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  2000 - 2001

Dicembre  2001

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Riciclare il legno, una ricetta contro l’effetto serra
Riciclare il legno contribuisce ad abbattere l’effetto serra, la riduzione dello strato di ozono, l'accumulo dei rifiuti solidi, l’eutrofizzazione delle acque e l¹acidificazione dell’aria, fenomeni considerati fra i principali indicatori di impatto ambientale presenti sul nostro pianeta.

 

E’ quanto emerge dall’Ecobilancio, un ampio e articolato studio sulla "valutazione del ciclo di vita" (LCA, Life Cycle Assessment) di alcuni prodotti in legno, che il Consorzio Nazionale Rilegno ha commissionato contemporaneamente a due società specializzate in problematiche ambientali, la Ecobilancio Italia di Roma e la LC Engineering di Torino
Lo studio, presentato in anteprima il 20 settembre a Roma a Governo, Parlamento e Istituzioni, viene reso ufficiale a Rimini una settimana più tardi, nell¹ambito di Ricicla. Scopo dichiarato dello studio è quello di valutare gli impatti ambientali potenziali di alcuni prodotti in legno lungo l’intero ciclo di vita, dall¹estrazione delle materie prime fino alla dismissione a fine vita, tracciandone un profilo ambientale completo. "Ciò permette ribadisce Roberto Valdinoci, direttore del Consorzio di quantificare l¹impatto ambientale del prodotto rispetto ad alcuni fenomeni particolarmente preoccupanti per il nostro Paese e per il mondo intero, come l¹
effetto serra, l¹accumulo di rifiuti solidi, l’eutrofizzazione delle acque, e l¹impoverimento dello strato di ozono". E’ del resto parte integrante della mission di Rilegno, a supporto e giovamento di tutta la filiera del legno, la funzione di stimolare e accompagnare la ricerca scientifica che ha per obiettivo l¹ottimizzazione della materia prima, evitandone gli sprechi, e la sua capacità di riciclo. Ne sono testimonianza, oltre agli Ecobilanci qui presentati, il patrocinio dato da Rilegno, insieme alle associazioni di categoria Assolegno e Federlegno, a pubblicazioni scientifiche sui pallet e sulla fabbricazione di imballaggi industriali e ortofrutticoli.

Tornando allo studio, i prodotti e i settori indagati dagli Ecobilanci possono così schematicamente essere riassunti:

A)
1. Cassette per imballaggio ortofrutticolo 2. Pallett EUR-Epal 3. Infisso per finestre a due partite

B)
1. produzione di pannelli truciolari (
Pannelli);
2. produzione di pasta per carta (
Carta
);
3. la produzione di imballaggi in legno (
Imballaggi
); 4. la produzione e l¹utilizzo del legno nel settore dell’edilizia (Edilizia).

Dalla ricerca emergono dati particolarmente importanti che permettono di quantificare gli impatti ambientali dei prodotti in legno, mettendo particolarmente in risalto gli aspetti positivi del materiale, come ad esempio la sua natura rinnovabile e la possibilità di riciclaggio dei prodotti a fine vita. Più in particolare, i risultati dello studio indicano che il riciclaggio è molto vantaggioso dal punto di vista ambientale e rappresenta la migliore soluzione possibile di fine vita dei prodotti in legno. ³E la politica attuata dal consorzio Rilegno spiega Valdinoci va proprio in questa direzione, mirando ad elevare la quota di rifiuti legnosi recuperati ed inviati a riciclaggio a pannelli al 50% del totale entro il 2002².³Questa soluzione chiarisce Valdinoci è resa ottimale dal fatto che in Italia è attiva una filiera industriale in grado di riciclare oltre 3 milioni di tonnellate/anno di rifiuti di legno. Dunque esiste un serbatoio economico che richiede e valorizza i rifiuti di legno stimolando e finalizzando l¹attività di riciclo². Attraverso sofisticati processi tecnologici messi a punto dalle grandi industrie italiane del riciclo, il "rifiuto legno" viene infatti lavorato separando il legno da ogni più piccola impurità e ridotto in piccole schegge dette chips. Alla fine di questo procedimento le schegge di legno vengono pressate e nuovamente lavorate per essere trasformate in pannelli truciolari che diventano materia prima per la produzione di mobili e componenti d¹arredo. In estrema sintesi, i benefici del riciclaggio possono essere così identificati: 1) Le emissioni evitate di metano. Il legname conferito a discarica, infatti, rilascia metano, che è un ³gas serra² molto più potente della CO2 (1 kg di metano rilasciato in atmosfera ha lo stesso effetto di 21 kg di CO2). Di conseguenza, aumentare il recupero dei rifiuti legnosi post-consumo ed impedire che essi finiscano in discarica, oltre a liberare le discariche stesse, porta immediatamente a notevoli benefici ambientali in quanto a riduzione delle emissioni di gas-serra. 2) Il "congelamento" del carbonio presente nelle fibre legnose all’interno di un nuovo prodotto. Tale quantitativo di carbonio non verrà rilasciato in atmosfera per tutto il tempo di vita del prodotto secondario stesso, dando vita ad un ³credito ambientale². Per effetto della fotosintesi clorofilliana infatti l¹albero sottrae all’atmosfera la CO2, principale responsabile dell’effetto serra. Nei manufatti lignei, la CO2 non viene dispersa ma rimane ‘tesorizzata’ all’interno dell’oggetto costituendo un credito ambientale immagazzinato per tutta la durata della vita del manufatto. Il legno riciclato quindi, impedisce il rilascio della CO2 stoccata, salvaguardando così il sistema dall’inquinamento. A titolo di esempio quantitativo si mette in evidenza che, allo stato dell’arte della tecnologia in Italia, spostare 1 kg di rifiuto legnoso post-consumo dal circuito dei RSU (90% discarica controllata e 10% incenerimento) e conferirlo a riciclaggio comporta una riduzione delle emissioni di gas-serra pari a -1,03 kg di CO2eq per kg di rifiuto legnoso stesso. Nel caso particolare della cassetta e del pallet, per i quali la fase di fine vita è la causa principale degli impatti ambientali, ciò corrisponde ad una riduzione di oltre il 70% delle emissioni di gas-serra su tutto il ciclo di vita degli imballaggi in oggetto.

