paesi
della Terra. Constata che "la maggioranza delle persone colte non si interessano
alla scienza e non si rendono conto che le conoscenze scientifiche fanno parte
del substrato ideale della vita umana". Se Schrödinger fosse vissuto adesso
avrebbe constatato che la gente, non solo il popolo-massa, vede la scienza come
fornitrice di prodotti tecnologici che hanno arricchito e facilitato la vita
delle popolazioni dell’Occidente.
Nel 1959 C. P. Snow tenne una conferenza
a Cambridge intitolata "Le due Culture". Il tema suscitò in tutto il mondo
accesi dibattiti. Il testo della conferenza venne pubblicato da Feltrinelli con
una introduzione di Ludovico Geymonat. Il merito di Snow è stato quello di richiamare
l’attenzione degli studiosi su un punto molto importante della cultura
occidentale,
cioè la separazione
delle due culture: la cultura umanistica e quella
scientifica.
Da notare che la frattura tra le due
culture in Italia era più profonda rispetto alle altre nazioni europee. La causa
di ciò stava nel monopolio culturale detenuto dall’Idealismo crociano, il quale
negava ogni valore conoscitivo alla scienza. Anche Gramsci negli scritti sulla
Scienza accettava la posizione crociana. Per superare la profonda frattura fra
il mondo della cultura umanistica e quello della cultura scientifica bisogna
lavorare sulle istituzioni scolastiche. La rivoluzione scientifica è portatrice
di progresso economico e sociale: allungamento della vita, superamento, per
l’Occidente, della fame e della mortalità infantile. Quando il crocianesimo
imperava in Italia si sono avuti i più importanti successi nella Conoscenza
dell’Universo e della materia: Einstein, Plank, Bohr, Schrödinger, Fermi ed
Enzeberger che ha scoperto il principio d’indeterminazione nel mondo
infinitamente piccolo della materia.
Cosa si è fatto in Italia dopo quella
stagione di discussioni? Niente; tutto è rimasto come prima. Non si è avuto il
coraggio di integrare le due culture non solo nelle scuole medie superiori ma
anche nelle Università dove sarebbe stato più semplice. Per esempio: nelle
facoltà umanistiche inserire nei programmi la genetica e l’evoluzionistica e nei
programmi delle facoltà scientifiche inserire storia della filosofia e filosofia
della scienza. In questo modo si colmerebbe il fossato tra le due
culture.
Nella prefazione
all’edizione inglese della "Logica della scoperta scientifica", Popper
chiarifica in modo definitivo la sua posizione filosofica. "Invece io sono
convinto che esista almeno un problema scientifico al quale sono interessati
tutti gli uomini dedicati al pensiero. E’ il problema della cosmologia: il
problema di comprendere il mondo, compresi noi stessi e la nostra Conoscenza, in
quanto parte del mondo. Sono convinto che tutta la scienza sia cosmologia, e per
me l’interesse così della filosofia come della scienza risiede unicamente nei
contributi che queste due discipline hanno portato a questo problema".
Nel 3°
millennio arriveremo fino al punto che il popolo-massa sarà rimbambito di
oggetti tecnologici e la gente di potere avrà oggetti tecnologici e Conoscenza?
Io ritengo che ci siano dei limiti al consumismo: il popolo- massa li rifiuterà.
Oggi siamo all’ascesa del consumismo e non sappiamo quando questa ascesa si
arresterà.
Resta il problema
che ha carattere universale: è possibile portare al popolo-massa di tutti i
continenti della Terra la grande cultura affinchè diventi
popolo?
L’Umanesimo del 3° millennio non può
prescindere da questo fatto come non può prescindere da una simbiosi con il
pianeta. Simbiosi è sinonimo di amore per le piante, per gli animali e per
l’atmosfera. L’Umanesimo del 3° millennio non può prescindere dalla parità tra
uomo e donna.
L’Umanesimo di Axel
Kahn
Il libro di Axel
Kahn "Et l’Homme dans tout ça?" porta come sottotitolo "Plaidoyer pour un
humanisme moderne". In che consisterebbe questo moderno Umanesimo? Per
Kahn consisterebbe
nella promozione
dello spirito di solidarietà. Ricordo il libro di L. Bourghois "Solidarité" del
1896 citato da Kahn. Questa parola "Solidarietà", dimenticata durante il primo
mezzo secolo del 1900, oggi è diventata quasi di moda. L’adoperano i politici
sia di destra sia di sinistra, sia i sociobiologi. Questa parola ha lo stesso
significato per i due gruppi? Per i sociobiologi e per i politici di destra è
sinonimo di elemosina. Kahn pensa che sia sufficiente educare gli esseri umani
alla solidarietà. La storia recente e passata dimostra il contrario.
Lo spirito di solidarietà e
di
altruismo sono controllati
geneticamente e gli esseri che li
posseggono appartengono alla 1a e 2a classe della curva di
Gauss. [1]
L’essere umano ha ereditato
dall’Evoluzione due parti: la parte biologica darwiniana e la parte culturale
lamarkiana. Durante i periodi di crisi la parte darwiniana si risveglia e opera
mentre la parte lamarkiana entra "in sonno".
Oggi l’Occidente vive
nella tranquillità e nella prosperità. Nello stesso tempo c’è una ossessione per
l’economia. Il consumismo è diventato sinonimo di libertà per il popolo-massa:
mi sento libero se posso comperare quello che voglio. Al popolo-massa i prodotti
tecnologici, ai gruppi di potere e alla Casta intellettuale Conoscenza e
prodotti tecnologici.
L’Umanesimo di Joel de
Rosnais
Joel de Rosnais nel suo libro "L’Homme symbiotique"
ipotizza nel terzo millennio la nascita del Simbionte. Che cosa è? E’ un
macroorganismo planetario attualmente in costruzione. Superorganismo ibrido,
biologico, meccanico ed elettronico che include gli uomini, le macchine e le
reti di comunicazione.
De Rosnais non spiega come si
possa arrivare alla nascita di questo superorganismo planetario partendo dalla
situazione attuale che vede l’enorme differenza tra l’Occidente e il resto del
mondo. Non spiega come gli esseri umani dell’Occidente possano passare a
partecipare alla costruzione di questo superorganismo che elimina tutte le
competizioni che sono l’essenza del Capitalismo.
Seguendo il ragionamento di De
Rosnais avremmo nel terzo millennio una sorta di paradiso terrestre. Una
bellissima utopia. Un meraviglioso pianeta dentro il quale gli esseri umani
vivrebbero in simbiosi non solo con la natura ma anche con le macchine e con il
complesso delle reti di comunicazioni. Insomma De Rosnais ha inventato il futuro delle
popolazioni della Terra.
