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 Ambiente Risorse Salute

Novembre 2000




Alimentazione animale
Uno sbocco per i coprodotti vegetali


I coprodotti di origine vegetale provenienti dalle industrie agroalimentari non esauriscono tutti la loro validità terminando nelle discariche. Essi possono entrare nell’alimentazione degli animali di allevamento.
Polpe di barbabietole, trebbie di birreria, paglie di cereali, bucce di patate...: i sottoprodotti di origine vegetale delle industrie alimentari sono numerosi. Il loro potenziale è pari a 25 milioni di tonnellate (Mt) di materia secca, di cui 18,5 di paglie di cereali poco utilizzate nell’alimentazione animale. Le soluzioni degli industriali di fronte a questa situazione sono state fino ad ora l'interramento, lo spargimento o la messa in discarica. Adesso, però, certi coprodotti possono essere valorizzati nell’alimentazione animale.
Da circa dieci anni il Comitato nazionale dei coprodotti, guidato dall’Istituto dell’allevamento e composto da 16 organismi, fra cui l’Ademe, realizza degli studi sull’interesse alimentare ed economico della valorizzazione dei coprodotti e sensibilizza industriali ed allevatori. La guida " I coprodotti di origine vegetale delle industrie agroalimentari", edita dall’Ademe Editions, contiene, oltre un panorama dei coprodotti e del loro ruolo nell’alimentazione del bestiame, informazioni e consigli pratici per attuare detta valorizzazione. Attualmente, 4 Mt di sottoprodotti (come le carote di Creance, nella Manche), che non trovavano acquirenti sui banchi dei magazzini perché presentavano dei difetti, entrano nell’alimentazione delle vacche. Quello degli alimenti per animali non è solo un problema economico; grazie alle carote, infatti, sale il tasso proteico del latte, e ciò gioca sulla salute degli animali con soddisfazione degli allevatori..
Per ulteriore informazioni: Olivier Theobald,
e-mail: olivier. theobald@ademe.fr
Fonte Ademe