Alimentazione animale
Uno sbocco per i coprodotti
vegetali
I coprodotti di origine vegetale provenienti dalle industrie agroalimentari
non esauriscono tutti la loro validità terminando nelle discariche. Essi
possono entrare nell’alimentazione degli animali di
allevamento.
Polpe di barbabietole, trebbie di birreria, paglie di
cereali, bucce di patate...: i sottoprodotti di origine vegetale delle industrie
alimentari sono numerosi. Il loro potenziale è pari a 25 milioni di
tonnellate (Mt) di materia secca, di cui 18,5 di paglie di cereali poco
utilizzate nell’alimentazione animale. Le soluzioni degli industriali di
fronte a questa situazione sono state fino ad ora l'interramento, lo spargimento
o la messa in discarica. Adesso, però, certi coprodotti possono essere
valorizzati nell’alimentazione animale.
Da circa dieci anni il Comitato
nazionale dei coprodotti, guidato dall’Istituto dell’allevamento e
composto da 16 organismi, fra cui l’Ademe, realizza degli studi
sull’interesse alimentare ed economico della valorizzazione dei coprodotti
e sensibilizza industriali ed allevatori. La guida " I coprodotti di
origine vegetale delle industrie agroalimentari", edita dall’Ademe
Editions, contiene, oltre un panorama dei coprodotti e del loro ruolo
nell’alimentazione del bestiame, informazioni e consigli pratici per
attuare detta valorizzazione. Attualmente, 4 Mt di sottoprodotti (come le carote
di Creance, nella Manche), che non trovavano acquirenti sui banchi dei magazzini
perché presentavano dei difetti, entrano nell’alimentazione delle
vacche. Quello degli alimenti per animali non è solo un problema
economico; grazie alle carote, infatti, sale il tasso proteico del latte, e
ciò gioca sulla salute degli animali con soddisfazione degli
allevatori..
Per ulteriore informazioni: Olivier
Theobald,
e-mail: olivier. theobald@ademe.fr
Fonte
Ademe