L’Umanesimo di
Heidegger
Il filosofo francese Beaufret
appena dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1946, scrisse ad
Heidegger. Nella lettera c’erano molte domande tra le quali una particolarmente
importante: "Comment redonner un sens au
humanisme?" Heidegger (lettera sull’Umanesimo) ha risposto: "Lo ha
perduto perché si è capito che l’essenza dell’Umanesimo è metafisica e ciò
significa ora che la metafisica non solo non pone la questione della verità
dell’essere ma se la preclude, in quanto la metafisica persiste nell’oblio
dell’essere". "Restituire un senso può significare solo rideterminare il senso
della parola". Io penso che la domanda avesse più un senso politico che
filosofico.
L’Umanesimo di
Sartre
L’angoscia è la conseguenza dello stress da competizione?
E’ una malattia.
Il titolo di una conferenza tenuta da Sartre a La Salle è
"L’Esistenzialismo è un Umanesimo". Il nome Esistenzialismo deriva dal fatto che
Sartre ha ribaltato la coppia Essenza - Esistenza. Da Platone in poi tutti i
filosofi hanno scritto che l’essenza precede l’esistenza. Ma non è vera né
l’asserzione platonica né quella sartriana. Non si tiene conto che l’essere
umano è un prodotto dell’Evoluzione biologica (darwiniana) e dell’Evoluzione
culturale (lamarkiana). "Siamo d’accordo su questo punto: non c’è natura umana;
in altre parole: ogni epoca si svolge seguendo regole dialettiche e gli uomini
dipendono dall’epoca e non da una natura umana" scrive Sartre, premio Nobel per
la letteratura, amplificando il peso dei caratteri culturali acquisiti (eredità
lamarkiana) e annullando il peso dell’eredità biologica (darwiniana).
L’Homo erectus, l’Homo habilis,
l’Homo sapiens delle origini: per questi individui viene prima l’essenza o
l’esistenza? A mio parere, queste due entità si sono formate dialetticamente;
l’una ha contribuito a formare l’altra e viceversa. Il primo passo
dell’Esistenzialismo è il principio cartesiano "Cogito ergo sum". E’ applicabile
ai nostri antenati citati sopra? I principi di soggettività e di
intersoggettività riguardano l’essere umano vivente senza tener conto degli
effetti della sua storia culturale e biologica. Insomma, l’esistenzialismo
sartriano è una dottrina ontogenetica perché trascura la preistoria e la storia
dell’essere umano.
L’Uomo del tempo di Sartre non è
lo stesso Uomo delle origini né dell’antico Egitto, né dell’Impero romano.
Perché? Perché se a partire da quei tempi l’Evoluzione biologica è stata
trascurabile, quella culturale è stata immensa. Questo fatto ha arricchito il
fardello dell’inconscio. L’Uomo contemporaneo vive una vita in accelerazione
continua. E ciò provoca stress soprattutto nelle persone impegnate nella
competizione: imprenditori, commercianti, ecc. Per Sartre l’angoscia deriva
dalla responsabilità verso gli altri. Immaginate i comandanti degli eserciti in
guerra: hanno fatto di tutto per diventare comandanti. Soffrono di tutto, meno
di angoscia.
Un esistenzialismo che
tenesse conto della storia ( un esistenzialismo storico) potrebbe essere
complementare al materialismo storico di Marx.
L’Umanesimo di Sartre non è
esclusivamente filosofico come quello di Heidegger. L’analisi della condizione
umana mette in evidenza due parole: libertà e impegno. L’Umanesimo di Sartre è
centrato sulla libertà come il liberalismo di Benedetto Croce. Quando parla di
impegno, Sartre a chi si rivolge? Non alla classe operaia, ma in generale al
popolo. Impegno per la libertà. Ma l’occhio è rivolto alla borghesia, la classe
la più egoista che ha abbandonato l’impegno universale dopo la rivoluzione
francese. Si è ritirata a difendere i propri interessi. La classe operaia nel
secolo XIX ha impugnato la bandiera dei valori universali. Basta seguire la
storia della triade: Liberté, Egalité, Fraternité. In questa triade sono
concentrati i valori del vero Umanesimo mai realizzato. Chi porta, oggi, la
bandiera dei valori universali? Nessuno. La classe operaia è traslocata negli
appartamenti della piccola Borghesia. I valori universali sono stati dimenticati
nell’Occidente ricco. Il valore massimo è il consumismo. Già ho avuto occasione
di scrivere che il consumismo, in Occidente, è diventato sinonimo di libertà: mi
sento libero quando posso comperare ciò che voglio. Mi piace pensare che cosa
avrebbe scritto Marx se fosse vissuto alla fine del secolo XX. Per la piccola
borghesia l’impegno sartriano è parola vuota. L’Uomo dei filosofi non è un Uomo
astratto ma un modello della classe dominante e della casta intellettuale. Fa
eccezione Marx e tutti i filosofi marxisti. La dottrina marxista può essere
definita filogenetica.
L’emozione e l’immaginazione sono
i fondamenti del Sentimento. Nell’Uomo delle origini viene prima il Sentimento e
poi la Ragione che si riassume nel "Cogito" cartesiano. Da quel momento l’Uomo
non è più spettatore ma è diventato attore e conosce cosa è la libertà.
Ci sono due tipi di angoscia: quella patologica e quella "della fine". L’angoscia descritta da Monod è patologica e riguarda gli scienziati che sono in concorrenza con colleghi; quella descritta da Sartre riguarda le classi dirigenti. L’angoscia "della fine" riguarda più o meno tutti gli esseri umani. La causa è il Sentimento di finitezza della vita: la morte ineluttabile. Non basta che la morte riguardi tutti. Schubert quando si sentiva gravato dalla malinconia, si metteva al pianoforte e componeva. Le sonate per pianoforte e alcuni lieder su versi di Heine sono una cura potente dell’angoscia. Il Sentimento dell’angoscia "della fine" non scompare ma può essere trasformato in serenità. Ciò permette di trasformare il buio in luce. La luce della Morte dice il bellissimo verso di Feuerbach. Lo stesso risultato si ottiene leggendo il Cantico delle Creature di frate Francesco d’Assisi dove la Morte viene chiamata sorella.
L’Umanesimo di
Pierrat
"Noi siamo figli delle stelle"
dice Pierrat in una conferenza tenuta a Colmar. "La più piccola cosa che ci
costituisce e di cui l’origine si confonde con quella dell’Universo perché siamo
tanto vecchi che lui: gli atomi del nostro corpo hanno 15 miliardi di anni. Lo
studio dell’Uomo suppone lo studio del Cosmo perché lo studio del Cosmo non può
che sfociare sull’Uomo" dice Pierrat. E continua "Non si può parlare dell’Uomo
senza parlare di Umanesimo che è l’idea che l’Uomo si fa di sé stesso". In
questo modo abbiamo tanti Umanesimi: l’Umanesimo degli agricoltori, degli
operai, della piccola borghesia, dell’alta borghesia, dei cardinali, dei
missionari, dei popoli dell’Africa che muoiono di fame e di malattie,
ecc.
