Quali città per l'Europa del 2010?
Perché tutti i protagonisti sociali partecipino alla definizione del futuro sostenibile delle città d'Europa, la Commissione europea sviluppa una nuova metodologia di concertazione, battezzata EASW
I problemi dei cittadini
I rifiuti urbani si accumulano, i cittadini
si abituano alla degradazione del loro ambiente, l'inerzia delle amministrazioni
comunali ostacola qualsiasi cambiamento, la tendenza all'esclusione sociale si
rafforza, l'inquinamento atmosferico e sonoro aumenta... Per poter immaginare un
futuro sostenibile per le città, occorre incoraggiare il dibattito
pubblico su tutti questi problemi ed applicare soluzioni accettabili,
istituzionalizzare i costi ecologici, insegnare ai cittadini migliori metodi di
gestione dei rifiuti e, in generale, coinvolgerli nel processo volto ad
aumentare l'efficacia delle soluzioni tecnologiche. In tale prospettiva, una
trentina di persone si sono riunite a Madrid (6-7 marzo 1998) per immaginare il
futuro della città all'inizio del prossimo secolo.
La Commissione all'ascolto dei cittadini
La riunione, organizzata su
iniziativa del programma INNOVAZIONE della Commissione europea in collaborazione
con il centro spagnolo per la promozione dell'innovazione (CENEO), non si
prefiggeva unicamente "la risoluzione dei problemi". Alla
riunione si è cercato anche di studiare le diverse maniere per giungere a
tale risoluzione sviluppando la metodologia dei seminari-piani d'azione, meglio
conosciuta con il nome di EASW (European Awareness Scenario Workshop).
Questa metodologia è sperimentata e promossa dall'UE al fine di
ottimizzare il dibattito pubblico su problemi sociali dal forte contenuto
tecnologico e di elaborare soluzioni e piani di applicazione.
Sotto la guida
di formatori esperti nel metodo EASW, di rappresentanti della pubblica
amministrazione, delle imprese, dei sindacati, delle associazioni di cittadini,
nonché di architetti e tecnologi, la riunione ha fissato le
priorità delle città (in questo caso Madrid) per il 2010. La
dinamica della riunione si è dapprima concentrata su 4 tipi di
protagonisti (cittadini, esponenti del mondo politico, esperti di tecnologia,
imprese), per poi passare all'approccio tematico (zone abitabili; acqua; energia
e inquinamento; rifiuti solidi).
"È un metodo che può
essere applicato con facilità, basato su un concetto semplice; un metodo
rappresentativo dei problemi da trattare, che comporta il minor numero possibile
di risvolti politici, basato su schemi d'intervento rapidi e di costo contenuto
grazie al "kit strumenti" sviluppato dalla Commissione", ci
ha spiegato a Madrid Francisco Fernández, responsabile dell'azione EASW
presso la Commissione europea.
"Si tratta di uno strumento di lavoro
e di riflessione interessante per le situazioni di cambiamento, applicabile sul
terreno", commenta un partecipante alla riunione di Madrid,
Ángel Múñoz del sindacato "Comisiones Obreras",
facendo inoltre notare che il metodo EASW funziona bene solo se le parti
interessate sono animate da una reale volontà di lavorare insieme.
Opinione non condivisa da Javier Salazar Rückauer, che indica che questa
metodologia (da lui utilizzata nella gestione di programmi urbani a Bilbao)
serve anche, per l'appunto, a superare i conflitti ed a ricercare un accordo
generale.
La signora Julieta Schalenberg (Canarie) ha invece esposto due problemi essenziali della sua regione: "il 99% dell'acqua consumata a Lanzarote e a Fuerteventura è dissalata, ed il 40% del consumo energetico di Lanzarote serve, appunto, a dissalare l'acqua". Ha quindi sottolineato che le amministrazioni comunali hanno una responsabilità sempre crescente nella presa di coscienza di questi problemi da parte dei cittadini e nelle scelte di tecnologie adeguate, per le quali intende valorizzare il potenziale del metodo EASW "al fine di mettere chiaramente in luce i problemi e trovare soluzioni".
Nelle sue conclusioni, il seminario di Madrid ha inoltre evocato i rischi insiti in questa metodologia. Secondo Agustín Hernández, professore dell'Istituto superiore di architettura di Madrid, i seminari di questo tipo "possono essere positivi o negativi, a seconda di chi li organizza e dell'obiettivo politico che ne sta alla base, perché se da una parte consentono di mettere in contatto "orizzontale" protagonisti sociali che non si conoscono, e di ottenere quindi un effetto di espansione della democrazia, possono d'altra parte servire anche a ratificare e consolidare tendenze negative come il rafforzamento del potere o dell'autoritarismo".
Riunioni prospettive di questo tipo potrebbero svolgersi su qualsiasi argomento, ma per il momento il "kit strumenti" messo a punto dalla Commissione europea (manuali, supporti informatici interattivi ed audiovisivi) è adattato alla gestione sostenibile delle città. Poiché, come sottolinea il sig. Fernández, "l'80% degli europei vivono in agglomerati urbani".
Sul tema si sono finora svolti almeno una cinquantina di questi seminari, in
diverse località dell'UE.
"Abbiamo avviato una seconda
generazione di progetti che chiamiamo TDSP - "Training and Dissemination
Scheme Projects" - , incentrati su nuove metodologie esemplari, ed abbiamo
inoltre identificato nuove tematiche per la metodologia EASW, come i trasporti,
il rinnovamento del tessuto urbano o le tecnologie dell'informazione e della
comunicazione", precisa il sig. Fernández.
Sottolineando al tempo stesso che le questioni ambientali costituiscono un settore promettente per i trasferimenti di tecnologie, il direttore del CENEO, Carlos Gómez, ha dichiarato: "I centri di collegamento per l'innovazione (CCI), un'iniziativa della DG XIII nell'ambito del programma Innovazione, sono fra l'altro destinati a facilitare i trasferimenti di tecnologie tra le regioni. Si tratta di definire in un primo tempo i problemi per poi cercare di risolverli. Ci orientiamo verso questa seconda fase, proponendo soluzioni tecnologiche".
L'interesse del metodo EASW è pertanto dimostrato: le tecnologie offerte dal CENEO non sono solo il frutto della mente degli ingegneri, ma incorporano anche numerosi altri punti di vista, non tecnici, tra i quali quello dei beneficiari
Fonte: VIPS