Edizione telematica
di

 Ambiente Risorse Salute

Giugno 2000

La risposta del Governo canadese
al Protocollo di Kyoto

Raccogliere la sfida

 

Sommario

1. I cambiamenti climatici: sfida e possibilità
I gas ad effetto serra e il Canada: una rassegna
Il Canada partecipa alla soluzione
Accettare la sfida

2. Mettere a punto una strategia nazionale
Il processo operativo in atto sul piano nazionale

3. Il Canada si mobilita
Fondo d’azione per il cambiamento climatico (FACC)
L’energia rinnovabile promette di essere ecologica ed economica
I carburanti di sostituzione: la strada del futuro
Il rendimento energetico: un elemento chiave nella risposta del Canada ai cambiamenti climatici
Tecnologie: le possibilità associate alla sfida dei cambiamenti climatici
L’industria sviluppa il mercato con un suo approccio volontario
I produttori agricoli fanno la loro parte
I governi indicano la strada da seguire

 

Allegati
  Gruppi di esperti sui cambiamenti climatici
  Sensibili
zzazione attraverso il gioco
  Quanta CO2 produciamo?
  Produzione di etanolo
  Il FACC indaga sui problemi legati alla scienza, agli impatti e all’adattamento
  Il Canada rafforza il suo impegno nella ricerc
a sulle pile a combustibile
  Montreal mette alla prova i veicoli elettrici
  I proprietari di casa si adattano ai cambiamenti climatici
  Il programma di trasporto collettivo privato ridurrà le emissioni
  Gli enti locali: "costruire per riuscire"

 
 

1. I cambiamenti climatici: sfida e possibilità
A ragion veduta si dice che i cambiamenti climatici costituiscano il più importante problema ambientale che il mondo abbia mai conosciuto. Secondo le previsioni, continuare a riscaldare la Terra potrebbe mettere in moto un ampio ventaglio di cambiamenti nel nostro clima, cambiamenti che potrebbero avere delle gravi conseguenze per il nostro ambiente, la nostra salute, la nostra economia e l’avvenire dei nostri figli.
In tutto il mondo gli scienziati studiano da più di un decennio i cambiamenti climatici e la maggior parte ha concluso che bisogna agire senza alcun ritardo.
La nostra atmosfera è una miscela complessa di gas che trattengono il calore del sole in prossimità della superficie terrestre, come lo farebbe il vetro di una serra. Senza questi gas a "effetto serra", il calore del sole sfuggirebbe e la temperatura del pianeta sarebbe di circa 33°C più bassa (-18 °C), ciò che manterrebbe il clima troppo freddo per consentire la vita come noi la conosciamo.
Il clima della Terra varia da migliaia di anni, ma ad un ritmo che ha permesso ad animali e piante di adattarvisi. I dati raccolti indicano che le attività umane aggiungono molti altri gas ad effetto serra nell’atmosfera e che il ritmo del cambiamento è in fase di accelerazione. L’energia che noi consumiamo per riscaldare, climatizzare e alimentare in elettricità gli edifici, per trasportare le persone e i beni e per far funzionare i meccanismi industriali, costituisce la maggior parte del problema. Anche altre attività umane come alcune pratiche agricole, il disboscamento e l’utilizzazione di siti di interramento per sbarazzarci dei rifiuti, aumentano i gas ad effetto serra nell’atmosfera.

I gas ad effetto serra e il Canada: una rassegna
Il Canada produce una piccola parte (circa l’1,8%) del totale mondiale delle emissioni di gas serra (anno di riferimento: 1990). Nondimeno, le emissioni canadesi per abitante sono assai elevate, si classificano al secondo posto, dietro gli Stati Uniti. Parecchi fattori spiegano questa alta produzione per abitante:
- il Canada è una terra di estremi e di contrasti. La superficie terrestre canadese si estende da est ad ovest su circa 5.300 km, ossia la distanza tra Parigi e New York, e circa altrettanto da sud a nord. Di conseguenza, il Canada fa fronte ad una grande sfida in materia di trasporto di persone e beni.
- Pochi Stati possono presentare una diversità climatica comparabile alla nostra. Nell’insieme, il Canada si caratterizza per le sue estati corte e intense con grandi escursioni termiche e per gli inverni lunghi e severi che esigono un elevato consumo di energia, in particolare per riscaldare gli edifici.
- Grazie principalmente all’immigrazione, il Canada è, tra i paesi industrializzati, il secondo per crescita demografica. Questa crescita aumenta la domanda di beni e di servizi e porta a cambiamenti di infrastrutture come gli aumenti del numero delle abitazioni, degli immobili commerciali, delle strade e dei veicoli; tutti questi cambiamenti accentuano la domanda di energia e aggravano le emissioni dei gas serra.
- L’economia del Canada è sempre più fondata sulle conoscenze ma alcune delle sue strutture fondamentali continuano a richiedere molte risorse e restano orientate verso le esportazioni, permane quindi una forte domanda di energia sia per produrre ed esportare che per sostenere le industrie e le imprese commerciali in attività. L’economia canadese cresce così ad un tasso dell’1,9% all’anno e questo accentua ulteriormente la domanda di energia.
Questi fattori ed altri, come la rilevante integrazione del mercato canadese e del mercato americano nei settori critici come le esportazioni di carburanti fossili e di elettricità e la produzione di autoveicoli ed attrezzature, fanno sì che il Canada debba raccogliere delle sfide uniche per rispondere ai cambiamenti climatici nel contesto nordamericano. Malgrado gli sforzi concertati per ridurre le emissioni di gas serra (vedi "Il Canada si mobilita") le emissioni del Canada sono aumentate del 13,4 % tra il 1990 e il 1997, una crescita combinata di circa l’1,8% all’anno.
Il Canada ha tuttavia realizzato importanti progressi sul piano del controllo delle emissioni nonostante la crescita economica del Paese. Nel 1997, l’economia è cresciuta tre volte più velocemente delle emissioni di gas serra. E’ un primo passo verso una riduzione netta delle emissioni. E’ anche il segno che le iniziative canadesi miranti a ridurre i cambiamenti climatici hanno un effetto reale. Ad esempio, senza i miglioramenti nel campo del rendimento energetico (tipo quelli misurati dai cambiamenti nell’intensità energetica) realizzati nei settori residenziale, commerciale, industriale e dei trasporti, le emissioni di anidride carbonica in Canada sarebbero state da sole più elevate del 4% nel 1997 di quanto non lo siano oggi. Si prevede che le misure prese attualmente ridurranno le emissioni di gas serra di circa 60 megatonnellate da qui al 2010.
La storia dei gas serra in Canada comprende un altro elemento. Sul territorio canadese si estende una parte considerevole delle regioni forestali e delle terre umide del mondo, che possono agire come siti di "requisizione" di grandi quantità di carbonio atmosferico. La gestione di queste risorse occupa un posto non trascurabile nell’approccio che segue il Canada per contrastare i cambiamenti climatici.

