Edizioni Scienza e Governo - Ambiente Risorse Salute

Ambiente Risorse Salute
Maggio '99

Accordi internazionali riguardanti gli oceani

Circa 80 accordi internazionali trattano i temi della biodiversità marina, della pesca, dell'accesso alle risorse e della loro valorizzazione durevole, e della lotta contro l'inquinamento dei mari. Esistono anche degli accordi regionali tipo la Convenzione sulla conservazione della fauna e della flora dell'Antartico (1984) e il Trattato sull'Antartico (1959), la Convenzione sulla protezione dell'ambiente marino nella zona del mare Baltico (1974), la Convenzione per la protezione del mare Mediterraneo contro l'inquinamento (1976), la Convenzione regionale del Koweit per la cooperazione rivolta alla protezione dell'ambiente marino contro l'inquinamento (1978).
Conoscere questi strumenti e il modo in cui sono applicati può aiutare a comprendere come i governi prendono a scala internazionale impegni politici riguardanti la gestione degli oceani e come queste responsabilità vengono a far parte della cittadinanza nazionale e mondiale.
La Convenzione sulla diversità biologica è il pilastro su cui si fondano gli sforzi della conservazione della diversità biologica a livello planetario, ivi compresa la biodiversità marina, condotta dalla comunità internazionale. Mentre all'inizio questi sforzi vertevano soprattutto sugli ecosistemi terrestri, si è colto attualmente che le minacce che pesano sulla biodiversità marina sono immediate e gravi.
E' per questa ragione che i governi hanno deciso di mettere la biodiversità marina al centro di un piano di lavoro a medio termine per gli anni a venire.
Malgrado l'importanza degli ecosistemi marini, non esiste molta esperienza a scala nazionale di una pianificazione specificamente mirata alla conservazione della biodiversità marina, e le priorità di finanziamento rivolto alla realizzazione di questo tipo di piano non sono state ancora definite.

Action 21

  Il capitolo 17 del programma Action 21 riguarda la protezione degli oceani, di tutti tipi di mare, compresi i mari chiusi o semichiusi, e delle zone costiere , così come la protezione, l'utilizzazione razionale e la valorizzazione delle loro risorse viventi. Le azioni raccomandate sono le seguenti:
* gestione integrata e sviluppo durevole delle zone costiere, inclusa la zona economica allargata (ZEE), e protezione dell'ambiente marino per prevenire, ridurre e controllare l'impatto delle attività terrestri;
* gestione durevole e conservazione delle risorse biologiche marine in alto mare e delle risorse biologiche marine dipendenti dalla giurisdizione nazionale;
* esame delle incertezze fondamentali relative alla gestione dell'ambiente marino nel quadro dei cambiamenti climatici, e lo sviluppo durevole delle isole;
* rafforzamento della cooperazione e del coordinamento internazionale, in particolare a livello regionale.
Nella sua quarta sessione (aprile-maggio 1996), la Commissione dello sviluppo durevole (CDD) ha fatto il punto sullo stato d'applicazione del capitolo 17 dell'Action 21 e ha determinato i campi in cui sono necessari ancora dei progressi, fra gli altri: risorse in pesci, risorse finanziarie, rafforzamento delle capacità e applicazione delle norme, regolamenti e convenzioni internazionali in vigore.
Il Programma d'azione mondiale per la protezione dell'ambiente marino contro l'inquinamento dovuto alle attività terrestri, adottato nel novembre 1995, è la base dell'azione condotta a scala sia nazionale che internazionale per ridurre l'inquinamento degli oceani di origine tellurica:
* migliorando gli habitat e la produttività costiera,
* riducendo le minacce che pesano sulla sicurezza alimentare e i rischi per la salute umana;
* controllando di più le attività condotte nella zona costiera, al fine di bloccare e invertire i processi di degradazione che colpisce questa zona.
   La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) stabilisce i diritti e i doveri delle nazioni per quanto concerne la protezione dell'ambiente marino e l'utilizzazione e la valorizzazione in modo durevole delle zone e delle risorse marine. Adottata nel 1982, è entrata in vigore nel novembre del 1984.
Accordo relativo agli stock di pesce i cui spostamenti si effettuano sia all'interno che al di là delle zone economiche esclusive (stock che si accavallano) e stock di pesci grandi migratori: adottato ai fini dell'applicazione dell'UNCLOS, quest'accordo impegna legalmente i paesi a conservare e gestire in modo durevole gli stock di pesci e a regolamentare pacificamente le differenze suscettibili di sopravvenire in materia di pesca d'altura.
Le misure di conservazione e di gestione previste comprendono il ricorso al "principio di cautela" nella definizione dei regimi di conservazione, mentre solo gli Stati che accettano di rispettare le misure di conservazione e di gestione adottate dalle organizzazioni regionali sono autorizzati ad accedere ai luoghi di pesca amministrati da queste.
Il Codice di condotta per una pesca responsabile stabilisce i principi e le norme da osservare in materia di conservazione, gestione e valorizzazione delle risorse della pesca.
Adottato il 31 ottobre 1995 dalla Conferenza della Fao, costituisce il quadro indispensabile per gli sforzi da condurre a scala nazionale e internazionale per assicurare lo sfruttamento durevole, la conservazione, la gestione e lo sviluppo delle risorse acquatiche viventi, nel rispetto degli ecosistemi e della biodiversità.
(Fonte: Connexion)
Per ulteriori informazioni: Paul Holthus, Programma di conservazione dell'ambiente marino e costiero. Sede dell'UICN, Svizzera.