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FEBBRAIO 1999

Canneti per trattare i reflui degli impianti di depurazione

L’ultima novità nel settore della fitodepurazione dei liquami viene dalla Southern Water, una delle principali aziende dell’acqua britanniche; per trattare i reflui degli impianti di depurazione dei liquami in modo semplice, naturale e con pochi sforzi oltre a quelli iniziali di approntamento, ha pensato di affidarsi ai canneti. Quando il terreno è disponibile, le canne costituiscono infatti una soluzione a basso contenuto tecnologico al problema della qualità degli effluenti degli impianti di trattamento situati in un contesto rurale.

La Southern Water ha piantato venti canneti, principalmente presso piccoli impianti di depurazione rurali; uno è stato però costituito nelle vicinanze del più grande impianto di depurazione del Paese, a Redgate Mill.

Creato nel 1996, il canneto di Redgate Mill serve un’area abitata da 25 000 persone. Esteso su una superficie di 2 ettari, è formato da 80 000 piante di Phragmites australis, che filtrano gli effluenti attraverso un letto di ghiaia. Mentre i canneti svolgono l’opera di filtraggio, i microrganismi della ghiaia frantumano la materia organica e ossidano i composti a base di ammoniaca. Per svilupparsi, le canne utilizzano i nutrienti disponibili, mentre le radici contribuiscono a mantenere i canali aperti attraverso la ghiaia per consentire il regolare flusso degli effluenti. Gli steli e le radici prendono parte al processo di filtraggio soprattutto quando i canneti si riempiono fino a superare lo strato di ghiaia.

Oltre a comportare consumi di energia quasi pari a zero, questo genere di fitodepurazione presenta bassi costi di manutenzione; inoltre i canneti sono un habitat ideale per la fauna selvatica.
Fonte: Made in Britain