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Marzo 2000

 

Evoluzione di Internet in Europa 

La "rete" per eccellenza sarà anche universale. Ma il suo uso rivela molti particolarismi culturali. La Commissione conduce l'inchiesta.

Il parere dei professionisti
Il progetto è stato coordinato dall'Istituto di strategia, prospettiva e politica dell'organizzazione di ricerca olandese TNO, in associazione con l'Istituto per lo Sviluppo delle telecomunicazioni in Europa (IDATE, Montpelier) ed uno studio di esperti milanesi, il Databank Consulting. Mettendo a confronto questi specialisti delle telecomunicazioni con dei professionisti, lo studio mirava a fornire alla Commissione europea informazioni che consentissero di seguire l'evoluzione di Internet in Europa. Ed "evoluzione" è proprio il titolo dato ai risultati appena pubblicati da TNO, che offrono a tutti i cibernauti commenti qualitativi sull'uso dei servizi in linea in Europa.
In Europa, sono molti quelli che vorrebbero conoscere il futuro del commercio elettronico e seguire passo passo le reazioni del pubblico. Le statistiche sulla frequenza e l'uso delle comunicazioni telefoniche danno un'idea dell'evoluzione generale. Ma per meglio comprendere la portata d'uso di Internet e dei servizi WEB a livello professionale, la Commissione europea ha finanziato uno studio che si è inizialmente focalizzato sui fornitori di accesso. Il gruppo di ricercatori, di Paesi Bassi, Francia ed Italia, ha quindi interrogato circa 36 fornitori di servizi in linea e 317 utenti in sei paesi dell'Unione Europea.

Divario Nord-Sud

A prima vista, si potrebbe credere che i cibernauti siano gli abitanti del "villaggio globale", che si collegano ai quattro angoli dell'emisfero a prescindere dalla loro posizione geografica. Tanto più che oggi in Europa i fornitori di accesso sono presenti in tutti gli Stati membri e, nonostante qualche punto debole qua e là, le reti fisiche offrono collegamenti con tempi di accesso accettabili. La ricerca condotta da TNO ci riporta con i piedi per terra: per quanto riguarda l'uso di Internet, esistono due Europe, quella del Nord e quella del Sud. La penetrazione di Internet è indiscutibilmente più forte al Nord, dove il numero di siti Web per abitante è doppio rispetto al Sud. Effetto del clima o conseguenza del divario di ricchezza tra le regioni industriali del Nord e le regioni meridionali meno sviluppate? Sicuro è che, in compenso, le società che hanno sede in un paese del sud offrono molte più pagine rispetto alle loro omologhe settentrionali.

Il fenomeno traduce forse lo scarto esistente tra la riserva degli anglossassoni e la loquacità dei latini? Nemmeno in questo caso i ricercatori arrischiano spiegazioni tanto semplicistiche. Sono però molto chiari su un punto: sebbene al cuore del "fenomeno" Internet vi siano dei fattori di globalità (mondializzazione ed internazionalizzazione), non è più possibile ignorare la dimensione regionale. Questa conclusione è rafforzata nel caso del commercio elettronico. La richiesta di servizi in linea sembra quindi più fortemente soggetta alle forze locali piuttosto che a quelle globali. L'europeo è pronto a comprare via Internet i servizi di cui ha bisogno, ma resta ancora legato ai fornitori ed ai servizi che conosce per averli incontrati nel suo ambiente fisico.

Il duro lavoro dei fornitori di accesso
Lo studio indica inoltre che i fornitori di accesso si troveranno probabilmente ad affrontare ben presto una domanda tale che non resterà loro altro da fare se non associarsi per offrire una massa critica di servizi. I ricercatori "prevedono" in particolare che per mantenere costante la qualità dei loro servizi, i fornitori saranno obbligati ad associarsi con le grandi società di telecomunicazione. In base alle analisi condotte, anche gli operatori minori di Internet dovranno ampliare la loro gamma di servizi, pena la scomparsa dal mercato. Potrebbero quindi, oltre all'accesso alla rete, offrire servizi di editoria elettronica oppure di consulenza specialistica. La liberalizzazione dei servizi di telecomunicazione in Europa, che ha limitato i margini di profitto degli operatori, ben spiega questa evoluzione. I fornitori di servizi Internet in Europa subiscono una concorrenza che è soltanto agli inizi, e tentano di rimanere nella catena di fornitura.

Malgrado questa situazione, in cui tutto non è stato ancora definito, i consumatori dei servizi Internet si mostrano, secondo la ricerca, piuttosto soddisfatti dei loro fornitori. Ma non al punto da spendere senza riflettere. Anzi. Lo studio rivela che i clienti non sono più pronti a pagare per i servizi Internet e conclude che per gli operatori sarà difficile aumentare le loro tariffe, anche se inventano nuovi servizi o migliorano quelli già disponibili. Questo è uno dei fattori che rischiano di condannare i piccoli operatori. Mentre per mantenere la loro posizione sui mercati, i giganti delle telecomunicazioni si preparano a lanciarsi in una guerra dei prezzi, le piccole e medie imprese che offrono servizi Internet non potranno più contare sull'innovazione per uscirne vittoriosi. Perché anche se è pur sempre necessario pagare per collegarsi, Internet offre l'idea della gratuità. Una merce sempre più rara.

Fonte VIPS