Edizione telematica
di

  Ambiente Risorse Salute

  2000 - 2001

Ottobre 2001



Pietro Rotili *

"Biotecnologia e Umanesimo" 

 
 
 

UMANESIMO DEL 2° MILLENNIO

INDICE

1.      Premessa

2.      James Watson

3.      Jacques Monod

4.      Edwin Schrödinger

5.      Axel Kahn

6.      Joel de Rosnais

7.      Heiddeger

8.      Sartre

9.      Pierrat

10.   Frate Francesco d’Assisi

11.  Città e Campagna

12.  Agnostici e credenti

13. Alla ricerca dell’Umanesimo cristiano

 

PREMESSA
Quanti poveri ci sono sulla Terra ? In questo nostro pianeta che rispetto all’Universo è meno grosso di un atomo. Questa Terra che diventa sempre più piccola mano a mano che la tecnologia avanza. Nel terzo millennio la nostra Terra diventerà come una grande casa nella quale tutti gli abitanti vivranno come fratelli ? Teilhard de Chardin, grande scienziato e prete, avrebbe risposto affermativamente. L’ONU ha certamente la cifra dei poveri della Terra, ma non c’è bisogno di questa stima  basta leggere i giornali per capire che si tratta di alcune centinaia di milioni.
Il secolo XX viene chiamato il "secolo breve" da Hobsbawm a causa del numero di importanti avvenimenti, uno dietro l’altro, che hanno dato l’impressione che il tempo si sia accorciato. Per chi il tempo è passato in fretta ? Non certo per i poveri della Terra. Per l’Europa l’espressione "secolo breve" è validissima.
Le due grandi guerre, la guerra di Spagna, la rivoluzione bolscevica, il nazismo, il fascismo, la implosione dell’impero bolscevico, il trionfo del capitalismo, sono i fatti principali insieme alla distruzione di sei milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti.
Si è scritto che il capitalismo ha battuto il comunismo : ma quale comunismo ? Si è trattato di un regime poliziesco che si riassume nel nome del Capo : Stalinismo. Ebbene, lo stalinismo è stato una deviazione dal phylum del socialismo. E la Storia condanna le deviazioni : nazismo e fascismo : altre deviazioni, questa volta dal phylum del capitalismo.
C’è da registrare l’avanzata impetuosa della Nuova Economia. I politici si illudono di risolvere con questo nuovo strumento i problemi della disoccupazione. La Nuova Economia obbedisce alla stessa regola della Vecchia Economia, cioè alla regola base del capitalismo : competizione e profitto.
Questa regola genera ricchezza ma anche disoccupazione e quindi miseria. La parola d’ordine del capitalismo è produrre ad ogni costo. Produrre per chi ? Per le popolazioni che appartengono ai paesi produttori. E’ un cerchio infernale che porta i paesi ricchi a diventare sempre più ricchi. Di che ? Di servizi, di strumenti per comunicare, ecc. Come fanno i paesi ricchi a pensare a quelli poveri se non riescono ad eliminare le sacche di disoccupazione all’interno dei propri paesi ? In duecentocinquanta anni il capitalismo ha dimostrato che questi difetti sono connaturati al proprio sistema. E’ interessante notare che coloro che guidano l’economia mondiale appartengono per circa l’80% alla religione cristiana. La competizione capitalistica impedisce a costoro di pensare che gli abitanti dei paesi ricchi nuotano già nel superfluo. Perché aggiungere al superfluo altro superfluo?
Inoltre sono da registrare i trionfalismi della scienza biologica nel campo della genomica umana e della clonazione umana. Sembra che domani, al massimo dopodomani, tutti i problemi saranno risolti in questi settori. Sembra di assistere alla corsa all’oro come nei film western.
Perché l’Europa cristiana è stata il teatro di numerose guerre e di rivoluzioni non soltanto nel "secolo breve" ma anche nei secoli precedenti? La predicazione di Gesù e di frate Francesco d’Assisi non è servita a niente. Perché? La risposta che mi sono data è la seguente: la religione è un rifugio individuale, una sorta di ristoro.
Nella vita sociale contano altri valori che sono il corollario della regola base del capitalismo, cioè la competizione e il profitto. Del resto, per la conquista dei mercati si lotta duramente magari senza cannoni e senza bombe.
Il vecchio Umanesimo, almeno nelle origini, fu un movimento culturale tutto italiano e si collocò tra la metà del secolo XIV e la metà del secolo XV; movimento che sfociò nel Rinascimento.

            L’Umanesimo è l’esaltazione di quelle attività intellettuali che opponendosi alla subordinazione dell’umano al divino, indicano nell’Uomo il fine irrinunciabile di ogni sapere. Concezione del tutto nuova in quanto mette in discussione i valori della tradizione cristiana. Petrarca fu il primo ad avere chiara coscienza che i testi classici  riproponevano una concezione diversa non solo della letteratura ma anche della storia e della civiltà. Pico della Mirandola può essere assunto come emblema della polemica contro la svalutazione medioevale della condizione umana. La concezione di base dell’Umanesimo è che l’Uomo è libero artefice e costruttore di sé stesso.

 Il vecchio Umanesimo era circoscritto in Italia e in seguito in alcuni paesi europei. Interessava un piccolo numero di grandi intellettuali che hanno rinnovato la cultura italiana. Il Rinascimento è stato la conseguenza dell’Umanesimo.

            Il nuovo Umanesimo di cui si parla e si scrive può essere uguale al vecchio Umanesimo?

La Terra è diventata piccola in conseguenza della televisione e degli altri strumenti di comunicazione. Si parla tanto di globalizzazione dell’economia e si fanno tante polemiche. Ma la globalizzazione già esiste; basta seguire sui telegiornali l’andamento delle borse più importanti della Terra. La globalizzazione ha messo in luce le enormi diseguaglianze economiche tra i popoli nonché le feroci diseguaglianze soprattutto a scapito delle donne. Si legge infatti che oltre un miliardo vivono in preda alla miseria e ai maltrattamenti. E' raccapricciante vedere in televisione come sono coperte le donne nel paese dei Talebani.  Il Nuovo Umanesimo non può non prendere posizione sugli aspetti morali del vivere nel nostro pianeta, sia religiosi sia laici; non può non trattare delle conseguenze della scienza biotecnologica sia sul piano morale sia sul piano sociale; non può non trattare delle conseguenze politiche ed economiche di tutti questi fattori; non può non tenere conto dei comportamenti dell’Uomo nei riguardi dell’ambiente;  non può non tenere conto delle differenze esistenti nel campo della Conoscenza.

            L’Umanesimo del 3° millennio deve poter rispondere alle domande seguenti:

a)  La  scienza biologica (genetica e biotecnologica) che ruolo avrà nella vita degli uomini?

b)   I precetti delle religioni rimarranno gli stessi?

c) La cultura umanistica continuerà ad ignorare la cultura scientifica e viceversa?

d)  Il modello di Uomo sul quale ragionano oggi i filosofi rimarrà lo stesso?

e)  La Conoscenza rimarrà appannaggio delle caste intellettuali?

f)   La globalizzazione eliminerà il razzismo?

g)  Sarà possibile costruire un Umanesimo integrale per tutti gli abitanti della Terra?

h)  L’Evoluzione biologica (darwiniana) dell’Uomo riprenderà?

i) L’Evoluzione dei caratteri culturali acquisiti (lamarkiana) in che direzione andrà?

l)  Su quali valori si baserà l’Umanesimo integrale?

m)  Avverrà la parificazione completa tra uomo e donna in tutte le popolazioni della Terra?

n)   L’Occidente rinuncerà al suo potere sulla Terra o farà come Sansone coi Filistei?

