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Sommario
1. I cambiamenti climatici:
sfida e
possibilità 2.
Mettere a punto una strategia nazionale 3. Il Canada si mobilita Allegati
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1. I cambiamenti climatici: sfida e
possibilità
A ragion
veduta si dice che i cambiamenti climatici costituiscano il più
importante problema ambientale che il mondo abbia mai conosciuto. Secondo le
previsioni, continuare a riscaldare la Terra potrebbe mettere in moto un ampio
ventaglio di cambiamenti nel nostro clima, cambiamenti che potrebbero avere
delle gravi conseguenze per il nostro ambiente, la nostra salute, la nostra
economia e l’avvenire dei nostri figli.
In tutto il mondo gli
scienziati studiano da più di un decennio i cambiamenti climatici e la
maggior parte ha concluso che bisogna agire senza alcun ritardo.
La nostra
atmosfera è una miscela complessa di gas che trattengono il calore del
sole in prossimità della superficie terrestre, come lo farebbe il vetro
di una serra. Senza questi gas a "effetto serra", il calore del sole
sfuggirebbe e la temperatura del pianeta sarebbe di circa 33°C più
bassa (-18 °C), ciò che manterrebbe il clima troppo freddo per
consentire la vita come noi la conosciamo.
Il clima della Terra varia da
migliaia di anni, ma ad un ritmo che ha permesso ad animali e piante di
adattarvisi. I dati raccolti indicano che le attività umane aggiungono
molti altri gas ad effetto serra nell’atmosfera e che il ritmo del
cambiamento è in fase di accelerazione. L’energia che noi
consumiamo per riscaldare, climatizzare e alimentare in elettricità gli
edifici, per trasportare le persone e i beni e per far funzionare i meccanismi
industriali, costituisce la maggior parte del problema. Anche altre
attività umane come alcune pratiche agricole, il disboscamento e
l’utilizzazione di siti di interramento per sbarazzarci dei rifiuti,
aumentano i gas ad effetto serra nell’atmosfera.
I gas ad effetto serra e il Canada: una rassegna
Il Canada produce una
piccola parte (circa l’1,8%) del totale mondiale delle emissioni di gas
serra (anno di riferimento: 1990). Nondimeno, le emissioni canadesi per abitante
sono assai elevate, si classificano al secondo posto, dietro gli Stati Uniti.
Parecchi fattori spiegano questa alta produzione per abitante:
- il Canada
è una terra di estremi e di contrasti. La superficie terrestre canadese
si estende da est ad ovest su circa 5.300 km, ossia la distanza tra Parigi e New
York, e circa altrettanto da sud a nord. Di conseguenza, il Canada fa fronte ad
una grande sfida in materia di trasporto di persone e beni.
- Pochi Stati
possono presentare una diversità climatica comparabile alla nostra.
Nell’insieme, il Canada si caratterizza per le sue estati corte e intense
con grandi escursioni termiche e per gli inverni lunghi e severi che esigono un
elevato consumo di energia, in particolare per riscaldare gli edifici.
-
Grazie principalmente all’immigrazione, il Canada è, tra i paesi
industrializzati, il secondo per crescita demografica. Questa crescita aumenta
la domanda di beni e di servizi e porta a cambiamenti di infrastrutture come gli
aumenti del numero delle abitazioni, degli immobili commerciali, delle strade e
dei veicoli; tutti questi cambiamenti accentuano la domanda di energia e
aggravano le emissioni dei gas serra.
- L’economia del Canada è
sempre più fondata sulle conoscenze ma alcune delle sue strutture
fondamentali continuano a richiedere molte risorse e restano orientate verso le
esportazioni, permane quindi una forte domanda di energia sia per produrre ed
esportare che per sostenere le industrie e le imprese commerciali in
attività. L’economia canadese cresce così ad un tasso
dell’1,9% all’anno e questo accentua ulteriormente la domanda di
energia.
Questi fattori ed altri, come la rilevante integrazione del mercato
canadese e del mercato americano nei settori critici come le esportazioni di
carburanti fossili e di elettricità e la produzione di autoveicoli ed
attrezzature, fanno sì che il Canada debba raccogliere delle sfide uniche
per rispondere ai cambiamenti climatici nel contesto nordamericano. Malgrado gli
sforzi concertati per ridurre le emissioni di gas serra (vedi "Il Canada si
mobilita") le emissioni del Canada sono aumentate del 13,4 % tra il 1990 e
il 1997, una crescita combinata di circa l’1,8% all’anno.
Il
Canada ha tuttavia realizzato importanti progressi sul piano del controllo delle
emissioni nonostante la crescita economica del Paese. Nel 1997, l’economia
è cresciuta tre volte più velocemente delle emissioni di gas
serra. E’ un primo passo verso una riduzione netta delle emissioni.
E’ anche il segno che le iniziative canadesi miranti a ridurre i
cambiamenti climatici hanno un effetto reale. Ad esempio, senza i miglioramenti
nel campo del rendimento energetico (tipo quelli misurati dai cambiamenti
nell’intensità energetica) realizzati nei settori residenziale,
commerciale, industriale e dei trasporti, le emissioni di anidride carbonica in
Canada sarebbero state da sole più elevate del 4% nel 1997 di quanto non
lo siano oggi. Si prevede che le misure prese attualmente ridurranno le
emissioni di gas serra di circa 60 megatonnellate da qui al 2010.
La storia
dei gas serra in Canada comprende un altro elemento. Sul territorio canadese si
estende una parte considerevole delle regioni forestali e delle terre umide del
mondo, che possono agire come siti di "requisizione" di grandi
quantità di carbonio atmosferico. La gestione di queste risorse occupa un
posto non trascurabile nell’approccio che segue il Canada per contrastare
i cambiamenti climatici.