L’idea di Pierrat corrisponde all’immensa variabilità entro e tra le
popolazioni del pianeta. Si potrebbe andare più in là affermando che all’interno
delle classi sociali e culturali ogni individuo ha una propria idea
dell’Umanesimo. Nel corso del terzo millennio si potrà arrivare a unificare il
concetto di Umanesimo?
La scienza è il mezzo principale del progresso
materiale e culturale ma la scienza non ci salverà se non prendiamo la decisione
di salvare la Terra. Icaro è il simbolo del bene e del male nella scienza. Oggi,
quando le biotecnologie hanno assunto una capacità enorme di trasformare piante,
animali e perfino esseri umani, ci si domanda se non è giunto il momento di non
fare tutto ciò che si sa fare. L’Uomo si ritiene un co-creatore. L’Uomo inventa,
scopre, costruisce ma non crea e purtroppo le sue invenzioni sono state
fatte solo per l’Occidente e hanno
devastato il pianeta. In ogni caso, la visione che noi dobbiamo avere dell’Uomo
e del suo futuro deve essere coerente con la visione della scienza. L’Evoluzione
biologica e culturale dipende ormai da noi; noi non la subiamo più per cui la
nostra responsabilità è intera. Questa affermazione è solo in parte corretta
perché l’Uomo è entrato nel regno della Necessità per cui ciò che fa lo deve
fare.
Si può attendere una ulteriore trasformazione biologica dell’Uomo? E’
possibile.
Pierrat sul tema dell’Umanesimo ha centrato perfettamente il
problema ragionando sulla variabilità della condizione umana. Alla fine della
conferenza Pierrat è tornato a ragionare sull’Uomo dei filosofi; un modello di
Uomo costruito sui valori della casta intellettuale. Dice Pierrat: "Che cosa
ricerca oggi l’Uomo?….Alle affermazioni di ieri corrispondono le domande di
oggi: che cosa è il Mondo? Che cosa è la vita? Che cosa è l’Uomo? Che cosa è
Dio? Ieri si rispondeva perché si riteneva di possedere la verità, oggi ci si
interroga perché si cerca la verità".
Chi possedeva ieri la verità? La verità
completa non la possedeva e non la possederà nessuno. Gli scienziati hanno
risposto in parte ad alcune di queste domande.
Per esempio: che cosa è
l’Uomo? L’Uomo è il prodotto della Evoluzione biologica e di quella culturale.
Come è questo prodotto? Un essere autocosciente; un essere cosciente di
appartenere ad una società di individui simili a sé stesso; cosciente di vivere
in un ambiente fatto di animali, di piante, di atmosfera ecc. Dove va questo
prodotto dell’Evoluzione? E’ sicuro che va verso la morte. Muore soltanto il
corpo o anche la mente? Nessun essere umano sa rispondere a questa domanda.
Che cosa è la vita? Le risposte che si possono dare sono tutte diverse. Il
biologo risponde secondo i dettami della sua disciplina. L’ignorante sfortunato
risponde che la vita è una fregatura.
Per tutti gli esseri umani la vita è un
progetto che viene disegnato nel periodo dell’adolescenza. Quanti di questi
progetti vanno a buon fine?
Nelle società capitalistiche per ognuno di noi
già sono disegnate le corsie della vita. Ci sono ovviamente delle eccezioni:
individui molto dotati che saltano la propria corsia per andare a camminare in
una corsia gerarchicamente superiore. Mi domando quali progetti prepareranno i bambini che già
hanno in tasca il telefonino e dispongono di tutti i giochi elettronici che
appaiono sul mercato. Nessuna lettura, solo computer e televisione.
Il terzo
millennio vedrà le migrazioni di massa e l’avanzata della desertificazione. Ci
saranno ibridazioni tra razze biologiche e tra le rispettive culture. Col tempo
si avrà un arricchimento della specie umana sia sul piano biologico sia sul
piano culturale.
Se si chiedesse alle persone dell’Africa nera, massacrate
dalla miseria e dalle malattie, e agli immigrati: " Che cosa è la vita?" Come
risponderebbero?
La Cosmologia di frate Francesco
d’Assisi
Da Bacone
in poi la parola d’ordine degli scienziati era : "Conoscere la natura per
dominarla". C’è ancora qualcuno che ragiona in questo modo. Gli imprenditori
hanno schiavizzato quella parte della Natura indifesa. Ma ora ci troviamo a
subire le reazioni di quella parte della Natura non schiavizzabile. Intanto
l’Occidente spende tonnellate di dollari per andare su Marte e si rifiuta di
spendere una lira per guarire il nostro pianeta.
Chi non ha letto a scuola il "Cantico delle Creature" di
frate Francesco? È una cosmologia straordinaria e un Umanesimo. A quel tempo era
in voga il sistema tolemaico ma frate Francesco intuisce la realtà del Cosmo
come si concepisce oggi.
Frate
Francesco chiama fratelli e sorelle il sole, la luna, l’acqua, il vento, la
Terra, l’atmosfera, come se conoscesse la storia dell’Universo. Loda e ringrazia
Dio per averci donato questi preziosi fratelli e sorelle.
Nell’Umanesimo
integrale i valori dell’ambiente non sono inscindibili dai valori dell’essere
umano. Infatti il Cantico delle Creature è uno dei pilastri dell’Umanesimo
integrale.
Alla fine del cantico, frate Francesco ringrazia Dio perché ci ha dato "sorella morte". Mi tornano alla mente alcuni versi di Feuerbach del poemetto "Rime sulla morte " che qui riporto:
"Che luce è nella morte! Così chiara
Sorgente
alcuna non riluce: morte
Dei brillanti è il più bello che rifulge
Nella mano
di Dio: niente l’offusca,
nessun divario, alcuna proprietà.
Morte è l’età
dell’oro ritrovata,
senza disuguaglianze e senza vincoli:
luce che si
dilata all’infinito.
Ogni essere una volta si fa puro,
quando almeno si
terge nella morte".
Il problema della morte lo vivono soprattutto gli
anziani. L’autocoscienza fa questo brutto scherzo. Ma l’autocoscienza è la parte
più nobile dell’essere umano, quella parte che lo trascende. La morte è la
semplice conseguenza della vita: ti hanno fatto nascere, devi morire. Eppure la
maggior parte degli esseri umani, pressati dalla paura, non riescono a preparare
adeguatamente la valigia per la partenza. Frate Francesco perché mette insieme
nelle lodi al Signore tutti gli elementi fisici dell’Universo e la sorella
morte? Perché l’Uomo fa parte dell’Universo:
"Laudato si, mi Signore,
per
sora nostra Morte corporale,
da la quale nullo omo vivente po’
scampare.