L’Umanesimo di Watson
James Watson, premio Nobel insieme a Crik per la scoperta della doppia elica dell’ADN è stato invitato in Francia nel 1995 a partecipare al Colloquio sulla proprietà intellettuale nel dominio del vivente. La relazione scelta da Watson s’intitolava "Biotecnologia e Umanesimo". Watson ha aperto la sua relazione citando la definizione della parola Umanesimo contenuta nel vocabolario inglese che riporto: "Un sistema di pensieri e azioni in cui gli interessi, i valori e la dignità dell’Uomo  sono di primaria importanza".
Così la biotecnologia, sostiene Watson, "interagisce con l’Umanesimo promuovendo gli interessi degli esseri umani facendoci più sani e liberi dalle afflizioni che hanno colpito gli esseri umani attraverso i secoli". Sempre secondo Watson, la figura dominante da oggi e per migliaia di anni, sarà  Darwin e non sarà Cristo o Maometto perché è stato Darwin ad attirare l’attenzione su che cosa siamo e a mostrare che gli esseri umani sono un prodotto dell’Evoluzione e non il prodotto  di un programma disegnato da una potenza soprannaturale.
Secondo Watson il nuovo Umanesimo è basato sulla scienza biologica. Bisogna insegnare la biologia e soprattutto la genetica di modo che la società possa intervenire in aiuto agli scienziati quando insorgono problemi scabrosi non dal punto di vista morale ma dal punto di vista della utilità per la specie umana.
 Per Watson la morale nei confronti della biotecnologia sta nell’utilità per gli esseri umani. Nel passaggio che riguarda Gesù, Maometto e Darwin, Watson ragiona come se tutti gli esseri umani fossero uguali a sé stesso  e ai colleghi scienziati che basano  la loro vita soltanto sulla Ragione. Dopo gli istinti la triade dell’Uomo è: Sentimento, Ragione e Volontà. Se si mette "in sonno" il Sentimento, l’essere umano diventa un robot. Il Sentimento d’amore, di odio, di fratellanza, di amicizia, il Sentimento religioso, il Sentimento del sacro, sono costituenti fondamentali della personalità umana. Dove sta allora l’Umanesimo?  Watson evidentemente pensava all’Occidente e alla casta intellettuale.
 Non è più tempo di parlare di Umanesimo guardando solo all’Occidente. La Terra si sta avviando ad essere una grande famiglia. Quando "scoppiò" l’Umanesimo italiano ancora non era stata scoperta l’America.

 Le religioni del terzo millennio: Mosè e Maometto hanno lasciato codici morali seguiti da Israele e dall’Islam. Questi codici resisteranno all’avanzata del progresso tecnologico? Il millennio è lungo e può accadere l’impensabile. Basta voltarsi indietro e riflettere su che cosa è accaduto sulla Terra e soprattutto nell’Occidente. Oggi e domani, i popoli dell’Occidente viaggeranno ad una velocità esponenziale.
 Altro discorso riguarda la religione cristiana. Nei Vangeli non ci sono né precetti morali né dogmi. Tutto questo è venuto dopo da parte degli amministratori della Reggia Vaticana. Che tipo di cambiamenti si possono prevedere per la religione cristiana? Un ritorno al Vangelo.

L’Umanesimo di Monod
Monod, premio Nobel per la genetica insieme a Lwov e a Jacob, a conclusione del libro "Il caso e la necessità" parla di "Etica della Conoscenza". Questa ricetta dovrebbe liberare gli esseri umani dalle angosce: "…Noi siamo i discendenti di questi uomini. E’ da loro che abbiamo ereditato probabilmente l’esigenza di una spiegazione, l’angoscia che ci costringe a cercare il significato dell’esistenza. Angoscia creatrice di tutti i miti, di tutte le religioni, di tutte le filosofie e della scienza stessa". Quali esseri umani? Mezzo mondo lotta contro fame, miseria e malattia. Monod parla alle élites intellettuali. Ma questi esseri privilegiati non sono angosciati per difetto di Conoscenza, perché sanno che l’Uomo non potrà mai arrivare a conoscere tutto.
     Anche Monod privilegia, nell’essere umano la Ragione. Ma un Umanesimo Nuovo dovrebbe contemplare tutti i valori che fanno ricco l’essere umano: Sentimento, Ragione e Volontà. Alla dottrina cristiana si rimprovera di privilegiare il Sentimento di amore verso il prossimo. Per questo motivo la religione cristiana è la più difficile da praticare. Nella società umana sono molto molto scarsi i tipi determinati geneticamente per l’amore verso il prossimo.
 La proposta di Monod concernente l’etica della Conoscenza deve essere considerata uno dei pilastri dell’Umanesimo integrale. Qualche decina di anni fa le classi sociali coincidevano con le classi culturali. Oggi questo legame si è spezzato e abbiamo famiglie ricchissime ma ignoranti come microbi.

L’Umanesimo di Edwin Schrödinger
Nel libro di Edwin Schrödinger "Scienza e Umanesimo" si legge, sulla copertina, "La scienza come umano sforzo di capire la condizione umana". Nella frase del fisico premio Nobel è racchiuso tutto il suo pensiero sul tema dei rapporti tra Scienza e Umanesimo. Constata che l’educazione scientifica è assente in modo incredibile in tutti i paesi della Terra. Constata che "la maggioranza delle persone colte non si interessano alla scienza e non si rendono conto che le conoscenze scientifiche fanno parte del substrato ideale della vita umana". Se Schrödinger fosse vissuto adesso avrebbe constatato che la gente, non solo il popolo-massa, vede la scienza come fornitrice di prodotti tecnologici che hanno arricchito e facilitato la vita delle popolazioni dell’Occidente.
 Nel 1959 C. P. Snow tenne una conferenza a Cambridge intitolata "Le due Culture". Il tema suscitò in tutto il mondo accesi dibattiti. Il testo della conferenza venne pubblicato da Feltrinelli con una introduzione di Ludovico Geymonat. Il merito di Snow  è stato quello di richiamare l’attenzione degli studiosi su un punto molto importante della cultura occidentale,  cioè la separazione delle due culture: la cultura umanistica e quella scientifica.

 Da notare che la frattura tra le due culture in Italia era più profonda rispetto alle altre nazioni europee. La causa di ciò stava nel monopolio culturale detenuto dall’Idealismo crociano, il quale negava ogni valore conoscitivo alla scienza. Anche Gramsci negli scritti sulla Scienza accettava la posizione crociana. Per superare la profonda frattura fra il mondo della cultura umanistica e quello della cultura scientifica bisogna lavorare sulle istituzioni scolastiche. La rivoluzione scientifica è portatrice di progresso economico e sociale: allungamento della vita, superamento, per l’Occidente, della fame e della mortalità infantile. Quando il crocianesimo imperava in Italia si sono avuti i più importanti successi nella Conoscenza dell’Universo e della materia: Einstein, Plank, Bohr, Schrödinger, Fermi ed Enzeberger che ha scoperto il principio d’indeterminazione nel mondo infinitamente piccolo della materia.
 Cosa si è fatto in Italia dopo quella stagione di discussioni? Niente; tutto è rimasto come prima. Non si è avuto il coraggio di integrare le due culture non solo nelle scuole medie superiori ma anche nelle Università dove sarebbe stato più semplice. Per esempio: nelle facoltà umanistiche inserire nei programmi la genetica e l’evoluzionistica e nei programmi delle facoltà scientifiche inserire storia della filosofia e filosofia della scienza. In questo modo si colmerebbe il fossato tra le due culture.
 Nella prefazione all’edizione inglese della "Logica della scoperta scientifica", Popper chiarifica in modo definitivo la sua posizione filosofica. "Invece io sono convinto che esista almeno un problema scientifico al quale sono interessati tutti gli uomini dedicati al pensiero. E’ il problema della cosmologia: il problema di comprendere il mondo, compresi noi stessi e la nostra Conoscenza, in quanto parte del mondo. Sono convinto che tutta la scienza sia cosmologia, e per me l’interesse così della filosofia come della scienza risiede unicamente nei contributi che queste due discipline hanno portato a questo problema".
Nel 3° millennio arriveremo fino al punto che il popolo-massa sarà rimbambito di oggetti tecnologici e la gente di potere avrà oggetti tecnologici e Conoscenza? Io ritengo che ci siano dei limiti al consumismo: il popolo- massa li rifiuterà. Oggi siamo all’ascesa del consumismo e non sappiamo quando questa ascesa si arresterà.
 Resta il problema che ha carattere universale: è possibile portare al popolo-massa di tutti i continenti della Terra la grande cultura affinchè diventi popolo?
 L’Umanesimo del 3° millennio non può prescindere da questo fatto come non può prescindere da una simbiosi con il pianeta. Simbiosi è sinonimo di amore per le piante, per gli animali e per l’atmosfera. L’Umanesimo del 3° millennio non può prescindere dalla parità tra uomo e donna.
 

