Quasi 20.000 ettari di nuovi boschi impiantati
dietro lo stimolo dei finanziamenti comunitari (e altri 36.000
in progetto) sono a rischio per la mancanza di assistenza tecnica.
A livello operativo, i proprietari sono infatti completamente
disorientati per la carenza di indirizzi precisi riguardo a manutenzione,
gestione e destino produttivo-commerciale degli impianti di arboricoltura
da legno. Inoltre una normativa incerta e vincolistica in materia
forestale frena ulteriormente questa attività. Da tali
premesse nasce l'allarme degli esperti dell'accademia nazionale
di Agricoltura e dell'Accademia Italiana di Scienze Forestali:
Il patrimonio tecnico, economico ed ambientale dell'arboricoltura
da legno rischia di andare sciupato. E le risorse impiegate potrebbero
venire sprecate (problema tanto più grande se si pensa
che i 36.000 ettari di progetto già approvati non sono
stati impiantati, per cogliere la lentezza dell'iter burocratico
e i ritardi di alcune regioni a scadenza: su 926 miliardi disponibili
a fine '96 ne erano stati utilizzati appena 111, pari al 12%.
Le due storiche Istituzioni scientifiche hanno così
costituito un gruppo di lavoro sull'arboricoltura da legno, con
il fine di promuovere iniziative utili a salvare e rilanciare
questa attività produttiva che può essere un toccasana
per molte zone.
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