Il Canada partecipa alla soluzione
I cambiamenti climatici costituiscono un problema mondiale che esige una risposta mondiale e il Canada deve partecipare alla soluzione del problema. Con le altre nazioni del mondo, anche il Canada deve agire per rallentare i cambiamenti climatici e trovare dei mezzi di adattamento ai cambiamenti che potrebbero determinare un aumento delle temperature.
In quanto parte integrante della Convenzione - quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che è entrata in vigore nel 1994, il Canada ha determinati obblighi internazionali in materia di cambiamenti climatici. Da qualche anno, i governi nonché l’industria, gli enti ed altri interessati si sforzano di ridurre le emissioni di gas serra. Anche se il Canada e numerosi altri paesi industrializzati fanno dei progressi, occorre intensificare gli sforzi.
Nel dicembre del 1997, durante la Conferenza delle Parti della Convenzione - quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, circa 160 nazioni hanno negoziato un accordo internazionale sui cambiamenti climatici, il Protocollo di Kyoto. Questo protocollo fissa degli obiettivi di riduzione delle emissioni e, una volta ratificato l’accordo, comporterà degli obblighi giuridici. L’obiettivo di Kyoto per il Canada è di diminuire le nostre emissioni di gas serra del 6% sotto il livello del 1990, per il periodo che va dal 2008 al 2012. Le proiezioni attuali indicano che il Canada dovrà, nel corso dei prossimi 8-12 anni, ridurre le sue emissioni di almeno il 25% in rapporto al livello che si registrerebbe se nessuna misura fosse presa. La maggior parte degli stati industrializzati deve far fronte alla medesima sfida.
La CCNUCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) obbliga anche il Canada a elaborare dei programmi che favoriscano una migliore comprensione dei fenomeni meteorologici e dei loro impatti, e facilitino l’elaborazione di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Queste strategie dovrebbero ridurre la vulnerabilità agli impatti dei cambiamenti climatici e consentire di trarre vantaggio da determinate possibilità. La scienza, gl’impatti e gli sforzi di adattamento, nonché i programmi di riduzione, sono elementi essenziali della risposta del Canada ai cambiamenti climatici.

Accettare la sfida
La realizzazione degli obiettivi in fatto di cambiamenti climatici costituirà una sfida di grande portata per il Canada, in particolare perché l’economia e la popolazione canadesi sono in continua crescita e pertanto cresce anche la domanda di energia. Nello stesso tempo, i cambiamenti climatici offrono numerose possibilità di crescita economica, occupazionale, di scambi commerciali e di progresso tecnologico. Si possono aggiungere altri vantaggi come una riduzione degli inquinanti atmosferici, un ambiente più pulito e più sano e una migliore qualità della vita per la maggioranza dei canadesi.
La risposta del Canada ai cambiamenti climatici comprende un certo numero di elementi:
* È stato avviato un processo unico di elaborazione della strategia nazionale per raggiungere gli obiettivi in fatto di cambiamenti climatici assicurando nel contempo la continuità della crescita economica e della prosperità.
* Per diminuire le emissione di gas serra, sono state rafforzate le attività e i programmi di lotta ai cambiamenti climatici già in atto e lanciati di nuovi.
* Si appoggiano l’elaborazione e l’utilizzazione di nuove tecniche mirate ai cambiamenti climatici.
* Si continua ad appoggiare la ricerca sul meccanismo e sugli impatti dei cambiamenti climatici e l’elaborazione di complesse strategie di adattamento.
Il presente documento spiega il processo che il Canada ha avviato per elaborare una strategia operativa sui cambiamenti climatici, che farà ricorso a tutti, privati, imprese commerciali, industrie, governi e altri organismi ed enti. Fornisce anche delle informazioni sulle misure di riduzione dei cambiamenti climatici prese fino ad oggi dal Canada nonché sul ruolo che il paese gioca nelle sedi internazionali dove si dibattono i temi del cambiamento climatico. Altri aspetti sono illustrati in altri due documenti, relativi agli aspetti scientifici e alle iniziative concrete in atto o progettuali avviate in Canada.

2. Mettere a punto una strategia nazionale
La riduzione delle emissioni dei gas serra in Canada costituirà una sfida di grande portata poiché farà appello a tutti i settori della società e in vari modi interesserà le varie regioni del Paese.
Due principi generali definiscono l’approccio canadese in materia di cambiamenti climatici.
Innanzitutto, è necessario ridurre le emissioni con efficacia ma senza nuocere alla crescita economica sostenuta e alla accresciuta competitività del Canada.
In secondo luogo, è necessario attivare tutti ed in modo equilibrato, nel senso che nessuna regione debba sopportare una parte eccessiva di questo fardello.
Seguendo un procedimento pragmatico e progressivo, i governi del Canada, l’industria, i gruppi di difesa dell’ambiente, la comunità scientifica e i privati lavorano di concerto per attuare una strategia nazionale operativa sui cambiamenti climatici.

Il processo operativo in atto sul piano nazionale
Durante il 1998 sono stati creati sedici comitati o gruppi di esperti per studiare i vari aspetti dei cambiamenti climatici e il Protocollo di Kyoto sotto i suoi molteplici aspetti. Circa 450 membri di questi gruppi di lavoro (esperti di grande livello dei governi, del settore privato, dei gruppi di difesa dell’ambiente e delle università) analizzano la sfida dei cambiamenti climatici e propongono delle soluzioni canadesi.
Questo processo globale, trasparente e fondato sulla cooperazione permetterà al Canada di esplorare una gamma completa di opzioni per la riduzione delle emissioni e di prendere delle decisioni alla luce dei migliori suggerimenti possibili. Esso aiuterà ad elaborare una strategia creativa, flessibile e completa, che rispetti la particolare situazione canadese.
Per cominciare, ciascun gruppo di lavoro ha prodotto un rapporto di base che
*descrive e analizza la situazione attuale dal punto di vista dei cambiamenti climatici per il settore di interesse;
*evidenzia le sfide e le possibilità particolari legate ai cambiamenti climatici; e
*determina le questioni da approfondire per comprendere meglio la relazione tra i livelli di emissione odierni e quelli di domani.
Utilizzando questi rapporti di base come quadro di lavoro per studi e consultazioni supplementari, i Gruppi sono impegnati nella formulazione di opzioni a breve, medio e lungo termine al fine di comporre la risposta del Canada ai cambiamenti climatici. Essi hanno commissionato delle ricerche e chiesto ad altri specialisti di contribuire ai dibattiti. I ministri federali, provinciali e territoriali dell’Energia e dell’Ambiente si riuniscono nel 2000 per studiare le opzioni raccomandate e per esaminare come concatenarle in una strategia operativa che guiderà il Canada nel corso degli anni futuri.