Guai a quelli che morranno ne la peccata mortali!
Beati
quelli
Che troverà ne le tue sanctissime voluntati,
ca la morte seconda no
li farrà male."
Perché non parla di sorella vita? Perché la vita
presenta una variabilità infinita di esseri umani: altruisti, egoisti, ladri,
assassini ecc. La morte ristabilisce l’uguaglianza. Si parla di persone che
vorrebbero sfuggire alla morte mediante la clonazione. E’ una illusione? Qualche
anno fa abbiamo fatto un esperimento sulla clonazione del trifoglio bianco.
Ebbene, la terza clonazione ha dato piante deboli e malate.
La morte seconda;
a che cosa si riferisce frate Francesco? Alla dottrina del vescovo Ireneo? Tale
dottrina non contempla l’Inferno, ma contempla la morte seconda per gli
assassini e per i mandanti, cioè dopo la morte del corpo ci sarà anche quella
dell’anima. Ma tutti i miliardi di piccoli peccatori in che modo si
purificheranno? Nessuno lo sa. La dottrina cristiana è dura da praticare perché
contrasta con l’essenza dell’essere umano – piacere di prevalere e spirito di
competizione – posseduta dalla maggior parte degli abitanti della Terra. Se
nessuno lo sa, ognuno è libero di immaginare il futuro dopo la morte. Gli
agnostici si fermano davanti ai fatti non verificabili, ma è impossibile che non
abbiano la Speranza che la mente non muoia con il corpo. Così anche gli
agnostici immaginano il regno dell’Aldilà; immaginano che i peccatori, dopo la
morte del corpo, entrino in un labirinto dal quale escono dopo la purificazione
per entrare nel Mondo delle Menti. Come si può immaginare il mondo delle Menti?
Un mondo dove ogni Mente può ritrovare l’ambiente dove ha vissuto durante la
vita terrestre. Il mondo delle Menti è la Terra con tutte le città, i villaggi e
con tutti i paesaggi che cambiano con le stagioni. Ogni Mente può comunicare con
chicchessia e spostarsi dove vuole. Perfetta uguaglianza delle Menti anche sul
piano della Conoscenza. Il mondo
delle Menti è il luogo della perfetta felicità.
Il credente pensa al Giudizio
Universale, l’agnostico pensa alla Mente che liberatasi del cervello, cioè del
corpo, acquista il potere di autogiudicarsi con perfetta equità.
Il Cantico delle Creature richiama alla memoria le
Nozze di Cana che sono il simbolo dell’Amore come gioia di vivere, il simbolo
anche dell’armonia tra corpo e mente (spirito, anima). Leggendo l’episodio delle
nozze di Cana la mente pullula di colori mediterranei così come accade durante
l’ascolto del Te Deum di Berlioz.
Gli amministratori della dottrina cristiana
hanno fracassato il simbolo dell’amore come gioia di vivere e conseguentemente
hanno spezzato l’armonia
tra corpo
e mente. Hanno predicato che la vita terrena è un passaggio pieno di sofferenze,
una valle di lagrime. Il corpo è stato ridotto a schiavo della mente. Hanno
predicato contro lo spirito delle Nozze di Cana.
La storia ha ribaltato
tutto: ora la mente è schiava del corpo; tutto si fa per soddisfare i desideri,
i più assurdi, del corpo.
L’Uomo non raggiungerà la pace interiore fino a che
non ritroverà l’equilibrio tra corpo e mente come insegnano le Nozze di
Cana.
Lo squilibrio tra corpo e mente è stato e sarà una delle cause di tutto
il male tra le popolazioni della terra.
Città e
Campagna
Mi
riferisco non a braccianti agricoli (il bellissimo film "L’albero degli
zoccoli") ma a minuscoli proprietari terrieri scomparsi negli anni ‘50
soprattutto nell’Italia Centrale. Tornato al mio paese (Marano Equo- prov. di
Roma) per le vacanze di Natale, mia madre mi chiese: "che significa deceduto?"
Io le risposi: "deceduto significa morto. E lei: "perché non hanno scritto morto
sul manifesto?" La parola deceduto veniva dalla città. La parola morte oggi è
tabù. Nel mondo contadino si adoperava normalmente come le parole mangiare e
bere. Durante le lunghe sere d’inverno, vicino al fuoco, la parola morte
ricorreva spesso nei racconti riferiti ai morti e ai contadini molto
vecchi.
Altre parole come benessere, felicità, grazie, prego, serenità,
libertà, per favore e scusa non appartenevano al dialetto contadino. La parola
sereno concerneva il cielo e la parola tranquillità concerneva il malato. Era un
mondo non diverso da centinaia di anni prima. L’orologio non lo possedeva
nessuno ad eccezione del medico e degli insegnanti elementari che venivano da
Roma. Per la popolazione c’era l’orologio del campanile della chiesa: la campana
grande suonava le ore e quella piccola suonava i quarti d’ora. Il suono delle
campane si udiva anche nei campi più lontani. Anni più tardi quando ebbi
l’occasione di vedere il dipinto di Constable la memoria mi riportò a quel mondo
che era scomparso. Era difficile trovare persone che erano arrivate alla terza
elementare. Le notizie? C’era la radio alla Casa del fascio. Qualcuno che aveva
tempo le ascoltava e poi le ritrasmetteva agli altri contadini riuniti in
piazza.
Le parole angoscia e depressione non esistevano. Perché? Non c’erano
competitori tra loro; l’unico competitore per tutti era il Padreterno che,
secondo loro, regolava le stagioni
e quindi i raccolti. "Sia fatta la sua volontà" era la frase che ricorreva di
più tra gli uomini e le donne. Era rassegnazione? No, era obbedienza al Dio
creatore professata con estrema semplicità.
Con la città è scomparso anche
il Sentimento del sacro.
Haldane
scrive: "Personalmente, non rimpiango la probabile scomparsa del contadino a
favore di quello industriale, che mi sembra un tipo di persona superiore da
molti punti di vista. Nel corso della storia il progresso umano ha coinciso con
il progresso delle città che si trascinavano dietro una campagna riluttante. Il
cibo sintetico farà apparire giardini fioriti e fabbriche al posto di mattatoi e
letamai, e renderà finalmente autosufficiente la città " (Haldane e Russel:
"Dedalo e Icaro").
Quale progresso? Dal punto di vista morale c’è stato un
arretramento. L’Umanesimo del mondo contadino è stato ben superiore a quello
della città.
