Edizione telematica
di

 Ambiente Risorse Salute

2000 - 2001




Schede informative sul COBAT
(Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste)

  
 

 Scheda Informativa n.1

I "NUMERI" DEL COBAT

1992

Primo anno di piena operatività del Consorzio

86

Raccoglitori Incaricati del Servizio Cobat

6

Impianti di riciclaggio del piombo consorziati

176.738 ton

Batterie esauste raccolte nel 2000

96.000 ton

Piombo metallo riciclato nel 2000

34 milioni

Litri di acido solforico neutralizzato nel 2000

1.412.000 ton

Batterie raccolte dal 1992 al 2000

760.000 ton

Piombo metallo riciclato da1 1992 al 2000

265 milioni

Litri di acido solforico neutralizzato dal 1992 al 2000

200 ton/anno

Batterie al Nichel-cadmio (perlopiù industriali) raccolte

1.600 lire

Sovrapprezzo medio nel 2000 (il più basso in Europa)

6%

Crescita nella raccolta nel ‘00 rispetto al ’99 (tasso mai registrato)

37%

Apporto medio al fabbisogno di piombo (260.000 ton/anno)

66%

Risparmio energetico nella produzione di piombo riciclato

94%

Tasso medio di raccolta sulle batterie d’avviamento

Leader in Europa

Per tasso di raccolta sulle batterie d’avviamento recuperate

 

Partecipazione al Cobat

 

Imprese

di Riciclo

Produttori e Importatori di Batterie

Associazioni Raccoglitori e Demolitori Auto

Confederazioni Installatori e Artigiani

       

Scheda Informativa n° 2

L’AZIONE DEL COBAT A DIFESA DELL’ECOSISTEMA MARINO

 Da sempre, il Cobat dedica un’attenzione particolare alla tutela degli approdi turistici e, più in generale, dei nostri mari, ed è attivo sul fronte della sensibilizzazione dei cittadini e degli operatori della nautica verso il problema della dispersione in mare del rifiuto batteria. Le batterie utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, una volta esauste, se eliminati in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento: per via dell’elevato contenuto di sostanze tossiche e aggressive, quali il piombo e acido solforico, possono provocare gravi danni all’ambiente e alla salute dell’uomo. Raccolte con cura, invece, non inquinano e, attraverso il riciclo, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo.

 Le campagne di comunicazione

Per evitarne la dispersione, le iniziative del Cobat mirano ad informare sui danni ambientali causati dall’abbandono sconsiderato degli accumulatori esausti. Per questo il Consorzio collabora da anni in svariate iniziative, tra le quali “Bandiere Blu d’Europa” della Fondazione Europea per l’Educazione Ambientale (FEEE), e “Spiagge e Fondali Puliti” di Legambiente, “Vivere il Mare” della Union Contact.

 Le isole ecologiche

Per favorire la raccolta delle batterie esauste, il Cobat promuove la stipula di Convenzioni con le Autorità Portuali per l’installazione di isole ecologiche, ossia strutture attrezzate in apposite aree con i cassonetti necessari al conferimento delle batterie esauste utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, ove gli utenti della nautica privata e professionale possono conferirle senza alcuna incombenza. Ad oggi sono già operative Convenzioni con importanti marinerie italiane, quali, Ancona, Pescara, Viareggio, Savona, Cagliari e Castellamare di Stabia, e molte altre sono in corso di attuazione: La Spezia, Genova, Olbia, Imperia, Venezia, Salerno, Vibo Valentia, S. Benedetto del Tronto, Livorno, Taranto, e molte altre ancora.

Con il progetto “L’Isola nel Porto”, coerente con gli adempimenti previsti dalla normativa vigente che affida alle Autorità Portuali precise responsabilità in materia di rifiuti, il Consorzi intende dunque presidiare una delle aree maggiormente critiche per la dispersione nell’ambiente delle batterie esauste.

I risultati finora ottenuti sono veramente positivi, a dimostrazione del fatto che laddove esistono strutture dedicate la risposta degli utenti non si fa attendere.