Il Canada partecipa alla
soluzione
I cambiamenti climatici
costituiscono un problema mondiale che esige una risposta mondiale e il Canada
deve partecipare alla soluzione del problema. Con le altre nazioni del mondo,
anche il Canada deve agire per rallentare i cambiamenti climatici e trovare dei
mezzi di adattamento ai cambiamenti che potrebbero determinare un aumento delle
temperature.
In quanto parte integrante della Convenzione - quadro delle
Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che è entrata in vigore nel 1994,
il Canada ha determinati obblighi internazionali in materia di cambiamenti
climatici. Da qualche anno, i governi nonché l’industria, gli enti
ed altri interessati si sforzano di ridurre le emissioni di gas serra. Anche se
il Canada e numerosi altri paesi industrializzati fanno dei progressi, occorre
intensificare gli sforzi.
Nel dicembre del 1997, durante la Conferenza delle
Parti della Convenzione - quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,
circa 160 nazioni hanno negoziato un accordo internazionale sui cambiamenti
climatici, il Protocollo di Kyoto. Questo protocollo fissa degli obiettivi di
riduzione delle emissioni e, una volta ratificato l’accordo,
comporterà degli obblighi giuridici. L’obiettivo di Kyoto per il
Canada è di diminuire le nostre emissioni di gas serra del 6% sotto il
livello del 1990, per il periodo che va dal 2008 al 2012. Le proiezioni attuali
indicano che il Canada dovrà, nel corso dei prossimi 8-12 anni, ridurre
le sue emissioni di almeno il 25% in rapporto al livello che si registrerebbe se
nessuna misura fosse presa. La maggior parte degli stati industrializzati deve
far fronte alla medesima sfida.
La CCNUCC (Convenzione quadro delle Nazioni
Unite sui Cambiamenti Climatici) obbliga anche il Canada a elaborare dei
programmi che favoriscano una migliore comprensione dei fenomeni meteorologici e
dei loro impatti, e facilitino l’elaborazione di strategie di adattamento
ai cambiamenti climatici. Queste strategie dovrebbero ridurre la
vulnerabilità agli impatti dei cambiamenti climatici e consentire di
trarre vantaggio da determinate possibilità. La scienza, gl’impatti
e gli sforzi di adattamento, nonché i programmi di riduzione, sono
elementi essenziali della risposta del Canada ai cambiamenti
climatici.
Accettare la sfida
La realizzazione degli obiettivi in fatto di
cambiamenti climatici costituirà una sfida di grande portata per il
Canada, in particolare perché l’economia e la popolazione canadesi
sono in continua crescita e pertanto cresce anche la domanda di energia. Nello
stesso tempo, i cambiamenti climatici offrono numerose possibilità di
crescita economica, occupazionale, di scambi commerciali e di progresso
tecnologico. Si possono aggiungere altri vantaggi come una riduzione degli
inquinanti atmosferici, un ambiente più pulito e più sano e una
migliore qualità della vita per la maggioranza dei canadesi.
La
risposta del Canada ai cambiamenti climatici comprende un certo numero di
elementi:
* È stato avviato un processo unico di elaborazione della
strategia nazionale per raggiungere gli obiettivi in fatto di cambiamenti
climatici assicurando nel contempo la continuità della crescita economica
e della prosperità.
* Per diminuire le emissione di gas serra, sono
state rafforzate le attività e i programmi di lotta ai cambiamenti
climatici già in atto e lanciati di nuovi.
* Si appoggiano
l’elaborazione e l’utilizzazione di nuove tecniche mirate ai
cambiamenti climatici.
* Si continua ad appoggiare la ricerca sul meccanismo
e sugli impatti dei cambiamenti climatici e l’elaborazione di complesse
strategie di adattamento.
Il presente documento spiega
il processo che il Canada ha avviato per elaborare una strategia operativa sui
cambiamenti climatici, che farà ricorso a tutti, privati, imprese
commerciali, industrie, governi e altri organismi ed enti. Fornisce anche delle
informazioni sulle misure di riduzione dei cambiamenti climatici prese fino ad
oggi dal Canada nonché sul ruolo che il paese gioca nelle sedi
internazionali dove si dibattono i temi del cambiamento climatico. Altri aspetti
sono illustrati in altri due documenti, relativi agli aspetti scientifici e alle
iniziative concrete in atto o progettuali avviate in Canada.
2. Mettere a punto una strategia nazionale
La riduzione delle emissioni dei gas serra
in Canada costituirà una sfida di grande portata poiché
farà appello a tutti i settori della società e in vari modi
interesserà le varie regioni del Paese.
Due principi generali definiscono l’approccio canadese in
materia di cambiamenti climatici.
Innanzitutto, è necessario ridurre
le emissioni con efficacia ma senza nuocere alla crescita economica sostenuta e
alla accresciuta competitività del Canada.
In secondo luogo, è
necessario attivare tutti ed in modo equilibrato, nel senso che nessuna regione
debba sopportare una parte eccessiva di questo fardello.
Seguendo un procedimento pragmatico e progressivo, i governi del Canada,
l’industria, i gruppi di difesa dell’ambiente, la comunità
scientifica e i privati lavorano di concerto per attuare una strategia nazionale
operativa sui cambiamenti climatici.
Il processo operativo in atto sul piano
nazionale
Durante il 1998 sono
stati creati sedici comitati o gruppi di esperti per studiare i vari aspetti dei
cambiamenti climatici e il Protocollo di Kyoto sotto i suoi molteplici aspetti.