Una domanda: il fardello dell’inconscio era più pesante nei
contadini o negli abitanti della città? Per me la risposta è ovvia. Gli abitanti
della città soffrono, per buona parte, di depressione e di "angoscia della
fine". Altra domanda: nei paesi dove vengono professati il Buddismo, l’Induismo
e il Confucianesimo, il fardello dell’inconscio è più pesante che nei cristiani?
Si può avanzare l’ipotesi che la dottrina cristiana, essendo basata sull’amore
per il prossimo, genera sensi di colpa. La religione cristiana è dura da
praticare.
Quasi tutti gli italiani sono battezzati e cresimati ma durante la
vita si comportano secondo la curva di Gauss.
Perché nel linguaggio dei
contadini non esisteva la parola "libertà"? Perché avevano per padrone soltanto
Dio. La frase "che Dio ci aiuti" è in contrasto con la frase usata dai contadini
"se Dio vuole". La prima frase è degli abitanti della città. Il significato di
questa frase scivola in quella:
"Dio è con noi". Come se Dio fosse al nostro servizio. Il vergognoso
accaparramento di Dio da parte degli eserciti che si combattevano
ferocemente.
Gli agnostici e i
credenti
Questo
argomento richiama il problema della Fede. E’ sufficiente dire a sé stessi: "Io
credo in Dio?" E’ sufficiente essere battezzati? Non è sufficiente. Quello che
conta sono le azioni. Un agnostico che vive rispettando la dottrina cristiana è
un vero cristiano anche se non è battezzato e sospende le risposte di fronte a
problemi non verificabili.
L’agnostico è un seguace della Ragione. Non ha
Sentimento religioso? Certo che ce l’ha! Il Sentimento religioso non è la Fede.
Nessuno è in grado di dire: io ho la Fede. Il possesso della Fede da parte di
ogni essere umano lo può stabilire soltanto Dio.
L’agnostico non è un
negatore della Fede. La Fede e l’agnosticismo possono convivere bene nella
stessa persona. Ricorrendo ad una immagine si può dire che la Fede è come il
secondo stadio di un missile, il primo stadio essendo assimilabile alla Ragione.
L’agnostico non fa come Kant che Heine definisce il Robespierre della
filosofia. Kant dopo aver demolito le prove dell’esistenza di Dio scrive:
"Bisogna che il vecchio Lampe abbia un Dio, senza di che, nessuna felicità
possibile per il pover’uomo….Ora, l’uomo deve essere felice in questo mondo…. è
ciò che dice la ragione pratica…Io ben lo voglio, io… che la ragione pratica
garantisca dunque l’esistenza di Dio". Heine osserva: "Kant distingue fra la
ragione teoretica e la ragione pratica, e con l’aiuto di questa, come con una
bacchetta magica, resuscitò il Dio che la ragione teoretica aveva ucciso"
(Heine: Che cosa è la Germania).
Kant parla del vecchio amico Lampe. E’
ipotizzabile che Kant stesso avesse bisogno di un Dio?
L’agnostico non
affronta il problema dell’esistenza di Dio perché sa che la Ragione non può
risolvere questo problema.
Altra situazione è l’ateismo: chi professa questa
dottrina è in possesso di una Fede negativa.
Il marxismo ha ereditato
l’ateismo dalle viscere della cultura borghese. In Unione Sovietica l’ateismo ha
funzionato come religione di Stato contro il cristianesimo ortodosso. Gravissimo
errore. Nell’Unione Sovietica poteva fiorire l’Umanesimo integrale; ma nessun
tipo di Umanesimo può nascere e vivere sotto la dittatura. Eppure la regola del
comunismo è scritta nel cap. 4 degli Atti degli Apostoli.
Gli agnostici come
si pongono di fronte al problema dell’Aldilà? Sospendono il giudizio ma in loro
c’è la Speranza che la mente non muoia col corpo. Popper ed Eccles la chiamano
autocoscienza. Per Popper l’autocoscienza rappresenta il mondo n. 2. Il mondo n.
1 è materia ed energia e il mondo n.3 sono i grandi magazzini dell’alta cultura che l’Uomo ha prodotto
attraverso i secoli.
Nessuno può dire che esista l’Aldilà. Eccles, premio
Nobel per la neurofisiologia, nel
libro "Affrontare la realtà", come tutti gli agnostici, ragiona sulla
possibilità che il mondo 2 di Popper (autocoscienza, anima, mente) sia
immortale. C’è poco da ragionare. Quando e come si è formata l’autocoscienza?
Nell’Homo erectus, nell’Homo habilis o nell’Homo sapiens; si è formata poco a poco o di un solo colpo come
sostiene Teilhard de Chardin?
Insomma l’autocoscienza, che io preferisco
chiamare mente, è il prodotto dell’Evoluzione o è un dono di Dio? Nel primo
caso, ammesso che la mente è immortale, si può dire che l’Evoluzione ha creato
l’immortalità dell’Uomo.
Nell’ambito del Cristianesimo, quanti cattolici
conoscono i Vangeli, gli Atti degli Apostoli e la prima e la seconda lettera di
Giovanni? Gli agnostici non solo conoscono questi documenti ma anche quelli che
si riferiscono a tutte le religioni della Terra, compreso l’Animismo.
Ai
credenti nessuno ha spiegato che c’è un contrasto tra la Genesi della Bibbia e i
risultati della paleontologia. La Genesi è un mito assimilabile alla mitologia
greca. Gli agnostici offendono Dio? Dio non può sentirsi offeso dalle sue
creature che adoperano la Ragione per porsi le tre domande fondamentali relative
alla vita di ogni essere umano: chi sono, da dove vengo, dove vado. La Ragione
solo in parte può rispondere a queste domande. L’agnostico sa che la Ragione è
in grado di porre domande alle quali la Ragione stessa non sa rispondere. Si
domanda se Dio, Uno, è percepito allo stesso modo dalle categorie sociali cioè
dai contadini, dagli operai, dagli impiegati, dagli imprenditori, dagli
intellettuali e dai preti. L’agnostico risponde che ogni essere umano ha il suo
Dio. Ma il problema sul quale è concentrata più che mai la sua riflessione è il
seguente: Dio ha creato l’Universo e poi ha lasciato che l’Universo, compresa la
vita sulla Terra, seguisse le regole intrinseche alla materia e ai viventi?
Leggi dell’infinitamente grande scoperte da Newton e da Einstein e
dell’infinitamente piccolo scoperte da Eisemberg (il principio di
indeterminazione). Hawching nel libro "Dal Big Bang ai Buchi Neri" scrive:
"Queste leggi potrebbero essere decretate in origine da Dio, ma pare che da
allora Egli abbia lasciato l’universo libero di evolversi nel rispetto di tali
leggi e che si astenga dall’intervenire direttamente in esso".
