Dal 1993 le società francesi che operano nel settore automobilistico si sono associate per rispondere agli obiettivi della Commissione Europea, i quali prevedono per il 2002 il riciclo sistematico di tutti gli autoveicoli da rottamare e un tetto per i rifiuti ultimi non superiore al 15%.5
Oggi, quando mancano solo tre anni alla data fissata dalla Commissione, facciamo il punto sui progressi compiuti dai costruttori francesi in materia di riciclo degli autoveicoli.
A monte della produzione, Renault, Peugeot e Citroën, insieme ad altri costruttori europei (Fiat, Bmw, Volvo,...), si sono accordati per adottare una norma di identificazione dei componenti in materie plastiche che ne facilita il trattamento ulteriore e il loro recupero tramite macinazione, incenerimento o riutilizzo. Questa norma ISO 11469 si applica a tutti i pezzi il cui peso superi 100 gr.
I progettisti delle case automobilistiche hanno studiato nuovi sistemi di assemblaggio che permettono di facilitare le operazioni di smontaggio ed il recupero dei veicoli rottamati. Per esempio, sulla Citroën SAXO, i listelli antiurto laterali sono fissati con delle clips invece di essere incollati.
Dei centri specializzati sono stati creati dai costruttori per la simulazione delle operazioni di smontaggio dove si possono valorizzare i veicoli fino al 95%, ma ad un costo purtroppo elevato.
Sul piano dei materiali, i costruttori cercano di evitare l'utilizzo di elementi in rame od altri metalli residuali per garantire la purezza delle lamiere recuperate.
Il numero dei materiali plastici è stato limitato, sono stati eliminati quelli che presentano un impatto negativo per l'ambiente: le guaine di cavi elettrici della Renault Megane sono ormai in polietilene reticolato invece che in PVC che contiene del cloro pericoloso in caso di incendio. Per il motore si preferisce l'utilizzo del poliammide.
Per favorire la ricerca di sbocchi commerciali per i materiali recuperati, i costruttori, insieme ad altre dieci società, si sono impegnati in un programma chiamato Valcor che promuove l'utilizzo di poliesteri insaturi SMC/BMC.
La società Mecelec ha costruito per questi poliesteri una linea di macerazione che tratta 300 t/anno.
I materiali riciclati vengono riutilizzati nei settori edile e lavori pubblici sottoforma di colmate o additivi per il calcestruzzo e anche la stessa industria automobilistica li riutilizza: nella Renault Megane, 16 componenti sono fabbricati con materiale riciclato.
L'ABS riciclato è invece utilizzato per la produzione delle condotte d'aria delle Citroën Xantia e Saxo, il polipropilene è recuperato per la fabbricazione dei parafanghi.
Al contrario di quello che si è creduto fino a poco tempo fa, i prodotti realizzati con materie riciclate non sono meno resistenti di quelli prodotti con materie nuove. Per esempio, Renault, Atochem, C2P, Appryl e Plastic Omnium hanno realizzato paraurti in polipropilene 100% riciclato con eccellenti prestazioni. Il problema rimane il loro sovraccosto (Lit 300 al kg).
Diversi programmi europei, come Eureka Recap (Recycling of Automobile Plastic) nel quale sono coinvolti i costruttori francesi con FIAT e ENICHEM, cercano di sviluppare processi industriali di trattamento delle materie plastiche che ne riducano i costi. In questo ambito è stato creato un nuovo materiale, lo Strapon, più facile da recuperare.
Peugeot utilizzerà un mono materiale 100% polioleofino per realizzare il cruscotto di un suo nuovo modello che uscirà nel 1999.
Renault partecipa con Sommer Allibert al programma Europeo Carre 1, dedicato al recupero delle moquette e collabora con il gruppo chimico Solvay per trovare una soluzione al recupero dei serbatoi in materia plastica che pesano circa 7 kg e sono inquinati dal loro contatto con il carburante.
Mentre il recupero delle materie metalliche e del vetro non pone problemi, acciaio, alluminio, rame, piombo proveniente dalle batterie, la gomma dei pneumatici restano difficilmente riutilizzabili. Una volta macinata la gomma viene generalmente incenerita preferibilmente nei forni dei cimentifici con il benestare dell'ADEME l'Agenzia francese per l'Ambiente e il Risparmio Energetico.
Si valuta tuttavia che un terzo dei pneumatici usati (120.000 t/anno) è trasformato in polvere e riciclato nei rivestimenti per pavimenti od altro per l'edilizia.
(Fonte: Agenzia Stampa Citef)