Circa 450 membri di questi gruppi di lavoro (esperti di grande livello dei
governi, del settore privato, dei gruppi di difesa dell’ambiente e delle
università) analizzano la sfida dei cambiamenti climatici e propongono
delle soluzioni canadesi.
Questo processo globale, trasparente e fondato
sulla cooperazione permetterà al Canada di esplorare una gamma completa
di opzioni per la riduzione delle emissioni e di prendere delle decisioni alla
luce dei migliori suggerimenti possibili. Esso aiuterà ad elaborare una
strategia creativa, flessibile e completa, che rispetti la particolare
situazione canadese.
Per cominciare, ciascun gruppo di lavoro ha prodotto un
rapporto di base che
*descrive e analizza la situazione attuale dal punto di
vista dei cambiamenti climatici per il settore di interesse;
*evidenzia le
sfide e le possibilità particolari legate ai cambiamenti climatici;
e
*determina le questioni da approfondire per comprendere meglio la relazione
tra i livelli di emissione odierni e quelli di domani.
Utilizzando questi rapporti
di base come quadro di lavoro per studi e consultazioni supplementari, i Gruppi
sono impegnati nella formulazione di opzioni a breve, medio e lungo termine al
fine di comporre la risposta del Canada ai cambiamenti climatici. Essi hanno
commissionato delle ricerche e chiesto ad altri specialisti di contribuire ai
dibattiti. I ministri federali, provinciali e territoriali dell’Energia e
dell’Ambiente si riuniscono nel 2000 per studiare le opzioni raccomandate
e per esaminare come concatenarle in una strategia operativa che guiderà
il Canada nel corso degli anni futuri.
3. Il Canada si mobilita
Il Protocollo di Kyoto ha
sensibilizzato la gente al problema dei cambiamenti climatici e ha gettato le
basi di un intervento esaustivo e vigoroso. In realtà, il Canada
s’interessa di questo problema da più di dieci anni e ha inoltre
investito nella ricerca sui cambiamenti climatici, messo a punto e applicato
nuove tecnologie ecoenergetiche, incoraggiando i consumatori e le imprese del
Canada a economizzare e promuovendo le energie di sostituzione nei vari settori
dell’economia.
Questa parte del documento dà una idea degli
sforzi dispiegati dal Canada per ridurre l’impatto dei cambiamenti
climatici, in tutte le aree dell’attività economica, dal settore
delle risorse naturali fino alle industrie, imprese e istituzioni, enti locali,
governi e consumatori di energia privati. Atti significativi sono stati compiuti
ma resta ancora molto da fare. Ciò detto, il Canada continuerà ad
interessarsi ai cambiamenti climatici stimolando tutti i settori
dell’economia ed i privati cittadini a trovare i modi per ridurre le
emissioni di gas serra e di raggiungere obiettivi di espansione economica nel
rispetto dell’ambiente.
Il governo del Canada ha giocato fin qui un
ruolo di primo piano in tutte le questioni relative ai cambiamenti climatici e
si è impegnato in varie collaborazioni con altri protagonisti. Il governo
federale destina ogni anno 200 milioni di dollari al problema dei cambiamenti
climatici. Anche le amministrazioni provinciali, territoriali e municipali, i
servizi pubblici e il settore privato destinano somme rilevanti per trovare i
modi per risolvere i problemi connessi ai cambiamenti climatici.
Ecco i vari
elementi dell’intervento del Canada per quanto riguarda i cambiamenti
climatici:
* il Fondo d’azione per il cambiamento climatico
(FACC);
* i programmi nei settori dell’energia rinnovabile, dei
combustibili di sostituzione, dell’efficienza energetica e
dell’agricoltura;
* l’appoggio allo sviluppo e al dispiegamento
di nuove tecnologie;
* gli sforzi volontari dell’industria e delle
imprese;
*
il ruolo di primo piano del governo, le cui misure mirano a ridurre le emissioni
di gas serra.
Fondo d’azione per il cambiamento
climatico (FACC)
Il FACC
è stato creato dal governo del Canada nel 1998 allo scopo di aiutare il
paese ad elaborare la strategia di attuazione del Protocollo di Kyoto. Esso
appoggia gli interventi che mirano a ridurre le emissioni di gas serra
nonché gli sforzi per comprendere meglio le ripercussioni, i costi e i
vantaggi connessi all’applicazione del Protocollo e delle diverse opzioni
che si offrono al Canada.
Il FACC ha investito 150 milioni di dollari in tre
anni. Il Fondo è alimentato anche da rilevanti investimenti del settore
privato e da altre sovvenzioni governative, ciò che permette al Canada di
avvantaggiarsi al massimo delle occasioni per ridurre le emissioni di gas serra
e di adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici.
Il FACC prevede
quattro azioni:
* Sensibilizzazione dell’opinione pubblica: questa
azione appoggia i progetti che mirano a sensibilizzare il pubblico ai
cambiamenti climatici e a passare all’azione per ridurre le emissioni dei
gas serra. Questi progetti aiutano i canadesi ad affrontare i problemi connessi
ai cambiamenti climatici.
* Scienza, impatti e adattamento: questa azione
appoggia la ricerca mirante a conoscere meglio l’ampiezza, la frequenza e
la ripartizione regionale dei cambiamenti climatici ed i loro impatti.
Comprendendo meglio i rischi associati all’evoluzione del clima,
sarà più facile formulare delle strategie di adattamento che
renderanno il paese meno vulnerabile agli impatti negativi, e migliorerà
la propria capacità d’intervento.