3) Il contributo alla salvaguardia della superficie boschiva e, di conseguenza, alla capacità globale di assorbimento della CO2 dall’atmosfera; tale fenomeno è di difficile quantificazione e sarà oggetto di futuri studi da parte del Consorzio. In ogni caso, utilizzando legno di riciclo per la produzione di mobili e componenti di arredo si salvaguarda il patrimonio boschivo, fatto non trascurabile in un paese ³ricco di boschi poveri², come l¹Italia. In conclusione, considerando che l¹obiettivo di Rilegno è di riciclare 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggi in legno, per raccogliere i quali vengono raccolti complessivamente rifiuti lignei per 2,5 milioni di tonnellate, si evince che ogni anno il riciclo del legno evita il rilascio in atmosfera di almeno 2.500.000 tonnellate di CO2eq, con benefici in termini ambientali che tutti possono immaginare.

Sheda
Chi è Rilegno

Novanta piattaforme convenzionate per la raccolta e il recupero dei rifiuti di legno, 59 province coperte e un bacino complessivo di 32 milioni di cittadini serviti: questi i numeri attuali del ³sistema² creato da Rilegno, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno, in continua crescita verso la copertura totale del territorio nazionale. Rilegno ad oggi avvia al riciclo quasi 1

milione di tonnellate di imballaggi di legno, pari a oltre il 40% dell¹immesso al consumo. Questo quantitativo è totalmente assorbito dalla filiera industriale che in questo modo soddisfa circa un terzo del suo fabbisogno, quantificato in circa 3.000.000 di tonnellate all’anno. Nato nel 1997 in seguito al Decreto Legislativo N.22 del 5/2/97, noto anche come Decreto Ronchi, Rilegno fa parte del sistema Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) insieme agli altri cinque consorzi per i materiali carta, plastica, vetro, alluminio, acciaio. L¹attività del Consorzio è finalizzata alla creazione di un "sistema" di gestione del rifiuto di legno dinamica e tecnologicamente avanzata, in grado raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti di imballaggi di legno immessi sul territorio nazionale indicati dal D.lgs. 22/97 e dalla Direttiva Europea 94/62: il raggiungimento del 50% del materiale riciclato entro il 2002. Strumento operativo per estendere l¹intero sistema logistico e di coordinamento sono le convenzioni che Rilegno sottoscrive con soggetti pubblici o privati in tutta Italia. Le piattaforme convenzionate garantiscono il servizio per il conferimento del materiale da parte delle aziende utilizzatrici, Rilegno dal canto suo si impegna al ritiro di tutto il materiale legnoso (non solo le diverse tipologie di imballaggi ma anche mobili rotti, porte, infissi di legno che non verrebbero altrimenti facilmente smaltiti) e al trasporto verso impianti di riciclaggio, agendo come vero e proprio’³notaio’ dei flussi, attento a salvaguardare uno degli obiettivi fondamentali del suo impegno, quello di garantire l’economicità per l¹intera filiera del legno. Operativamente il rifiuto di legno che arriva alle piattaforme viene ridotto di volume e poi trasportato a un centro di riciclo dove attraverso un processo di lavorazione viene sminuzzato in schegge dette chips con cui attraverso altre lavorazione si realizzano i pannelli truciolari, che costituiscono la ³materia prima² di gran parte di mobili e arredi. A fine 2000, dopo tre anni di intenso lavoro, il ³sistema Rilegno² è cresciuto, consentendo in primo luogo quell¹espansione geografica individuata come uno degli obiettivi primari del Consorzio per superare disomogeneità territoriali nel recupero e riciclaggio del legno. Accanto a province dove il riciclo di legno era già ad altissimo livello, sono state infatti inserite nel sistema anche regioni, come la Campania e la Sicilia, dove la raccolta differenziata di rifiuti legnosi era praticamente inesistente. Due gli accordi-quadro alla base di tutta l¹operatività di Rilegno: il Consorzio, primo fra tutti i consorzi Conai, ha sottoscritto l¹ accordo con l¹Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e l’accordo con Federambiente e Fise Assoambiente rappresentanti delle imprese che su delega dei Comuni esercitano l¹attività di raccolta differenziata.

Ufficio Stampa: Consorzio Rilegno PrimaPagina - Cesena Tel. 0547 24284 Fax 0547 27328
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Lo Studio

VALUTAZIONE DEL CICLO DI VITA (LIFE CYCLE ASSESSMENT – LCA)

 

 

05/12/01