 Le Giornate del Mare

L’impegno del Cobat è, infine, operativo anche nelle “Giornate del Mare”, appuntamenti dedicati al mondo della pesca professionale, con l’obiettivo di erigere a paladini della difesa del mare, coloro che nel mare e di mare vivono: i pescatori, appunto. Nel corso delle Giornate, i pescatori aderenti alle associazioni Federcoopesca, Lega Pesca e AGCI-AICP sottoscrivono il Codice di Condotta Volontario, con il quale si impegnano a mantenere un comportamento in linea con i principi di difesa dell’ambiente, e, segnatamente, al conferimento delle batterie esauste presso gli appositi punti di raccolta, per tutelare la qualità non solo del prodotto ittico, ma anche dell’offerta turistica delle coste.

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Scheda tecnica  n.1 

Il processo di riciclaggio delle batterie al piombo esauste

Lo smaltimento metallurgico delle batterie al piombo esauste mediante il recupero del metallo in esso contenuto presenta notevoli vantaggi per la collettività, sia in termini economici che ambientali. Se non fosse possibile il riciclo, infatti, lo smaltimento delle batterie potrebbe avvenire solo con l’abbancamento in discariche idonee a ricevere rifiuti tossico-nocivi. Quest’ultima soluzione risulterebbe oltremodo onerosa sia per gli eccessivi costi della discarica sia per il mancato recupero e valorizzazione del metallo Pb e di alcune componenti plastiche, oltreché dannosa per l’ambiente.

A tale scopo basti pensare che il metallo riciclato dalle batterie esaurite rappresenta oltre il 40% della produzione italiana di piombo nonché il 37% del fabbisogno nazionale di metallo. Tale produzione secondaria richiede altresì minore energia rispetto a quella necessaria per la lavorazione del minerale.

1. Gli impianti di riciclaggio

Oltre a possedere, attraverso il Cobat, uno dei migliori modelli d’impresa dediti alla raccolta dei rifiuti, l’Italia vanta anche una tecnologia per il riciclaggio delle batterie esauste tra le più aggiornate al mondo.

Sono sei gli impianti consorziati del Cobat in Italia che effettuano il riciclaggio delle batterie per una capacità installata di 442.000 ton/anno, addirittura superiore rispetto ai volumi provenienti dalla raccolta. Tali impianti sono situati in Lombardia, in Campania, in Calabria e in Sicilia:

  1. ECO-BAT S.p.A. - Paderno Dugnano (Mi)
  2. ECO-BAT S.p.A. - Marcianise (CE)
  3. PIOMBOLEGHE S.r.l. - Brugherio (MI)
  4. PIOMBIFERA BRESCIANA S.p.A. - Maclodio (BS)
  5. ME.CA. S.r.l. - Lamezia Terme (CZ)
  6. E.S.I. - Pace del Mela (ME)

2. Il processo di recupero: la frantumazione delle batterie

Gli impianti consorziati utilizzano un processo che prevede, anzitutto, la fase di frantumazione delle batterie. Dall’area di stoccaggio le batterie vengono caricate in una tramoggia e, tramite nastri trasportatori, sono inviate alla sezione frantumazione composta da mulini a martelli.

Il prodotto frantumato con pezzatura calibrata viene trasferito ad un sistema vagliante a umido dove avviene la separazione accurata della parte metallica fine ossidata dal mix di griglie metalliche e materie plastiche.

La parte metallica fine (detta “pastello”) viene trasferita ad un filtro pressa. Il mix di griglie metalliche e materie plastiche viene avviato, mediante nastri, al separatore idrodinamico in controcorrente che, sfruttando la differenza di densità dei vari componenti frantumati, separa le componenti plastiche da quelle metalliche. In questa fase viene anche liberata la parte liquida della batteria (soluzione acquosa di acido solforico) che viene inviata all’impianto di neutralizzazione.

In questo impianto avviene l’attacco dell’acido con calce idrata e con agenti flocculanti che consentono la decantazione dei solidi disciolti ed il raggiungimento della neutralizzazione del liquido ai valori fissati dalla normativa sugli effluenti.