3. Il Canada si mobilita
Il Protocollo di Kyoto ha sensibilizzato la gente al problema dei cambiamenti climatici e ha gettato le basi di un intervento esaustivo e vigoroso. In realtà, il Canada s’interessa di questo problema da più di dieci anni e ha inoltre investito nella ricerca sui cambiamenti climatici, messo a punto e applicato nuove tecnologie ecoenergetiche, incoraggiando i consumatori e le imprese del Canada a economizzare e promuovendo le energie di sostituzione nei vari settori dell’economia.
Questa parte del documento dà una idea degli sforzi dispiegati dal Canada per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici, in tutte le aree dell’attività economica, dal settore delle risorse naturali fino alle industrie, imprese e istituzioni, enti locali, governi e consumatori di energia privati. Atti significativi sono stati compiuti ma resta ancora molto da fare. Ciò detto, il Canada continuerà ad interessarsi ai cambiamenti climatici stimolando tutti i settori dell’economia ed i privati cittadini a trovare i modi per ridurre le emissioni di gas serra e di raggiungere obiettivi di espansione economica nel rispetto dell’ambiente.
Il governo del Canada ha giocato fin qui un ruolo di primo piano in tutte le questioni relative ai cambiamenti climatici e si è impegnato in varie collaborazioni con altri protagonisti. Il governo federale destina ogni anno 200 milioni di dollari al problema dei cambiamenti climatici. Anche le amministrazioni provinciali, territoriali e municipali, i servizi pubblici e il settore privato destinano somme rilevanti per trovare i modi per risolvere i problemi connessi ai cambiamenti climatici.
Ecco i vari elementi dell’intervento del Canada per quanto riguarda i cambiamenti climatici:
* il Fondo d’azione per il cambiamento climatico (FACC);
* i programmi nei settori dell’energia rinnovabile, dei combustibili di sostituzione, dell’efficienza energetica e dell’agricoltura;
* l’appoggio allo sviluppo e al dispiegamento di nuove tecnologie;
* gli sforzi volontari dell’industria e delle imprese;
* il ruolo di primo piano del governo, le cui misure mirano a ridurre le emissioni di gas serra.

Fondo d’azione per il cambiamento climatico (FACC)
Il FACC è stato creato dal governo del Canada nel 1998 allo scopo di aiutare il paese ad elaborare la strategia di attuazione del Protocollo di Kyoto. Esso appoggia gli interventi che mirano a ridurre le emissioni di gas serra nonché gli sforzi per comprendere meglio le ripercussioni, i costi e i vantaggi connessi all’applicazione del Protocollo e delle diverse opzioni che si offrono al Canada.
Il FACC ha investito 150 milioni di dollari in tre anni. Il Fondo è alimentato anche da rilevanti investimenti del settore privato e da altre sovvenzioni governative, ciò che permette al Canada di avvantaggiarsi al massimo delle occasioni per ridurre le emissioni di gas serra e di adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici.
Il FACC prevede quattro azioni:
* Sensibilizzazione dell’opinione pubblica: questa azione appoggia i progetti che mirano a sensibilizzare il pubblico ai cambiamenti climatici e a passare all’azione per ridurre le emissioni dei gas serra. Questi progetti aiutano i canadesi ad affrontare i problemi connessi ai cambiamenti climatici.
* Scienza, impatti e adattamento: questa azione appoggia la ricerca mirante a conoscere meglio l’ampiezza, la frequenza e la ripartizione regionale dei cambiamenti climatici ed i loro impatti. Comprendendo meglio i rischi associati all’evoluzione del clima, sarà più facile formulare delle strategie di adattamento che renderanno il paese meno vulnerabile agli impatti negativi, e migliorerà la propria capacità d’intervento.
* Prime misure d’azione in campo tecnologico (TEAM): questa azione appoggia i progetti tecnologici più convenienti che favoriscono la riduzione delle emissioni di gas serra. Si tratta della parte più rilevante del FACC, che riflette bene l’importanza attribuita allo sviluppo di nuove tecnologie nella risposta del Canada ai cambiamenti climatici.
* Analisi di base: questa azione appoggia il processo nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e l’analisi approfondita delle opzioni miranti a ridurre le emissioni dei gas serra.