Lo stesso
ragionamento vale per il nostro pianeta il quale ha vissuto due "emergenze": la
nascita della vita e la comparsa dell’Uomo al punto più alto dell’Evoluzione
della specie. Questa Evoluzione è andata avanti secondo sue regole scoperte da
Darwin.
Dio non ha messo mano a questo processo. Così abbiamo la specie umana
composta per la maggior parte da individui dominati dal desiderio di prevalere e
dallo spirito di competizione.
Anche Gesù Cristo è stato lasciato libero di
fare quello che riteneva giusto fare. La sua predicazione sconvolgente per quei
tempi - e ancor più sconvolgente sarebbe oggi - non poteva che portarlo alla
crocifissione. Se Cristo è il figlio mandato sulla Terra da Dio per riportare
gli uomini sulla strada dell’amore fraterno, soltanto le prime comunità sono
vissute secondo la dottrina evangelica. B. Pascal ha scritto un’opera per
comparare il Cristianesimo dei suoi tempi con quello delle origini. Oggi, tra il
Cristianesimo delle origini e il Cristianesimo attuale, la forbice ha continuato
ad allargarsi. Sono cresciuti di numero i cristiani, ma sono cristiani? La
maggior parte dei credenti vanno magari ad ascoltare la Messa tutte le
domeniche, ma quando escono dalla Chiesa riprendono a vivere secondo la
filosofia capitalista: desiderio di prevalere e spirito di competizione. I
credenti possono essere d’accordo con le parole di Heine: "Il Mondo è il grande
albergo di Dio senza Dio. (Heine: Che cosa è la Germania)" Due domande sorgono.
La prima: l’agnostico si domanda, vista la storia di due millenni, la missione
di Gesù Cristo sulla Terra è da considerarsi fallita? E un’altra domanda: chi è
più vicino a Dio l’agnostico o il credente formalista? Dio non è soltanto Amore
ma anche Ragione e Volontà. Maritain scrive nel libro: "Le paysan de la Garonne"
che tutte le creature appartengono a Cristo.
In "Ecce Homo", a parte
l’ipernarcisismo, c’è una frase che riassume la posizione di Nietzsche filosofo:
"Io sono discepolo del filosofo Dioniso; preferisco essere un satiro piuttosto
che un santo." Nietzsche è figlio dell’Occidente? No. Nietzsche ha intuito la
direzione presa dall’Occidente ed egli rappresenta l’Occidente. I personaggi di
potere dell’Occidente rassomigliano agli uomini-satiro, benchè siano battezzati
e cresimati.
Il teologo dice che la Grazia è un dono di Dio. Questo dono
Paolo lo ottenne sulla strada di Damasco, Agostino lo ottenne durante il
soggiorno a Milano, Pascal lo ottenne quando la sua nipotina all’improvviso
guarì da una malattia incurabile. Infatti Pascal basò la sua apologia del
Cristianesimo sulle profezie e sui miracoli.
L’agnostico non giudica la
Grazia come dono di Dio perché se Dio è amore non può selezionare tra le sue
creature.
L’agnostico sostituisce la Grazia con la Nascita della Fede in
Cristo. Questa Fede è un impulso d’amore verso il prossimo che nasce dalle
profondità dell’essere umano. Come nasce? Conoscendo la vita di Gesù descritta
dai Vangeli. Questo fenomeno si può verificare in tutti gli abitanti della
Terra?
Nel libro "Le paysan de la Garonne" Maritain racconta che molti anni
prima aveva detto a Jean Cocteau "Il faut avoir l’esprit dur et le coeur doux,
(bisogna avere lo spirito duro e il cuore dolce) e aggiungeva malinconicamente
che il mondo è pieno di cuori
secchi con lo spirito molle". Maritain non pensava al problema genetico
dell’Uomo. L’agnostico pensa che nel contesto capitalista solo negli esseri
umani appartenenti alle classi 1a e 2a della curva di
Gauss può accadere il fenomeno della Nascita della Fede. I restanti esseri umani
possono al più diventare dei cristiani formalisti con tanto di battesimo e
cresima.
Né le religioni né la scienza hanno migliorato gli esseri umani dal
punto di vista morale.
Riporto la conclusione del saggio di Russel: "Possiamo
riassumere questa discussione in poche parole. La scienza non ha fornito agli
uomini un maggior autocontrollo, una maggiore bontà o un accresciuto potere di
dominio sulle loro passioni quando devono decidere quale linea d’azione
adottare. Ha dato alle comunità un maggior potere di indulgere alle passioni
collettive ma, rendendo le società più organiche, ha diminuito la parte svolta
dalle passioni personali. Le passioni collettive degli uomini sono generalmente
malvage. Quelle di gran lunga più forti sono l’odio e la competizione diretti
verso altri gruppi. Quindi ciò che oggi offre agli uomini il potere di indulgere
alle loro passioni collettive è un male. Questa è la ragione per cui la scienza
minaccia di causare la distruzione della nostra civiltà. L’unica salda speranza
sembra risiedere nella possibilità che un unico gruppo - diciamo gli Stati Uniti
– arrivi a dominare tutto il mondo, processo che porterebbe alla formazione
graduale di un ordinato governo mondiale, economico e politico. Ma, considerata
la sterilità dell’impero romano, il collasso della nostra civiltà forse sarebbe
in definitiva preferibile a questa alternativa" (Haldane e Russel: Dedalo e
Icaro). Le parole di Russel, premio Nobel per la letteratura, hanno un valore
profetico.
Alla ricerca dell'Umanesimo
Cristiano
La parola "humanitas" è
stata prodotta dalla cultura dell’antica Roma. Alla società romana si addice
questa parola? Stando a ciò che racconta la Storia questa parola è circoscritta
soltanto alla casta intellettuale perché la società civile aveva un livello di
barbarie non inferiore a quello dei barbari che premevano ai confini
dell’Impero.
Il primo Umanesimo apparso sulla faccia della terra è stato
quello cristiano. E’ nato con la predicazione di Gesù circa duemila anni fa e fu
messo in pratica dalle comunità cristiane raccolte attorno ai discepoli. Quanto
durò questo sublime periodo ricco di martiri? Grosso modo fino all’avvento
dell’imperatore Costantino. In quel periodo il mondo cristiano si spaccò in
numerose sette che si accusavano a
vicenda di eresia. Così l’amore fraterno divenne odio fraterno.
Coll’avvento
del potere temporale la Chiesa di Roma trasformò l’Umanesimo cristiano in
barbarie cristiana. Bastano pochi esempi: le crociate contro i mussulmani, la
crociata contro i catari, le torture e i roghi della Santa Inquisizione
soprattutto per le donne, i comportamenti della Chiesa di Roma di fronte allo
schiavismo e al colonialismo.