* Prime misure d’azione
in campo tecnologico (TEAM): questa azione appoggia i progetti tecnologici
più convenienti che favoriscono la riduzione delle emissioni di gas
serra. Si tratta della parte più rilevante del FACC, che riflette bene
l’importanza attribuita allo sviluppo di nuove tecnologie nella risposta
del Canada ai cambiamenti climatici.
* Analisi di base: questa azione
appoggia il processo nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e
l’analisi approfondita delle opzioni miranti a ridurre le emissioni dei
gas serra.
L’energia rinnovabile promette di
essere ecologica ed economica
Il Canada ha la fortuna di avere abbondanti fonti di energia
rinnovabile che producono poche o nessuna emissione e che possono aiutare a
raggiungere gli obiettivi che siamo fissati nel contesto dei cambiamenti
climatici. Queste risorse (energia solare, eolica, idraulica, geotermica e da
biomasse) possono contribuire anche alla sicurezza energetica a lungo termine
del paese, alla sua crescita economica e alla creazione di occupazione.
Il
Canada ha interesse ad accelerare la messa a punto e la commercializzazione
delle tecnologie che riguardano le energie rinnovabili, delle quali un gran
numero sono pronte a entrare sul mercato ad un costo competitivo (il paese
produce già circa il 60% della propria elettricità grazie ad
impianti idroelettrici su grande scala). A questo fine il governo canadese
investe più di 15 milioni di dollari all’anno nella promozione e
sviluppo delle energie rinnovabili. La sua strategia sulle energie rinnovabili
è uno schema direttivo per l’azione cooperativa con una
varietà di protagonisti, fra cui l’industria, gli enti locali, le
amministrazioni provinciali e territoriali e gli ecologisti.
Il Programma
d’incoraggiamento ai sistemi ad energia rinnovabile o PENSER, è un
elemento importante della strategia. Lanciato nell’aprile 1998, PENSER
offre stimoli finanziari alle imprese, ai ministeri governativi e ad altri
protagonisti che decidono d’installare dei sistemi di riscaldamento e di
raffreddamento sperimentati e redditizi che utilizzano fonti di energia
rinnovabile.
Il programma Energia rinnovabile per le comunità lontane
(ERCE) accelera il dispiegamento delle tecnologie che utilizzano energia
rinnovabile nelle comunità canadesi lontane non collegate ad una rete
centrale di distribuzione di elettricità. Il programma da in dotazione
alla comunità degli strumenti, delle informazioni e delle conoscenze che
saranno loro necessari per valutare la fattibilità del progetto,
scegliere la tecnologia più redditizia e realizzare il
progetto.
RETScreenMC, strumento informatizzato
canadese che permette l’analisi dei progetti di energia rinnovabile,
è attualmente utilizzato in più di 100 paesi in tutto il
mondo.
Per incoraggiare gli investimenti nelle energie rinnovabili, il
Canada ha modificato le sue regole fiscali al fine di creare delle regole del
gioco più eque a favore degli investimenti energetici in Canada. Anche
campagne d’informazione condotte dal governo e dall’industria mirano
a sensibilizzare i consumatori sulla disponibilità, sui vantaggi
ecologici e sulla economicità dei sistemi ad energia rinnovabile per le
abitazioni, gli impianti commerciali e per le industrie.
Un altro importante
obiettivo della strategia canadese sulle energie rinnovabili consiste
nell’aumentare l’utilizzazione di energia rinnovabile nel quadro
delle attività operative dei governi. Punto fermo in questa direzione
l’avvio dell’acquisto, nel dicembre 1997, da parte di due ministeri
federali, di elettricità generata da fonti di energie rinnovabili per le
loro installazioni ad Alberta. Questo progetto pilota permetterà di
economizzare ogni anno più di 10.000 tonnellate di emissioni di CO2.
Il Canada
incoraggia anche lo sviluppo di tecnologie ad energie rinnovabili avanzate, come
l’uso di stufe alimentate con pannello di trucioli di legno, i sistemi
fotovoltaici per i climi freddi e i combustibili liquidi provenienti da residui
forestali e agricoli.
I carburanti di sostituzione: la strada del
futuro
Il settore dei
trasporti costituisce da solo la fonte più rilevante di emissioni di gas
serra del Canada, e le emissioni dei veicoli aumentano più rapidamente
che ogni altro settore. L’utilizzazione di carburanti di sostituzione che
generano poche o nessuna emissione costituiscono un modo concreto di contrastare
il fenomeno.
Nel Canada i governi lavorano con l’industria dei
carburanti di sostituzione e con i principali produttori di auto per diffondere
l’utilizzazione di combustibili come il propano, il metano, il metanolo,
l’etanolo, l’elettricità e l’idrogeno, e delle pile a
combustibile. Sono impegnati nella messa a punto e nella promozione di veicoli
di serie che utilizzano carburante di sostituzione, di apparecchiature di
conversione dei veicoli e di stazioni di rifornimento.
Il governo del Canada offre stimoli
finanziari per l’acquisto di veicoli a metano o per la conversione a gas e
per gli impianti di rifornimento. Appoggia anche le attività di
commercializzazione e di sensibilizzazione dell’industria, nonché
la R&S che mira a colmare i gap tecnologici.
I produttori di benzina giocano un loro ruolo nel
contrastare i cambiamenti climatici formulando miscele di benzina a basso tenore
di etanolo, che possono essere utilizzate nella maggior parte dei motori a
benzina al fine di favorire una riduzione delle emissioni. Queste miscele,
chiamate E10, sono attualmente facilmente disponibili in ogni parte del Canada.