L’energia rinnovabile promette di essere ecologica ed economica
Il Canada ha la fortuna di avere abbondanti fonti di energia rinnovabile che producono poche o nessuna emissione e che possono aiutare a raggiungere gli obiettivi che siamo fissati nel contesto dei cambiamenti climatici. Queste risorse (energia solare, eolica, idraulica, geotermica e da biomasse) possono contribuire anche alla sicurezza energetica a lungo termine del paese, alla sua crescita economica e alla creazione di occupazione.
Il Canada ha interesse ad accelerare la messa a punto e la commercializzazione delle tecnologie che riguardano le energie rinnovabili, delle quali un gran numero sono pronte a entrare sul mercato ad un costo competitivo (il paese produce già circa il 60% della propria elettricità grazie ad impianti idroelettrici su grande scala). A questo fine il governo canadese investe più di 15 milioni di dollari all’anno nella promozione e sviluppo delle energie rinnovabili. La sua strategia sulle energie rinnovabili è uno schema direttivo per l’azione cooperativa con una varietà di protagonisti, fra cui l’industria, gli enti locali, le amministrazioni provinciali e territoriali e gli ecologisti.
Il Programma d’incoraggiamento ai sistemi ad energia rinnovabile o PENSER, è un elemento importante della strategia. Lanciato nell’aprile 1998, PENSER offre stimoli finanziari alle imprese, ai ministeri governativi e ad altri protagonisti che decidono d’installare dei sistemi di riscaldamento e di raffreddamento sperimentati e redditizi che utilizzano fonti di energia rinnovabile.
Il programma Energia rinnovabile per le comunità lontane (ERCE) accelera il dispiegamento delle tecnologie che utilizzano energia rinnovabile nelle comunità canadesi lontane non collegate ad una rete centrale di distribuzione di elettricità. Il programma da in dotazione alla comunità degli strumenti, delle informazioni e delle conoscenze che saranno loro necessari per valutare la fattibilità del progetto, scegliere la tecnologia più redditizia e realizzare il progetto.
RETScreenMC, strumento informatizzato canadese che permette l’analisi dei progetti di energia rinnovabile, è attualmente utilizzato in più di 100 paesi in tutto il mondo.
Per incoraggiare gli investimenti nelle energie rinnovabili, il Canada ha modificato le sue regole fiscali al fine di creare delle regole del gioco più eque a favore degli investimenti energetici in Canada. Anche campagne d’informazione condotte dal governo e dall’industria mirano a sensibilizzare i consumatori sulla disponibilità, sui vantaggi ecologici e sulla economicità dei sistemi ad energia rinnovabile per le abitazioni, gli impianti commerciali e per le industrie.
Un altro importante obiettivo della strategia canadese sulle energie rinnovabili consiste nell’aumentare l’utilizzazione di energia rinnovabile nel quadro delle attività operative dei governi. Punto fermo in questa direzione l’avvio dell’acquisto, nel dicembre 1997, da parte di due ministeri federali, di elettricità generata da fonti di energie rinnovabili per le loro installazioni ad Alberta. Questo progetto pilota permetterà di economizzare ogni anno più di 10.000 tonnellate di emissioni di CO2.
Il Canada incoraggia anche lo sviluppo di tecnologie ad energie rinnovabili avanzate, come l’uso di stufe alimentate con pannello di trucioli di legno, i sistemi fotovoltaici per i climi freddi e i combustibili liquidi provenienti da residui forestali e agricoli.

I carburanti di sostituzione: la strada del futuro
Il settore dei trasporti costituisce da solo la fonte più rilevante di emissioni di gas serra del Canada, e le emissioni dei veicoli aumentano più rapidamente che ogni altro settore. L’utilizzazione di carburanti di sostituzione che generano poche o nessuna emissione costituiscono un modo concreto di contrastare il fenomeno.
Nel Canada i governi lavorano con l’industria dei carburanti di sostituzione e con i principali produttori di auto per diffondere l’utilizzazione di combustibili come il propano, il metano, il metanolo, l’etanolo, l’elettricità e l’idrogeno, e delle pile a combustibile. Sono impegnati nella messa a punto e nella promozione di veicoli di serie che utilizzano carburante di sostituzione, di apparecchiature di conversione dei veicoli e di stazioni di rifornimento.
Il governo del Canada offre stimoli finanziari per l’acquisto di veicoli a metano o per la conversione a gas e per gli impianti di rifornimento. Appoggia anche le attività di commercializzazione e di sensibilizzazione dell’industria, nonché la R&S che mira a colmare i gap tecnologici.
I produttori di benzina giocano un loro ruolo nel contrastare i cambiamenti climatici formulando miscele di benzina a basso tenore di etanolo, che possono essere utilizzate nella maggior parte dei motori a benzina al fine di favorire una riduzione delle emissioni. Queste miscele, chiamate E10, sono attualmente facilmente disponibili in ogni parte del Canada. Grazie a miglioramenti tecnologici, i produttori di auto riescono a mantenere i livelli di consumo medio di carburante delle imprese per le vetture private e i veicoli leggeri, anche se è aumentata la domanda per i veicoli pesanti e i motori più potenti.
Nel Canada, parecchi progetti interessanti esplorano le possibilità dei carburanti di domani. Una delle tecnologie più promettenti è la pila a combustibile.
Il Canada è il primo paese al mondo ad avere messo a punto un autobus mosso da una pila ad idrogeno. Questo autobus è stato messo in servizio all’inizio del 1993. Il progetto pilota comprende attualmente tre autobus del parco dei veicoli da trasporto comune di Vancouver, nella Colombia Britannica. Questi autobus sono dotati di una pila a combustibile concepita e fabbricata da un’impresa canadese, Ballard Power Systems, che si è meritata un posto d’onore sullo scacchiere internazionale, in questo campo. Questa nuova tecnologia che non genera alcuna emissione mostra che la partnership tra i governi e le industrie possono determinare la riduzione delle emissioni e la creazione di nuove possibilità di affari.
Nell’America del Nord, i principali produttori di auto hanno attualmente dei programmi sulle pile a combustibile. Essi hanno indicato che da qui al 2004, anche se in numero limitato, vetture a pile a combustibile circoleranno sulle strade canadesi.
Ci si aspetta inoltre che i veicoli elettrici giochino un ruolo nell’avvenire energetico dei trasporti. I ricercatori canadesi stanno per mettere a punto e testare tutta una gamma di tecnologie, fra cui batterie più leggere e di più lunga durata e veicoli ibridi elettrici, dotati di un motore elettrico, per ridurre la domanda di fonti di energia primaria (solitamente motori a combustione interna).

Il rendimento energetico: un elemento chiave nella risposta del Canada ai cambiamenti climatici
Tutti i settori della società canadese hanno una medesima sfida da raccogliere: utilizzare l’energia nel modo più efficiente.
Sono già stati realizzati rilevanti progressi. Come segnalato prima, le emissioni di CO2 in Canada, nel 1997, sarebbero state del 4% più elevate se non di fossero apportati miglioramenti sul terreno dell’efficienza energetica in tutti i settori dell’economia. Questi miglioramenti permettono ai canadesi di risparmiare circa 4,4miliardi di dollari all’anno sui costi energetici senza contare che le imprese canadesi sono divenute più competitive riducendo le spese di esercizio. In altri termini, l’efficacia energetica è redditizia per l’economia quanto per l’ambiente.
Il Canada destina risorse rilevanti alla messa a punto di tecnologie efficienti, utili per raggiungere gli obiettivi relativi ai cambiamenti climatici.
In aprile del 1998 il governo del Canada ha riunito i programmi esistenti creando l’Ufficio dell’efficienza energetica (Office de l’efficacité énergetique), un servizio centralizzato per l’efficienza energetica. Grazie ai suoi numerosi programmi per i settori residenziale, commerciale, industriale e dei trasporti, l’Office insegna ai canadesi come risparmiare energia nelle case, sul lavoro e sulla strada.

