Pomodoro, tabacco, crescione e sedano, artefici dello sviluppo sostenibile
Nel quadro di un progetto del programma di cooperazione scientifica con i paesi in via di sviluppo, dieci anni di dati tecnici per una migliore depurazione delle acque sono stati condivisi con il Marocco e il Senegal.
I vegetali contro le acque usate
Verso la fine degli anni '80, la Faculté des Sciences agronomiques di Gembloux (FSAGx, Belgio) aveva lanciato le sue prime ricerche sulla valorizzazione e la depurazione delle acque usate mediante "epuvalisation". L'"epuvalisation", tecnica particolarmente indicata per i paesi poveri o in ritardo di sviluppo, consiste nell'utilizzare le acque usate per nutrire piante particolari, che le depurano mediante la coltura idroponica, ossia in assenza di terreno. L'obiettivo dei ricercatori belgi, che in questo progetto europeo si sono associati con agrochimici portoghesi, è quello di far conoscere questa tecnica ai paesi africani. Poiché devono entrambi risolvere dei problemi di purificazione microbiologica delle acque, il Senegal ed il Marocco sono stati associati a questo progetto, in cui hanno trovato altri due aspetti interessanti: le piante utilizzate per l'"epuvalisation" forniscono un'utile biomassa, specie per l'alimentazione del bestiame, mentre l'acqua depurata può essere utilizzata su diverse colture per un'irrigazione fertilizzante. Questi due paesi del sud hanno anche permesso ai ricercatori europei di studiare problemi specifici come il clima (l'evapotraspirazione è un parametro importante dell'"epuvalisation"), ed hanno consentito di sperimentare una vasta gamma di parametri colturali, come la scelta, la cura e l'utilizzazione delle diverse specie vegetali.
Validazione del principio
In Belgio, gli esperimenti realizzati su diversi effluenti di stazioni di depurazione (Nyons, Corroy, Fleurus) hanno dimostrato che l'"epuvalisation", quando viene applicata come trattamento terziario, permetteva le tre seguenti depurazioni:
- deodorizzazione completa e maggiore limpidezza delle acque usate;
- diminuzione di parametri fisico-chimici importanti: il 96% per le materie in sospensione ; il 97% della DBO; il 96% della DCO; il 62% dell'azoto totale; il 56% dell'azoto ammoniacale; il 73% degli ortofosfati.
Sebbene l'azoto totale (principalmente organico) e l'azoto ammoniacale diminuiscano, essi sono in effetti mineralizzati rapidamente, fenomeno che fornisce i nitrati necessari alla crescita delle piante. Queste sono coltivate in canaletti lunghi 50 metri, alla cui estremità l'acqua depurata contiene ancora azoto sufficiente per l'irrigazione fertilizzante.
Anche i metalli pesanti sono smaltiti in gran parte mediante la tecnica messa a punto a Gembloux, e questo avviene in due modi: da una parte grazie ai fanghi decantati e flottanti arrestati dalle cassette di distribuzione e i decantatori collocati tra i segmenti dei canaletti allo scopo di captare le sostanze liberate, nonché nei fanghi bloccati dalle radici nei canaletti. E, dall'altra, grazie alla capacità di certe piante di fissare i metalli pesanti. Cosicché la parte aerea del sedano coltivato in "epuvalisation" su acque usate può accumulare, rispetto al campione coltivato in terra, zinco fino a 4,3 volte in più, cromo per 17 volte in più, rame per 4 volte in più, cadmio per 22,2 volte in più e piombo per 2,7 volte in più. Queste piante ricche di metalli pesanti possono servire per fabbricare compost destinato alla coltivazione di fiori.
- La diminuzione dei microrganismi indicativi di contaminazioni fecali (coliformi e streptococchi) giunge fino al 99,9%, con una media per 50 metri di canaletto del 91%..
Piante che possono essere utilizzate
Mentre il sedano ha permesso la produzione di "lombricompost" (compost a base di lombrichi), il crescione è stato utilizzato per la produzione di granulati destinati all'alimentazione animale. L'équipe portoghese ha mostrato che la produzione di materia fresca nel sedano era doppia di quella del crescione, che il tabacco era superiore al pomodoro e che il loglio si adatta bene, ma il suo allignamento è debole. I ricercatori senegalesi hanno mostrato che la coltura del pomodoro non è omogenea, mentre il crescione presenta la migliore formazione di radicole ed ha una vegetazione lussureggiante. Hanno anche identificato alcuni parassiti, la maggior parte dei quali è stata identificata per il tabacco: mosca bianca, jassidae, cimice, afide nero e Phthorimacea operculella. Gli esperimenti dei ricercatori hanno permesso di misurare le concentrazioni di metalli pesanti nel sedano e nel crescione: per il piombo, non vi sono differenze tra queste due piante, mentre invece nel crescione si ritrovano in maggiore quantità rame, zinco e mercurio, e nel sedano cadmio e nichel. Dal canto loro, gli scienziati marocchini hanno condotto test su piante ornamentali, come l'alternanthera, l'arum, la cineraria, il geranio, il loto, il pittosporum e il cyperus. Solo quest'ultima pianta si è dimostrata all'altezza.
In altri esperimenti hanno utilizzato specie alofite, perché accade spesso che nelle canalizzazioni delle fogne si infiltrino acque salmastre.
Tirando le somme, i ricercatori hanno dimostrato la fattibilità di una tecnica di depurazione delle acque destinate alla balneazione, al consumo animale ed all'irrigazione delle colture. Un vantaggio indispensabile nelle zone aride e semiaride per chi non può offrirsi il lusso di una stazione di depurazione automatizzata.
(Fonte: VIPS)