Grazie a miglioramenti tecnologici, i produttori di auto riescono a mantenere i
livelli di consumo medio di carburante delle imprese per le vetture private e i
veicoli leggeri, anche se è aumentata la domanda per i veicoli pesanti e
i motori più potenti.
Nel Canada, parecchi progetti interessanti
esplorano le possibilità dei carburanti di domani. Una delle tecnologie
più promettenti è la pila a combustibile.
Il Canada è il
primo paese al mondo ad avere messo a punto un autobus mosso da una pila ad
idrogeno. Questo autobus è stato messo in servizio all’inizio del
1993. Il progetto pilota comprende attualmente tre autobus del parco dei veicoli
da trasporto comune di Vancouver, nella Colombia Britannica. Questi autobus sono
dotati di una pila a combustibile concepita e fabbricata da un’impresa
canadese, Ballard Power Systems, che si è meritata un posto d’onore
sullo scacchiere internazionale, in questo campo. Questa nuova tecnologia che
non genera alcuna emissione mostra che la partnership tra i governi e le
industrie possono determinare la riduzione delle emissioni e la creazione di
nuove possibilità di affari.
Nell’America del Nord, i principali produttori di
auto hanno attualmente dei programmi sulle pile a combustibile. Essi hanno
indicato che da qui al 2004, anche se in numero limitato, vetture a pile a
combustibile circoleranno sulle strade canadesi.
Ci si
aspetta inoltre che i veicoli elettrici giochino un ruolo nell’avvenire
energetico dei trasporti. I ricercatori canadesi stanno per mettere a punto e
testare tutta una gamma di tecnologie, fra cui batterie più leggere e di
più lunga durata e veicoli ibridi elettrici, dotati di un motore
elettrico, per ridurre la domanda di fonti di energia primaria (solitamente
motori a combustione interna).
Il rendimento energetico: un elemento chiave
nella risposta del Canada ai cambiamenti climatici
Tutti i settori della società canadese hanno
una medesima sfida da raccogliere: utilizzare l’energia nel modo
più efficiente.
Sono già stati realizzati rilevanti progressi.
Come segnalato prima, le emissioni di CO2 in Canada, nel
1997, sarebbero state del 4% più elevate se non di fossero apportati
miglioramenti sul terreno dell’efficienza energetica in tutti i settori
dell’economia. Questi miglioramenti permettono ai canadesi di risparmiare
circa 4,4miliardi di dollari all’anno sui costi energetici senza contare
che le imprese canadesi sono divenute più competitive riducendo le spese
di esercizio. In altri termini, l’efficacia energetica è redditizia
per l’economia quanto per l’ambiente.
Il Canada destina risorse
rilevanti alla messa a punto di tecnologie efficienti, utili per raggiungere gli
obiettivi relativi ai cambiamenti climatici.
In aprile del 1998 il governo
del Canada ha riunito i programmi esistenti creando l’Ufficio
dell’efficienza energetica (Office de l’efficacité
énergetique), un servizio centralizzato per l’efficienza
energetica. Grazie ai suoi numerosi programmi per i settori residenziale,
commerciale, industriale e dei trasporti, l’Office insegna ai canadesi come risparmiare energia nelle case, sul lavoro e
sulla strada.
Programmi residenziali: aumentare l’efficienza
energetica delle abitazioni
EnerGuide per le abitazioni è un programma
che mira a comunicare ai canadesi i dati di cui hanno bisogno per prendere
decisioni informate sull’efficienza energetica in occasione di lavori di
rinnovamento in un’abitazione esistente o quando acquistano una casa
nuova. La popolare etichetta EnerGuide contiene delle informazioni affidabili
sull’efficienza energetica dei principali elettrodomestici e sui
climatizzatori. È anche disponibile un sistema di quotazioni
dell’efficienza energetica per i sistemi di riscaldamento, di ventilazione
e di climatizzazione.
Réno$ens è un’iniziativa di
marketing patrocinata dal governo e dall’industria che incoraggia i
canadesi a tener conto dell’efficienza energetica nei piani di
rinnovamento delle loro case. Il Programma per la casa R-2000 incoraggia la
costruzione di abitazioni ecoenergetiche che rispettano l’ambiente e sono
salubri per i loro occupanti.
Il Canada regolamenta i livelli di rendimento
energetico per più di 20 apparecchi che consumano energia e che
rappresentano circa il 65% dell’utilizzazione energetica residenziale.
Questi regolamenti hanno consentito di migliorare l’efficienza energetica
dei nuovi apparecchi e sistemi domestici.
Programmi industriali e commerciali: partnership con il
settore privato
L’iniziativa per
l’efficienza energetica nel settore industriale è un programma
basato sulla partecipazione volontaria e aiuta l’industria canadese a
definire le possibilità di efficienza energetica, a fissare gli
obiettivi, a realizzare e a gestire programmi, a fornire rapporti sui progressi
realizzati e a valorizzare le realizzazioni nel settore.
I settori
commerciale e istituzionale hanno adottato un approccio analogo. Hanno impostato
l’Iniziativa degli Innovatori energetici industriali che incoraggia le
organizzazioni canadesi a investire per migliorare l’efficienza energetica
nelle loro operazioni al fine di ridurre i costi e nel medesimo tempo le
emissioni di gas serra.
Il programma di risparmio energetico
nell’industria canadese (PEEIC) aiuta i gruppi di lavoro industriale a
raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati per migliorare
l’intensità energetica nei loro settori. I membri del Programma
hanno raggiunto il loro obiettivo migliorando l’intensità
energetica dell’1% all’anno a partire dall’anno base 1990, nel
corso di un periodo durante il quale la crescita economica annuale è
stata in media del 2,3%. Le emissioni di CO2 sono praticamente stabilizzate ai livelli
del 1990.