Programmi residenziali: aumentare l’efficienza energetica delle abitazioni
EnerGuide per le abitazioni è un programma che mira a comunicare ai canadesi i dati di cui hanno bisogno per prendere decisioni informate sull’efficienza energetica in occasione di lavori di rinnovamento in un’abitazione esistente o quando acquistano una casa nuova. La popolare etichetta EnerGuide contiene delle informazioni affidabili sull’efficienza energetica dei principali elettrodomestici e sui climatizzatori. È anche disponibile un sistema di quotazioni dell’efficienza energetica per i sistemi di riscaldamento, di ventilazione e di climatizzazione.
Réno$ens è un’iniziativa di marketing patrocinata dal governo e dall’industria che incoraggia i canadesi a tener conto dell’efficienza energetica nei piani di rinnovamento delle loro case. Il Programma per la casa R-2000 incoraggia la costruzione di abitazioni ecoenergetiche che rispettano l’ambiente e sono salubri per i loro occupanti.
Il Canada regolamenta i livelli di rendimento energetico per più di 20 apparecchi che consumano energia e che rappresentano circa il 65% dell’utilizzazione energetica residenziale. Questi regolamenti hanno consentito di migliorare l’efficienza energetica dei nuovi apparecchi e sistemi domestici.

Programmi industriali e commerciali: partnership con il settore privato
L’iniziativa per l’efficienza energetica nel settore industriale è un programma basato sulla partecipazione volontaria e aiuta l’industria canadese a definire le possibilità di efficienza energetica, a fissare gli obiettivi, a realizzare e a gestire programmi, a fornire rapporti sui progressi realizzati e a valorizzare le realizzazioni nel settore.
I settori commerciale e istituzionale hanno adottato un approccio analogo. Hanno impostato l’Iniziativa degli Innovatori energetici industriali che incoraggia le organizzazioni canadesi a investire per migliorare l’efficienza energetica nelle loro operazioni al fine di ridurre i costi e nel medesimo tempo le emissioni di gas serra.
Il programma di risparmio energetico nell’industria canadese (PEEIC) aiuta i gruppi di lavoro industriale a raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati per migliorare l’intensità energetica nei loro settori. I membri del Programma hanno raggiunto il loro obiettivo migliorando l’intensità energetica dell’1% all’anno a partire dall’anno base 1990, nel corso di un periodo durante il quale la crescita economica annuale è stata in media del 2,3%. Le emissioni di CO2 sono praticamente stabilizzate ai livelli del 1990.

Stimoli che incoraggano all’azione
Il Programma d’incoraggiamento per gli edifici commerciali (PEBC) offre stimoli finanziari per incoraggiare i proprietari degli edifici a integrare le tecnologie e le pratiche ecoenergetiche nella progettazione dei nuovi edifici commerciali, industriali e residenziali a unità multiple. Vengono offerti stimoli finanziari anche nei settori commerciali e istituzionali nel quadro dei progetti pilota di modernizzazione ecoenergetica che possono essere ripresi negli impianti analoghi.

Il messaggio ecoenergetico per gli automobilisti
Il programma canadese "Le bon $ens", al volante fornisce agli automobilisti dei consigli utili sull’acquisto, la guida e la manutenzione dei loro veicoli al fine di aiutarli a ridurre il consumo di benzina e le emissioni di gas serra. Un programma apparentato "Ecoflotte" aiuta i gestori di parchi di autoveicoli a identificare e ad attuare pratiche ecoenergetiche.
Più di 380 flotte di autoveicoli, che rappresentano circa 96.000veicoli, si sono iscritte al Programma Ecoflotte
EnerGuide per i veicoli informa gli acquirenti di vetture, di furgoncini e di camion leggeri per aiutarli ad acquistare il veicolo il cui consumo è più ecoenergetico tenuto conto dei loro bisogni. Tra gli strumenti a disposizione si possono citare l’etichetta EnerGuide che viene apposta su tutti i veicoli nuovi in vendita nel Canada e che dà il livello del consumo di benzina, la "Guida al consumo dei carburanti per i consumatori" e il Premio Energuide annuale attribuito ai produttori di veicoli che consumano meno carburante.

Tecnologie: le possibilità associate alla sfida dei cambiamenti climatici
Il mondo avrà bisogno di tecnologie innovatrici per rallentare i cambiamenti climatici e per adattarsi agli inevitabili cambiamenti. I settori pubblici, industriali e le istituzioni di ricerca canadesi hanno unito i loro sforzi per mettere a punto alcune delle soluzioni più idonee. Le attività di ricerca e sviluppo (R&S) vertono sulle tecnologie ecoenergetiche per le abitazioni, le imprese, le collettività e l’industria, sulle tecnologie legate ai carburanti di sostituzione e alle energie rinnovabili, oltre che sulle tecnologie di punta che interessano gli idrocarburi.
In certi casi, i ricercatori e gli scienziati del governo concepiscono delle idee che sono, in seguito, elaborate, dimostrate e commercializzate dal settore privato. In altri casi, il governo mette le sue conoscenze, la sua esperienza di laboratorio e il suo finanziamento a disposizione delle imprese che si impegnano alla messa a punto di una tecnologia, dalla progettazione alla immissione sul mercato.
Questa partnership è conveniente per il Canada. Le nuove tecnologie così create aiutano non solo a raggiungere gli obiettivi nazionali nel campo dell’adattamento ai cambiamenti climatici, ma consentono anche di rispettare le priorità economiche nazionali, migliorando la competitività dell’industria, creando nuovi tipi di imprese, nuove occupazioni e nuove possibilità di esportazione.
L’approccio canadese alle partnership tecnologiche fa capo ad un programma interministeriale federale del tutto unico, il Programma di ricerca e di sviluppo energetico (PRDE), che raggruppa una rete estesa di scienziati, ingegneri e gestori di tecnologie. Queste persone stabiliscono le priorità, discutono le questioni che riguardano le tecnologie energetiche, esaminano i programmi ed effettuano dei lavori di R&S. Il PRDE sostiene una vasta gamma di iniziative scientifiche e tecnologiche nel campo dell’energia, condotte da 11 ministeri e organismi federali nel Canada. In particolare:
* il Programma di ricerca e di sviluppo energetico nell’industria, che opera con partner industriali per mettere a punto la prossima generazione di processi e di prodotti ecoenergetici per l’industria;
* il Centro canadese delle tecnologie residenziali, che lavora con l’industria per mettere a punto la prossima generazione di tecnologie e di sistemi ecoenergetici per le nuove abitazioni e le abitazioni rinnovate; e
* il programma "I sistemi energetici negli enti locali", che incoraggia un approccio integrato alla pianificazione e alla realizzazione di progetti energetici nelle collettività locali.
In collaborazione con la città di Windsor, nell’Ontario, il programma "I sistemi energetici negli enti locali" ha facilitato la costruzione di un progetto energetico di distretto che potrebbe prevenire emissioni per 40.000 tonnellate di CO2 all’anno.
Un’altra attività canadese nel campo delle tecnologie, "Partenariat Technologie Canada", ha investito circa 73 milioni di dollari in progetti che interessano i cambiamenti climatici, che andranno ad integrarsi con circa 500 milioni di dollari di investimenti nel settore privato.
Le partnership tra industria, università, laboratori del governo ed altri paesi hanno dato luogo a veri successi. Ad esempio:
* SolarwallMC di Conserval Engineering, il sistema di riscaldamento ad energia solare più efficace del mondo, è attualmente esportato in tutto il mondo. Solarwall è un collettore solare ad aria che si serve dell’energia solare per preriscaldare l’aria di ventilazione degli edifici.
* Iogen Corporation ha messo a punto una tecnologia per produrre etanolo da utilizzare come carburante a partire da biomasse forestali. Con l’appoggio finanziario del governo canadese, Iogen si è recentemente congiunto con Petro-Canada, una delle società di sfruttamento petrolifero più importanti del paese, per costruire il primo stabilimento commerciale di conversione del legno in etanolo, ad Ottawa.
* La tecnologia delle pile a combustibile messa a punto da Ballard Power System, con l’aiuto del governo e di altri investitori, ha suscitato l’interesse di produttori di vetture come Ford e Daimler-Chrysler che investono molto in questa tecnologia.