I missionari dei secoli passati erano quasi
tutti dei briganti; i missionari di oggi, al contrario, sono portatori della
dottrina evangelica.
La Chiesa di Roma ha avuto anche un Papa condottiero
(Giulio II), con tanto di corazza, dell’esercito della Santa Sede.
Dove
ritrovare l’Umanesimo cristiano? Lontano dal Vaticano, luogo della politica e
delle grandi cerimonie. Negli ultimi tempi c’è stato un rifiorire di comunità
cristiane guidate da preti di base. Queste comunità portano il vessillo
evangelico: aiutano i poveri e curano i tossici.
La stessa cosa si deve dire
delle comunità cristiane fondate dai missionari in Africa e in altre regioni
della Terra. Isole di amore evangelico che sono una goccia in mezzo all’oceano
di indifferenza della società ipercapitalista. Queste isole smentiscono il
pessimismo di Pascal sulla natura dell’Uomo. Nei "Pensées" Pascal scrive :
"L’Uomo non è dunque che maschera, menzogna e ipocrisia e in sé e rispetto agli
altri. Non vuole che gli si dica la verità, evita di dirla agli altri; e tutte
queste disposizioni, così lontane dalla giustizia e dalla ragione, hanno una
radice naturale nel suo cuore." E ancora: "Ma quando io ho indagato più da
vicino e, dopo aver trovato la causa di tutti i nostri mali, ho voluto scoprirne
la ragione, ho trovato che ce n’è una ben vera e che questa consiste nel male
naturale della nostra condizione debole, mortale e così miserabile che nulla ci
può consolare allorchè ci pensiamo da vicino".
Perché l’Uomo sarebbe
miserabile dal punto di vista morale? Secondo Pascal la natura dell’Uomo sarebbe
conseguenza del Peccato Originale. E gli Uomini generosi e altruisti membri
delle comunità cristiane che praticano l’amore evangelico? Per Pascal,
giansenista ortodosso, questi esseri umani sarebbero stati toccati dalla Grazia.
Dovevano passare circa due secoli prima che venisse pubblicata "L’Origine
della Specie" di Darwin che ha spiegato da dove viene l’Uomo.
Così è nata la
variabilità genetica nell’Uomo alla quale si è aggiunta la variabilità
culturale.
Ho rappresentato la variabilità genetica all’interno delle nazioni
mediante la "curva di Gauss" (Rotili: "La clonazione e la morale"). Da questa
curva risulta che la classe degli esseri umani generosi e altruisti è una esigua
minoranza. La Grazia non ha nessun ruolo perché, come ho scritto nel capitolo
"Agnostici e Credenti" se Dio è amore non seleziona tra le sue
creature.
La Fede – conseguenza della Grazia secondo
Pascal – è come il coraggio: due caratteri sottoposti al controllo genetico e
che si manifestano nella personalità degli individui nell’età dell’adolescenza.
La fede non serve sempre nel campo religioso.
Ammesso che l’Universo non esista "ab aeterno" ma
sia stato creato ; chi è il Creatore ? Il Dio degli Ebrei, degli
Islamici, dei Cristiani , gli Dei degli Indiani ?
Questi Dio
sono diversi. Gli uomini hanno la pretesa di discutere del Creatore
dell’Universo come se fosse loro fratello o loro padre. Questa assurdità deriva
dalla tradizione giudaico-cristiana.
C’è un
altro problema: nel libro-colloquio "Matière à pensée" di G.P. Changeux e di A.
Connes quest’ultimo, insigne matematico, sostiene che il mondo degli enti
matematici è indipendente dal cervello umano. E’ un mondo
platonico?
L’Evoluzione biologica e culturale ha sempre prodotto degli
individui eccezionali. Per restare nel campo religioso: Confucio, Budda, Gesù,
Maometto, Francesco d’Assisi. Gesù si può considerare entro questo
gruppo?
Gesù è un personaggio storico come gli altri ma ci sono molti
elementi nella sua storia che lo staccano in modo radicale dai personaggi
citati.
Fino all’età di 30 anni Gesù era un semplice falegname come il padre.
Dopo il battesimo nel Giordano ad opera di Giovanni Battista divenne un
personaggio pubblico. Fondò un movimento. Il manifesto del suo movimento era il
discorso delle Beatitudini che sconvolse la dottrina ebraica. La sua azione,
coerente con le Beatitudini, consisteva nel predicare nelle sinagoghe della
Galilea e della Giudea e nel fare miracoli. Gli scribi che ascoltavano le
prediche di Gesù nelle sinagoghe uscivano indignati.
Che era successo? Pascal
avanza l’ipotesi che il Creatore ha
deciso di far conoscere la sua Essenza agli esseri umani e ha scelto Gesù come
portaparola. I Vangeli raccontano che mentre Gesù veniva battezzato da Giovanni
Battista apparve una colomba con raggi d'oro. Questo è il segno divino della
scelta di Gesù da parte del Creatore dell’Universo. La tradizione dice che Gesù
è il Messia. Per gli Ebrei il Messia doveva essere un condottiero che avrebbe
riscattato il popolo d’Israele. Gesù era esattamente l’opposto di un condottiero
di eserciti. Gesù doveva rivelare l’Essenza del Creatore: l’Amore
Universale.
Gesù non solo è il portaparola ma è nello stesso tempo la
testimonianza che esiste un Creatore dell’Universo.
Per queste ragioni il
Creatore ha dato a Gesù la capacità della potenza divina per convincere le
folle. Le folle dei poveri seguivano Gesù; i ricchi lo odiavano. Appartenevano
alla classe dei ricchi anche i sacerdoti del tempio di Gerusalemme, gli scribi e
la maggior parte dei farisei.
La condanna a morte di Gesù non è dipesa
soltanto dalla interpretazione sconvolgente delle Scritture ma specialmente
perché predicava la povertà e l’amore universale come è scritto nel
discorso-manifesto delle Beatitudini.
La dottrina di Gesù è la dottrina del
Creatore dell’Universo. Gesù non è il Redentore come dice Pascal. Conosciuta la
dottrina del Creatore, ogni essere umano è libero di redimersi o di non
redimersi.
Se si facesse riferimento all’Antico Testamento per trovare gli
antecedenti di Gesù, la storia della Terra si ridurrebbe alla storia del popolo
ebraico. Infatti dopo la morte di Gesù gli apostoli e i discepoli hanno portato
la dottrina del Creatore in tutti i paesi allora conosciuti. Si chiamò
Cristianesimo dal nome di Cristo, il Messia. Ma Gesù non è il Messia; è il
prediletto di Dio Creatore dell’Universo. Essendo il prediletto, Gesù è
l’intermediario tra gli abitanti della Terra e Dio.