Stimoli che incoraggano all’azione
Il Programma d’incoraggiamento per gli edifici
commerciali (PEBC) offre stimoli finanziari per incoraggiare i proprietari degli
edifici a integrare le tecnologie e le pratiche ecoenergetiche nella
progettazione dei nuovi edifici commerciali, industriali e residenziali a
unità multiple. Vengono offerti stimoli finanziari anche nei settori
commerciali e istituzionali nel quadro dei progetti pilota di modernizzazione
ecoenergetica che possono essere ripresi negli impianti analoghi.
Il messaggio ecoenergetico per gli
automobilisti
Il programma canadese
"Le bon $ens", al volante fornisce agli automobilisti dei
consigli utili sull’acquisto, la guida e la manutenzione dei loro veicoli
al fine di aiutarli a ridurre il consumo di benzina e le emissioni di gas serra.
Un programma apparentato "Ecoflotte" aiuta i gestori di parchi
di autoveicoli a identificare e ad attuare pratiche
ecoenergetiche.
Più di 380 flotte di autoveicoli, che rappresentano
circa 96.000veicoli, si sono iscritte al Programma
Ecoflotte
EnerGuide per i veicoli informa gli acquirenti di
vetture, di furgoncini e di camion leggeri per aiutarli ad acquistare il veicolo
il cui consumo è più ecoenergetico tenuto conto dei loro bisogni.
Tra gli strumenti a disposizione si possono citare l’etichetta
EnerGuide che viene apposta su tutti i veicoli nuovi in vendita nel
Canada e che dà il livello del consumo di benzina, la "Guida al
consumo dei carburanti per i consumatori" e il Premio Energuide
annuale attribuito ai produttori di veicoli che consumano
meno carburante.
Tecnologie: le possibilità associate
alla sfida dei cambiamenti climatici
Il mondo avrà bisogno di tecnologie innovatrici per
rallentare i cambiamenti climatici e per adattarsi agli inevitabili cambiamenti.
I settori pubblici, industriali e le istituzioni di ricerca canadesi hanno unito
i loro sforzi per mettere a punto alcune delle soluzioni più idonee. Le
attività di ricerca e sviluppo (R&S) vertono sulle tecnologie
ecoenergetiche per le abitazioni, le imprese, le collettività e
l’industria, sulle tecnologie legate ai carburanti di sostituzione e alle
energie rinnovabili, oltre che sulle tecnologie di punta che interessano gli
idrocarburi.
In certi casi, i ricercatori e gli scienziati del governo
concepiscono delle idee che sono, in seguito, elaborate, dimostrate e
commercializzate dal settore privato. In altri casi, il governo mette le sue
conoscenze, la sua esperienza di laboratorio e il suo finanziamento a
disposizione delle imprese che si impegnano alla messa a punto di una
tecnologia, dalla progettazione alla immissione sul mercato.
Questa
partnership è conveniente per il Canada. Le nuove tecnologie così
create aiutano non solo a raggiungere gli obiettivi nazionali nel campo
dell’adattamento ai cambiamenti climatici, ma consentono anche di
rispettare le priorità economiche nazionali, migliorando la
competitività dell’industria, creando nuovi tipi di imprese, nuove
occupazioni e nuove possibilità di esportazione.
L’approccio
canadese alle partnership tecnologiche fa capo ad un programma interministeriale
federale del tutto unico, il Programma di ricerca e di sviluppo energetico
(PRDE), che raggruppa una rete estesa di scienziati, ingegneri e gestori di
tecnologie. Queste persone stabiliscono le priorità, discutono le
questioni che riguardano le tecnologie energetiche, esaminano i programmi ed
effettuano dei lavori di R&S. Il PRDE sostiene una vasta gamma di iniziative
scientifiche e tecnologiche nel campo dell’energia, condotte da 11
ministeri e organismi federali nel Canada. In particolare:
* il Programma di
ricerca e di sviluppo energetico nell’industria, che opera con partner
industriali per mettere a punto la prossima generazione di processi e di
prodotti ecoenergetici per l’industria;
* il Centro canadese delle
tecnologie residenziali, che lavora con l’industria per mettere a punto la
prossima generazione di tecnologie e di sistemi ecoenergetici per le nuove
abitazioni e le abitazioni rinnovate; e
* il programma "I sistemi
energetici negli enti locali", che incoraggia un approccio integrato alla
pianificazione e alla realizzazione di progetti energetici nelle
collettività locali.
In collaborazione con la città di
Windsor, nell’Ontario, il programma "I sistemi energetici negli enti
locali" ha facilitato la costruzione di un progetto energetico di distretto
che potrebbe prevenire emissioni per 40.000 tonnellate di CO2 all’anno.
Un’altra attività canadese
nel campo delle tecnologie, "Partenariat Technologie Canada",
ha investito circa 73 milioni di dollari in progetti che interessano i
cambiamenti climatici, che andranno ad integrarsi con circa 500 milioni di
dollari di investimenti nel settore privato.
Le partnership tra industria,
università, laboratori del governo ed altri paesi hanno dato luogo a veri
successi. Ad esempio:
* SolarwallMC di Conserval
Engineering, il sistema di riscaldamento ad energia solare più efficace
del mondo, è attualmente esportato in tutto il mondo. Solarwall è
un collettore solare ad aria che si serve dell’energia solare per
preriscaldare l’aria di ventilazione degli edifici.