L’industria sviluppa il mercato con un suo approccio volontario
Centinaia di imprese canadesi hanno preso misure per divenire più ecoenergetiche. Un grande numero di queste imprese hanno depositato i loro piani di attività di Misure volontarie e si sono registrate sul "Defi-climat canadiaen" (MVR), un’organizzazione il cui mandato è stimolare tutti i settori dell’economia a limitare o ridurre le emissioni di gas serra (un registro dello stesso tipo esiste nel Quebec, Ecogeste). Più di 900 organizzazioni si sono iscritte al MVR, fra cui che imprese generano più del 70% dei gas serra emessi dalle imprese e dalle industrie di tutto il Canada.
Le compagnie del settore industriale in particolare hanno adottato l’approccio volontario per ridurre le emissioni di gas serra. In numerosi casi i loro sforzi dimostrano che misure ecologiche responsabili possono,in fin dei conti, fare la differenza:
* DuPont Canada Inc., un produttore all’avanguardia di prodotti chimici, ha ridotto i suoi consumi energetici quasi del 30% tra il 1990 e il 1996, realizzando così dei risparmi complessivi di 45 milioni di dollari e nello stesso tempo riducendo le emissioni.
* Dofasco Inc., uno dei primi produttori di acciaio del Canada, ha ridotto le sue emissioni di gas serra circa del 27% tra il 1990 e il 1997.
* Enbridge Consumers Gas, il maggior distributore di metano del Canada, è riuscito a ridurre le sue emissioni del 30% tra il 1990 e il 1997.
* Durante il decennio trascorso, Syncrude Canada Ltd. di Edmonton, Alberta, una società che sfrutta le sabbie petrolifere, ha ridotto la sua intensità energetica del 12,5% e le sue emissioni di gas serra del 23% per unità di produzione.
Anche l’industria forestale canadese gioca un ruolo di primo piano a livello nazionale nella transizione verso attività che utilizzano meno carbone. Dalla fine del 1997, le emissioni di gas serra dell’industria cartaria sono diminuite del 19% passando a livelli inferiori a quelli del 1990. Durante il medesimo periodo, si è registrato un aumento della produzione. Ciò è avvenuto soprattutto in forza di una decisione strategica mirante a sostituire i combustibili fossili con biocombustibili, in particolare rifiuti di legno generati dalle operazioni legate al legname di costruzione. Attualmente circa il 75% dell’energia utilizzata dagli stabilimenti cartari proviene da fonti di energia rinnovabile. Dal 1989 l’industria cartaria ha ridotto l’uso di combustibile liquido di circa il 50% e i suoi consumi energetici per tonnellata di produzione sono diminuiti del 4%.

I produttori agricoli fanno la loro parte
Il settore agricolo del Canada è molto interessato alla questione dei cambiamenti climatici per varie ragioni:
* la produzione agricola è sensibile ai cambiamenti climatici;
* l’industria di trasformazione è molto importante per l’economia canadese;
* il settore agricolo e agro-alimentare è una fonte importante dei gas serra; e
* il settore può anche divenire un "pozzo di requisizione" di carbonio.
Almeno il 10% delle emissioni canadesi provengono dal settore agricolo. Inoltre i principali gas serra prodotti dalle attività agricole e agroalimentari, cioè l’ossido di azoto e il metano, sono più potenti della CO2 (il principale gas serra) nel contesto del riscaldamento del pianeta. Per contro, numerosi scienziati pensano che i settori agricolo e agro-alimentare canadesi favoriscano la creazione di un "pozzo di requisizione" del carbonio. In altri termini, grazie a pratiche agricole appropriate, i suoli coltivati possono assorbire maggiori quantità di carbonio atmosferico rispetto a quanto ne emettano.
In Canada i ministeri federali e provinciali dell’agricoltura così come le associazioni agricole lavorano insieme per sensibilizzare la popolazione ai cambiamenti climatici e alle misure di riduzione dei problemi che vi sono associati. Ad esempio, vengono informati gli agricoltori sulle pratiche agricole da adottare per ridurre le emissioni di CO2. Ecco qualcuno degli approcci suggeriti:
- utilizzazione di macchine agricole più efficienti
- isolamento di determinati edifici agricoli
- essiccamento dei raccolti nei campi piuttosto che per mezzo di procedimenti meccanici
- e sviluppo di combustibili derivati dalle biomasse come l’etanolo e il biodiesel.
Gli agricoltori si familiarizzano anche con pratiche agricole che favoriscono l’aumento della quantità di carbonio trattenuto nei suoli agricoli: la riduzione o l’abbandono delle arature nelle terre lavorate, l’aggiunta di nutrimenti al suolo, l’eliminazione del maggese e la risistemazione delle zone umide. Gli agricoltori sono incoraggiati ad adottare pratiche agricole sperimentate per ridurre in maniera efficace ed ecologica le emissioni di metano provenienti dagli animali di allevamento e dalle concimaie, e ad evitare le condizioni che favoriscono la "denitrificazione" del suolo, che genera dellle emissioni di ossido nitroso.

