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  2000 - 2001

Aprile 2001





Inquinamento da micropolveri 

In Svizzera introdotti per la prima volta valori limite per il PM10

Bernhard Aufdereggen, medico di base a Viege (VS) e presidente dei medici in favore dell’ambiente, cura pazienti che soffrono di problemi respiratori o circolatori gravi. Egli sostiene che l’inquinamento atmosferico gioca un ruolo decisivo nell’ospedalizzazione e nel decesso di alcuni di essi.
 Egli è particolarmente preoccupato per la presenza massiva nell’atmosfera di polveri microscopiche di un diametro inferiore ad un centesimo di millimetro: le PM10
(Particulate matter). Mentre il naso è capace di trattenere le polveri di grande dimensione, le più fini penetrano fino ai minimi alveoli polmonari per finire nel sistema linfatico e nei vasi sanguigni.
In ragione della loro struttura frammentata, le particelle fini derivate dalla combustione di determinate sostanze (fra cui i carburanti) offrono una superficie ideale per il deposito di altre sostanze tossiche. Ne risulta un “cocktail” particolarmente nocivo formato da numerosi composti chimici. Alcuni sono cancerogeni. Le infiammazioni locali delle vie respiratorie espongono ad uno stress permanente le difese immunitarie dei gruppi a rischio: bambini, malati e anziani. Le persone sensibili come gli asmatici sono particolarmente esposte: i loro bronchi si contraggono al minimo sforzo e fanno fatica a respirare. I più recenti studi scientifici sulle conseguenze dell’inquinamento dell’aria mostrano che concentrazioni più elevate di particelle fini comportano un aumento del numero dei casi d’urgenza e di ospedalizzazione.

Valori limite superati molto largamente
Nel 1998 il Consiglio federale ha reagito al pericolo rafforzando l’Ordinanza sulla protezione dell’aria (Opair) con l’introduzione, per la prima volta, dei valori limite di esposizione per le particelle PM10. Nelle regioni a forte densità demografica e lungo le strade molto frequentate, accade, malgrado tutto, che la concentrazione annuale osservata sia più di due volte superiore al limite ammesso. Quasi il 60% della popolazione vive nelle regioni dove la concentrazione di particelle fini è eccessiva.

 La quasi totalità dell’altopiano, nonché le regioni situate lungo le grandi assi di traffico sono considerate problematiche dal punto di vista della qualità dell’aria. Una parte non trascurabile delle particelle fini proviene dai gas di scappamento dei motori diesel, molto nocivi e anche cancerogeni. Fra i siti dove la popolazione è esposta a concentrazioni critiche figurano le arterie male aerate dei centri urbani, i tunnel, i parcheggi e i grandi cantieri. Ma anche al di fuori degli agglomerati, le emissioni inquinanti dei motori possono provocare una concentrazione eccessiva di sostanze nocive all’interno delle vetture durante le code automobilistiche.
 In caso di concentrazione eccessiva di PM10, l’essere umano inala milioni di particelle fini ad ogni inspirazione.

 I gruppi a rischio non sono i soli a reagire a questa sollecitazione permanente. Anche negli adulti in buona salute si osserva una recrudescenza degli eccessi di tosse, di varie infezioni delle vie respiratorie inferiori e superiori, delle bronchiti, delle crisi d’asma, dei raffreddori, delle malattie del sistema cardiovascolare e del cancro ai polmoni.

Il superamento cronico dei valori limiti che figurano nell’Opair ha conseguenze ancora più inquietanti. Uno studio collettivo realizzato per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in Svizzera, in Austria e in Francia, pubblicato nel giugno del 1999, dimostra che l’inquinamento dell’aria provoca in Svizzera quasi 3300 decessi prematuri di adulti all’anno. Un tributo pesante alle PM10. A questo bilancio occorre aggiungere 45 000 casi di bronchite e 23 000 crisi d’asma nei bambini. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DETEC), che partecipava allo studio, calcola che il costo dell’inquinamento dell’aria per la salute pubblica svizzera arriva a 4,17 miliardi di euro all’anno (6,67 miliardi di franchi). Da solo il traffico motorizzato ne provoca. più della metà.

Misure che vanno in direzione della salute pubblica

Bernard Aufdereggen non è soddisfatto delle misure attuali. Insieme con altri colleghi, si batte per l’introduzione rapida di misure più severe miranti a ridurre le immissioni di particelle fini su tutto il territorio nazionale. Ha elaborato un catalogo a favore delle esigenze della salute pubblica, come il trasporto di merci invece che su strada per ferrovia e prescrizioni più severe per i motori diesel. L’obiettivo principale resta tuttavia lo stretto rispetto dei valori limiti di immissione delle PM10 fissati dal Consiglio federale.

 PM10
L’abbreviazione PM10 viene dall’Inglese particulate matter e indica le particelle di polvere fine di un diametro inferiore o uguale a 10 milionesimi di metro. Questi inquinanti sono così piccoli che possono penetrare senza alcuna difficoltà nei nostri polmoni. Le PM10 sono liberate al momento dei processi di combustione, ma possono anche formarsi nell’aria a partire da un grande numero di sostanze chimiche. Sono altresì prodotte dall’abrasione dei rivestimenti stradali, dai pneumatici e delle guarnizioni dei freni. Non è stato ancora trovato alcun mezzo tecnico adeguato per lottare contro questo problema. Per quanto riguarda i motori diesel, anch’essi problematici; è possibile attrezzarli di filtri che trattengono più del 99% delle particelle nocive

L’articolo, a cura di  Beat Jordi, è tratto da “Environnement” 2/2000 dell’OFEFP (Ufficio federale dell’ambiente,delle foreste e del paesaggio), bollettino svizzero

Per ulteriori informazioni: Peter Straehl, divisione Protezione dell’aria, OFEFP
e-mail: peter.straehl@buwal.admin.ch

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20/04/01