Resoconto della 17a Sessione Plenaria
dell’Intergovernmental Panel on Climate Change
(Nairobi, 4-6 aprile 2001)
I lavori della 17a Sessione Plenaria dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che si è svolta a Nairobi dal 4 al 6 aprile 2001, presso la sede dell’UNEP, si sono concentrati sulle attività conclusive relative alla preparazione del Terzo Rapporto di Valutazione (Third Assessment Report, TAR) e su una prima valutazione delle proposte di attività successive alla preparazione di questo rapporto.
La delegazione italiana in questa riunione era composta dal dr. Corrado Clini (capo-delegazione) del Ministero dell’ambiente – Servizio Protezione Internazionale dell’Ambiente, dal dr. Vincenzo Ferrara dell’ENEA e dall’ing. Domenico Gaudioso dell’ANPA.
Per quanto riguarda il TAR, la Plenaria IPCC ha accettato tutte le azioni svolte dai tre Gruppi di Lavoro (Working Group, WG) ed in particolare ha accettato i tre Rapporti redatti dei tre rispettivi Gruppi di Lavoro e le tre Sintesi per i Decisori (Summary for Policymakers, SPM) che erano state approvate parola per parola nelle relative Sessioni Plenarie dei rispettivi Gruppi di Lavoro.
La Plenaria IPCC ha, inoltre, preso atto ed avviato la fase di approvazione del Rapporto di Sintesi, che è stato preparato da un gruppo di "Lead Authors" selezionati dal Bureau dell’IPCC a partire dai contributi dei tre Gruppi di Lavoro. Il Rapporto di Sintesi, in bozza, che è stato distribuito ai delegati e sommariamente illustrato dal Chairman di IPCC, subirà ora un processo di revisione scientifica e governativa. La stessa bozza, infatti, è stata inviata contemporaneamente ai governi e ai focal point nazionali per la fase di revisione scientifica e governativa che si concluderà il 30 maggio p.v.
La discussione relativa alle attività future del Panel e alla sua organizzazione e struttura è stata introdotta da un documento preparato dal Chairman dell’IPCC, Robert Watson. Nel dibattito sono emersi i seguenti orientamenti:
All'ordine del giorno vi era anche la discussione sulla struttura del Bureau, ma il Panel IPCC ha convenuto che la struttura dipenderà dalle decisioni che saranno prese rispetto alla istituzione di un quarto Gruppo di Lavoro: in ogni caso le delegazioni non hanno espresso perplessità sul numero complessivo dei suoi componenti (30) e sulle modalità di nomina (solo l’Arabia Saudita ha chiesto un allargamento per far fronte ai nuovi impegni previsti).
Nella discussione, l’Italia è intervenuta esprimendo parere favorevole alla preparazione dei rapporti complessivi IPCC su tutti gli aspetti del cambiamento climatico, alla preparazione degli "special reports" e alla formalizzazione di un quarto Gruppo di Lavoro sugli Inventari Nazionali dei Gas-Serra. L'Italia, inoltre, rilevando che esistono talvolta discrepanze fra le Sintesi per i Decisori Politici con le risultanze scientifiche dei documenti di base, ha chiesto che venga garantita la coerenza fra i documenti e che, anche nei documenti di sintesi, vengano messi in adeguato rilievo le incertezze e le priorità della ricerca scientifica sul clima.
Sulla base delle valutazioni espresse, il Chairman predisporrà un nuovo documento sulla struttura e l'organizzazione del lavoro di IPCC, documento che sarà discusso ed approvato in via definitiva nella prossima sessione plenaria del Panel, mentre in una sessione successiva (della quale devono ancora essere fissate la data e la sede) si procederà al rinnovo delle cariche. Il Chairman ha richiesto inoltre al Bureau della Task Force sugli Inventari di predisporre un documento contenente diverse opzioni per l’organizzazione del relativo lavoro.
E’ stata quindi presa in esame la richiesta pervenuta dal SBSTTA della Convenzione sulla Diversità Biologica di preparare un documento sulle interconnessioni tra cambiamenti climatici e biodiversità (basato sui rapporti già pubblicati dall’IPCC) e di identificare gli esperti di questo tema. Nel dibattito, alcune delegazioni (Stati Uniti, Argentina, Brasile) hanno sottolineato le implicazioni che un’attività di questo tipo potrebbe avere sul negoziato della UNFCCC, in particolare per quanto riguarda i sinks. La decisione finale su questo argomento sarà presa nella prossima sessione plenaria, sulla base di un documento esplorativo (scoping paper) che sarà predisposto da un gruppo di esperti coordinati dal Chairman.
Il delegato dello Sri Lanka, Mohan Munasinghe, ha poi presentato una proposta relativa alla redazione di un rapporto speciale sulle relazioni tra cambiamento climatico e sviluppo sostenibile. Questi aspetti, che erano inseriti nella attività del terzo Gruppo di Lavoro, non erano stati adeguatamente approfonditi, per mancanza di tempo. La proposta dello Sri Lanka ha riscosso un’approvazione entusiastica da parte dei Paesi in via di sviluppo, mentre numerosi Paesi industrializzati (Australia, Canada, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti) si sono espressiin termini negativi per l’estrema vaghezza dei contenuti della proposta e per i rischi di politicizzazione dei contenuti del rapporto e/o di strumentalizzazione politica del rapporto stesso. Anche in questo caso, la decisione finale sarà presa nella prossima sessione plenaria, sulla base di uno scoping paper che sarà predisposto da un gruppo di 30 esperti (la metà dei quali proverranno dai Paesi in via di sviluppo), coordinati dal Chairman: Watson. Lo stesso Chairman ha comunque chiarito, rispondendo alle perplessità della Federazione Russa, che il documento, di tipo tecnico, si concentrerà sugli aspetti ambientali dello sviluppo sostenibile, ma tratterà anche gli aspetti economici e sociali di pertinenza, mentre non affronterà certamente gli aspetti politici della sostenibilità.
