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  2000 - 2001

Dicembre 2001


Il Consorzio Imballaggi Alluminio – CIAL

Il Decreto Ronchi (Dlgs. 22/97) ha contrassegnato in Italia la nascita di un nuovo sistema di gestione dei rifiuti basato non più sulla discarica bensì sulla raccolta differenziata, il riciclo e il recupero dei rifiuti

All’interno di questo sistema il CIAL (Consorzio Imballaggi Alluminio) ha il compito di garantire il recupero degli imballaggi in alluminio presenti nei rifiuti solidi urbani promovendone la raccolta e il recupero, prioritariamente attraverso il riciclo.

Il Consorzio riunisce la filiera industriale degli imballaggi in alluminio destinati al consumo sul territorio nazionale, rappresentando sia i produttori ed importatori di materia prima, sia i produttori di imballaggio e gli utilizzatori.

Il CIAL ha l’obiettivo di raggiungere entro l’anno 2002 il recupero del 51% degli imballaggi in alluminio immessi annualmente al consumo sul mercato nazionale.

Per realizzare questo risultato il Consorzio Imballaggi Alluminio stipula apposite convenzioni con i Comuni, o con imprese da essi delegate, per l’organizzazione della raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio.

I costi della raccolta sono coperti interamente da CIAL attraverso il riconoscimento di un corrispettivo prestabilito, in linea con quanto disposto nell’allegato tecnico sottoscritto da CIAL all’interno dell’Accordo Quadro fra il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).

Il consorzio ha raggiunto una quota di recupero di imballaggi di oltre il 30% attraverso la sottoscrizione di 268 convenzioni per un totale di 2.844 Comuni italiani ed oltre 29 milioni di abitanti coinvolti. Il 60% delle convenzioni sono state sottoscritte nell’area Sud e Isole, 30% al Nord e il 10% nel Centro Italia.

Tutti gli imballaggi recuperati sono diventati nuovo alluminio utilizzabile per la produzione di nuovi oggetti utili di uso quotidiano.

Il riciclo dell’alluminio

L’alluminio possiede caratteristiche ottimali per il riciclo: è una materia che può essere riutilizzata all’infinito per dare vita ogni volta a nuovi prodotti.

Circa il 40% dell’alluminio attualmente circolante, infatti, proviene dal riciclo di manufatti in alluminio utilizzati. L’alluminio ottenuto dal riciclo, detto "secondario", non differisce per nulla da quello ottenuto dal minerale poiché le caratteristiche fondamentali del metallo rimangono invariate.

Il riciclaggio dell’alluminio apporta numerosi benefici sia per i consumatori sia per l’industria in termini di :

energia: il riciclaggio dell’alluminio permette di risparmiare il 95% dell’energia necessaria per produrre l’alluminio dalla materia prima.

materia: il riciclo degli imballaggi in alluminio permette di recuperare materia prima preziosa, riutilizzabile per la produzione di nuovi prodotti.

costi: l’imballaggio in alluminio è in grado di coprire i costi relativi alla sua raccolta e lavorazione nei centri di riciclo. Per questo il rapporto consto qualità del prodotto riciclato è uno dei più bassi tra i materiali riciclabili.

economia: i riciclaggio dell’alluminio è un’attività particolarmente importante per l’economia del nostro paese in cui non sono presenti miniere di bauxite e i costi energetici sono alti. L’Italia è infatti il primo produttore europeo di alluminio secondario ed occupa una posizione di assoluta eccellenza nel panorama mondiale.

ambiente: il riciclo riduce il quantitativo di rifiuti immessi nelle discariche e dei conseguenti effetti nocivi per l’ambiente e, riducendo l’estrazione della bauxite, è anche un prezioso contributo alla salvaguardia dei territori interessati dalle escavazioni del minerale.

L’industria degli imballaggi in alluminio dedica da anni enormi attenzioni alla progettazione e al design dei contenitori, allo sviluppo di tecniche di produzione e lavorazione e al recupero dell’alluminio nel pieno rispetto dell’ambiente.

Nel 1997, la filiera degli imballaggi in alluminio ha dato vita al Consorzio Imballaggi Alluminio che, secondo quanto disposto dal Decreto Ronchi (Dlgs. 22/97), ha il compito specifico di avviare a recupero e riciclo gli imballaggi in alluminio giunti alla fine del loro ciclo di vita, attraverso l’organizzazione e la promozione della raccolta differenziata degli imballaggi postconsumo sul territorio nazionale.

Obiettivi e risultati dell’attività del Consorzio Imballaggi Alluminio

L’Italia leader europeo nel riciclo dell’alluminio

CIAL (Consorzio Imballaggi Alluminio), che ha il compito di garantire il recupero dell’alluminio presente nei rifiuti solidi urbani promovendone la raccolta e il riciclo, fa un punto della propria attività e verifica la congruenza tra obbiettivi e risultati raggiunti a 5 anni dalla sua istituzione con decreto Ronchi 22/97. Il 2001 ha visto una continuazione del trend positivo di captazione del sistema, anche in relazione ad accordi specifici sulla raccolta differenziata e sullo sviluppo del recupero energetico, definiti con circa 3000 comuni e imprese da essi delegate alla gestione ambientale.