Miracoli: gli esorcisti e
i guaritori operavano al tempo di Gesù e operano ancora oggi.
Tra il malato e
il guaritore si crea un’interazione attiva. Altra cosa sono i miracoli che hanno
per oggetto gli elementi fisici: la trasformazione di acqua in vino (nozze di
Cana); la tempesta sedata; la moltiplicazione dei pani; oppure la resurrezione
dei morti: il figlio unico della vedova che Gesù risuscitò mentre lo portavano
al cimitero; la resurrezione di Lazzaro a quattro giorni dalla
morte.
L’evangelista Giovanni scrive che la resurrezione di Lazzaro fu la
goccia che fece traboccare il vaso. Caifa, il sommo sacerdote, riunì i sacerdoti
del tempio e decisero di processare Gesù. Caifa e i suoi colleghi temettero per
il loro potere minacciato dalla potenza divina di Gesù.
Il libro-colloquio
di Messori e Brambilla ha per titolo "Qualche ragione per credere".
Riguardo
alla vita di Gesù non c’è bisogno della Fede perché è una realtà storica. Si
deve analizzare e basta. Anche per la resurrezione di Gesù non c’è bisogno della
Fede.
La resurrezione di Gesù è un fatto logico: il Creatore ha dato a Gesù
la potenza di resuscitare i morti; è naturale che il Creatore resusciti il suo
portaparola e la testimonianza vivente dell’esistenza del Creatore medesimo.
Infatti resuscita Gesù e lo porta presso di sé.
C’è da domandarsi se la
logica degli esseri umani rientri nella logica del Creatore
dell’Universo.
Gli esseri umani sono solo indirettamente figli del Creatore;
sono il prodotto diretto di una lunga Evoluzione biologica e culturale.
A
questo punto interviene la Fede. Che cosa fa Gesù al fianco del Creatore
dell’Universo? E’ stato delegato ad intervenire sulle vicende degli esseri
umani?
Salvatore Quasimodo in occasione del premio Nobel intitolò il suo
discorso "Rifare l’Uomo". Soltanto un poeta può immaginare che sia realizzabile
questo compito.
Il Creatore dell’Universo vede tutto e ascolta tutto ma non
interviene né per punire i cattivi, né per premiare i buoni. Ha fatto conoscere
la sua Essenza e tutti gli esseri pensanti terrestri e non terrestri sono liberi
di fare quello che vogliono. La loro libertà è limitata soltanto da loro stessi
e dall’ambiente compresa la società degli esseri pensanti. Dopo la morte ognuno
deve scontare i propri peccati (vedere il capitolo "Francesco d’Assisi") E’
ovvio che se il Creatore volesse, potrebbe trasformare tutti gli esseri pensanti
dell’Universo nella 1° classe della "curva di Gauss" come ipotizzano Teilhard de
Chardin e il musicista Messiaen.
Io sono di parere diverso come ho scritto
nell’ultimo capitolo di "Biotecnologia e Umanesimo". La storia per necessità
sposterà (nel 3° millennio?) il potere dalle classi 3°e 4° alla 1° e 2° della
"curva di Gauss" ma non migliorerà geneticamente l’essere umano.
In sintesi:
a) Nella Bibbia sono riunite mitologia e
storia.
b) I biblisti affermano che il Cristianesimo ha le
radici nel Vecchio Testamento, cioè nella religione ebraica. I principi
dell’ebraismo, al tempo di Gesù, erano la preghiera, l’elemosina e il digiuno.
L’Amore non rientrava nella dottrina ebraica. La crocifissione di Gesù
rappresenta la differenza tra le due religioni. Quella ebraica rappresenta la
società di oggi, la capitalista; la dottrina di Gesù, che è poi quella del Dio
Creatore dell’Universo, rappresenta la società di domani, quella
comunista.
c)
Il Dio-Creatore è Semplicità e
Amore.
d) Le religioni della Terra hanno trasformato il
Creatore dell’Universo in un Dio domestico, terrestre.
e) Il Creatore ha privilegiato il pianeta Terra?
Essendo Amore, il Creatore non seleziona. Il pianeta Terra è una piccolissima
molecola rispetto allo spazio-tempo dell’Universo. Il Dio-Creatore ha rivelato
la sua Essenza a tutti gli esseri pensanti dell’Universo. Allora quanti Gesù ci
sono nell’Universo? E’ probabile che ce ne siano molti, ma è fortemente
improbabile che essi rassomiglino fisicamente al Gesù del pianeta
Terra.
f)
Ci sarà la fine dei tempi e
della storia? Io credo di no perché il Dio-Creatore è Amore e non ucciderà la
sua creatura, cioè l’Universo e per conseguenza vivranno per l’eternità tutti
gli abitanti dell’Universo: piante, animali ed esseri
pensanti.
Il futuro della specie degli
esseri pensanti dell’Universo sta nei rispettivi pianeti mentre il futuro dei
singoli individui dell’Universo sta nell’Aldilà. Tornando al pianeta Terra la
vita terrena è un Nulla rispetto all’Eternità dell’Aldilà. Ciò dovrebbe spingere
gli esseri umani di una certa età (attorno ai 75 anni) a curare questo aspetto.
Ma la società capitalista inchioda l’essere umano sul presente. L’essenza della
società capitalista - desiderio di prevalere che genera il principio di
competizione – è l’opposto della dottrina predicata da Gesù e perciò genera
rimorsi e paura della morte.
L’evoluzione biologica rinforzata dall’evoluzione culturale ha prodotto, in maggioranza, questo tipo di essere umano. Il nostro pianeta ne risente le conseguenze. Il terzo millennio ribalterà la situazione passando il potere alla 1° e 2° classe della "curva di Gauss"?
[1] Rotili nell’articolo " La clonazione e la morale"
presenta la curva di Gauss nel modo seguente: " L’istinto della guerra è la
punta estrema dello spirito di competizione il quale è presente in tutte le
popolazioni della Terra. Se questo carattere è poligenico la sua distribuzione è
continua e noi possiamo
rappresentarla mediante una curva a campana (curva di Gauss) con le
classi : 1a classe " non competitivi" (cooperativi-altruisti),
2a classe "poco competitivi" , 3a classe "competitivi"
(egoisti), 4a classe "molto competitivi" (aggressivi). Gli individui
della 2a classe ("poco competitivi") hanno "in sonno" l’istinto della
solidarietà che si risveglia nei periodi di crisi. La percentuale di individui
presenti nelle quattro classi varia da nazione a nazione. Questa variabilità
permetterebbe di individuare la curva relativa alle singole
nazioni."