La lotta contro le nocività olfattive di cui soffrono gli abitanti di
certi siti industriali, è complessa.
Uno studio delle caratteristiche
degli odori è necessario per definire la soluzione adatta ad ogni
caso.
In Francia, 100.000 siti sono potenzialmente emettitori di odori,
secondo uno studio realizzato dalla società EOG specializzata
nell’analisi olfattometrica. L’Ademe, in collaborazione con
l’Istituto tecnico dei grassi e parecchi altri centri tecnici
dell’industria agroalimentare, ha promosso una ricerca di soluzioni adatte
alle industrie di raffinazione dei grassi, ai macelli, ai siti di squartamento
delle carni, alle industrie di trasformazione della carne, alle industrie
conserviere e alle salumerie.
Dopo l'analisi degli effluenti maleodoranti si
ricercano con priorità soluzioni in grado di ridurli alla fonte. In certi
casi le molecole maleodoranti sono dei composti di aromi presenti negli
effluenti liquidi che può essere interessante recuperare per poi
valorizzarli. Quando gli effluenti maleodoranti non possono essere ridotti alla
fonte, occorre ricercare il procedimento di trattamento più adatto.
Tecnicamente, l’inquinamento olfattivo si tratta con gli stessi
procedimenti usati nel caso delle emissioni di composti organici volatili
(assorbimento, trattamento biologico, adsorbimento o incenerimento). Secondo
Anne Paillier, ingegnere della direzione dell’industria di Ademe, il
trattare questo tipo d’inquinamento può risultare molto complesso:
una buona resa di riduzione delle emissioni non permette necessariamente di
eliminare il disturbo sofferto dagli abitanti. Inoltre, poiché ogni
individuo ha la sua propria soglia di percezione degli odori, il disturbo
olfattivo resta una nozione molto personale. Lo studio si concluderà
durante il 2001 e stabilirà delle raccomandazioni per la riduzione alla
fonte delle emissioni di odori e per la realizzazione di processi di
trattamento.
Per ulteriori informazioni: Anne.paillier@ademe.fr