2.1 Il processo di recupero: la fusione

La fusione del pastello avviene alla temperatura di circa 800° - 1.000° C in forni rotativi a fiamma diretta alimentati a metano e ossigeno. Impianti di captazione e abbattimento delle polveri a valle con filtri a maniche consentono un controllo in continuo delle emissioni in atmosfera, nel rispetto dei criteri imposti per legge. Nei forni avviene la riduzione del materiale da solfato e ossido di piombo a piombo metallo attraverso l’aggiunta di appositi reagenti tra cui il ferro. Tale “piombo d’opera”. viene successivamente inviato alla raffinazione - alligazione per ottenere piombo raffinato o leghe per vari utilizzi.

2.2 Il processo di recupero: la raffinazione del prodotto

Il piombo d’opera, in blocchi o allo stato liquido, proveniente dalla fonderia viene immesso in caldaie, dove subisce trattamenti diversi a seconda del prodotto finale che si vuole ottenere. A solo titolo di esempio, per ottenere piombo raffinato al 99,97%, si può procedere ad una decuprazione (eliminazione del rame), quindi ad una destagnazione (eliminazione dello stagno) e ad una successiva depurazione dell’antimonio. Per la produzione di leghe di piombo si procede con l’aggiunta dei metalli alliganti necessari. Il processo di raffinazione avviene a temperature oscillanti tra i 350° ed i 500° C.

3. Utilizzo del piombo secondario

Il piombo ottenuto dal processo di riciclaggio ha gli stessi utilizzi del piombo ottenuto da minerale in quanto ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche e grado di raffinazione. Il mercato è internazionale e le quotazioni sono determinate al London Metal Exchange. Il consumo nazionale di piombo si attesta intorno alle 250.000 ton. di cui 200.000 ton. prodotte in Italia. Di queste oltre 90.000 ton/anno sono di piombo ottenuto dal riciclaggio delle batterie esauste. Gli utilizzi si articolano come segue:

·      produzione di accumulatori nuovi (60%);

·      rivestimento cavi di trasporto energia (18%);

·      industria chimica e industria delle ceramiche (15%);

·      lastre e tubi per l’edilizia, pallini da caccia, apparecchiature radiologiche (17%).

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Scheda tecnica  n° 2

PRINCIPALI  TIPI  DI  BATTERIE  O  ACCUMULATORI  IN  USO

Per batteria o accumulatore si intende un generatore di energia a base metallica ricaricabile. Di seguito vengono elencati i principali:

Accumulatori

al piombo

L'accumulatore al piombo è il più diffuso generatore di energia a base metallica. Tra le circostanze che hanno contribuito alla diffusione di questo sistema elettrochimico, vi sono il costo delle materie prime (piombo, acido solforico, polipropilene) e la facile tecnologia di produzione che utilizza un solo metallo (piombo e sue leghe). Le sue applicazioni spaziano dall'avviamento elettrico di motori a combustione interna (batterie da avviamento), alla alimentazione energetica di impianti fissi (batterie industriali) e di motori elettrici (batterie da trazione).

Accumulatori al

Nichel-Cadmio

L'altro sistema elettrochimico che compete col piombo è quello sviluppato nei primi anni del 1900 che utilizza idrossidi di nichel e cadmio. Le doti di miglior energia e potenza specifica, oltre che di durabilità, ne hanno consentito lo sviluppo per l'alimentazione di apparati portatili diffusi in milioni di esemplari (telefoni cellulari, computer, videocamere etc.). Purtroppo, il cadmio presenta problemi di compatibilità ecologica 10 volte maggiori del piombo.

Accumulatori

al Litio

LE  PILE

Con l'obiettivo di superare i limiti ecologici del cadmio, il sistema con più alto tasso di sviluppo nel campo dei portatili è quello di recente industrializzazione che utilizza litio ed ossidi metallici. La sua produzione è in rapido sviluppo soprattutto in Asia.

Le applicazioni a portatili di minor costo (radio, registratori, giocattoli), che non implicano la ricaricabilità, hanno portato a produzioni numericamente enormi di pile. Nella versione più diffusa (le pile alcaline, con l'elettrolita costituito da idrossido di potassio) occupano il 60% del mercato italiano che, in totale, consuma circa 15.000 ton/anno di pile.

Per informazioni: Hill & Knowlton - Gaia

Dr. Andrea Pietrarota   Tel. 06-4404627      Fax 06-4404604           E-mail: pietrarotaa@hkgaia.com

N° Verde Cobat 800-869120          Internet www.cobat.it               E-mail: info@cobat.it

09/04/01