L’Umanesimo di Axel Kahn
Il libro di Axel Kahn "Et l’Homme dans tout ça?" porta come sottotitolo "Plaidoyer pour un humanisme moderne". In che consisterebbe questo moderno Umanesimo? Per Kahn consisterebbe  nella promozione dello spirito di solidarietà. Ricordo il libro di L. Bourghois "Solidarité" del 1896 citato da Kahn. Questa parola "Solidarietà", dimenticata durante il primo mezzo secolo del 1900, oggi è diventata quasi di moda. L’adoperano i politici sia di destra sia di sinistra, sia i sociobiologi. Questa parola ha lo stesso significato per i due gruppi? Per i sociobiologi e per i politici di destra è sinonimo di elemosina. Kahn pensa che sia sufficiente educare gli esseri umani alla solidarietà. La storia recente e passata dimostra il contrario.
      Lo  spirito di solidarietà e di  altruismo sono controllati geneticamente e gli esseri  che li posseggono appartengono alla 1a e 2a classe della curva di Gauss. [1]
L’essere umano ha ereditato dall’Evoluzione due parti: la parte biologica darwiniana e la parte culturale lamarkiana. Durante i periodi di crisi la parte darwiniana si risveglia e opera mentre la parte lamarkiana entra "in sonno". 
     Oggi l’Occidente vive nella tranquillità e nella prosperità. Nello stesso tempo c’è una ossessione per l’economia. Il consumismo è diventato sinonimo di libertà per il popolo-massa: mi sento libero se posso comperare quello che voglio. Al popolo-massa i prodotti tecnologici, ai gruppi di potere e alla Casta intellettuale Conoscenza e prodotti tecnologici.

L’Umanesimo di Joel de Rosnais
Joel de Rosnais  nel suo libro "L’Homme symbiotique" ipotizza nel terzo millennio la nascita del Simbionte. Che cosa è? E’ un macroorganismo planetario attualmente in costruzione. Superorganismo ibrido, biologico, meccanico ed elettronico che include gli uomini, le macchine e le reti di comunicazione.

De Rosnais non spiega come si possa arrivare alla nascita di questo superorganismo planetario partendo dalla situazione attuale che vede l’enorme differenza tra l’Occidente e il resto del mondo. Non spiega come gli esseri umani dell’Occidente possano passare a partecipare alla costruzione di questo superorganismo che elimina tutte le competizioni che sono l’essenza del Capitalismo.

Seguendo il ragionamento di De Rosnais avremmo nel terzo millennio una sorta di paradiso terrestre. Una bellissima utopia. Un meraviglioso pianeta dentro il quale gli esseri umani vivrebbero in simbiosi non solo con la natura ma anche con le macchine e con il complesso delle reti di comunicazioni. Insomma  De Rosnais ha inventato il futuro delle popolazioni della Terra.

L’Umanesimo di Heidegger
Il filosofo francese Beaufret appena dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1946, scrisse ad Heidegger. Nella lettera c’erano molte domande tra le quali una particolarmente importante: "Comment redonner un sens au  humanisme?" Heidegger  (lettera sull’Umanesimo) ha risposto: "Lo ha perduto perché si è capito che l’essenza dell’Umanesimo è metafisica e ciò significa ora che la metafisica non solo non pone la questione della verità dell’essere ma se la preclude, in quanto la metafisica persiste nell’oblio dell’essere". "Restituire un senso può significare solo rideterminare il senso della parola". Io penso che la domanda avesse più un senso politico che filosofico. 

L’Umanesimo di Sartre
L’angoscia è la conseguenza dello stress da competizione? E’ una malattia.
Il titolo di una conferenza tenuta da Sartre a La Salle è "L’Esistenzialismo è un Umanesimo". Il nome Esistenzialismo deriva dal fatto che Sartre ha ribaltato la coppia Essenza - Esistenza. Da Platone in poi tutti i filosofi hanno scritto che l’essenza precede l’esistenza. Ma non è vera né l’asserzione platonica né quella sartriana. Non si tiene conto che l’essere umano è un prodotto dell’Evoluzione biologica (darwiniana) e dell’Evoluzione culturale (lamarkiana). "Siamo d’accordo su questo punto: non c’è natura umana; in altre parole: ogni epoca si svolge seguendo regole dialettiche e gli uomini dipendono dall’epoca e non da una natura umana" scrive Sartre, premio Nobel per la letteratura, amplificando il peso dei caratteri culturali acquisiti (eredità lamarkiana) e annullando il peso dell’eredità biologica (darwiniana).

L’Homo erectus, l’Homo habilis, l’Homo sapiens delle origini: per questi individui viene prima l’essenza o l’esistenza? A mio parere, queste due entità si sono formate dialetticamente; l’una ha contribuito a formare l’altra e viceversa. Il primo passo dell’Esistenzialismo è il principio cartesiano "Cogito ergo sum". E’ applicabile ai nostri antenati citati sopra? I principi di soggettività e di intersoggettività riguardano l’essere umano vivente senza tener conto degli effetti della sua storia culturale e biologica. Insomma, l’esistenzialismo sartriano è una dottrina ontogenetica perché trascura la preistoria e la storia dell’essere umano.

L’Uomo del tempo di Sartre non è lo stesso Uomo delle origini né dell’antico Egitto, né dell’Impero romano. Perché? Perché se a partire da quei tempi l’Evoluzione biologica è stata trascurabile, quella culturale è stata immensa. Questo fatto ha arricchito il fardello dell’inconscio. L’Uomo contemporaneo vive una vita in accelerazione continua. E ciò provoca stress soprattutto nelle persone impegnate nella competizione: imprenditori, commercianti, ecc. Per Sartre l’angoscia deriva dalla responsabilità verso gli altri. Immaginate i comandanti degli eserciti in guerra: hanno fatto di tutto per diventare comandanti. Soffrono di tutto, meno di angoscia.  Un esistenzialismo che tenesse conto della storia ( un esistenzialismo storico) potrebbe essere complementare al materialismo storico di Marx.

L’Umanesimo di Sartre non è esclusivamente filosofico come quello di Heidegger. L’analisi della condizione umana mette in evidenza due parole: libertà e impegno. L’Umanesimo di Sartre è centrato sulla libertà come il liberalismo di Benedetto Croce. Quando parla di impegno, Sartre a chi si rivolge? Non alla classe operaia, ma in generale al popolo. Impegno per la libertà. Ma l’occhio è rivolto alla borghesia, la classe la più egoista che ha abbandonato l’impegno universale dopo la rivoluzione francese. Si è ritirata a difendere i propri interessi. La classe operaia nel secolo XIX ha impugnato la bandiera dei valori universali. Basta seguire la storia della triade: Liberté, Egalité, Fraternité. In questa triade sono concentrati i valori del vero Umanesimo mai realizzato. Chi porta, oggi, la bandiera dei valori universali? Nessuno. La classe operaia è traslocata negli appartamenti della piccola Borghesia. I valori universali sono stati dimenticati nell’Occidente ricco. Il valore massimo è il consumismo. Già ho avuto occasione di scrivere che il consumismo, in Occidente, è diventato sinonimo di libertà: mi sento libero quando posso comperare ciò che voglio. Mi piace pensare che cosa avrebbe scritto Marx se fosse vissuto alla fine del secolo XX. Per la piccola borghesia l’impegno sartriano è parola vuota. L’Uomo dei filosofi non è un Uomo astratto ma un modello della classe dominante e della casta intellettuale. Fa eccezione Marx e tutti i filosofi marxisti. La dottrina marxista può essere definita filogenetica.

L’emozione e l’immaginazione sono i fondamenti del Sentimento. Nell’Uomo delle origini viene prima il Sentimento e poi la Ragione che si riassume nel "Cogito" cartesiano. Da quel momento l’Uomo non è più spettatore ma è diventato attore e conosce  cosa è la libertà.