Diverse sono state le iniziative poste in essere per la sensibilizzazione dei cittadini rispetto alla raccolta e al riciclo.

Ad oggi il consorzio raggruppa 101 aziende appartenenti alla filiera degli imballaggi in alluminio, tra produttori, importatori ed utilizzatori, con oltre 1.000 Società che pagano il contributo ambientale pari a 50 lire/kg, applicato a tutti gli imballaggi immessi al consumo in Italia. Il settore industriale coinvolto nella produzione di imballaggi in alluminio è sicuramente un settore vitale, esso genera un fatturato complessivo pari a 2.500 miliardi di lire e coinvolge oltre 2000 addetti.

Sono circa 50 i centri di selezione con cui CIAL opera, 25 le fonderie e 28 gli impianti di termovalorizzazione.

Nell’anno in corso questo permetterà una raccolta netta complessiva di 18.000 ton., quantità che include l’alluminio avviato a riciclo direttamente da CIAL, con un recupero globale del 40% di quanto immesso annualmente sul mercato nazionale. Ciò si traduce realisticamente nell’obbiettivo di recuperare il 50% dei rifiuti di imballaggi in allumino per il 2002.

Il perseguimento degli obiettivi stabiliti richiede necessariamente una focalizzazione dell’attenzione sull’ottimizzazione dei sistemi esistenti, con l’estensione della raccolta differenziata oltre che alle lattine per bevande, anche a bombolette, scatolette, imballaggi a foglio sottile, vaschette, tubetti e, sulla validazione delle tecnologie di riciclo e recupero per avere una maggior disponibilità di opzioni di recupero e confermare, in parallelo agli obiettivi di salvaguardia ambientale, il target di sostenibilità economica del recupero degli imballaggi in alluminio.

I corrispettivi che CIAL corrisponde ai comuni a copertura dei costi di raccolta, secondo l’accordo ANCI-CONAI arrivano a 738 lire/kg per materiali da raccolta differenziata selettiva di imballaggi di alta qualità. Tali contributi vanno ad abbassare il costo della gestione dei rifiuti sostenuto dai cittadini, così finalmente più si raccoglie meno cara sarà la tariffa rifiuti.

CIAL ha recentemente esteso l’applicazione dell’accordo ai tappi e alle capsule in alluminio, raccolti insieme alle bottiglie, riciclabili dopo l’allontanamento delle frazioni estranee, questo accordo potrebbe portare al recupero a regime di 1.000 ton/anno.

CIAL ha inoltre ampliato il campo di applicazione del recupero agli imballaggi a foglio sottile, normalmente inclusi nei rifiuti solidi urbani, riconoscendo ai gestori di impianti di termovalorizzazione 98 lire per ogni kg recuperato e ha posto le basi per la valutazione di una tecnologia innovativa, già testata in Francia, per l’estrazione dell’alluminio dalle scorie di combustione dei rifiuti urbani; attraverso questo processo potranno essere recuperate diverse migliaia di tonnellate.

L’alluminio è un metallo fondamentale nell’era della tecnologia industriale, con immense possibilità di impiego nell’industria, nell’edilizia, nell’elettronica, nell’industria degli imballaggi. Molti oggetti di uso quotidiano sono realizzati con questo materiale: biciclette, porte, automobili, aerei e treni, finestre e tetti, oggetti di design e arredamento.

Rispetto a questi dati è sicuramente evidente l’importanza di un incremento della quota di materiali provenienti dal riciclo, con una conseguente riduzione della quantità dei rifiuti urbani destinati a discarica

D’altra parte non va sottovalutato il fatto che il nostro paese manca di miniere di bauxite ed ha costi energetici elevati per cui, sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista strettamente economico, il riciclo realizza importanti risultati. L’Italia è leader in Europa nel riciclo dell’alluminio e a livello mondiale si pone solo dopo USA e Giappone.

Il Consorzio Imballaggi Alluminio (CIAL) nasce a seguito del Decreto Ronchi (Dlgs. 22/97) con il compito di garantire il recupero degli imballaggi in alluminio presenti nei rifiuti urbani, promovendone la raccolta differenziata e il riciclo attraverso la stipula di apposite convenzione con Comuni e imprese. Il CIAL, che ha l’obiettivo di raggiungere entro il 2002 il recupero del 51% degli imballaggi in alluminio immessi al consumo sul mercato nazionale, riunisce 101 imprese appartenenti alle categorie di produttori di alluminio, produttori di imballaggio e utilizzatori di imballaggio.

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