I governi indicano la strada da seguire
Tutti i livelli governativi Canadesi hanno un ruolo di primo piano negli interventi relativi ai cambiamenti climatici.
Ad esempio, il governo del Canada, la più grande impresa del paese dal punto di vista operativo, fa di tutto per regolarizzare la sua situazione. Il governo ha messo a punto un piano d’azione allo scopo di ridurre le emissioni di gas serra delle attività federali di almeno il 20% in rapporto ai livelli del 1990, da qui al 2005. Per far ciò, modernizza gli edifici, migliora i sistemi di riscaldamento, gestisce meglio il parco auto ed effettua acquisti ecologici strategici. È sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo fissato. Si ritiene che le emissioni delle attività federali siano diminuite del 16% tra il 1990 e il 1997.
Anche i governi provinciali e territoriali del Canada hanno programmi destinati alla problematica dei cambiamenti climatici. Alcuni governi hanno messo a disposizione del pubblico delle linee gratuite e distribuiscono pubblicazioni per informare i cittadini sull’efficienza energetica. Altri aiutano i ministeri e gli enti a trarre vantaggio dal finanziamento di un terzo nel quadro della realizzazione di progetti di modernizzazione energetica negli ospedali, nelle scuole e negli edifici pubblici. Alcuni governi adottano dei regolamenti per verificare l’efficienza dei sistemi di scappamento dei veicoli. È anche possibile ottenere un finanziamento nel caso di programmi di dimostrazione dell’efficienza energetica e di progetti che riguardano le fonti di energia rinnovabile.
Dovunque nel Canada, le municipalità s’impegnano sui problemi dei cambiamenti climatici.Verifiche energetiche domiciliari, trasporto privato collettivo, test sulle emissioni dei veicoli e programmi di piantumazione di alberi, sono alcuni degli interventi delle municipalità per far fronte ai cambiamenti climatici.
Il programma del governo del Canada EcoAction 2000 aiuta i gruppi canadesi senza fine di lucro desiderosi di mettere in piede dei progetti ambientali locali, fornendo loro aiuto finanziario e consulenza. EcoAction 2000 offre informazioni gratuite sui problemi del trasporto, idee ecologiche pratiche per i canadesi e le loro municipalità e risorse speciali per i giovani e gli educatori.
Toronto è una grande città canadese che ha saputo assumere un notevole impegno nel campo della conservazione dell’energia. Infatti Toronto è riconosciuta a scala mondiale dalle Nazioni Unite una delle città veramente all’avanguardia nella lotta contro i cambiamenti climatici. Numerose altre municipalità danno egualmente prova di un impegno degno di menzione:
* La città di Regina, nel Saskatchewan, ha ridotto il suo consumo energetico per cinque anni consecutivi e le emissioni di CO2 della città sono diminuite del 13% in rapporto ai livelli del 1988.
* Grazie all’appoggio del FACC, la città di Perth, nell’Ontario, ha lanciato il progetto comunitario modello Perth CO2000, nel quadro di un’impegno per ridurre le emissioni di gas serra di più del 20%.
* La comunità di Oujé-Bougoumou, nel Quebec, si è vista assegnare il premio "Citoyen du monde" delle Nazioni Unite (UN Global Citizen) per il suo sistema di riscaldamento di distretto, uno dei sistemi installati nel Canada nel quadro del programma federale Sistemi energetici negli enti locali.
* La città di Whitehorse, nello Yucon, ha costruito un sentiero di 10 km nel quadro del piano per la promozione delle soluzioni di ricambio nel trasporto e negli spostamenti non motorizzati tra le periferie e il centro città.

 

 

Gruppi di esperti sui cambiamenti climatici
* Agricoltura e agroalimentare
* Analisi e modellizzazione
* Edifici
* Crediti per misure precoci
* Elettricità
* Nuove misure volontarie
* Settore forestale
* Industria
* Meccanismi di Kyoto
* Enti locali
* Educazione e sensibilizzazione del pubblico
* Scienza, impatti e adattamento
* Pozzi di requisizione (riserve) di carbonio
* Tecnologia
* Crediti di emissione cedibili
* Trasporti

 

Sensibilizzazione attraverso il gioco
Dappertutto in Canada, gli studenti della scuola secondaria e delle università prendono decisioni della massima importanza per l’avvenire dell’ambiente planetario. Quest’iniziativa s’inscrive nel quadro di un’esperienza di apprendimento stimolante, tramite il gioco, sui cambiamenti climatici a scala planetaria (Global Change Game).
In ogni scuola partecipante, un gruppo di studenti, che può arrivare fino a 70, deve prendere delle decisioni che saranno determinanti per i prossimi 30-40 anni della storia del pianeta Terra.
Con l’aiuto di un finanziamento di 73.625 dollari attinti al FACC, il creatore del gioco - Global Change Game Inc. di Winnipeg nel Manitoba - lavora per preparare nuovo materiale che verte sui cambiamenti climatici.

 

Quanta CO2 produciamo?
L’Istituto di Ricerca sullo Sviluppo Sostenibile dell’Università della Columbia Britannica lavora ad un nuovo strumento informatico che aiuterà i canadesi a comprendere in che modo le loro attività quotidiane generano anidride carbonica, in quale quantità e i mezzi a loro disposizione per cambiare questo stato di cose.
Lo strumento si chiama Calcolatore canadese della CO2. Frutto di un partneriato tra istituti d’insegnamento, governi e settore privato, è, in parte, finanziato da FACC (222.875 $).

 

Produzione di etanolo
Con il finanziamento del capitolo del FACC "Misure d’azione tempestiva" in materia di tecnologie e del programma Partenariat Technologie Canada e la collaborazione con Petro-Canada di Calgary (Alberta), Iogen Corporation di Ottawa nell’Ontario procede nella messa a punto e nella dimostrazione di un procedimento economico di produzione di etanolo a partire dalle biomasse. Grazie alla tecnologia di Iogen, ogni litro di etanolo che sostituisce la benzina ridurrà le emissioni di CO2 dal 70 al 90% rispetto alla stessa benzina.