Ci sono due tipi di angoscia: quella patologica e quella "della fine". L’angoscia descritta da Monod è patologica e riguarda gli scienziati che sono in concorrenza con colleghi; quella descritta da Sartre riguarda le classi dirigenti. L’angoscia "della fine" riguarda più o meno tutti gli esseri umani. La causa è il Sentimento di finitezza della vita: la morte ineluttabile. Non basta che la morte riguardi tutti. Schubert quando si sentiva gravato dalla malinconia, si metteva al pianoforte e componeva. Le sonate per pianoforte e alcuni lieder su versi di Heine sono una cura potente dell’angoscia. Il Sentimento dell’angoscia "della fine" non scompare ma può essere trasformato in serenità. Ciò permette di trasformare il buio in luce. La luce della Morte dice il bellissimo verso di Feuerbach. Lo stesso risultato si ottiene leggendo il Cantico delle Creature di frate Francesco d’Assisi dove la Morte viene chiamata sorella.

L’Umanesimo di Pierrat
"Noi siamo figli delle stelle" dice Pierrat in una conferenza tenuta a Colmar. "La più piccola cosa che ci costituisce e di cui l’origine si confonde con quella dell’Universo perché siamo tanto vecchi che lui: gli atomi del nostro corpo hanno 15 miliardi di anni. Lo studio dell’Uomo suppone lo studio del Cosmo perché lo studio del Cosmo non può che sfociare sull’Uomo" dice Pierrat. E continua "Non si può parlare dell’Uomo senza parlare di Umanesimo che è l’idea che l’Uomo si fa di sé stesso". In questo modo abbiamo tanti Umanesimi: l’Umanesimo degli agricoltori, degli operai, della piccola borghesia, dell’alta borghesia, dei cardinali, dei missionari, dei popoli dell’Africa che muoiono di fame e di malattie, ecc.
L’idea di Pierrat corrisponde all’immensa variabilità entro e tra le popolazioni del pianeta. Si potrebbe andare più in là affermando che all’interno delle classi sociali e culturali ogni individuo ha una propria idea dell’Umanesimo. Nel corso del terzo millennio si potrà arrivare a unificare il concetto di Umanesimo?
La scienza è il mezzo principale del progresso materiale e culturale ma la scienza non ci salverà se non prendiamo la decisione di salvare la Terra. Icaro è il simbolo del bene e del male nella scienza. Oggi, quando le biotecnologie hanno assunto una capacità enorme di trasformare piante, animali e perfino esseri umani, ci si domanda se non è giunto il momento di non fare tutto ciò che si sa fare. L’Uomo si ritiene un co-creatore. L’Uomo inventa, scopre, costruisce ma non crea e purtroppo le sue invenzioni sono state fatte  solo per l’Occidente e hanno devastato il pianeta. In ogni caso, la visione che noi dobbiamo avere dell’Uomo e del suo futuro deve essere coerente con la visione della scienza. L’Evoluzione biologica e culturale dipende ormai da noi; noi non la subiamo più per cui la nostra responsabilità è intera. Questa affermazione è solo in parte corretta perché l’Uomo è entrato nel regno della Necessità per cui ciò che fa lo deve fare.
Si può attendere una ulteriore trasformazione biologica dell’Uomo? E’ possibile.
Pierrat sul tema dell’Umanesimo ha centrato perfettamente il problema ragionando sulla variabilità della condizione umana. Alla fine della conferenza Pierrat è tornato a ragionare sull’Uomo dei filosofi; un modello di Uomo costruito sui valori della casta intellettuale. Dice Pierrat: "Che cosa ricerca oggi l’Uomo?….Alle affermazioni di ieri corrispondono le domande di oggi: che cosa è il Mondo? Che cosa è la vita? Che cosa è l’Uomo? Che cosa è Dio? Ieri si rispondeva perché si riteneva di possedere la verità, oggi ci si interroga perché si cerca la verità".
Chi possedeva ieri la verità? La verità completa non la possedeva e non la possederà nessuno. Gli scienziati hanno risposto in parte ad alcune di queste domande.
Per esempio: che cosa è l’Uomo? L’Uomo è il prodotto della Evoluzione biologica e di quella culturale. Come è questo prodotto? Un essere autocosciente; un essere cosciente di appartenere ad una società di individui simili a sé stesso; cosciente di vivere in un ambiente fatto di animali, di piante, di atmosfera ecc. Dove va questo prodotto dell’Evoluzione? E’ sicuro che va verso la morte. Muore soltanto il corpo o anche la mente? Nessun essere umano sa rispondere a questa domanda.
Che cosa è la vita? Le risposte che si possono dare sono tutte diverse. Il biologo risponde secondo i dettami della sua disciplina. L’ignorante sfortunato risponde che la vita è una fregatura.
Per tutti gli esseri umani la vita è un progetto che viene disegnato nel periodo dell’adolescenza. Quanti di questi progetti vanno a buon fine?
Nelle società capitalistiche per ognuno di noi già sono disegnate le corsie della vita. Ci sono ovviamente delle eccezioni: individui molto dotati che saltano la propria corsia per andare a camminare in una corsia gerarchicamente superiore. Mi domando quali  progetti prepareranno i bambini che già hanno in tasca il telefonino e dispongono di tutti i giochi elettronici che appaiono sul mercato. Nessuna lettura, solo computer e televisione.
Il terzo millennio vedrà le migrazioni di massa e l’avanzata della desertificazione. Ci saranno ibridazioni tra razze biologiche e tra le rispettive culture. Col tempo si avrà un arricchimento della specie umana sia sul piano biologico sia sul piano culturale.
Se si chiedesse alle persone dell’Africa nera, massacrate dalla miseria e dalle malattie, e agli immigrati: " Che cosa è la vita?" Come risponderebbero?

La Cosmologia di frate Francesco d’Assisi
Da Bacone in poi la parola d’ordine degli scienziati era : "Conoscere la natura per dominarla". C’è ancora qualcuno che ragiona in questo modo. Gli imprenditori hanno schiavizzato quella parte della Natura indifesa. Ma ora ci troviamo a subire le reazioni di quella parte della Natura non schiavizzabile. Intanto l’Occidente spende tonnellate di dollari per andare su Marte e si rifiuta di spendere una lira per guarire il nostro pianeta.
Chi non ha letto a scuola il "Cantico delle Creature" di frate Francesco? È una cosmologia straordinaria e un Umanesimo. A quel tempo era in voga il sistema tolemaico ma frate Francesco intuisce la realtà del Cosmo come si concepisce oggi.
Frate Francesco chiama fratelli e sorelle il sole, la luna, l’acqua, il vento, la Terra, l’atmosfera, come se conoscesse la storia dell’Universo. Loda e ringrazia Dio per averci donato questi preziosi fratelli e sorelle.
Nell’Umanesimo integrale i valori dell’ambiente non sono inscindibili dai valori dell’essere umano. Infatti il Cantico delle Creature è uno dei pilastri dell’Umanesimo integrale.

Alla fine del cantico, frate Francesco ringrazia Dio perché ci ha dato "sorella morte". Mi tornano alla mente alcuni versi di Feuerbach del poemetto "Rime sulla morte " che qui riporto:


"Che luce è nella morte! Così chiara
Sorgente alcuna non riluce: morte
Dei brillanti è il più bello che rifulge
Nella mano di Dio: niente l’offusca,
nessun divario, alcuna proprietà.
Morte è l’età dell’oro ritrovata,
senza disuguaglianze e senza vincoli:
luce che si dilata all’infinito.
Ogni essere una volta si fa puro,
quando almeno si terge nella morte".

Il problema della morte lo vivono soprattutto gli anziani. L’autocoscienza fa questo brutto scherzo. Ma l’autocoscienza è la parte più nobile dell’essere umano, quella parte che lo trascende. La morte è la semplice conseguenza della vita: ti hanno fatto nascere, devi morire. Eppure la maggior parte degli esseri umani, pressati dalla paura, non riescono a preparare adeguatamente la valigia per la partenza. Frate Francesco perché mette insieme nelle lodi al Signore tutti gli elementi fisici dell’Universo e la sorella morte? Perché l’Uomo fa parte dell’Universo:
"Laudato si, mi Signore,
per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullo omo vivente po’ scampare.
Guai a quelli che morranno ne la peccata mortali!
Beati quelli
Che troverà ne le tue sanctissime voluntati,
ca la morte seconda no li farrà male."