Per quanto riguarda le metodologie per la valutazione degli assorbimenti e delle emissioni provenienti dai cambiamenti d’uso del suolo e dalle foreste, un gruppo di esperti convocati dal Bureau della Task Force sugli Inventari (sulla base delle designazioni dei governi) preparerà una proposta, tenendo conto delle esigenze della UNFCCC (e in particolare delle conclusioni della COP 6 bis), che sarà quindi discussa nella prossima Plenaria dell’IPCC.
Il Chairman ha quindi richiesto alle delegazioni di esprimersi sui temi prioritari per le attività future dell’IPCC. Tra i temi indicati, si segnalano: la definizione di quali debbano essere intesi come livelli critici di concentrazione dei gas-serra (Art. 2 della UNFCCC), la valutazione costi dei danni conseguenti ai cambiamenti climatici sia con interventi di prevenzione, sia in assenza di interventi, la valutazione e il ruolo del ciclo del carbonio nella biosfera e nel sistema climatico, la definizione degli scenari di cambiamenti climatici su scala regionale, le valutazioni degli impatti sulle economie dei Paesi in via di sviluppo. La discussione non è stata chiusa e pertanto ulteriori commenti potranno essere inviati per posta elettronica dalle delegazioni al Chairman di IPCC.
E’ stata rinviata alla prossima sessione anche l’approvazione del bilancio per il 2002, che prevede, in sintesi, i seguenti impegni di spesa:
- riunioni del Panel e del Bureau: 1.040.980 franchi svizzeri
- riunioni di coordinamento IPCC/UNFCCC: 45.000 franchi svizzeri
- supporto ai co-Chairmen dei Paesi in via di sviluppo: 150.000 franchi svizzeri
- comunicazione (incluso il sito web dell’IPCC): 100.000 franchi svizzeri
- segretariato: 650.000 franchi svizzeri
- programma sugli Inventari Nazionali dei Gas-Serra: 706.000 franchi svizzeri
A questo proposito, è stato reso noto che, nel novembre 2000, il Consiglio della GEF ha approvato un finanziamento di 7,5 milioni di dollari USA per un progetto di capacity building nei paesi in via di sviluppo e in quelli ad economia in transizione relativo agli impatti dei cambiamenti climatici e alle opzioni di adattamento.
Il Chairman ha ripetuto l’appello a tutti i governi a contribuire alle attività dell’IPCC e, in particolare, a supportare la partecipazione dei paesi in via di sviluppo e di quelli ad economia in transizione. In tale ambito l'Italia, ed in particolare il Ministero dell’ambiente italiano (rappresentato dal Capo delegazione), tenuto conto che l'ultima, ed unica volta, che l'Italia ha contribuito al "Trust Fund" di IPCC risale a circa 10 anni fa, tenuto anche conto che i versamenti medi annui della Germania ammontano a circa 300.000 franchi svizzeri/anno e della Francia a circa 200.000 franchi svizzeri/anno, si è impegnata a fornire per il 2001, un contributo di 450.000 franchi svizzeri da versare entro la fine di maggio 2001 e un successivo contributo di 150.000 franchi svizzeri all'anno per il triennio 2002-2004. Inoltre, l'Italia si è dichiarata disponibile a supportare attività scientifiche sulla capacity building nei Paesi in via di sviluppo nel campo della vulnerabilità ai cambiamenti climatici e nel campo dell'adattamento, nonché al supportare le attività degli inventari.
L’offerta italiana è stata accolta in modo estremamente positivo; in particolare, la delegazione degli Stati Uniti la quale ha fatto notare che, in relazione agli orientamenti espressi dalla nuova amministrazione di quel Paese, l’entità dei contributi USA all’IPCC sarà molto probabilmente ridotta, e ha quindi invitato altri Paesi a seguire l’esempio dell’Italia, la Nigeria ha esplicitamente ringraziato l’Italia per il contributo alle attività di capacity building, mentre il delegato del Ghana ha proposto all’ANPA una collaborazione alla redazione dell’inventario di quel Paese, che sarà portata all’attenzione del Ministero dell’ambiente, dopo una istruttoria tecnica preliminare.
La prossima Sessione Plenaria di IPCC si terrà a Londra dal 24 al 29 settembre 2001, nella quale oltre a decidere sulle varie questioni rimaste aperte, si dovrà approvare , paragrafo per paragrafo il "Synthesis Report" del TAR e riga per riga il "Summary for Policymaker" del Synthesis Report.
Roma, 10 aprile 2001
I Delegati Italiani
Corrado Clini
Vincenzo Ferrara
Domenico Gaudioso
Fonte: Casaccia/ Enea