* Iogen Corporation
ha messo a punto una tecnologia per produrre etanolo da utilizzare come
carburante a partire da biomasse forestali. Con l’appoggio finanziario del
governo canadese, Iogen si è recentemente congiunto con Petro-Canada, una
delle società di sfruttamento petrolifero più importanti del
paese, per costruire il primo stabilimento commerciale di conversione del legno
in etanolo, ad Ottawa.
* La tecnologia delle pile a combustibile messa a
punto da Ballard Power System, con l’aiuto del governo e di altri
investitori, ha suscitato l’interesse di produttori di vetture come Ford e
Daimler-Chrysler che investono molto in questa tecnologia.
L’industria sviluppa il mercato con un suo
approccio volontario
Centinaia di imprese canadesi hanno preso misure per divenire
più ecoenergetiche. Un grande numero di queste imprese hanno depositato i
loro piani di attività di Misure volontarie e si sono registrate sul
"Defi-climat canadiaen" (MVR), un’organizzazione il cui
mandato è stimolare tutti i settori dell’economia a limitare o
ridurre le emissioni di gas serra (un registro dello stesso tipo esiste nel
Quebec, Ecogeste). Più di 900 organizzazioni si sono iscritte al
MVR, fra cui che imprese generano più del 70% dei gas serra emessi dalle
imprese e dalle industrie di tutto il Canada.
Le compagnie del settore
industriale in particolare hanno adottato l’approccio volontario per
ridurre le emissioni di gas serra. In numerosi casi i loro sforzi dimostrano che
misure ecologiche responsabili possono,in fin dei conti, fare la
differenza:
* DuPont Canada Inc., un produttore all’avanguardia di
prodotti chimici, ha ridotto i suoi consumi energetici quasi del 30% tra il 1990
e il 1996, realizzando così dei risparmi complessivi di 45 milioni di
dollari e nello stesso tempo riducendo le emissioni.
* Dofasco Inc., uno dei
primi produttori di acciaio del Canada, ha ridotto le sue emissioni di gas serra
circa del 27% tra il 1990 e il 1997.
* Enbridge Consumers Gas, il maggior
distributore di metano del Canada, è riuscito a ridurre le sue emissioni
del 30% tra il 1990 e il 1997.
* Durante il decennio trascorso, Syncrude
Canada Ltd. di Edmonton, Alberta, una società che sfrutta le sabbie
petrolifere, ha ridotto la sua intensità energetica del 12,5% e le sue
emissioni di gas serra del 23% per unità di produzione.
Anche
l’industria forestale canadese gioca un ruolo di primo piano a livello
nazionale nella transizione verso attività che utilizzano meno carbone.
Dalla fine del 1997, le emissioni di gas serra dell’industria cartaria
sono diminuite del 19% passando a livelli inferiori a quelli del 1990. Durante
il medesimo periodo, si è registrato un aumento della produzione.
Ciò è avvenuto soprattutto in forza di una decisione strategica
mirante a sostituire i combustibili fossili con biocombustibili, in particolare
rifiuti di legno generati dalle operazioni legate al legname di costruzione.
Attualmente circa il 75% dell’energia utilizzata dagli stabilimenti
cartari proviene da fonti di energia rinnovabile. Dal 1989 l’industria
cartaria ha ridotto l’uso di combustibile liquido di circa il 50% e i suoi
consumi energetici per tonnellata di produzione sono diminuiti del
4%.
I produttori agricoli fanno la loro
parte
Il settore agricolo del
Canada è molto interessato alla questione dei cambiamenti climatici per
varie ragioni:
* la produzione agricola è sensibile ai cambiamenti
climatici;
* l’industria di trasformazione è molto importante
per l’economia canadese;
* il settore agricolo e agro-alimentare
è una fonte importante dei gas serra; e
* il settore può anche
divenire un "pozzo di requisizione" di carbonio.
Almeno il 10%
delle emissioni canadesi provengono dal settore agricolo. Inoltre i principali
gas serra prodotti dalle attività agricole e agroalimentari, cioè
l’ossido di azoto e il metano, sono più potenti della CO2 (il principale gas serra) nel contesto del riscaldamento del
pianeta. Per contro, numerosi scienziati pensano che i settori agricolo e
agro-alimentare canadesi favoriscano la creazione di un "pozzo di
requisizione" del carbonio. In altri termini, grazie a pratiche agricole
appropriate, i suoli coltivati possono assorbire maggiori quantità di
carbonio atmosferico rispetto a quanto ne emettano.
In Canada i ministeri
federali e provinciali dell’agricoltura così come le associazioni
agricole lavorano insieme per sensibilizzare la popolazione ai cambiamenti
climatici e alle misure di riduzione dei problemi che vi sono associati. Ad
esempio, vengono informati gli agricoltori sulle pratiche agricole da adottare
per ridurre le emissioni di CO2. Ecco qualcuno degli
approcci suggeriti:
- utilizzazione di macchine agricole più
efficienti
- isolamento di determinati edifici agricoli
- essiccamento dei
raccolti nei campi piuttosto che per mezzo di procedimenti meccanici
- e
sviluppo di combustibili derivati dalle biomasse come l’etanolo e il
biodiesel.
Gli agricoltori si familiarizzano anche con pratiche agricole che
favoriscono l’aumento della quantità di carbonio trattenuto nei
suoli agricoli: la riduzione o l’abbandono delle arature nelle terre
lavorate, l’aggiunta di nutrimenti al suolo, l’eliminazione del
maggese e la risistemazione delle zone umide. Gli agricoltori sono incoraggiati
ad adottare pratiche agricole sperimentate per ridurre in maniera efficace ed
ecologica le emissioni di metano provenienti dagli animali di allevamento e
dalle concimaie, e ad evitare le condizioni che favoriscono la
"denitrificazione" del suolo, che genera dellle emissioni di ossido
nitroso.