Perché non parla di sorella vita? Perché la vita presenta una variabilità infinita di esseri umani: altruisti, egoisti, ladri, assassini ecc. La morte ristabilisce l’uguaglianza. Si parla di persone che vorrebbero sfuggire alla morte mediante la clonazione. E’ una illusione? Qualche anno fa abbiamo fatto un esperimento sulla clonazione del trifoglio bianco. Ebbene, la terza clonazione ha dato piante deboli e malate.
La morte seconda; a che cosa si riferisce frate Francesco? Alla dottrina del vescovo Ireneo? Tale dottrina non contempla l’Inferno, ma contempla la morte seconda per gli assassini e per i mandanti, cioè dopo la morte del corpo ci sarà anche quella dell’anima. Ma tutti i miliardi di piccoli peccatori in che modo si purificheranno? Nessuno lo sa. La dottrina cristiana è dura da praticare perché contrasta con l’essenza dell’essere umano – piacere di prevalere e spirito di competizione – posseduta dalla maggior parte degli abitanti della Terra. Se nessuno lo sa, ognuno è libero di immaginare il futuro dopo la morte. Gli agnostici si fermano davanti ai fatti non verificabili, ma è impossibile che non abbiano la Speranza che la mente non muoia con il corpo. Così anche gli agnostici immaginano il regno dell’Aldilà; immaginano che i peccatori, dopo la morte del corpo, entrino in un labirinto dal quale escono dopo la purificazione per entrare nel Mondo delle Menti. Come si può immaginare il mondo delle Menti? Un mondo dove ogni Mente può ritrovare l’ambiente dove ha vissuto durante la vita terrestre. Il mondo delle Menti è la Terra con tutte le città, i villaggi e con tutti i paesaggi che cambiano con le stagioni. Ogni Mente può comunicare con chicchessia e spostarsi dove vuole. Perfetta uguaglianza delle Menti anche sul piano della Conoscenza.  Il mondo delle Menti è il luogo della perfetta felicità.
Il credente pensa al Giudizio Universale, l’agnostico pensa alla Mente che liberatasi del cervello, cioè del corpo, acquista il potere di autogiudicarsi con perfetta equità.
Il Cantico delle Creature richiama alla memoria le Nozze di Cana che sono il simbolo dell’Amore come gioia di vivere, il simbolo anche dell’armonia tra corpo e mente (spirito, anima). Leggendo l’episodio delle nozze di Cana la mente pullula di colori mediterranei così come accade durante l’ascolto del Te Deum di Berlioz.
Gli amministratori della dottrina cristiana hanno fracassato il simbolo dell’amore come gioia di vivere e conseguentemente hanno spezzato l’armonia  tra corpo e mente. Hanno predicato che la vita terrena è un passaggio pieno di sofferenze, una valle di lagrime. Il corpo è stato ridotto a schiavo della mente. Hanno predicato contro lo spirito delle Nozze di Cana.
La storia ha ribaltato tutto: ora la mente è schiava del corpo; tutto si fa per soddisfare i desideri, i più assurdi, del corpo.
L’Uomo non raggiungerà la pace interiore fino a che non ritroverà l’equilibrio tra corpo e mente come insegnano le Nozze di Cana.
Lo squilibrio tra corpo e mente è stato e sarà una delle cause di tutto il male tra le popolazioni della terra.

Città e Campagna
 Mi riferisco non a braccianti agricoli (il bellissimo film "L’albero degli zoccoli") ma a minuscoli proprietari terrieri scomparsi negli anni ‘50 soprattutto nell’Italia Centrale. Tornato al mio paese (Marano Equo- prov. di Roma) per le vacanze di Natale, mia madre mi chiese: "che significa deceduto?" Io le risposi: "deceduto significa morto. E lei: "perché non hanno scritto morto sul manifesto?" La parola deceduto veniva dalla città. La parola morte oggi è tabù. Nel mondo contadino si adoperava normalmente come le parole mangiare e bere. Durante le lunghe sere d’inverno, vicino al fuoco, la parola morte ricorreva spesso nei racconti riferiti ai morti e ai contadini molto vecchi.
Altre parole come benessere, felicità, grazie, prego, serenità, libertà, per favore e scusa non appartenevano al dialetto contadino. La parola sereno concerneva il cielo e la parola tranquillità concerneva il malato. Era un mondo non diverso da centinaia di anni prima. L’orologio non lo possedeva nessuno ad eccezione del medico e degli insegnanti elementari che venivano da Roma. Per la popolazione c’era l’orologio del campanile della chiesa: la campana grande suonava le ore e quella piccola suonava i quarti d’ora. Il suono delle campane si udiva anche nei campi più lontani. Anni più tardi quando ebbi l’occasione di vedere il dipinto di Constable la memoria mi riportò a quel mondo che era scomparso. Era difficile trovare persone che erano arrivate alla terza elementare. Le notizie? C’era la radio alla Casa del fascio. Qualcuno che aveva tempo le ascoltava e poi le ritrasmetteva agli altri contadini riuniti in piazza.
Le parole angoscia e depressione non esistevano. Perché? Non c’erano competitori tra loro; l’unico competitore per tutti era il Padreterno che, secondo loro,  regolava le stagioni e quindi i raccolti. "Sia fatta la sua volontà" era la frase che ricorreva di più tra gli uomini e le donne. Era rassegnazione? No, era obbedienza al Dio creatore professata con estrema semplicità.
Con la città è scomparso anche il Sentimento del sacro.
 Haldane scrive: "Personalmente, non rimpiango la probabile scomparsa del contadino a favore di quello industriale, che mi sembra un tipo di persona superiore da molti punti di vista. Nel corso della storia il progresso umano ha coinciso con il progresso delle città che si trascinavano dietro una campagna riluttante. Il cibo sintetico farà apparire giardini fioriti e fabbriche al posto di mattatoi e letamai, e renderà finalmente autosufficiente la città " (Haldane e Russel: "Dedalo e Icaro").
Quale progresso? Dal punto di vista morale c’è stato un arretramento. L’Umanesimo del mondo contadino è stato ben superiore a quello della città.
Una domanda: il fardello dell’inconscio era più pesante nei contadini o negli abitanti della città? Per me la risposta è ovvia. Gli abitanti della città soffrono, per buona parte, di depressione e di "angoscia della fine". Altra domanda: nei paesi dove vengono professati il Buddismo, l’Induismo e il Confucianesimo, il fardello dell’inconscio è più pesante che nei cristiani? Si può avanzare l’ipotesi che la dottrina cristiana, essendo basata sull’amore per il prossimo, genera sensi di colpa. La religione cristiana è dura da praticare.
Quasi tutti gli italiani sono battezzati e cresimati ma durante la vita si comportano secondo la curva di Gauss.
Perché nel linguaggio dei contadini non esisteva la parola "libertà"? Perché avevano per padrone soltanto Dio. La frase "che Dio ci aiuti" è in contrasto con la frase usata dai contadini "se Dio vuole". La prima frase è degli abitanti della città. Il significato di questa frase scivola in quella:  "Dio è con noi". Come se Dio fosse al nostro servizio. Il vergognoso accaparramento di Dio da parte degli eserciti che si combattevano ferocemente.

