"Gli italiani e la tutela dell'ambiente"
La ricerca
1019 interviste telefoniche realizzate col metodo CATI tra
il l° ed il 4 luglio 1999, rappresentative dell'universo degli italiani
14-79enni, pari a 46.8 milioni di adulti.
I risultati sono in parte
confrontabili con quelli del l° Monitor Ecolucart del gennaio 1997.
Il rapporto degli italiani con l'ambiente
Negli ultimi due anni e
mezzo - dal gennaio '97 al luglio '99 - è cresciuta ancora la già
dominante sensibilità ecologica degli italiani. Infatti,
l'affermazione: l'inquinamento dell'ambiente (dell'aria, dell'acqua, della
terra, ecc) è uno dei fenomeni più gravi del mondo
d'oggi" trova ora molto d'accordo il 74% degli adulti, ossia più
del 70% dell'inizio del 1997. Tale preoccupazione è pressoché
trasversalmente diffusa nella popolazione: le uniche accentuazioni significative
riguardano gli ultra 54enni ed i soggetti di classe medio-bassa e bassa, dal
momento che i gruppi sociali poveri e semi-poveri vivono in ambienti più
inquinati.
E' rimasta stabile al 67% la convinzione che "molti prodotti e confezioni che usiamo tutti i giorni contribuiscono ad inquinare 1'ambiente": qui sono i ceti superiori, oltre ai 45-54enni, i più critici in merito.
Quali debbono essere le risposte, le azioni contro l'inquinamento, a difesa dell'ambiente? Anzitutto, per l'84% dei 14-79enni (in particolare 45-54enni) "leggi e controlli più severi": una domanda ulteriormente cresciuta dall'80% di due anni e mezzo prima.
Poi l'impegno dell'industria (per l'82%, stabile nel tempo).
Quindi la popolazione stessa, "la gente", la quale "troppo spesso si lamenta dell'inquinamento e poi non fa niente per contribuire a difendere l'ambiente": una tesi che trova assai consenziente il 78% degli adulti (specie le donne, i giovani e gli anziani, i soggetti di classe media e medio-alta, i residenti nelle aree urbano-metropolitane in particolare nel nord-est ed al centro), anche qui con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al gennaio '97.
Eppure - secondo la piena convinzione del 75% (contro il minore 68% di due anni e mezzo prima) - "i cittadini debbono e possono contribuire a ridurre l'inquinamento". Come? "Cambiando alcuni comportamenti quotidiani" (sono i tardo-adulti e gli anziani i più sensibili in merito), per esempio "acquistando ed usando prodotti veramente ecologici" (lo pensava e lo pensa il 62% del campione: con accentuazioni tra i responsabili degli acquisti familiari, i residenti nei comuni con più di trentamila abitanti, il ceto medio impiegatizio ed autonomo oltre alle casalinghe ed ai pensionati).
Di più: secondo il 69% degli adulti intervistati "la gente dovrebbe preferire i prodotti ecologici realizzati con materiali riciclati limitando così gli sprechi" (una forte convinzione più diffusa della media tra le donne, i 35-54enni, nel nord-est ed al centro, nei centri non piccoli, tra le casalinghe ed i salariati oltre che nel ceto medio impiegatizio: questo dato non era stato rilevato in occasione del l° Monitor Ecolucart).
E il governo? Il 53% è certo che "non fa abbastanza per difendere 1'ambiente e ridurre 1'inquinamento"; il 29% è abbastanza d'accordo; il 15% lo nega; il 3% non sa o non vuole rispondere (le accentuazioni si osservano tra i giovani e gli anziani, nel nord-ovest, nella classe bassa, tra le casalinghe ed i responsabili degli acquisti familiari: pure qui non è possibile il confronto con il l° Monitor Ecolucart).
Quanto ai mass-media, per il 52% non c'è dubbio: "la tv, la radio e la stampa non parlano abbastanza delle aziende e dei prodotti che rispettano 1'ambiente" (ne sono più certi della media le donne, i responsabili degli acquisti, i 25-44enni, i soggetti di classe media, i residenti nelle aree urbano-metropolitane e nel nord-est: e questo è un altro dato non presente nel l° Monitor); il 29% è abbastanza d'accordo con tale affermazione, il 16% la rigetta ed il 3% non si pronuncia.
L'acquisto di prodotti e confezioni ecologici
Come s'è visto
tre adulti su quattro sono sicuri che i cittadini debbono contribuire a
ridurre 1'inquinamento anche tramite 1'acquisto e l'uso di prodotti
veramente ecologici (il 62% è del tutto d'accordo). Ma a quali
condizioni? Che tali prodotti e confezioni ecologici "non siano
più costosi di quelli delle migliori marche" (64%), che
"siano di ottima qualità" (63%) (ecologico non deve
voler dire peggiore...), che "siano fatti riutilizzando materiali
riciclati" (58%) ed infme (43%) che "siano certificati dal
marchio europeo Ecolabel che viene concesso solo alle aziende che danno la
massima garanzia di ecologicità, di rispetto dell'ambiente nella
produzione e nei prodotti" (un marchio peraltro ancora sconosciuto a nove
adulti su dieci: specie i tardo-adulti e gli anziani, oltre ai soggetti di
classe medio-bassa).