 

Il FACC indaga sui problemi legati alla scienza, agli impatti e all’adattamento
Il FACC aiuta il Canada ad adempiere ai suoi obblighi internazionali per quanto riguarda i cambiamenti climatici sia a livello scientifico che per quanto riguarda le ripercussioni e i problemi dell’adattamento.
Ad esempio, il FACC finanzia lavori di ricerca condotti per migliorare i modelli del clima regionale e generale del Canada, per elaborare un piano nazionale di osservazione del nostro clima, per quantificare meglio le fonti e le riserve di carbonio nelle foreste e nei suoli e per migliorare la comprensione dei cambiamenti climatici registrati nel clima artico.
Vengono finanziati anche lavori di ricerca che hanno lo scopo di determinare la "sensibilità" delle risorse agricole, forestali, alieutiche e idriche canadesi ai cambiamenti climatici; di comprendere gli effetti dell’evoluzione del clima sulla salute dei cittadini e sulle infrastrutture; di determinare meglio i costi economici legati a questa evoluzione; e di elaborare le opzioni che consentiranno l’adattamento ai cambiamenti attesi.

 

Il Canada rafforza il suo impegno nella ricerca sulle pile a combustibile
Un gran numero di scienziati credono che la pila a combustibile sia la soluzione a lungo termine al problema posto dalle emissioni di gas serra. Con l’aiuto di elettrocatalizzatori, le pile a combustibile convertono l’energia chimica dell’idrogeno e dell’ossigeno in una corrente elettrica che è diretta verso una carica (ad esempio, un motore elettrico). Il solo sottoprodotto di questo processo è acqua pura.
Il Canada è all’avanguardia in questo campo. Per mantenere la sua posizione e rafforzare le capacità di ricerca e di sviluppo dell’industria, il governo del Canada, in collaborazione con il settore privato, ha lanciato l’iniziativa nazionale di ricerca e d’innovazione sulla pila a combustibile al costo di 30 milioni di dollari.
Un impianto nazionale di ricerca sulla pila a combustibile sarà creato al Centro di Innovazione del Consiglio Nazionale delle ricerche del Canada (CNRC) a Vancouver. Il CNRC, Ressources naturelles Canada e il FACC appoggeranno un programma di dimostrazione e di sviluppo di ricerca e tecnologia. Inoltre, sarà istituito un fondo di ricerca universitaria per permettere il proseguimento dei lavori intrapresi dal CNRC e da un’altra istituzione scientifica canadese, il Consiglio delle ricerche in scienze naturali e ingegneria.
La messa a punto di una pila a combustibile costituisce un eccellente esempio del modo in cui la collaborazione tra governo e industria porta a successi ecologici, alla creazione di nuova occupazione e alla crescita economica del Canada:
* Il governo del Canada ha finanziato con più di 73 milioni di dollari la messa a punto della pila a combustibile e i sistemi che utilizzano delle pile a combustibile in Canada. Con l’Iniziativa nazionale di ricerca e d’innovazione sulla pila a combustibile, l’investimento totale del governo federale supera i 100 milioni di dollari.
* Un altro partner importante, la provincia della Columbia Britannica, ha investito più di 21 milioni di dollari nell’industria. Anche altri governi provinciali hanno sostenuto la messa a punto della pila a combustibile. Ad esempio, la provincia del Quebec finanzia congiuntamente numerosi progetti sull’idrogeno condotti da Ressources naturelles Canada.
* Attività di ricerca, di sviluppo e di commercializzazione sono condotte dal settore privato. Daimler - Chrysler, Ford e Ballard Power Sistems hanno già investito quasi un 1 miliardo di dollari in un’alleanza per ridurre i costi e i rischi elevati associati allo sviluppo di questa tecnologia.

 

Montreal mette alla prova i veicoli elettrici
I veicoli elettrici che non generano alcuna emissione e che possono aiutare il Canada a ridurre le emissioni di gas serra e a risolvere il problema dello smog urbano, sono pronti ad essere immessi sul mercato?
Grazie ad un sostegno finanziario del FACC di 420.000 dollari, il progetto di parco di veicoli elettrici Montreal 2000 mette alla prova una quarantina di veicoli elettrici nei parchi dei settori privati e pubblici al fine di determinare se questi veicoli possono sostituire i veicoli convenzionali a benzina in un contesto urbano

 

I proprietari di casa si adattano ai cambiamenti climatici
I proprietari di casa nella provincia della Saskatchewan imparano a ridurre le emissioni di gas serra e a risparmiare denaro migliorando l’efficienza energetica delle loro abitazioni.
Il FACC ha finanziato con 105.050 $ il Group Sun Ridge, agente ufficiale di EnerGuide per le abitazioni in Saskatchewan, per l’aiuto nel far conoscere i vantaggi economici ed ecologici dell’efficienza energetica nelle case.

 

Il programma di trasporto collettivo privato ridurrà le emissioni
Una società senza fine di lucro che opera dalla Columbia Britannica ha gettato le basi di una rete nazionale di trasporto collettivo privato con un aiuto finanziario del FACC di 181.000 $.
Commuter Connections offre programmi di trasporto collettivo privato a circa 60.000 pendolari del sud della Columbia Britannica e dell’Ile di Vancouver. L’impresa si propone attualmente di stabilire un programma di trasporto collettivo privato in 20 istituti d’insegnamento superiore in tutto il Canada che permetterà di realizzare una rete di 2.000 vetture (4 persone ciascuna).
Oltre a sensibilizzare gli studenti sui costi economici ed ecologici associati all’utilizzazione della loro vettura quando ne siano i soli occupanti, il progetto Climate Connection dovrà consentire di ridurre l’inquinamento atmosferico di più di 28.000 tonnellate all’anno e di produrre vantaggi per l’ambiente che ammontano a circa 28 milioni di dollari all’anno.

Gli enti locali: "costruire per riuscire"
Più di 60 amministrazioni municipali in tutto il paese hanno accettato di raccogliere la sfida lanciata dalla Federazione canadese delle municipalità e di ridurre le emissioni dei gas serra. Questa iniziativa si regge su due linee: ridurre le emissioni delle attività municipali per riportarle al 20% sotto il livello del 1990 in un periodo di dieci anni, e ridurre le emissioni a scala della collettività a meno 6% durante il medesimo periodo.
Questa iniziativa si chiama "Partner per la protezione del clima - Costruire per riuscire", e costituisce una delle numerose iniziative di sensibilizzazione del pubblico sostenute dal FACC del Canada. Il FACC investirà in questo progetto 789.418 $ in tre anni.
Uno dei principali obiettivi di "Partner per la protezione del clima" è sensibilizzare di più le municipalità rispetto ai mezzi che si offrono per ridurre le emissioni di gas serra. Vengono effettuate anche delle ricerche sui rischi che i cambiamenti climatici rappresentano per le infrastrutture municipali e sui costi associati al necessario adattamento. Saranno sostenuti i progetti pilota comunitari e i progetti di modernizzazione
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