Gli agnostici e i credenti
Questo argomento richiama il problema della Fede. E’ sufficiente dire a sé stessi: "Io credo in Dio?" E’ sufficiente essere battezzati? Non è sufficiente. Quello che conta sono le azioni. Un agnostico che vive rispettando la dottrina cristiana è un vero cristiano anche se non è battezzato e sospende le risposte di fronte a problemi non verificabili.
L’agnostico è un seguace della Ragione. Non ha Sentimento religioso? Certo che ce l’ha! Il Sentimento religioso non è la Fede. Nessuno è in grado di dire: io ho la Fede. Il possesso della Fede da parte di ogni essere umano lo può stabilire soltanto Dio.
L’agnostico non è un negatore della Fede. La Fede e l’agnosticismo possono convivere bene nella stessa persona. Ricorrendo ad una immagine si può dire che la Fede è come il secondo stadio di un missile, il primo stadio essendo assimilabile alla Ragione.
L’agnostico non fa come Kant che Heine definisce il Robespierre della filosofia. Kant dopo aver demolito le prove dell’esistenza di Dio scrive: "Bisogna che il vecchio Lampe abbia un Dio, senza di che, nessuna felicità possibile per il pover’uomo….Ora, l’uomo deve essere felice in questo mondo…. è ciò che dice la ragione pratica…Io ben lo voglio, io… che la ragione pratica garantisca dunque l’esistenza di Dio". Heine osserva: "Kant distingue fra la ragione teoretica e la ragione pratica, e con l’aiuto di questa, come con una bacchetta magica, resuscitò il Dio che la ragione teoretica aveva ucciso" (Heine: Che cosa è la Germania).
Kant parla del vecchio amico Lampe. E’ ipotizzabile che Kant stesso avesse bisogno di un Dio?
L’agnostico non affronta il problema dell’esistenza di Dio perché sa che la Ragione non può risolvere questo problema.
Altra situazione è l’ateismo: chi professa questa dottrina è in possesso di una Fede negativa.
Il marxismo ha ereditato l’ateismo dalle viscere della cultura borghese. In Unione Sovietica l’ateismo ha funzionato come religione di Stato contro il cristianesimo ortodosso. Gravissimo errore. Nell’Unione Sovietica poteva fiorire l’Umanesimo integrale; ma nessun tipo di Umanesimo può nascere e vivere sotto la dittatura. Eppure la regola del comunismo è scritta nel cap. 4 degli Atti degli Apostoli.
Gli agnostici come si pongono di fronte al problema dell’Aldilà? Sospendono il giudizio ma in loro c’è la Speranza che la mente non muoia col corpo. Popper ed Eccles la chiamano autocoscienza. Per Popper l’autocoscienza rappresenta il mondo n. 2. Il mondo n. 1 è materia ed energia e il mondo n.3 sono i grandi magazzini dell’alta  cultura che l’Uomo ha prodotto attraverso i secoli.
Nessuno può dire che esista l’Aldilà. Eccles, premio Nobel per la neurofisiologia,  nel libro "Affrontare la realtà", come tutti gli agnostici, ragiona sulla possibilità che il mondo 2 di Popper (autocoscienza, anima, mente) sia immortale. C’è poco da ragionare. Quando e come si è formata l’autocoscienza? Nell’Homo erectus, nell’Homo habilis o nell’Homo sapiens; si è formata  poco a poco o di un solo colpo come sostiene Teilhard de Chardin?
Insomma l’autocoscienza, che io preferisco chiamare mente, è il prodotto dell’Evoluzione o è un dono di Dio? Nel primo caso, ammesso che la mente è immortale, si può dire che l’Evoluzione ha creato l’immortalità dell’Uomo.
Nell’ambito del Cristianesimo, quanti cattolici conoscono i Vangeli, gli Atti degli Apostoli e la prima e la seconda lettera di Giovanni? Gli agnostici non solo conoscono questi documenti ma anche quelli che si riferiscono a tutte le religioni della Terra, compreso l’Animismo.
Ai credenti nessuno ha spiegato che c’è un contrasto tra la Genesi della Bibbia e i risultati della paleontologia. La Genesi è un mito assimilabile alla mitologia greca. Gli agnostici offendono Dio? Dio non può sentirsi offeso dalle sue creature che adoperano la Ragione per porsi le tre domande fondamentali relative alla vita di ogni essere umano: chi sono, da dove vengo, dove vado. La Ragione solo in parte può rispondere a queste domande. L’agnostico sa che la Ragione è in grado di porre domande alle quali la Ragione stessa non sa rispondere. Si domanda se Dio, Uno, è percepito allo stesso modo dalle categorie sociali cioè dai contadini, dagli operai, dagli impiegati, dagli imprenditori, dagli intellettuali e dai preti. L’agnostico risponde che ogni essere umano ha il suo Dio. Ma il problema sul quale è concentrata più che mai la sua riflessione è il seguente: Dio ha creato l’Universo e poi ha lasciato che l’Universo, compresa la vita sulla Terra, seguisse le regole intrinseche alla materia e ai viventi? Leggi dell’infinitamente grande scoperte da Newton e da Einstein e dell’infinitamente piccolo scoperte da Eisemberg (il principio di indeterminazione). Hawching nel libro "Dal Big Bang ai Buchi Neri" scrive: "Queste leggi potrebbero essere decretate in origine da Dio, ma pare che da allora Egli abbia lasciato l’universo libero di evolversi nel rispetto di tali leggi e che si astenga dall’intervenire direttamente in esso".
Lo stesso ragionamento vale per il nostro pianeta il quale ha vissuto due "emergenze": la nascita della vita e la comparsa dell’Uomo al punto più alto dell’Evoluzione della specie. Questa Evoluzione è andata avanti secondo sue regole scoperte da Darwin.
Dio non ha messo mano a questo processo. Così abbiamo la specie umana composta per la maggior parte da individui dominati dal desiderio di prevalere e dallo spirito di competizione.
Anche Gesù Cristo è stato lasciato libero di fare quello che riteneva giusto fare. La sua predicazione sconvolgente per quei tempi - e ancor più sconvolgente sarebbe oggi -  non poteva che portarlo alla crocifissione. Se Cristo è il figlio mandato sulla Terra da Dio per riportare gli uomini sulla strada dell’amore fraterno, soltanto le prime comunità sono vissute secondo la dottrina evangelica. B. Pascal ha scritto un’opera per comparare il Cristianesimo dei suoi tempi con quello delle origini. Oggi, tra il Cristianesimo delle origini e il Cristianesimo attuale, la forbice ha continuato ad allargarsi. Sono cresciuti di numero i cristiani, ma sono cristiani? La maggior parte dei credenti vanno magari ad ascoltare la Messa tutte le domeniche, ma quando escono dalla Chiesa riprendono a vivere secondo la filosofia capitalista: desiderio di prevalere e spirito di competizione. I credenti possono essere d’accordo con le parole di Heine: "Il Mondo è il grande albergo di Dio senza Dio. (Heine: Che cosa è la Germania)" Due domande sorgono. La prima: l’agnostico si domanda, vista la storia di due millenni, la missione di Gesù Cristo sulla Terra è da considerarsi fallita? E un’altra domanda: chi è più vicino a Dio l’agnostico o il credente formalista? Dio non è soltanto Amore ma anche Ragione e Volontà. Maritain scrive nel libro: "Le paysan de la Garonne" che tutte le creature appartengono a Cristo.
In "Ecce Homo", a parte l’ipernarcisismo, c’è una frase che riassume la posizione di Nietzsche filosofo: "Io sono discepolo del filosofo Dioniso; preferisco essere un satiro piuttosto che un santo." Nietzsche è figlio dell’Occidente? No. Nietzsche ha intuito la direzione presa dall’Occidente ed egli rappresenta l’Occidente. I personaggi di potere dell’Occidente rassomigliano agli uomini-satiro, benchè siano battezzati e cresimati.
Il teologo dice che la Grazia è un dono di Dio. Questo dono Paolo lo ottenne sulla strada di Damasco, Agostino lo ottenne durante il soggiorno a Milano, Pascal lo ottenne quando la sua nipotina all’improvviso guarì da una malattia incurabile. Infatti Pascal basò la sua apologia del Cristianesimo sulle profezie e sui miracoli.
L’agnostico non giudica la Grazia come dono di Dio perché se Dio è amore non può selezionare tra le sue creature.
L’agnostico sostituisce la Grazia con la Nascita della Fede in Cristo. Questa Fede è un impulso d’amore verso il prossimo che nasce dalle profondità dell’essere umano. Come nasce? Conoscendo la vita di Gesù descritta dai Vangeli. Questo fenomeno si può verificare in tutti gli abitanti della Terra?
Nel libro "Le paysan de la Garonne" Maritain racconta che molti anni prima aveva detto a Jean Cocteau "Il faut avoir l’esprit dur et le coeur doux, (bisogna avere lo spirito duro e il cuore dolce) e aggiungeva malinconicamente che  il mondo è pieno di cuori secchi con lo spirito molle". Maritain non pensava al problema genetico dell’Uomo. L’agnostico pensa che nel contesto capitalista solo negli esseri umani appartenenti alle classi 1a e 2a della curva di Gauss può accadere il fenomeno della Nascita della Fede. I restanti esseri umani possono al più diventare dei cristiani formalisti con tanto di battesimo e cresima.
Né le religioni né la scienza hanno migliorato gli esseri umani dal punto di vista morale.
Riporto la conclusione del saggio di Russel: "Possiamo riassumere questa discussione in poche parole. La scienza non ha fornito agli uomini un maggior autocontrollo, una maggiore bontà o un accresciuto potere di dominio sulle loro passioni quando devono decidere quale linea d’azione adottare. Ha dato alle comunità un maggior potere di indulgere alle passioni collettive ma, rendendo le società più organiche, ha diminuito la parte svolta dalle passioni personali. Le passioni collettive degli uomini sono generalmente malvage. Quelle di gran lunga più forti sono l’odio e la competizione diretti verso altri gruppi. Quindi ciò che oggi offre agli uomini il potere di indulgere alle loro passioni collettive è un male. Questa è la ragione per cui la scienza minaccia di causare la distruzione della nostra civiltà. L’unica salda speranza sembra risiedere nella possibilità che un unico gruppo - diciamo gli Stati Uniti – arrivi a dominare tutto il mondo, processo che porterebbe alla formazione graduale di un ordinato governo mondiale, economico e politico. Ma, considerata la sterilità dell’impero romano, il collasso della nostra civiltà forse sarebbe in definitiva preferibile a questa alternativa" (Haldane e Russel: Dedalo e Icaro). Le parole di Russel, premio Nobel per la letteratura, hanno un valore profetico.