Peraltro, a proposito del marchio Ecolabel, il 66% dei 14-79enni dice che "cercherà di guardare se i prodotti che usa ed acquista hanno la margherita che rappresenta 1''Ecolabel"; ed il 64% afferma che "dovendo scegliere tra due prodotti simili preferirà quello col marchio Ecolabel" (specie i giovani e gli anziani, i residenti nelle metropoli ed al sud, i soggetti di classe medio-alta ed alta). Nel contempo il 76% sostiene criticamente che "la tv ed i giornali non hanno informato abbastanza circa il marchio europeo Ecolabel" (e i più severi sono i giovani, i residenti nel nord-est e nelle metropoli, i soggetti di classe medio-alta).
E la moderna distribuzione? E' fortissima ed eccezionalmente accresciuta l'attenzione al rapporto della GDO verso "i prodotti e le confezioni veramente ecologici, non più costosi di quelli delle migliori marche": il 78% degli adulti è molto d'accordo che "i buoni supermercati- ipermercati e discount dovrebbero offrirli" (nel gennaio del 1997 la percentuale era di 9 punti inferiore) e il 57% (versus il ben minore 44% di due anni e mezzo prima) è comunque certo che "la loro offerta e vendita crescerà in futuro da parte della GDO, dato che la gente è sempre più interessata alla difesa dell'ambiente". Addirittura il 65% del campione - anche nelle aree geografiche e nei gruppi sociali meno avanzati - non ha dubbi circa il fatto che "Sempre più in futuro sceglierò super, iper e discount che offriranno prodotti e confezioni veramente ecologici e non più costosi di quelli delle migliori marche".
Peraltro, già ora il 59% afferma di acquistare e/o utilizzare regolarmente prodotti e confezioni ecologici (il 18% lo nega ed un elevato 23% non sa rispondere): in primis alcuni prodotti per la pulizia della casa ed i prodotti per la casa di carta riciclata (fazzoletti, asciugatutto, carta igienica, ecc.: il 19%), seguiti - assai staccati - da alimenti naturali/biologici, toileteries, prodotti di cancelleria, spray ecologici ed altri minori.
Per quanto attiene in particolare ai prodotti in carta riciclata, il 68% degli italiani (specie 14-44enni, residenti al nord e nelle città media, di classe dalla media in su) dichiara di averne usato o di usarne. Quel 32% che non lo ha mai fatto cita spontaneamente quali principali motivazioni di non uso la scarsa informazione e l'inadeguata reperibilità di tali prodotti, non segnalando quindi riserve o rigetto: la conferma viene dalla percentuale di scontenti tra gli utilizzatori dei prodotti in carta riciclata che non raggiunge il 5% di questo totale.
Chi sta facendo di più per combattere l'inquinamento
Gli
intervistati sono stati richiesti d'indicare liberamente - tramite domande
'aperte' (ossia a risposte non pre-definite) - coloro che sono più
impegnati sul fronte anti-inquinamento Per i personaggi pubblici il
65% non riesce a fornire alcun nome ed il 18% sostiene che "tutti
parlano d'inquinamento, ma nessuno fa niente dì concreto".
Il 17%
che riconosce alcuni meriti cita - nell'ordine ma con percentuali sempre
inferiori al 5% - il ministro per l'ambiente, i verdi e/o i radicali (in
particolare Manconi, Bonino, Rutelli, Ripa di Meana oltre al citato Ronchi), i
Ds (specie Bassolino), Bertinotti ed alcuni personaggi del mondo del giornalismo
e/o dello spettacolo (Colò, Costanzo, Grillo, Angela).
Per le associazioni, gli enti, le amministrazioni pubbliche, le aziende, il quadro è ancora peggiore, dato che l'83% non sa indicarne alcuna, il 4% nega che ve ne siano e solo il 13% fa dei nomi (sempre con meno del 5% di citazioni spontanee): nell'ordine i comuni, il ministero dell'ambiente, alcune organizzazioni ecologiste e consumeriste: Lega Ambiente, Italia Nostra, l'Unione consumatori, Greenpeace, WWF), l'Unione europea e quasi nessuna azienda.
Cosa fare per ridurre l'inquinamento
Sempre tramite domande "aperte" è stato chiesto al
campione d'indicare cosa dovrebbero fare vari soggetti per migliorare
l'ambiente.
Per quel che attiene a i singoli cittadini le risposte più forti sono state le seguenti: "fare seriamente la raccolta differenziata"; "non disperdere nell'ambiente i rifiuti", "scegliere i prodotti con minor impatto ambientale", "rispettare le norme in materia", "limitare l'uso dell'auto privilegiando i mezzi pubblici", "informarsi di più".
Le pubbliche amministrazioni dovrebbero "approvare leggi/norme e realizzare controlli più severi applicando davvero le sanzioni", "dare più informazioni ai cittadini", "investire nei trasporti pubblici e nelle strutture di raccolta dei rifiuti", "dedicare maggiori sforzi alla tutela dell'ambiente con progetti seri", "educare i cittadini ed in particolare i giovani (specie nelle scuole)", "favorire i prodotti ecologici", "limitare il traffico nei centri urbani , "aumentare i depuratori", "incentivare le imprese ecologiche".
Le imprese, infine, dovrebbero "diminuire la produzione di sostanze e rifiuti dannosi per l'ambiente", "non usare sostanze inquinanti", "utilizzare materiali riciclati", "usare depuratori funzionanti", "attivare controlli seri , "investire in ricerca pro-ambiente", "rispettare scrupolosamente le norme", "informare maggiormente circa le caratteristiche dei prodotti e delle confezioni", "privilegiare la salute e la sicurezza dei cittadini e degli addetti rispetto alla ricerca del profitto comunque", "essere più serie, oneste e trasparenti".
*Fonte: Atti di un Seminario organizzato da Cartiera lucchese presso il dipartimento Iefe dell'Università Bocconi di Milano.