I governi indicano la strada da
seguire
Tutti i livelli governativi
Canadesi hanno un ruolo di primo piano negli interventi relativi ai cambiamenti
climatici.
Ad esempio, il governo del Canada, la più grande impresa
del paese dal punto di vista operativo, fa di tutto per regolarizzare la sua
situazione. Il governo ha messo a punto un piano d’azione allo scopo di
ridurre le emissioni di gas serra delle attività federali di almeno il
20% in rapporto ai livelli del 1990, da qui al 2005. Per far ciò,
modernizza gli edifici, migliora i sistemi di riscaldamento, gestisce meglio il
parco auto ed effettua acquisti ecologici strategici. È sulla buona
strada per raggiungere l’obiettivo fissato. Si ritiene che le emissioni
delle attività federali siano diminuite del 16% tra il 1990 e il
1997.
Anche i governi provinciali e territoriali del Canada hanno programmi
destinati alla problematica dei cambiamenti climatici. Alcuni governi hanno
messo a disposizione del pubblico delle linee gratuite e distribuiscono
pubblicazioni per informare i cittadini sull’efficienza energetica. Altri
aiutano i ministeri e gli enti a trarre vantaggio dal finanziamento di un terzo
nel quadro della realizzazione di progetti di modernizzazione energetica negli
ospedali, nelle scuole e negli edifici pubblici. Alcuni governi adottano dei
regolamenti per verificare l’efficienza dei sistemi di scappamento dei
veicoli. È anche possibile ottenere un finanziamento nel caso di
programmi di dimostrazione dell’efficienza energetica e di progetti che
riguardano le fonti di energia rinnovabile.
Dovunque nel Canada, le
municipalità s’impegnano sui problemi dei cambiamenti
climatici.Verifiche energetiche domiciliari, trasporto privato collettivo, test
sulle emissioni dei veicoli e programmi di piantumazione di alberi, sono alcuni
degli interventi delle municipalità per far fronte ai cambiamenti
climatici.
Il programma del governo del Canada EcoAction 2000 aiuta i gruppi
canadesi senza fine di lucro desiderosi di mettere in piede dei progetti
ambientali locali, fornendo loro aiuto finanziario e consulenza. EcoAction 2000
offre informazioni gratuite sui problemi del trasporto, idee ecologiche pratiche
per i canadesi e le loro municipalità e risorse speciali per i giovani e
gli educatori.
Toronto è una grande città canadese che ha
saputo assumere un notevole impegno nel campo della conservazione
dell’energia. Infatti Toronto è riconosciuta a scala mondiale dalle
Nazioni Unite una delle città veramente all’avanguardia nella lotta
contro i cambiamenti climatici. Numerose altre municipalità danno
egualmente prova di un impegno degno di menzione:
* La città di
Regina, nel Saskatchewan, ha ridotto il suo consumo energetico per cinque anni
consecutivi e le emissioni di CO2 della città sono
diminuite del 13% in rapporto ai livelli del 1988.
* Grazie
all’appoggio del FACC, la città di Perth, nell’Ontario, ha
lanciato il progetto comunitario modello Perth CO2000, nel quadro di
un’impegno per ridurre le emissioni di gas serra di più del
20%.
* La comunità di Oujé-Bougoumou, nel Quebec, si è
vista assegnare il premio "Citoyen du monde" delle Nazioni
Unite (UN Global Citizen) per il suo sistema di riscaldamento di
distretto, uno dei sistemi installati nel Canada nel quadro del programma
federale Sistemi energetici negli enti locali.
* La
città di Whitehorse, nello Yucon, ha costruito un sentiero di 10 km nel
quadro del piano per la promozione delle soluzioni di ricambio nel trasporto e
negli spostamenti non motorizzati tra le periferie e il centro città.
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Gruppi di esperti sui cambiamenti climatici
Sensibilizzazione attraverso il gioco
Quanta CO2
produciamo?
Produzione di
etanolo
Il FACC indaga sui problemi legati alla scienza, agli impatti e
all’adattamento
Il Canada rafforza il suo impegno nella ricerca
sulle pile a combustibile
Montreal mette alla prova i veicoli elettrici
I proprietari di casa si adattano ai cambiamenti climatici
Il programma di trasporto collettivo privato
ridurrà le emissioni
Gli enti locali: "costruire per riuscire" Più di 60 amministrazioni municipali in tutto il paese hanno accettato di raccogliere la sfida lanciata dalla Federazione canadese delle municipalità e di ridurre le emissioni dei gas serra. Questa iniziativa si regge su due linee: ridurre le emissioni delle attività municipali per riportarle al 20% sotto il livello del 1990 in un periodo di dieci anni, e ridurre le emissioni a scala della collettività a meno 6% durante il medesimo periodo. Questa iniziativa si chiama "Partner per la protezione del clima - Costruire per riuscire", e costituisce una delle numerose iniziative di sensibilizzazione del pubblico sostenute dal FACC del Canada. Il FACC investirà in questo progetto 789.418 $ in tre anni. Uno dei principali obiettivi di "Partner per la protezione del clima" è sensibilizzare di più le municipalità rispetto ai mezzi che si offrono per ridurre le emissioni di gas serra. Vengono effettuate anche delle ricerche sui rischi che i cambiamenti climatici rappresentano per le infrastrutture municipali e sui costi associati al necessario adattamento. Saranno sostenuti i progetti pilota comunitari e i progetti di modernizzazione. |