Ambiente Risorse Salute
Maggio '99

Per migliorare la qualità delle acque

Per soddisfare le esigenze poste dalle direttive europee sulle acque pulite, la gestione delle acque è una priorità nel campo dell'ambiente.

Una recente conferenza ha analizzato i progressi realizzati da vari progetti dell'UE, allo scopo di stabilire delle procedure comuni per il controllo delle acque usate.
Nel corso di questi ultimi 20 anni l'Unione Europea ha adottato una serie di Direttive miranti al miglioramento della qualità delle acque, e particolarmente delle acque fluviali. per sostenere la loro applicazione; cinque progetti d'innovazione relativi ai software, alla telemetria e alle tecniche di modellizzazione - contribuiscono a stabilire delle procedure comuni per una gestione integrata delle acque. Questi apporteranno anche un contributo al Programma tematico "Protezione dell'ecosistema" condotto nel quadro del Quinto Programma quadro della ricerca.
I progressi realizzati da questo gruppo di progetti sono stati passati in rassegna durante la recente Conferenza del gruppo di utilizzatori della modellizzazione integrata, IMUG 98, a Bruxelles. L'obiettivo non è di definire necessariamente una sola soluzione ideale, ma piuttosto di esaminare i vari approcci possibili e di associare al processo decisionale il più gran numero di persone, a tutti i livelli (produttori di apparecchiature, autorità locali,...). Si distinguono particolarmente due progetti:
Gestione dell'inquinamento urbano (GPU)
Controllo in tempi reali (CTR)
.
Essi si basano ambedue sulla raccolta esaustiva di dati e sulla modellizzazione informatica dell'insieme dei bacini versanti.
Un terzo progetto importante (IN20600I) riguarda lo sviluppo di un modello di gestione delle acque che utilizza un sistema di controllo radar , via satellite, per la previsione delle inondazioni in tempo reale.

Il progetto GPU (IN10340I) mira a incoraggiare una più larga utilizzazione in Europa di questa tecnica come strumento di gestione integrata dei bacini fluviali. L'obiettivo è di adattare e scambiare delle soluzioni convenienti per la protezione dell'ambiente e il miglioramento delle acque fluviali.
Attualmente lo straripamento delle fognature e gli scarichi provenienti dalle stazioni di depurazione delle acque usate sono gestiti senza tenere conto del comportamento dell'insieme del bacino versante. La procedura GPU propone l'utilizzazione di modelli che permettono di misurare l'impatto reale dell'inquinamento urbano - proveniente dalle fognature e dai sistemi di depurazione delle acque usate - sulle acque che assorbono questi scarichi. Ciò permette di sviluppare delle soluzioni efficaci per corrispondere alle norme ecologiche. La società Aquafin, responsabile dell'epurazione delle acque nella regione fiamminga del Belgio, coordina questo progetto. "L'infrastruttura è basata sul manuale della GPU inglese", spiega Bérengère Huberlant, dell'Aquafin. "E' il solo progetto a proporre una metodologia di valutazione dell'inquinamento delle acque fluviali. La nostra intenzione è di vedere come questo procedimento può essere applicato nei paesi dove le condizioni climatiche sono diverse". Questo progetto di tre anni comprende degli studi pilota in Belgio, Francia, Irlanda, Italia e Portogallo. Aquafin partecipa allo studio belga mirante a sviluppare un modello integrato di rete di fognature, dei sistemi idrografici e del lavoro di depurazione delle acque intorno a Tielt. I primi risultati sono promettenti.
Nel corso della prossima tappa, i modelli saranno utilizzati per valutare l'impatto degli scarichi industriali e delle tempeste. Il supporto è fornito dalla società di consulenza in tecnica idraulica HR Wallingford. Gli studi pilota sono stati tutti realizzati con il software HRW ISIS di modellizzazione fluviale e l'apparecchio Hydroworks di modellizzazione dei sistemi fognari sviluppato dal Wallingford Software.
HRW ha fornito un servizio di consulenza e di formazione per tutti i progetti pilota e lavora direttamente con la Dublino Corporation sullo studio irlandese. In questo progetto lo scopo è di analizzare l'effetto degli scarichi urbani sulla qualità delle acque della Tolka durante i periodi di tempo umido. La società HRW si è lanciata nella modellizzazione delle reti fognarie all'inizio degli anni '80. Essa ha coordinato un progetto dell'UE che comprende degli studi pilota di modellizzazione delle reti fognarie di otto paesi, mirante a valutare i criteri necessari al loro risanamento. Questi studi servono di base al progetto attuale. "Siamo probabilmente il più grande laboratorio di modellizzazione fisica in Europa", ha dichiarato Richard Kellagher, dell'HRW. Il procedimento Wallingford, e i metodi similari di modellizzazione e di controllo delle reti fognarie per analisi in vista della loro bonifica, è già divenuto uno strumento standard in Belgio e in Irlanda. Un altro progetto (IN20567A) incoraggia una più larga utilizzazione di questo strumento, in particolare in Portogallo, Spagna, Grecia e Italia.

Controllo in tempo reale
La tecnologia CTR di controllo in tempo reale dei sistemi di drenaggio urbano è stata creata allo scopo di apportare soluzioni convenienti ad una grande varietà di problemi di drenaggio urbano. Il progetto Innovazione attuale (IN20564A) coordinato da WRC del Regno Unito, mira a fare conoscere meglio questa tecnologia.
Un secondo progetto (IN10187I) prevede l'utilizzazione del CTR per la pianificazione e la gestione integrata del drenaggio urbano, del trattamento delle acque usate e dei sistemi di captaggio delle acque. Il progetto è diretto dall'Istituto idraulico danese con il supporto tecnico di WRC. Sei città europee - Barcellona, Bordeaux, Genes, Gothenburg, Oldham e Venezia -, così come parecchie città più piccole, partecipano al progetto e apportano delle informazioni, in quanto utilizzatrici a livello locale, sull'efficacia e l'applicabilità delle tecniche di modellizzazione.

Una laguna minacciata
La laguna di Venezia è una rilevante area urbana e industriale che soffre sia di uno sprofondamento che di un inquinamento delle acque. Un importante progetto mirante a collocare delle chiuse di maree all'estremità dei tre principali canali di Venezia perturberà inevitabilmente il processo di autodepurazione e aumenterà l'inquinamento.
Un approccio integrato del trattamento delle acque usate è dunque essenziale, in particolare nelle zone più inquinate, e principalmente intorno alla stazione di depurazione delle acque di Fusina. Questa zona è inquinata dagli scarichi dell'industria locale e dalle acque di ruscellamento che provengono dalla regione agricola vicina.
La prima tappa di un progetto pilota prevedeva l'installazione di sistemi di telemetria e di modelli di campionatura. L'integrazione completa di questi modelli fornirà uno strumento di gestione globale per la depurazione della laguna.
Per ulteriori informazioni:
* B.Huberlant, Aquafin nv, fax: +32 3 450 48 24.
* R. Kellagher HR Wallingford, fax: +44 1491 82 59 16.
* G.Haesen ,DG XIII,fax: + 352 4301 34 129.
(Fonte comunitaria)