Maggio 2001
Un gruppo di ricercatori di
diversi Istituti francesi[1] hanno dato il via
al programma POMME (Programma Oceano Multidisciplinare Méso Scala[2]), il cui scopo è capire in che misura
il clima del pianeta sia influenzato dagli oceani.
Il
programma sarà parte integrante delle 4 campagne di rilevazioni tra il 15
settembre 2000 e l’ottobre 2001, a metà strada tra le Azzorre e la penisola
iberica.
L’Oceano Atlantico è
un’immensa riserva di carbonio, calore ed ambiente di trasformazione della
materia viva. Esso funziona come
una vera macchina termica che tramite masse d’acqua più o meno calde, trasporta
calore ed energia da una parte all’altra del pianeta. Queste masse d’acqua, che
circolano fra i tre grandi oceani, trasportano anche gas disciolti ed in
particolare anidride carbonica (CO2), una delle principali cause dell’effetto
serra.
Dal momento che le
concentrazioni di questo gas nell’atmosfera incidono sul riscaldamento del
clima, è importante saper quantificare la sua evoluzione e capire come l’oceano
lo assorbe e lo trasporta.
Attualmente i ricercatori suppongono che l’oceano sia uno dei più importanti
pozzi oceanici di CO2 atmosferico, ma hanno poche certezze su
come avvengano gli scambi tra aria e mare.
Il programma POMME terrà sotto osservazione una massa d’acqua di 500 metri di spessore, relativamente omogenea per temperatura e salinità; essa è spesso in contatto con l’atmosfera durante l’inverno mentre è immersa ed isolata in primavera quando le acque di superficie si riscaldano. Durante questo periodo la massa d’acqua conserva i gas disciolti caratteristici della superficie marina, ma, dal momento che ciò avviene in primavera, una parte di carbonio è trattenuta dalle alghe in piena fioritura. Il programma POMME studierà in particolare i diversi processi che coinvolgono questo gas e la vegetazione marina. Esso cercherà di identificare anche il ruolo dei vortici e delle correnti nel trasporto di energia e di materia.
I mezzi tecnologici utilizzati sono essenzialmente una
boa meteo e diversi strumenti d’osservazione che permettono di tenere sotto
controllo gli scambi tra mare
ed aria, sensori immersi, reti di galleggianti, programmi informatici di
simulazione numerica, dati satellitari sul livello del mare (TOPEX, JASON), sul
suo colore (SWEAFIS, MERIS) sul vento, etc.
Dopo
la prima campagna oceanografica, tenutasi dal 18 settembre al 15 ottobre 2000, i
ricercatori imbarcatisi sulla nave Thalassa dell’Ifremer e sulla Entrecasteaux
del SHOM, hanno installato la strumentazione per effettuare misurazioni
nell’Atlantico del Nord e, malgrado le condizioni meteorologiche fossero
talvolta proibitive, l’equipaggio ha svolto vari tipi di osservazioni dalle
navi.
Nel
corso delle prossime due campagne, che si terranno a partire dal 30 gennaio e
dal 10 maggio 2001, i ricercatori avranno il compito di studiare il
riscaldamento degli strati della superficie marina, le diverse tappe di
produzione di biomassa e l’impatto del carbonio
nell’oceano.
24/05/01