Alla ricerca dell'Umanesimo Cristiano
La parola "humanitas" è stata prodotta dalla cultura dell’antica Roma. Alla società romana si addice questa parola? Stando a ciò che racconta la Storia questa parola è circoscritta soltanto alla casta intellettuale perché la società civile aveva un livello di barbarie non inferiore a quello dei barbari che premevano ai confini dell’Impero.
Il primo Umanesimo apparso sulla faccia della terra è stato quello cristiano. E’ nato con la predicazione di Gesù circa duemila anni fa e fu messo in pratica dalle comunità cristiane raccolte attorno ai discepoli. Quanto durò questo sublime periodo ricco di martiri? Grosso modo fino all’avvento dell’imperatore Costantino. In quel periodo il mondo cristiano si spaccò in numerose sette che si  accusavano a vicenda di eresia. Così l’amore fraterno divenne odio fraterno.
Coll’avvento del potere temporale la Chiesa di Roma trasformò l’Umanesimo cristiano in barbarie cristiana. Bastano pochi esempi: le crociate contro i mussulmani, la crociata contro i catari, le torture e i roghi della Santa Inquisizione soprattutto per le donne, i comportamenti della Chiesa di Roma di fronte allo schiavismo e al colonialismo.
I missionari dei secoli passati erano quasi tutti dei briganti; i missionari di oggi, al contrario, sono portatori della dottrina evangelica.
La Chiesa di Roma ha avuto anche un Papa condottiero (Giulio II), con tanto di corazza, dell’esercito della Santa Sede.
Dove ritrovare l’Umanesimo cristiano? Lontano dal Vaticano, luogo della politica e delle grandi cerimonie. Negli ultimi tempi c’è stato un rifiorire di comunità cristiane guidate da preti di base. Queste comunità portano il vessillo evangelico: aiutano i poveri e curano i tossici.
La stessa cosa si deve dire delle comunità cristiane fondate dai missionari in Africa e in altre regioni della Terra. Isole di amore evangelico che sono una goccia in mezzo all’oceano di indifferenza della società ipercapitalista. Queste isole smentiscono il pessimismo di Pascal sulla natura dell’Uomo. Nei "Pensées" Pascal scrive : "L’Uomo non è dunque che maschera, menzogna e ipocrisia e in sé e rispetto agli altri. Non vuole che gli si dica la verità, evita di dirla agli altri; e tutte queste disposizioni, così lontane dalla giustizia e dalla ragione, hanno una radice naturale nel suo cuore." E ancora: "Ma quando io ho indagato più da vicino e, dopo aver trovato la causa di tutti i nostri mali, ho voluto scoprirne la ragione, ho trovato che ce n’è una ben vera e che questa consiste nel male naturale della nostra condizione debole, mortale e così miserabile che nulla ci può consolare allorchè ci pensiamo da vicino".
Perché l’Uomo sarebbe miserabile dal punto di vista morale? Secondo Pascal la natura dell’Uomo sarebbe conseguenza del Peccato Originale. E gli Uomini generosi e altruisti membri delle comunità cristiane che praticano l’amore evangelico? Per Pascal, giansenista ortodosso, questi esseri umani sarebbero stati toccati dalla Grazia.
Dovevano passare circa due secoli prima che venisse pubblicata "L’Origine della Specie" di Darwin che ha spiegato da dove viene l’Uomo.
Così è nata la variabilità genetica nell’Uomo alla quale si è aggiunta la variabilità culturale.
Ho rappresentato la variabilità genetica all’interno delle nazioni mediante la "curva di Gauss" (Rotili: "La clonazione e la morale"). Da questa curva risulta che la classe degli esseri umani generosi e altruisti è una esigua minoranza. La Grazia non ha nessun ruolo perché, come ho scritto nel capitolo "Agnostici e Credenti" se Dio è amore non seleziona tra le sue creature.
La Fede – conseguenza della Grazia secondo Pascal – è come il coraggio: due caratteri sottoposti al controllo genetico e che si manifestano nella personalità degli individui nell’età dell’adolescenza.
La fede non serve sempre nel campo religioso.
Ammesso che l’Universo non esista "ab aeterno" ma sia stato creato ; chi è il Creatore ? Il Dio degli Ebrei, degli Islamici, dei Cristiani , gli Dei degli Indiani ?
       Questi Dio sono diversi. Gli uomini hanno la pretesa di discutere del Creatore dell’Universo come se fosse loro fratello o loro padre. Questa assurdità deriva dalla tradizione giudaico-cristiana.
       C’è un altro problema: nel libro-colloquio "Matière à pensée" di G.P. Changeux e di A. Connes quest’ultimo, insigne matematico, sostiene che il mondo degli enti matematici è indipendente dal cervello umano. E’ un mondo platonico?
L’Evoluzione biologica e culturale ha sempre prodotto degli individui eccezionali. Per restare nel campo religioso: Confucio, Budda, Gesù, Maometto, Francesco d’Assisi. Gesù si può considerare entro questo gruppo?
Gesù è un personaggio storico come gli altri ma ci sono molti elementi nella sua storia che lo staccano in modo radicale dai personaggi citati.
Fino all’età di 30 anni Gesù era un semplice falegname come il padre. Dopo il battesimo nel Giordano ad opera di Giovanni Battista divenne un personaggio pubblico. Fondò un movimento. Il manifesto del suo movimento era il discorso delle Beatitudini che sconvolse la dottrina ebraica. La sua azione, coerente con le Beatitudini, consisteva nel predicare nelle sinagoghe della Galilea e della Giudea e nel fare miracoli. Gli scribi che ascoltavano le prediche di Gesù nelle sinagoghe uscivano indignati.
Che era successo? Pascal avanza l’ipotesi che il Creatore  ha deciso di far conoscere la sua Essenza agli esseri umani e ha scelto Gesù come portaparola. I Vangeli raccontano che mentre Gesù veniva battezzato da Giovanni Battista apparve una colomba con raggi d'oro. Questo è il segno divino della scelta di Gesù da parte del Creatore dell’Universo. La tradizione dice che Gesù è il Messia. Per gli Ebrei il Messia doveva essere un condottiero che avrebbe riscattato il popolo d’Israele. Gesù era esattamente l’opposto di un condottiero di eserciti. Gesù doveva rivelare l’Essenza del Creatore: l’Amore Universale.
Gesù non solo è il portaparola ma è nello stesso tempo la testimonianza che esiste un Creatore dell’Universo.
Per queste ragioni il Creatore ha dato a Gesù la capacità della potenza divina per convincere le folle. Le folle dei poveri seguivano Gesù; i ricchi lo odiavano. Appartenevano alla classe dei ricchi anche i sacerdoti del tempio di Gerusalemme, gli scribi e la maggior parte dei farisei.
La condanna a morte di Gesù non è dipesa soltanto dalla interpretazione sconvolgente delle Scritture ma specialmente perché predicava la povertà e l’amore universale come è scritto nel discorso-manifesto delle Beatitudini.
La dottrina di Gesù è la dottrina del Creatore dell’Universo. Gesù non è il Redentore come dice Pascal. Conosciuta la dottrina del Creatore, ogni essere umano è libero di redimersi o di non redimersi.
Se si facesse riferimento all’Antico Testamento per trovare gli antecedenti di Gesù, la storia della Terra si ridurrebbe alla storia del popolo ebraico. Infatti dopo la morte di Gesù gli apostoli e i discepoli hanno portato la dottrina del Creatore in tutti i paesi allora conosciuti. Si chiamò Cristianesimo dal nome di Cristo, il Messia. Ma Gesù non è il Messia; è il prediletto di Dio Creatore dell’Universo. Essendo il prediletto, Gesù è l’intermediario tra gli abitanti della Terra e Dio.
Miracoli: gli esorcisti e i guaritori operavano al tempo di Gesù e operano ancora oggi.
Tra il malato e il guaritore si crea un’interazione attiva. Altra cosa sono i miracoli che hanno per oggetto gli elementi fisici: la trasformazione di acqua in vino (nozze di Cana); la tempesta sedata; la moltiplicazione dei pani; oppure la resurrezione dei morti: il figlio unico della vedova che Gesù risuscitò mentre lo portavano al cimitero; la resurrezione di Lazzaro a quattro giorni dalla morte.
L’evangelista Giovanni scrive che la resurrezione di Lazzaro fu la goccia che fece traboccare il vaso. Caifa, il sommo sacerdote, riunì i sacerdoti del tempio e decisero di processare Gesù. Caifa e i suoi colleghi temettero per il loro potere minacciato dalla potenza divina di Gesù.
Il libro-colloquio di Messori e Brambilla ha per titolo "Qualche ragione per credere".
Riguardo alla vita di Gesù non c’è bisogno della Fede perché è una realtà storica. Si deve analizzare e basta. Anche per la resurrezione di Gesù non c’è bisogno della Fede.
La resurrezione di Gesù è un fatto logico: il Creatore ha dato a Gesù la potenza di resuscitare i morti; è naturale che il Creatore resusciti il suo portaparola e la testimonianza vivente dell’esistenza del Creatore medesimo. Infatti resuscita Gesù e lo porta presso di sé.
C’è da domandarsi se la logica degli esseri umani rientri nella logica del Creatore dell’Universo.
Gli esseri umani sono solo indirettamente figli del Creatore; sono il prodotto diretto di una lunga Evoluzione biologica e culturale.
A questo punto interviene la Fede. Che cosa fa Gesù al fianco del Creatore dell’Universo? E’ stato delegato ad intervenire sulle vicende degli esseri umani?
Salvatore Quasimodo in occasione del premio Nobel intitolò il suo discorso "Rifare l’Uomo". Soltanto un poeta può immaginare che sia realizzabile questo compito.
Il Creatore dell’Universo vede tutto e ascolta tutto ma non interviene né per punire i cattivi, né per premiare i buoni. Ha fatto conoscere la sua Essenza e tutti gli esseri pensanti terrestri e non terrestri sono liberi di fare quello che vogliono. La loro libertà è limitata soltanto da loro stessi e dall’ambiente compresa la società degli esseri pensanti. Dopo la morte ognuno deve scontare i propri peccati (vedere il capitolo "Francesco d’Assisi") E’ ovvio che se il Creatore volesse, potrebbe trasformare tutti gli esseri pensanti dell’Universo nella 1° classe della "curva di Gauss" come ipotizzano Teilhard de Chardin e il musicista Messiaen.
 Io sono di parere diverso come ho scritto nell’ultimo capitolo di "Biotecnologia e Umanesimo". La storia per necessità sposterà (nel 3° millennio?) il potere dalle classi 3°e 4° alla 1° e 2° della "curva di Gauss" ma non migliorerà geneticamente l’essere umano.

In sintesi:

a)     Nella Bibbia sono riunite mitologia e storia.

b)     I biblisti affermano che il Cristianesimo ha le radici nel Vecchio Testamento, cioè nella religione ebraica. I principi dell’ebraismo, al tempo di Gesù, erano la preghiera, l’elemosina e il digiuno. L’Amore non rientrava nella dottrina ebraica. La crocifissione di Gesù rappresenta la differenza tra le due religioni. Quella ebraica rappresenta la società di oggi, la capitalista; la dottrina di Gesù, che è poi quella del Dio Creatore dell’Universo, rappresenta la società di domani, quella comunista.

c)      Il Dio-Creatore è Semplicità e Amore.

d)     Le religioni della Terra hanno trasformato il Creatore dell’Universo in un Dio domestico, terrestre.

e)     Il Creatore ha privilegiato il pianeta Terra? Essendo Amore, il Creatore non seleziona. Il pianeta Terra è una piccolissima molecola rispetto allo spazio-tempo dell’Universo. Il Dio-Creatore ha rivelato la sua Essenza a tutti gli esseri pensanti dell’Universo. Allora quanti Gesù ci sono nell’Universo? E’ probabile che ce ne siano molti, ma è fortemente improbabile che essi rassomiglino fisicamente al Gesù del pianeta Terra.

f)        Ci sarà la fine dei tempi e della storia? Io credo di no perché il Dio-Creatore è Amore e non ucciderà la sua creatura, cioè l’Universo e per conseguenza vivranno per l’eternità tutti gli abitanti dell’Universo: piante, animali ed esseri pensanti.

Il futuro della specie degli esseri pensanti dell’Universo sta nei rispettivi pianeti mentre il futuro dei singoli individui dell’Universo sta nell’Aldilà. Tornando al pianeta Terra la vita terrena è un Nulla rispetto all’Eternità dell’Aldilà. Ciò dovrebbe spingere gli esseri umani di una certa età (attorno ai 75 anni) a curare questo aspetto. Ma la società capitalista inchioda l’essere umano sul presente. L’essenza della società capitalista - desiderio di prevalere che genera il principio di competizione – è l’opposto della dottrina predicata da Gesù e perciò genera rimorsi e paura della morte.

L’evoluzione biologica rinforzata dall’evoluzione culturale ha prodotto, in maggioranza, questo tipo di essere umano. Il nostro pianeta ne risente le conseguenze. Il terzo millennio ribalterà la situazione passando il potere alla 1° e 2° classe della "curva di Gauss"?



[1] Rotili nell’articolo " La clonazione e la morale" presenta la curva di Gauss nel modo seguente: " L’istinto della guerra è la punta estrema dello spirito di competizione il quale è presente in tutte le popolazioni della Terra. Se questo carattere è poligenico la sua distribuzione è continua  e noi possiamo rappresentarla mediante una curva a campana (curva di Gauss) con le classi : 1a classe " non competitivi" (cooperativi-altruisti), 2a classe "poco competitivi" , 3a classe "competitivi" (egoisti), 4a classe "molto competitivi" (aggressivi). Gli individui della 2a classe ("poco competitivi") hanno "in sonno" l’istinto della solidarietà che si risveglia nei periodi di crisi. La percentuale di individui presenti nelle quattro classi varia da nazione a nazione. Questa variabilità permetterebbe di individuare la curva relativa alle singole nazioni."


* Prof. Istituto Sperimentale per le colture foraggere - Lodi
22/10/01